William Bruce Cameron.
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Il viaggio di Buddy. Un'altra storia per umani.
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Titolo originale: A dog's journey. 
Traduzione di Linda De Angelis.
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2012. Giunti Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Lo avevamo lasciato al fianco di Ethan, suo padrone da sempre, ma  tempo per Bailey di reincarnarsi ancora, perch una vita sola non basta per imparare
il vero senso della lealt, della generosit e del coraggio. Un nuovo, avventuroso destino lo attende ora con il nome di Buddy. Buddy viene adottato da Clarity, la bambina ficcanaso che tirava sempre fuori dai guai e che ora  un'adolescente vivace e molto, molto inquieta. Quando all'improvviso i due vengono separati, Buddy  disperato: come potr cavarsela Clarity senza il suo sguardo vigile e il suo amore incondizionato? 
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1.
Mentre me ne stavo sdraiato al sole sul molo di legno dello stagno, di due cose potevo essere certo: il mio nome era Buddy ed ero un bravo cane.
Il pelo delle mie zampe era nero, cos come il resto del mio corpo, ma la parte inferiore, con il passare del tempo, si era imbiancata. Avevo avuto una vita lunga e intensa, insieme a un ragazzo chiamato Ethan. Proprio qui, su questo stesso molo, in questa fattoria, avevo trascorso molti pomeriggi oziosi godendomi una nuotata nello stagno o abbaiando alle anatre.
Questa era la mia seconda estate senza Ethan. Quando era morto, avevo sentito un dolore acuto, molto pi intenso di qualunque altra sofferenza avessi mai provato. Ora il dolore somigliava pi a un mal di stomaco e, anche se meno forte, non mi abbandonava mai. Solo il sonno mi dava sollievo. Mentre dormivo, Ethan era nei miei sogni e correva con me.
Ero un vecchio cane e sapevo che un giorno, prima o poi, sarei stato colto da un sonno molto pi profondo, come era gi successo in passato. Quel sonno era arrivato quando il mio nome era Toby e vivevo la mia stupida prima vita, con l'unica preoccupazione di giocare con gli altri cani. Era arrivato quando il mio nome era Bailey, avevo incontrato quel ragazzo, Ethan, padrone per la prima volta e volergli bene era diventata la mia sola ragione di vita. Era arrivato quando mi chiamavo Ellie e il mio compito era quello di trovare le persone e salvarle. Ma ero sicuro che stavolta, quando il profondo sonno fosse tornato a trovarmi, alla fine di questa vita come Buddy, non sarei mai pi rinato. Sapevo con certezza che avevo raggiunto il mio scopo in questo mondo e che non c'era nessuna ragione, per me, di continuare a essere un cane. Perci, che la fine arrivasse questa estate o la prossima, non avrebbe fatto alcuna differenza. Ethan, amare Ethan era stata la principale ragione della mia vita, e lo avevo fatto nel miglior modo possibile. Ero un bravo cane.
Per...
Per, mentre me ne stavo l sdraiato al sole, la mia attenzione fu attratta da uno dei tanti bambini della famiglia di Ethan che, con andatura traballante, si dirigeva verso il bordo del molo. Era una bambina che aveva iniziato a camminare da poco, quindi ogni passo era incerto. Indossava dei pantaloni bianchi a palloncino e una camicetta leggera. Immaginai di saltare in acqua e di riportarla in superficie trascinandola proprio per quella camicetta e mi lasciai scappare un leggero guaito.
La mamma della bambina si chiamava Gloria. Anche lei si trovava sul molo, distesa immobile su una sedia a sdraio, con due fette di cetriolo sugli occhi. Le sue mani tenevano un guinzaglio allacciato intorno alla vita della bambina, ma aveva allentato la presa e cos ora la piccola si trascinava dietro il guinzaglio mentre avanzava puntando allo stagno.
Quando ero cucciolo la mia risposta a un guinzaglio allentato era mettermi a esplorare, e la bambina stava facendo esattamente la stessa cosa.
Questa era la seconda volta che Gloria veniva alla Fattoria. La visita precedente era stata durante l'inverno. Ethan era ancora vivo e Gloria gli aveva dato la bambina in braccio chiamandolo Nonno. Dopo che Gloria se nera andata, Ethan e la sua compagna, Hannah, avevano ripetuto il suo nome a voce alta tante volte, in rumorose serate, e nelle loro conversazioni c'era molta tristezza.
Avevano anche fatto il nome di Clarity, la bambina, anche se spesso Gloria la chiamava Clarity June.
Ero sicuro che Ethan volesse che tenessi d'occhio la piccola, perch sembrava avere la tendenza a mettersi sempre nei guai. Proprio qualche giorno prima, mentre me ne stavo accucciato mogio in un angolo, si era trascinata sotto la voliera e si era infilata in bocca una manciata di mangime per uccelli caduto a terra. Di solito, quando erano gli scoiattoli a mangiarlo, il mio compito era quello di spaventarli per farli andare via, ma non ero sicuro di cosa dovessi fare con Clarity. Di una cosa per ero certo: ai bambini era vietato ingoiare mangime per gli uccelli. E infatti avevo ragione, perch quando alla fine mi decisi ad abbaiare un paio di volte, Gloria, che fino ad allora era rimasta sdraiata a pancia in gi sull'asciugamano, si alz e si arrabbi moltissimo.
Le lanciai uno sguardo. Avrei forse dovuto abbaiare? I bambini saltavano spesso nello stagno, ma erano tutti pi grandi della piccola Clarity. Eppure, dal modo in cui la bambina procedeva, ero sicuro che sarebbe finita in acqua. I bambini piccoli potevano fare il bagno nello stagno solo in braccio a un adulto. Rivolsi lo sguardo verso la casa. Hannah era fuori, inginocchiata e tutta concentrata a sistemare i fiori lungo il vialetto, quindi troppo distante per poter intervenire nel caso in cui Clarity fosse caduta in acqua. Ero certo che anche lei voleva che tenessi d'occhio la bambina. Era il mio nuovo compito.
Clarity si stava avvicinando al bordo. Lanciai un altro guaito, stavolta pi forte.
Sssh disse Gloria, senza aprire gli occhi. Non capii il significato della parola, ma il tono brusco era chiarissimo.
Clarity non si volt neanche. Sul bordo del molo, dopo aver vacillato per qualche istante, cadde dritta in acqua.
Le mie unghie si conficcarono nel legno mentre mi lanciavo dalla banchina nell'acqua tiepida dello stagno. Muovendosi tutta scomposta, Clarity venne a galla per un attimo, ma la sua testa rimase per la maggior parte sotto la superficie. La raggiunsi in pochi secondi, le addentai la camicetta con cautela e dopo averle tirato la testa fuori dall'acqua, mi diressi verso la riva.
Gloria inizi a urlare. Oh mio Dio! Clarity! E proprio quando le mie zampe toccarono il fondo fangoso dello stagno, inizi ad avanzare a fatica nell'acqua.
Cane cattivo! url Gloria, afferrando Clarity con decisione. Sei un cane cattivo! Molto cattivo!
Nascosi il muso fra le zampe.
Gloria! Che cosa  successo? url Hannah correndo verso di noi.
Il tuo cane ha fatto cadere la bambina nello stagno. Clarity rischiava di affogare! Mi sono dovuta tuffare per salvarla e ora sono tutta bagnata!
Dal tono delle loro voci, era chiaro che fossero tutti molto preoccupati.
Buddy? disse Hannah.
Non osai guardarla. Scodinzolai debolmente e la mia coda sfior la superficie del laghetto. Non capivo cosa avessi fatto di sbagliato, ma era evidente che fossero tutti arrabbiati con me.
Tutti, a eccezione di Clarity. Provai a rivolgerle uno sguardo, ma solo perch sentivo che si stava dimenando fra le braccia di sua madre e che allungava le manine verso di me.
Bubby farfugli Clarity. Aveva pantaloni zuppi e l'acqua le scendeva gi per le gambe. Abbassai gli occhi di nuovo.
Gloria sbuff. Hannah, ti dispiace tenere tu la bambina? Ha il pannolino tutto bagnato e io vorrei prendere il sole sulla schiena. Mi voglio abbronzare da tutti e due i lati.
Certo disse Hannah. Buddy, andiamo.
Felice che l'intera faccenda fosse stata dimenticata, balzai fuori dall'acqua agitando la coda.
Non ci provare! disse Gloria allontanandosi da me con una specie di salto. Era chiaro, dal tono, che Gloria mi stava lanciando un avvertimento, ma non ero sicuro di cosa volesse dirmi. Cos mi scrollai dalla testa alla coda, togliendomi di dosso l'acqua dello stagno.
Che schifo! url Gloria. Mi rimprover severamente, puntandomi il dito contro e utilizzando tutta una serie di parole a me sconosciute. L'espressione cane cattivo per la ripet diverse volte. Abbassai la testa, sbattendo gli occhi.
Buddy, andiamo mi richiam Hannah. Il suo tono era dolce e cos la seguii ubbidiente mentre risalivamo verso casa.
Bubby continuava a ripetere Clarity. Bubby.
Appena arrivammo davanti ai gradini che conducevano in casa, mi fermai. Avevo uno strano sapore in bocca. Mi era gi successo in passato. Mi ricordai di quella volta in cui, rovistando fra dei succulenti sacchi della spazzatura, avevo trovato un tegame di metallo sottile, e dopo averlo leccato fino a farlo brillare, tanto per provare, lo avevo anche addentato. Il sapore del metallo per era cos disgustoso che avevo sputato la saliva. Ma il sapore che avevo in bocca ora non riuscivo a sputarlo via, me lo sentivo sulla lingua, nel naso.
Buddy? Hannah era in piedi sulla veranda e mi osservava con attenzione. Che c' che non va?
Scodinzolando saltai sulla veranda e mi intrufolai in casa per primo non appena Hannah apr la porta.
Superare quella soglia, sia che fosse per entrare in casa, sia che fosse per uscire, era sempre divertente, perch in ogni caso significava che stavamo per fare qualcosa di nuovo.
Pi tardi mi misi di guardia mentre Hannah e Clarity avevano iniziato un nuovo gioco.
Hannah prendeva Clarity in braccio, la portava in cima alle scale e poi rimaneva a guardarla mentre la bambina gattonava all'indietro gi per i gradini. Quindi Hannah esclamava puntualmente Ma che brava bambina! e io agitavo la coda. Quando Clarity raggiungeva l'ultimo scalino, le leccavo la faccia e lei lanciava un risolino tendendo le braccia verso Hannah e la pregava: Atta votta. Atta votta nonna. A quelle parole Hannah sollevava la bambina, le dava un bacio e la portava di nuovo in cima alle scale per ricominciare tutto da capo.
Quando mi sentii sicuro che le due non corressero pericoli, me ne andai nella parte del soggiorno che preferivo, camminai in cerchio e mi sdraiai per terra con un sospiro. Qualche minuto dopo, Clarity mi raggiunse trascinandosi dietro la sua copertina. In bocca aveva quella cosa che ciucciava sempre senza mai ingoiarla.
Bubby disse. Si mise a quattro zampe, gatton verso di me e mi si rannicchi contro tirandosi addosso la coperta con le manine. Le annusai la testa. Nessuno al mondo aveva quell'odore. Il suo profumo mi riemp di un tepore che mi fece addormentare dolcemente.
Dormivamo ancora quando udii la porta sbattere e Gloria entrare nella stanza. Oh, Clarity! esclam. Il mio sguardo era ancora annebbiato, quando Gloria si abbass e sollev la bambina dal suo giaciglio. Il punto in cui Clarity si era accoccolata rimase improvvisamente vuoto e freddo senza di lei.
Hannah si affacci dalla cucina. Sto preparando dei biscotti disse.
Mi rizzai sulle zampe: l'ultima parola la conoscevo bene. Scodinzolando andai verso Hannah e le odorai le mani che profumavano di dolci.
La bambina stava dormendo addosso al cane disse Gloria. Sentii la parola cane e, come al solito, dal tono mi sembr che Gloria ce l'avesse con me. Mi chiesi se mi avrebbero lasciato senza biscotti.
Esatto, rispose Hannah Clarity gli si  rannicchiata addosso.
Preferirei che mia figlia non dormisse vicino al cane. Se Buddy si fosse rigirato avrebbe potuto schiacciarla.
Guardai Hannah, cercando di capire perch avessero pronunciato il mio nome. Hannah si mise una mano davanti alla bocca e disse: Ma io... Certo, va bene. Non succeder pi.
Clarity era ancora addormentata, la testolina appoggiata sulla spalla di sua madre. Gloria la pass a Hannah, sospir, e si mise seduta al tavolo della cucina. C' del t freddo?
Te lo prendo subito. Con la bambina in braccio, Hannah si avvicin alla cucina. Tir fuori diverse cose dalla credenza, ma dei biscotti nessuna traccia. Eppure ne sentivo l'odore nell'aria, zuccheroso e avvolgente. Mi sedetti ubbidiente ad aspettare.
Quando io e Clarity siamo qui, credo solo che sarebbe meglio se il cane stesse fuori in cortile disse Gloria sorseggiando la bibita. Hannah le si sedette accanto.
Clarity nel frattempo aveva iniziato ad agitarsi e Hannah le dette qualche colpetto sulla schiena.
Oh, no. Non potrei mai.
Mi sdraiai con un guaito, chiedendomi perch mai la gente parlasse sempre di biscotti e poi non me ne desse neanche uno. Dopotutto me lo meritavo.
Buddy fa parte della famiglia disse Hannah. Mezzo insonnolito alzai la testa e la guardai: ancora niente biscotti. Ti ho mai raccontato di come io e Ethan ci mettemmo insieme proprio per merito suo?
Alla parola Ethan mi irrigidii. In casa veniva nominato sempre meno, e non c'era volta in cui il suono del suo nome non mi facesse pensare al suo odore o alle sue mani sul mio pelo.
Un cane vi ha fatto mettere insieme? chiese Gloria.
Io e Ethan ci conoscevamo sin da quando eravamo piccoli. Eravamo fidanzati ai tempi della scuola, ma subito dopo l'incendio - sai l'incendio in cui Ethan rimase ferito alla gamba?...
Tuo figlio forse me l'ha accennato, non sono sicura. Ma di solito Henry parlava di se stesso. Lo sai come sono fatti gli uomini.
Insomma, dopo l'incendio, Ethan... Qualcosa di brutto gli era rimasto dentro, e io ero troppo giovane, non abbastanza matura intendo, per aiutarlo ad affrontare la cosa.
Sentii che Hannah era diventata triste e capii che aveva bisogno di me. Cos, sempre da sotto il tavolo, mi avvicinai e le appoggiai la testa sulle gambe. Lei mi accarezz dolcemente, mentre i piedi nudi di Clarity penzolavano sopra di me.
Allora Ethan aveva un altro cane, un meraviglioso Golden Retriever. Si chiamava Bailey Era il suo cane citrullo.
Sentendo pronunciare Bailey e cane citrullo scodinzolai. Quando Ethan mi chiamava cos lo faceva sempre con immenso affetto, poi mi abbracciava e io gli leccavo la faccia. In quel momento Ethan mi manc pi di quanto non mi fosse mai mancato prima, e sentii che anche per Hannah era cos. Leccai la mano che mi stava accarezzando, lei abbass gli occhi verso di me e mi sorrise.
Anche tu sei un bravo cane, Buddy disse Hannah. A sentirmi dire bravo, agitai la coda ancora un po'. Forse, dopotutto, alla fine di questa conversazione ce l'avrei fatta a ottenere un paio di biscotti.
Alla fine le nostre strade si erano separate. Io avevo conosciuto Matthew, ci eravamo sposati e avevamo avuto tre figli: Rachel, Cindy e ovviamente Henry.
Gloria fece un verso sommesso, ma non mi voltai. Hannah continuava ad accarezzarmi la testa e non volevo che smettesse.
Dopo la morte di Matthew, decisi che mi mancavano i miei figli, cos tornai in citt. Buddy avr avuto pi o meno un anno, quando un giorno segu Rachel fino a casa. Aveva una targhetta al collare e quando la guardai, be', rimasi piuttosto stupita nel leggere il nome di Ethan. Ma il mio stupore fu nulla paragonato a quello di Ethan quando gli telefonai! Mi ero sempre ripromessa di andarlo a trovare, ma poi non avevo mai trovato il coraggio di farlo.  sciocco, ma fra di noi non era finita bene e anche se erano passati diversi anni, non lo so, forse mi vergognavo.
Non me ne parlare, ho ben presente cosa vuol dire lasciarsi. Mi  successo cos tante volte... borbott Gloria.
Immagino rispose Hannah abbassando lo sguardo verso di me con un sorriso. Quando vidi Ethan, dopo tutti quegli anni, fu come se non ci fossimo mai lasciati. Appartenevamo l'uno all'altra. Ovviamente non direi mai queste cose ai miei figli, ma era Ethan la mia anima gemella. Eppure, se non fosse stato per Buddy, forse non ci saremmo mai pi rincontrati.
Mi piaceva un sacco sentire il mio nome e quello di Ethan pronunciati ad alta voce. Sentii l'amore di Hannah e anche la sua tristezza mentre mi osservava sorridendo.
Guarda un po' che ora si  fatta! disse. Poi si alz e pass la bambina a Gloria. Clarity si dimen, sbadigliando e agitando il suo pugnetto chiuso in aria. Un rumore metallico accompagn i dolci fuori dal forno caldo e un odore delizioso inond la cucina, ma Hannah non me ne diede neanche uno.
Per conto mio, il fatto che i biscotti fossero l a stuzzicarmi l'appetito a due passi dal naso, e che non me ne dessero neanche uno, era la pi grande tragedia della giornata.
Star via per un'oretta e mezza disse Hannah a Gloria. Allung un braccio per prendere quella specie di giocattoli chiamati chiavi e sentii il tintinnio metallico che voleva dire che uscivamo in macchina. Rimasi all'erta, combattuto tra la voglia di fare un giro in auto e quella di rimanere dov'erano i biscotti.
Tu rimani qui, Buddy disse Hannah. Gloria, mi raccomando, tieni chiusa la porta della cantina. Clarity adora fare su e gi per le scale, e l sotto ho dovuto mettere del veleno per topi.
Topi? Ci sono i topi? chiese Gloria bruscamente. Clarity intanto si era svegliata del tutto e si dimenava fra le braccia di sua madre.
S,  una fattoria questa. Ogni tanto ci sono i topi. Gloria, non  un problema. Tieni la porta chiusa, tutto qua. Sentii che Hannah era un po' arrabbiata e la guardai con ansia cercando di capire cosa stesse succedendo. Ma, come accadeva spesso in queste situazioni, le emozioni pi forti rimanevano nell'ombra. Le persone sono cos, hanno sentimenti complicati e troppo difficili da capire per un cane.
Quando Hannah usc, la seguii fino all'auto. No, Buddy. Tu rimani qui. Il messaggio era chiaro, specialmente dopo che Hannah si era infilata in macchina e aveva richiuso la portiera lasciandomi fuori. Sentii il tintinnio delle chiavi e scodinzolai sperando che cambiasse idea, ma una volta che l'auto arriv in fondo al vialetto capii che quel giorno non ci sarebbe stato nessun giro in macchina per me.
Rientrai in casa passando dalla gattaiola. Clarity era seduta sulla sua sedia speciale, quella con il vassoio davanti. Gloria era chinata in avanti mentre cercava di infilare qualche cucchiaiata di cibo nella bocca della bambina, che non faceva che risputarlo fuori. Avevo assaggiato il cibo di Clarity e non potevo darle torto. Spesso le era permesso mangiare dei bocconi da sola, ma quando si trattava di quella robaccia, sia Gloria, sia Hannah erano costrette a infilargliela in bocca con la forza.
Bubby! farfugli Clarity, sbattendo felice le mani sul vassoio. Parte del cibo schizz sulla faccia della madre, che si alz di scatto, si pul il viso con un panno e poi mi rivolse uno sguardo minaccioso. Abbassai gli occhi.
Non posso credere che ti lasci gironzolare cos per casa, come se fossi il padrone mormor.
Non avevo mai sperato nel fatto che Gloria potesse darmi un biscotto.
Ma non quando comando io aggiunse. Mi osserv in silenzio per alcuni secondi e poi fece una smorfia. Bene, vieni qui! mi ordin.
La seguii ubbidiente fino alla porta della cantina. Gloria la apr. Vai. Entra!
Capii cosa voleva e attraversai la soglia. Mi ritrovai su un piccolo pianerottolo, rivestito di moquette, in cima alle scale. Lo spazio era piccolo, bastava appena per voltarmi e guardare Gloria.
Rimani l disse lei chiudendo la porta. All'improvviso si fece molto pi buio.
I gradini per scendere in cantina erano di legno, e mentre scendevo li sentivo cigolare. Non andavo spesso l sotto. Sentivo l'odore di un sacco di cose nuove e interessanti. Cose che volevo annusare e, perch no, mangiare.

2.
La cantina era quasi al buio e sia i muri, sia gli angoli della stanza emanavano un penetrante odore di umidit. Sugli scaffali di legno c'erano bottiglie ricoperte di muffa e una scatola di cartone con le pareti un po' afflosciate, piena di vestiti. Rilasciava un fantastico miscuglio di odori appartenuti ai tanti bambini che, nel corso degli anni, erano stati alla Fattoria. Respirai profondamente e mi ricordai delle estati passate a scorrazzare nei campi e degli inverni trascorsi a sprofondare nella neve.
Eppure, nonostante tutti quegli odori meravigliosi, non c'era niente che mi andasse di mangiare.
Dopo un po', sentii il rumore familiare della macchina di Hannah risalire su per il vialetto. La porta in cima alle scale della cantina si apr con uno scatto.
Buddy! Vieni subito qui! mi disse Gloria in tono brusco.
Mi affrettai su per le scale, ma inciampai nel buio. Sentii un dolore acuto e profondo alla zampa posteriore sinistra. Mi fermai e guardai verso Gloria, una sagoma nella luce della porta aperta. Volevo che mi dicesse che il dolore che avevo appena provato non era niente.
Ho detto vieni qui! esclam Gloria alzando la voce.
Appena feci un primo passo lanciai un piccolo guaito, ma sapevo di dover fare quello che diceva. Evitai di forzare sulla zampa e il dolore sembr diminuire.
Allora vieni s o no? disse Gloria scendendo due gradini e venendomi incontro.
Non avevo nessuna voglia che Gloria mi toccasse e sapevo che era arrabbiata con me per qualche motivo, perci mi ritrassi.
La voce di Hannah rimbomb dal piano di sopra. C' nessuno? Affrettai il passo e il dolore sembr diminuire. Gloria si volt ed entrammo in cucina insieme.
Gloria? disse Hannah posando le buste della spesa. Dov' Clarity? Mi avvicinai a lei scodinzolando.
Sono finalmente riuscita a farla addormentare.
Cosa stavi facendo gi in cantina?
Stavo... cercando del vino
Del vino? In cantina? Hannah allung una mano verso di me e la annusai. Odorava di dolce. Ero cos felice che fosse tornata a casa.
Be', in fondo  una cantina...
Ah, certo. No, credo di avere del vino nella credenza sotto il tostapane. Hannah mi guard e cominciai a scodinzolare. Buddy? Stai zoppicando?
Mi misi a sedere. Hannah si allontan da me di qualche passo, mi chiam e andai da lei.
Gloria, secondo te zoppica? chiese.
Cosa vuoi che ne sappia io? Mi occupo di bambini, non di cani.
Buddy? Ti sei fatto male alla zampa? Agitai la coda, felice delle sue attenzioni. Hannah si abbass, mi diede un bacio sulla fronte e io ricambiai leccandole la faccia. Poi si avvicin alla cucina.
Oh, non hai mangiato i biscotti. Non li vuoi? domand.
Non posso mangiare biscotti, io rispose Gloria irritata.
Non avevo mai sentito pronunciare la parola biscotti con tono cos negativo.
Hannah non rispose, ma mentre toglieva la spesa dalle buste e la metteva a posto la sentii sospirare leggermente. A volte, quando rientrava a casa, Hannah mi portava un osso. Stavolta, per, dagli odori che sentivo capii che non ne aveva trovato neanche uno. La guardai rimanendo all'erta, magari mi stavo sbagliando.
E non voglio neanche che Clarity ne mangi aggiunse Gloria un minuto dopo.  gi abbastanza paffuta.
Hannah rise e poi si blocc. Ah, parli sul serio.
Certo che parlo sul serio.
Dopo qualche istante, Hannah torn a occuparsi delle buste della spesa. Va bene Gloria disse a bassa voce.
Qualche giorno dopo, Gloria era seduta al sole in giardino, con le ginocchia al petto. Aveva delle piccole palline pelose fra le dita dei piedi e si toccava le unghie con un bastoncino ricoperto di una sostanza che mi faceva venire le lacrime agli occhi. Dopo averla toccata, ogni unghia diventava pi scura.
L'odore era cos forte che faceva svanire completamente quello strano sapore che avevo in bocca e che, giorno dopo giorno, si era fatto sempre pi forte e persistente.
Fino a quel momento Clarity aveva passato il tempo con un giocattolo, ma ora si era alzata e si stava allontanando con andatura traballante. Rivolsi lo sguardo verso Gloria. Era intenta a guardarsi le dita dei piedi con gli occhi socchiusi e la punta della lingua fuori dalla bocca.
Clarity, non ti allontanare disse con aria assente.
Da quando era arrivata alla Fattoria, Clarity era passata da una camminata lenta e incerta, che la faceva finire sempre a quattro zampe, a un'andatura veloce, quasi una corsa. Ora si stava dirigendo decisa verso la stalla, cos la seguii chiedendomi cosa dovessi fare.
Il cavallo nella stalla si chiamava Troy e quando Ethan era ancora in vita a volte lo cavalcava. La cosa non mi piaceva granch, perch un cavallo non  affidabile quanto un cane. Da ragazzo, Ethan era caduto da cavallo, ma nessuno  mai caduto da un cane. Neanche Hannah cavalcava mai Troy.
Entrammo nella stalla e Troy sbuff per la nostra presenza. L'aria odorava di fieno e di cavallo. Clarity si avvicin al box. Lui mosse la testa su e gi con uno scatto veloce e lanci un altro sbuffo. Clarity si aggrapp alle sbarre del cancello con le sue manine. Cavalluccio disse tutta eccitata mentre saltava piena di gioia.
Sentivo che Troy si irrigidiva sempre di pi. Al cavallo non piacevo molto e in passato avevo notato che la mia presenza nella stalla lo rendeva nervoso. Clarity allung una mano per accarezzare Troy attraverso le sbarre, ma lui si ritrasse.
Mi avvicinai a lei e la toccai con la punta del naso. Se voleva accarezzare qualcosa, non c'era niente di meglio di un cane. Clarity fissava Troy senza distogliere lo sguardo. I suoi occhi erano spalancati e radiosi, e se ne stava l a bocca aperta, quasi senza fiato.
Il cancello era tenuto chiuso da una catena che, quando Clarity si appoggi contro le sbarre, si allent lasciando un varco. Sapevo cosa avrebbe fatto Clarity ancora prima che succedesse. Lanciando gridolini di gioia, la bambina scivol lungo il cancello avanzando di traverso fino al varco e ci si infil a forza.
Dritta dentro la cuccia di Troy.
Troy si muoveva avanti e indietro, scuotendo la testa e sbuffando. Aveva gli occhi spalancati e i gli zoccoli sembravano colpire il terreno sempre pi forte. Riuscivo a percepire l'agitazione che gli percorreva la pelle, come il sudore.
Cavalluccio disse Clarity.
Misi la testa nella fessura e spinsi forte cercando di infilarmi dentro. Cominciai a sentire di nuovo quel dolore alla zampa sinistra, ma lo ignorai concentrato com'ero a passare attraverso l'apertura: prima le spalle e poi i fianchi. Ansimante, riuscii a entrare proprio quando Clarity stava iniziando ad andare incontro al cavallo, con le mani alzate verso Troy che batteva le zampe e sbuffava. Ero certo che avrebbe schiacciato la bambina.
Avevo paura del cavallo. Era grosso e potente e sapevo che se mi avesse colpito con uno zoccolo mi avrebbe fatto male. Il mio istinto mi diceva di stare indietro e di uscire di l, ma Clarity era in pericolo e dovevo fare qualcosa. E subito anche.
Mi dimenticai della paura e abbaiai con tutta la furia che avevo in corpo. Strinsi la bocca mostrandogli i denti e avanzando mi misi fra Troy e Clarity. Lui alz le zampe dal suolo per un breve istante ed emise un suono simile a un urlo stridulo. Indietreggiai, continuando ad abbaiare, spingendo Clarity in un angolo con il fianco. Il passo di Troy si faceva sempre pi agitato, e gli zoccoli colpivano il terreno vicino al mio muso, mentre io continuavo a ringhiare e a mostrargli i denti.
Buddy? Buddy! sentii Hannah chiamare in preda al panico da fuori. Clarity era dietro di me, aggrappata con le sue piccole mani al mio corpo, e cercava di non cadere. Il cavallo avrebbe potuto colpirmi, ma ero deciso a rimanere fra lui e la bambina. Uno zoccolo mi sfior l'orecchio e feci per azzannarlo.
In quel momento Hannah si lanci dentro la stalla. Troy! grid, lev la catena e il cancello si apr di scatto. Il cavallo le pass accanto con un balzo e si lanci nel cortile attraverso la porta a due ante.
Sentii che Hannah era arrabbiata e impaurita. Si chin verso Clarity e la prese in braccio. Oh tesoro, va tutto bene, va tutto bene disse.
Clarity batt le mani sorridendo e ripetendo felice: Cavalluccio!.
Hannah avvicin una mano verso di me e mi accarezz. Mi sentii sollevato nel sapere che non ero finito nei pasticci.
S,  un bel cavalluccio,  proprio cos tesoro! Tu per non devi stare qui.
Appena uscimmo, Gloria ci raggiunse. Camminava in maniera strana, come se le facessero male i piedi.
Cosa  successo? chiese.
Clarity  entrata nella stalla di Troy. Avrebbe potuto... Che spavento!
Oh no! Clarity, non si fa! Gloria prese la bambina stringendosela al petto. Non devi pi far prendere un simile spavento alla mamma, capito?
Hannah incroci le braccia. Non so come sia potuta arrivare fin qui senza che te ne accorgessi.
Deve aver seguito il cane.
Capisco. Mi sembrava che Hannah fosse ancora arrabbiata e cos abbassai un po' la testa d'istinto, sentendomi in colpa.
Puoi tenerla tu? chiese Gloria porgendo Clarity ad Hannah.
Da quel giorno, continuai a sentire quel dolore al fianco. Il fastidio non era cos forte da farmi zoppicare, era pi un dolore leggero che non mi abbandonava mai. Eppure non c'era niente che non andasse alla mia zampa, non c'era nulla da leccare.
Durante la cena mi piaceva rimanere sotto il tavolo e ripulire gli avanzi di cibo che cadevano sul pavimento. Quando c'erano molti bambini in giro, di solito potevo contare su diversi bocconcini, ma al momento c'era solo Clarity e, come ho gi detto, il suo cibo faceva schifo. Ma se qualcosa cadeva a terra lo mangiavo comunque. Qualche sera dopo l'incidente con il cavallo, me ne stavo sdraiato sotto al tavolo, quando mi accorsi che Hannah sembrava un po' nervosa e in ansia. Mi misi a sedere e le spinsi il naso contro, ma mi accarezz in maniera distratta.
Nessuna telefonata per me da quel dottore... Bill? chiese Gloria.
No, ti ho detto che te lo avrei fatto sapere.
Non capisco perch gli uomini facciano cos. Prima ti chiedono il numero di telefono e poi non ti chiamano.
Gloria. Stavo pensando a una cosa.
Che cosa?
Be', innanzitutto volevo dirti che anche se tu e Henry non state pi insieme e anche se non vi siete mai sposati, tu sei la madre di mia nipote e sarai sempre parte della famiglia. Sei sempre la benvenuta in questa casa.
Grazie rispose Gloria.  la stessa cosa anche per me.
E mi dispiace che Henry lavori all'estero. Mi ha detto che sta cercando un lavoro qui, per poter passare pi tempo con Clarity.
Quando sentii pronunciare il nome di Clarity, guardai verso i suoi piedini. Da sotto al tavolo, era tutto quello che potevo vedere. Li muoveva avanti e indietro. Di solito faceva cos quando mangiava da sola la sua cena disgustosa. Quando invece era Gloria a imboccarla, Clarity si contorceva e si rigirava sulla sedia.
So che nel frattempo stai cercando di riprendere la tua carriera di cantante prosegu Hannah.
Be' s, avere una figlia non aiuta di certo. Non ho ancora perso i chili di troppo.
Proprio a questo stavo pensando... Che ne diresti se Clarity venisse a stare qui?
Ci fu un lungo silenzio. Quando Gloria rispose, la sua voce era molto calma. Che cosa intendi dire?
Rachel torner in citt la prossima settimana, e quando riapriranno le scuole Cindy sar libera tutti i giorni dalle quattro in poi. Io e i cugini di Clarity potremmo benissimo occuparci di lei, e tu avresti la possibilit di riprendere la tua carriera. E, come ho gi detto, potresti stare qui con me tutte le volte che vuoi: ci sono tante stanze a disposizione. Potresti fare tutto quello che desideri.
Allora di questo si tratta disse Gloria.
Non ti seguo.
S, mi stavo giusto chiedendo cosa ci fosse dietro questo invito, perch mi dicessi che posso stare qui per tutto il tempo che voglio. Ora lo so. Quindi Clarity dovrebbe vivere con te? E poi?
Non sono sicura di capire, Gloria.
E poi Henry intenter una causa per sospendere gli alimenti e io rimarr senza niente.
Che cosa? Ma no, questa  l'ultima cosa...
Lo so che nella tua famiglia pensate tutti che stessi cercando di incastrare Henry, facendomi sposare. Ma io ho conosciuto un sacco di uomini facoltosi, non ho bisogno di incastrare proprio nessuno.
Gloria, n. Nessuno ha mai detto una cosa del genere.
Gloria si alz di scatto. Lo sapevo. Sapevo che c'era qualcosa dietro... tutti cos gentili.
Percepii la rabbia di Gloria e cos mi tenni lontano. Improvvisamente la sedia di Clarity inizi a muoversi avanti e indietro e i suoi piccoli piedi si sollevarono nell'aria.
Vado a preparare le valigie. Ce ne andiamo.
Gloria!
Sentii l'ululato della bambina mentre Gloria saliva le scale con passo pesante. Clarity non piangeva quasi mai. L'ultima volta che era successo, era entrata a quattro zampe in giardino e aveva strappato da una pianta un ortaggio verde dall'odore cos forte che mi faceva lacrimare gli occhi pi di quella cosa che Gloria si metteva sui piedi. Nonostante fosse ovvio per me che nessuno avrebbe mai dovuto mangiare quella cosa, Clarity se la infil in bocca e inizi a masticarla. Il suo viso si contorse in una smorfia di sorpresa e si mise a piangere, proprio come piangeva ora. Un misto fra shock, dolore e rabbia. Dopo che Gloria e Clarity se ne furono andate, anche Hannah si mise a piangere. Provai a consolarla, mi accucciai e le poggiai la testa sulle gambe. Sono sicuro che la cosa le desse un po' di sollievo anche se poi quella sera, quando si addorment, Hannah era ancora molto triste.
Non capii esattamente cos'era successo, a parte il fatto che Gloria e Clarity se ne fossero andate, ma mi dissi che le avrei riviste entrambe. Alla Fattoria tornavano sempre tutti.
Quella sera dormii nel letto di Hannah. Avevo preso questa abitudine un po' dopo la morte di Ethan. In quel periodo, ogni tanto Hannah dormiva stringendomi a s. A volte piangeva, e io sapevo perch. Le mancava Ethan. Mancava a tutti.
La mattina dopo, quando saltai gi dal letto, sentii come se qualcosa si fosse rotto nel mio fianco sinistro e non potei fare a meno di guaire per il dolore.
Buddy, che cosa c'? Cos' successo? Che cos'ha la tua zampa?
Percepii la sua preoccupazione e cos le leccai il palmo della mano per farmi perdonare. Ma non riuscivo a poggiare la zampa sinistra a terra, mi faceva troppo male.
Andiamo subito dal veterinario, Buddy. Andr tutto bene disse Hannah.
Arrivammo piano piano alla macchina. Saltellavo su tre zampe cercando di fare del mio meglio per nascondere il dolore. Non volevo che Hannah si intristisse ancora di pi. Nonostante fossi abituato al sedile davanti, Hannah mi mise dietro e gliene fui grato. Era pi semplice per me trascinarmi sul sedile posteriore piuttosto che provare a saltare davanti con solo tre zampe.
Mise in moto la macchina e ci allontanammo; sentii di nuovo quell'orribile sapore in bocca. Pi forte che mai.

3.
Quando entrammo nella stanza fresca del veterinario e mi poggiarono sul letto di metallo, sbattei la coda sul piano e provai un brivido di piacere. Amavo il veterinario: si chiamava dottoressa Deb. Mi tocc con le sue mani gentili. Le sue dita sapevano di sapone, ma riuscivo sempre a cogliere l'odore di cani e gatti sui suoi vestiti.
Le lasciai toccare la zampa indolenzita, ma non mi fece male per niente. Poi mi disse di alzarmi e ubbidii. Mentre me ne stavo sdraiato in una piccola stanza con Hannah ad aspettare, il veterinario entr, si sedette su uno sgabello e lo spinse verso Hannah.
Non ho buone notizie disse la dottoressa Deb.
Ah fece Hannah. Sentii la sua tristezza improvvisa e le rivolsi uno sguardo solidale. Prima di allora Hannah non era mai stata triste con la dottoressa Deb, quindi non capivo cosa stesse succedendo.
Potremmo amputare la zampa, ma di solito i cani grossi come questo soffrono senza una zampa posteriore. E comunque non abbiamo la sicurezza che il cancro non si sia gi diffuso altrove. Finiremmo col rendergli il poco tempo che gli rimane ancora pi spiacevole. Io a questo punto continuerei solo con gli antidolorifici. Ha gi undici anni, giusto?
 un trovatello, quindi non lo so per certo. Ma s, pi o meno siamo l rispose Hannah. Vuol dire che  vecchio?
Be', di solito la vita media di un Labrador  di dodici anni e mezzo, ma ne ho visti anche di pi vecchi. Non sto dicendo che sia giunto alla fine. Il pi delle volte, nei cani anziani, i tumori crescono meno rapidamente. E questo  un altro fattore da valutare nel caso prendessimo in considerazione l'amputazione.
Buddy  sempre stato un cane attivo. Non riesco proprio a immaginarlo senza una zampa disse Hannah.
Scodinzolai quando sentii il mio nome.
Sei un bravo cane, Buddy mi disse la dottoressa Deb a bassa voce. Chiusi gli occhi e mi appoggiai a lei mentre mi grattava dietro le orecchie. Iniziamo subito con antidolorifici. Con i Labrador non  cos facile capire quando non stanno bene, hanno una soglia del dolore molto alta.
Quando arrivammo a casa, Hannah mi diede dei bocconcini speciali a base di carne e formaggio, dopodich mi addormentai di sasso nel mio angolo preferito del soggiorno.
Per tutto il resto dell'estate mi adattai a tenere la zampa posteriore piegata verso l'interno e affidarmi alle restanti tre, per sentire meno dolore. I giorni migliori erano quelli in cui facevo il bagno nello stagno: l'acqua fresca mi faceva bene e sosteneva il peso del mio corpo. Rachel torn a casa da chiss dove, con tutti i suoi bambini. C'erano anche i figli di Cindy e ognuno si prodigava in mille attenzioni per me, come se fossi un cucciolo. Mi piaceva starmene sdraiato a terra mentre le due bambine piccole di Cindy, con le loro manine gentili, mi legavano ciocche di pelo con dei nastri. Nastri che dopo un po' finivo per mangiare.
Hannah mi diede un sacco di manicaretti e io feci tanti sonnellini. Sapevo che stavo invecchiando perch i miei muscoli erano spesso indolenziti e la mia vista offuscata, ma nonostante ci mi sentivo davvero felice. Mi piaceva l'odore delle foglie che cadevano a terra e si arricciavano e il profumo secco dei fiori di Hannah, fragili sullo stelo.
Buddy sta di nuovo rincorrendo i conigli disse Hannah un giorno, mentre dormivo. Mi svegliai al suono del mio nome, ma mi sentii spaesato e mi ci volle un po' per capire dove fossi. Avevo sognato Clarity che cadeva in acqua dal molo, e il sogno sembrava cos reale. Io non ero un cane cattivo e Ethan era l con l'acqua all'altezza delle ginocchia. Che bravo cane mi diceva lui, e mi sembrava di capire che era contento che tenessi d'occhio Clarity. La prossima volta che fosse venuta alla Fattoria avrei continuato a prendermi cura di lei, perch era quello che voleva Ethan.
L'odore di Ethan nella Fattoria era svanito a poco a poco, ma io riuscivo ancora a percepire la sua presenza in alcuni luoghi. A volte me ne andavo nella sua stanza da letto e mi sembrava che fosse l a dormire o seduto sulla sua sedia a osservarmi. Era una cosa che mi faceva stare bene. Spesso pensavo a Clarity e a quando mi chiamava Bubby. Nonostante sapessi che sua madre, Gloria, si stava probabilmente prendendo cura di lei, non potevo evitare di sentirmi in ansia tutte le volte che mi veniva in mente quella bambina. Speravo che tornasse presto alla Fattoria, cos avrei potuto vedere con i miei occhi che stava bene.
Poi arriv il freddo, e cominciai a passare sempre meno tempo all'aria aperta. Facevo i miei bisogni accovacciato perch non riuscivo pi a tirare su la zampa. Avevo scelto l'albero pi vicino e li facevo tutti l, e anche quando pioveva Hannah usciva fuori e rimaneva con me.
La neve quell'inverno fu una vera goduria. Sosteneva il mio peso proprio come l'acqua ed era pi fredda e ancora pi piacevole. Me ne stavo immerso nella neve a occhi chiusi, cos a mio agio che avrei tranquillamente potuto addormentarmi.
Quel cattivo sapore che avevo in bocca non se ne andava mai: a volte era molto forte, altre mi dimenticavo persino che fosse l. Lo stesso valeva per il dolore alla zampa: c'erano giorni in cui mi svegliavo dal mio pisolino di soprassalto, perch il dolore era cos acuto da togliere il fiato, quasi come una pugnalata.
Un giorno mi alzai per vedere la neve sciogliersi fuori dalla finestra, ma non mi sembr che valesse la pena andare fuori a giocare. Di solito mi piaceva moltissimo quando l'erba iniziava a spuntare dalla terra bagnata e fangosa. Hannah mi stava guardando. Va bene Buddy. Va bene mi disse.
Quello stesso giorno tutti i bambini vennero a trovarmi. Mi accarezzarono e mi parlarono. Ero sdraiato sul pavimento mugolando di piacere per tutte le attenzioni che stavo ricevendo e per le loro piccole mani che mi toccavano e coccolavano. Alcuni bambini erano tristi, altri sembravano annoiati, ma rimasero tutti l seduti con me sul pavimento fino a quando fu ora di andare via.
Sei un bravo cane, Buddy.
Mi mancherai tanto, Buddy.
Ti voglio bene, Buddy.
Ogni volta che qualcuno diceva il mio nome scodinzolavo.
Non dormii nel letto di Hannah quella sera. Era troppo bello starmene sdraiato nel mio posto preferito l in soggiorno e ricordare tutte le carezze dei bambini.
Il mattino seguente mi svegliai proprio mentre il sole stava sorgendo. Impiegai tutte le mie forze per alzarmi in piedi e zoppicai fino al letto di Hannah. Lei si svegli quando, ansimando, sollevai la testa e gliela poggiai vicino sulla coperta.
Mi faceva molto male lo stomaco e un dolore fastidioso mi martellava la zampa e la gola.
Non sapevo se Hannah avrebbe capito, ma guardandola negli occhi stavo cercando di farle sapere che cosa volevo da lei. Sapevo che questa donna meravigliosa, la compagna di Ethan, questa donna che aveva amato entrambi cos tanto, non mi avrebbe deluso.
Oh Buddy. Vuoi dirmi che  ora? disse Hannah con tristezza. Va bene, Buddy. Va bene.
Quando uscimmo, zoppicai fino a un albero per fare i miei bisogni. Poi mi fermai e mi guardai intorno. Nella luce del primo mattino la Fattoria era colorata d'oro e di arancione. L'acqua scendeva dalle grondaie, un'acqua dall'odore fresco e puro. Il terreno sotto i miei piedi era umido, l'erba e i fiori sarebbero presto esplosi e fioriti: ne sentivo l'odore appena sotto la superficie profumata del terreno. Era una giornata perfetta.
Arrivai alla macchina senza problemi, ma quando Hannah apr lo sportello posteriore feci finta di niente e mi trascinai di lato fino a indicare col naso lo sportello davanti. Hannah rise un po', poi lo apr sollevandomi da dietro per aiutarmi a entrare in macchina.
Ero un cane da sedile davanti.
Mi sedetti e guardai fuori. La giornata nasceva con la promessa di un vento caldo e accogliente. La neve si annidava ancora dove gli alberi erano pi fitti, ma non in cortile, dove io e Ethan avevamo giocato tante volte, rotolandoci per terra quando facevamo la lotta. Mi sembrava di sentirlo, in quel preciso istante, mentre mi diceva che ero un bravo cane. Sbattei la coda al ricordo della sua voce.
Durante il nostro viaggio in macchina verso la dottoressa Deb, Hannah allung spesso la mano per accarezzarmi. In ogni sua parola avvertivo un'esplosione di tristezza e cos le leccai la mano.
Oh Buddy disse Hannah.
Scodinzolai.
Tutte le volte che ti guardo penso al mio Ethan. Buddy. Sei un bravo cane. Eri il suo compagno, il suo amico speciale. Il suo cane. E mi hai riportato da lui, Buddy. Lo so che non mi capisci, ma quando sei apparso sulla porta di casa mia ci hai fatto ritrovare.  stato merito tuo.  stato... nessun cane avrebbe mai potuto fare di pi per i suoi padroni, Buddy.
Sentire Hannah che pronunciava il nome di Ethan cos spesso mi rendeva felice.
Sei il migliore, Buddy. Un cane davvero, davvero bravo. Un bravo cane.
Scodinzolai perch ero un bravo cane.
Una volta arrivati dalla dottoressa Deb, Hannah apr lo sportello e io rimasi piantato sul sedile. Sapevo che non ce l'avrei fatta a saltare gi per nessuna ragione al mondo. Non con quella zampa. La fissai con uno sguardo desolato.
Va bene, Buddy. Aspettami qui.
Hannah chiuse lo sportello e si allontan. Qualche minuto dopo la dottoressa Deb e un uomo che non avevo mai visto prima si avvicinarono alla macchina. L'uomo aveva le mani che sapevano di gatto e di carne succulenta. Lui e la dottoressa Deb mi portarono nell'edifcio. Feci del mio meglio per ignorare il dolore che mi trafiggeva, ma rimasi senza fiato mentre mi trasportavano. Mi misero sul tavolo di metallo, ma il dolore era troppo forte e cos non scodinzolai, mi sdraiai e basta. Il freddo del metallo mi diede un po' di sollievo.
Sei un cane cos bravo, cos bravo mi sussurr Hannah.
Sapevo che non mi rimaneva pi molto tempo. Mi concentrai su Hannah e la vidi sorridere e piangere al tempo stesso. La dottoressa Deb mi accarezzava, mentre con le dita cercava una piega sulla pelle del collo.
Mi sorpresi a pensare a Clarity. Speravo che trovasse presto un altro cane che si prendesse cura di lei. Abbiamo tutti bisogno di un cane, ma per Clarity era pi di una semplice necessit.
Il mio nome era Buddy. Prima era stato Ellie e prima ancora Bailey e ancora prima Toby. Ero un bravo cane: avevo amato il mio Ethan e mi ero preso cura dei suoi bambini. Avevo amato la sua compagna Hannah. Sapevo che non avrei avuto un'altra vita, e andava bene cos. Avevo fatto tutto quello che un cane avrebbe dovuto fare in questo mondo.
Mentre sentivo ancora l'amore di Hannah in tutta la sua forza, avvertii una leggera puntura fra le dita della dottoressa Deb. Il dolore alla zampa diminu quasi all'istante. Un senso di pace mi avvolse come un'onda meravigliosa, calda e piacevole che sosteneva il mio peso come l'acqua dello stagno. Il tocco delle mani di Hannah divent sempre pi lieve, e mentre l'acqua mi trasportava via mi sentii completamente felice.

4.
Le immagini avevano appena cominciato a schiarirsi davanti ai miei occhi appannati, quando ricordai tutto. L'attimo prima ero un cucciolo appena nato senza nessuna direzione o scopo, a parte quello di trovare il latte di mia madre, e ora ero di nuovo io. Un cucciolo s, che per ricordava di essere stato Buddy, e aveva memoria di tutte le volte in cui, nelle sue vite precedenti, era gi stato cos piccolo.
Il pelo di mia madre era ricciuto, corto e scuro. Anche le mie zampe erano scure o perlomeno cos mi sembrava attraverso gli occhi appena aperti. Il mio pelo morbido per non era affatto ricciuto. Anche i miei fratelli erano scuri e mentre continuavamo ad andare a sbattere l'uno contro l'altro, mi resi conto che solo uno di loro aveva il pelo come il mio. Tutti gli altri erano ricciuti proprio come nostra madre.
Sapevo che presto la mia vista sarebbe migliorata, ma questo non poteva aiutarmi a capire perch ero di nuovo un cucciolo. Ero convinto che il motivo per cui continuavo a rinascere era che avevo un importante scopo nella mia vita. Tutto quello che avevo imparato era servito ad aiutare il mio bambino, Ethan. Ero rimasto al suo fianco e lo avevo guidato durante gli ultimi anni della sua esistenza. Ero convinto che fosse quello il mio scopo.
E ora? Era forse il mio destino continuare a rinascere in eterno? Un cane poteva avere pi di uno scopo? Com'era possibile?
Tutti i cuccioli dormivano insieme in una grande scatola. Non appena le mie zampe si fecero pi robuste esplorai l intorno e trovai esattamente quello che mi aspettavo: nient'altro che una scatola. Ogni tanto udivo dei passi scendere le scale; una figura sfocata si piegava verso di noi e ci parlava, a volte era una voce di uomo, altre di donna. Il modo in cui nostra madre muoveva la coda mi fece capire che queste erano le persone che si prendevano cura di lei e che la amavano.
Presto riuscii a vedere che si trattava di un uomo e una donna. Ed  cos che cominciai a chiamarli nella mia testa: l'Uomo e la Donna.
Un giorno l'Uomo ci venne a trovare accompagnato da un amico senza capelli e con dei peli intorno alla bocca.
Sono cos carini disse il tizio senza capelli e con la bocca pelosa. Sono sei. Proprio una bella cucciolata.
Vuoi prenderne uno? rispose l'Uomo.
Mi irrigidii quando sentii quella che mi sembr una mano enorme scendere su di me e afferrarmi. Rimasi immobile, un po' spaventato, mentre il tizio con la bocca pelosa mi sollevava fissandomi.
Questo  diverso dagli altri disse l'uomo che mi sorreggeva. Il suo respiro aveva un forte odore di burro e zucchero, cos tirai fuori la lingua per leccare l'aria.
No, ha un fratello che  come lei. Non siamo sicuri di cosa sia accaduto. Bella e il padre sono due Barboni di razza, ma questo di certo non ha l'aspetto del Barbone. Abbiamo pensato... be' un pomeriggio abbiamo dimenticato di chiudere la porta sul retro. Bella potrebbe essere uscita. Magari un altro cane  entrato nel recinto disse l'Uomo.
Aspetta un attimo. Ma  possibile? Due padri diversi?
Non avevo idea di cosa dicessero, ma se quest'uomo pensava di potermi tenere lass e respirarmi in faccia quegli odori cos invitanti, be', allora si sbagliava di grosso.
A quanto pare sembra di s. Il veterinario ha detto che pu succedere. Due padri diversi.
 buffo.
S, se non fosse che non riusciremo mai a vendere questi due cani misteriosi. Ne vuoi uno? Ovviamente gratis visto che sei un amico.
No, grazie rispose l'uomo ridendo e rimettendomi gi. Mia madre annus l'odore che lo sconosciuto mi aveva lasciato addosso e, gentile e protettiva, mi lecc per rassicurarmi. I miei fratelli e le mie sorelle, nel frattempo, barcollavano sulle zampe malferme: probabilmente si erano gi dimenticati di chi fossi e volevano sfidarmi. Li ignorai.
Come sta tuo figlio? chiese l'uomo dalla faccia pelosa.
Grazie per avermelo chiesto. Non sta ancora bene, ha questa strana tosse. Probabilmente dovremo portarlo dal medico.
Ha gi visto i cuccioli?
No, sono ancora troppo piccoli. Voglio che crescano un po' prima di farglieli toccare.
I due uomini si allontanarono e svanirono nell'oscurit, fuori dal mio campo visivo.
Con il passare dei giorni mi resi conto che c'era la voce di un bambino piccolo al piano di sopra, un maschio, e mi preoccupai all'idea di dover iniziare di nuovo tutto da capo. Era forse questo il mio scopo ora? Non era possibile. C'era qualcosa che non tornava, era come se un altro bambino che non fosse Ethan mi rendesse un cane cattivo.
Un pomeriggio l'Uomo ci sollev uno a uno, ci mise in una scatola pi piccola e ci port su per le scale. Nostra madre lo segu ansiosa con la lingua di fuori. L'Uomo pos la scatola sul pavimento, poi la rovesci con gentilezza e cos finimmo tutti per terra.
I cuccioli! url un bambino piccolo da qualche parte dietro di noi.
Allargai le zampe un po' per stare in equilibrio e mi guardai intorno. Somigliava al soggiorno della Fattoria, con il divano e le sedie. Eravamo poggiati su una soffice coperta e ovviamente quasi tutti i miei fratelli cercarono subito di scappare. Si dirigevano da tutte le parti tentando di raggiungere il pavimento oltre il bordo della coperta. Io invece me ne restai dov'ero. Per esperienza sapevo che le mamme cane preferivano accucciarsi sul morbido piuttosto che sul duro, e comunque  sempre meglio rimanersene incollati alla propria mamma.
L'Uomo e la Donna, ridendo, afferrarono i fuggitivi e li rimisero al centro della coperta. Questo avrebbe dovuto far capire ai miei fratelli di non allontanarsi, ma la maggior parte di loro ci riprov. Un bambino poco pi grande di Clarity ci girava intorno saltellando, tutto eccitato. Mi ricordai delle gambette di Clarity che andavano su e gi quel giorno in cui vide quello stupido cavallo nella stalla.
Ero riluttante all'idea di amare un altro bambino che non fosse Ethan, ma fu difficile non lasciarsi coinvolgere dalla gioia che provammo tutti nel vedere questo piccolo essere umano tenderci le braccia.
Il bambino afferr mio fratello: quello che, proprio come me, aveva il pelo lungo e liscio. Potevo sentire la preoccupazione di mio fratello mentre il bambino lo afferrava.
Stai attento disse l'Uomo.
Non fargli male. Fai piano disse la Donna.
Decisi che quei due dovevano essere la mamma e il pap del bambino.
Mi sta dando dei baci! disse ridendo mentre mio fratello gli leccava la bocca un po' esitante.
Va tutto bene Bella. Sei un bravo cane disse l'Uomo accarezzando nostra madre che nel frattempo faceva su e gi sulla coperta sbadigliando ansiosa.
Il bambino aveva cominciato a tossire. Ti senti bene? gli chiese sua mamma. Il bambino fece di s con la testa, pos mio fratello e prese in braccio, subito dopo, una delle mie sorelle. Altri due miei fratelli erano sul bordo della coperta, fermi ad annusare il pavimento, guardinghi.
Non mi piace per niente questa tosse. Sembra quasi che sia peggiorata disse l'Uomo.
Stamattina non stava male rispose la Donna.
Il bambino ora respirava rumorosamente, tossendo ed emettendo dei versi rauchi. La tosse stava peggiorando. Entrambi i genitori si fermarono e lo fissarono.
Johnny? disse la Donna. Percepii della paura nella voce. Nostra madre si avvicin a lei scodinzolando ansiosamente. L'Uomo poggi il cucciolo a terra e afferr il bambino per il braccio.
Johnny? Riesci a respirare?
Il bambino si pieg in avanti, le mani sulle ginocchia. Il suo respiro si era fatto pesante, forte e rumoroso.
Sta diventando cianotico! url la Donna. Io e i miei fratelli sussultammo al suono della sua voce in preda al terrore.
Chiama un'ambulanza! le url l'Uomo. Johnny! Ascoltami. Johnny guardami!
Non so se consapevolmente o no, ma tutti noi ci ritrovammo ai piedi di nostra madre per cercare conforto. Lei si abbass per un attimo su di noi, ma poi si diresse ansimando verso l'Uomo e prov a dargli un colpetto col naso. L'uomo la ignor, urlando In preda all'angoscia Johnny!
Molti dei cuccioli avevano cercato di seguire la mamma, ma quando lei se ne accorse torn verso di noi e ci spinse col muso verso la coperta per toglierci di mezzo.
L'Uomo fece sdraiare il bambino sul divano. I suoi occhi sbattevano, il suo respiro era ancora pesante, sembrava in preda al dolore. La Donna entr nella stanza in lacrime, tenendosi le mani sulla bocca.
Sentii delle sirene, sempre pi forti, poi due uomini e una donna entrarono nella stanza. Misero qualcosa sulla faccia del bambino e lo portarono via su un letto. L'Uomo e la Donna li seguirono e cos restammo soli.
 nella natura dei cuccioli esplorare i luoghi, cos i miei fratelli si allontanarono immediatamente dalla coperta per andare ad annusare ogni angolo della stanza. Nostra madre camminava avanti e indietro lanciando guaiti e continuava a sollevarsi sulle zampe posteriori per guardare fuori dalla finestra, imitata da due dei miei fratelli.
Mi sedetti sulla coperta cercando di capire cosa stesse succedendo. Bench quello non fosse il mio bambino, mi sentivo molto in ansia per lui. Questo non significava che non amassi Ethan: avevo semplicemente paura.
In quanto cuccioli, creammo un vero caos per tutta la casa. Sapevo che una volta cresciuto avrei avuto un maggiore autocontrollo, ma per ora non riuscivo a capire di dover fare i miei bisogni fino a quando non riuscivo a trattenerli. Speravo che l'Uomo e la Donna non si arrabbiassero con me.
Dormivamo tutti quando l'Uomo ritorn a casa da solo. Ci port nel seminterrato e lo sentii muoversi al piano di sopra.
L'aria nel frattempo si era riempita di un odore di sapone. Facemmo la nostra poppata; la mamma si era finalmente tranquillizzata ora che l'Uomo era tornato a casa.
Il giorno dopo ci portarono in un altro seminterrato, in un'altra casa. Una donna che odorava di cibo, bucato e cani ci accolse con baci e sussurrandoci parole carine. La sua casa odorava di tanti cani diversi, anche se in realt ne vidi uno solo: un maschio che si muoveva lento, camminando rasente al suolo, trascinandosi dietro le grandi orecchie penzolanti.
Grazie Jennifer. Te ne sono molto grata le disse l'Uomo.
Prendermi cura dei cani  il mio lavoro rispose lei. Proprio ieri ho dato in adozione un Boxer, quindi avevo messo in conto che ne sarebbero arrivati altri. Succede sempre cos. Tua moglie mi ha detto che tuo figlio soffre d'asma.
S, e a quanto pare  gravemente allergico ai cani. Non ce ne siamo mai accorti perch Bella  un Barbone e sembra che Johnny non sia allergico a quella razza. Non ne avevamo idea. Mi sento cos stupido. La reazione allergica gli ha fatto venire un attacco d'asma, e noi non sapevamo neanche che soffrisse d'asma! Ho pensato che lo avremmo perso.
Sentendosi chiamare per nome, Bella mosse appena la coda, ma quando l'Uomo se ne and nostra madre si fece prendere dallo sconforto. Eravamo in una comoda scatola nel seminterrato, ma non appena l'Uomo se ne fu andato, Bella si allontan e si accucci davanti alla porta delle scale a piangere. La cosa ebbe un brutto effetto sui cuccioli, che rimasero mogi mogi a sedere, senza giocare. Dovevo avere anch'io l'aspetto di un cucciolo affranto. La pena della nostra mamma era evidente. Bisognava fare qualcosa.
Quel giorno non prendemmo il latte. La donna chiamata Jennifer non se ne accorse, ma noi s. Presto ci ritrovammo tutti a piangere. La mamma era troppo agitata e triste per sdraiarsi con noi, persino quando le sue mammelle divennero pesanti e iniziarono a gocciolare emanando un profumo talmente stuzzicante da farci girare la testa.
Io sapevo perch era cos triste. Un cane appartiene ai suoi padroni.
La mamma fece avanti e indietro tutta la notte, mugolando, io e i miei fratelli dormimmo, ma la mattina ci svegliammo in preda ai crampi per la fame.
Jennifer venne a vedere perch stavamo piangendo e disse a Bella che andava tutto bene, ma percepii una nota di allarme nella sua voce. Quando Jennifer usc dalla stanza ci mettemmo a piangere cercando di attirare l'attenzione di nostra madre, ma Bella continu a camminare su e gi, ignorandoci. Dopo un'eternit, Bella si diresse verso la porta e infil il muso sotto la fessura, annusando con insistenza. La sua coda inizi ad agitarsi e subito dopo l'Uomo apr la porta. Bella lanci un guaito e gli salt addosso mentre l'Uomo cercava di allontanarla.
Devi stare gi Bella. Stai a cuccia.
Non ha allattato i cuccioli.  troppo triste disse Jennifer.
Bella, vieni qui. Dai. L'uomo accompagn Bella fino alla scatola e la fece sdraiare. Le tenne la mano sulla sua testa e lei rimase l ferma. Ci avventammo tutti su di lei come forsennati, spingendoci e succhiando, facendo a lotta gli uni con gli altri.
La mia paura  che Bella abbia addosso la forfora dei cuccioli, e che la faccia finire su di me provocando a Johnny un altro attacco.  attaccato a un inalatore.
Ma se Bella non li fa mangiare, moriranno disse Jennifer.
Devo fare quello che  pi giusto per Johnny. Stiamo pulendo a fondo tutta la casa, con il vapore rispose l'Uomo.
Nella pancia sentivo una sensazione di pienezza e calore. Mangiare era una cosa divina.
Be', che ne dici di portare Bella e i cuccioli di Barbone a casa con te? Potresti fargli il bagno e togliergli di dosso ogni traccia degli altri due, cos ne salveresti almeno quattro. E sarebbe anche la cosa migliore da fare per Bella.
L'Uomo e Jennifer rimasero in silenzio per un bel po'. Completamente sazio, mi allontanai barcollando. Ero cos assonnato che l'unica cosa che volevo fare era arrampicarmi su uno dei miei fratelli e fare un pisolino.
Sopprimerai gli altri due? Non voglio che muoiano di fame disse l'Uomo.
Non soffriranno rispose Jennifer.
Qualche minuto dopo, con mia grande sorpresa, l'Uomo e Jennifer si piegarono su di noi e presero un paio di cuccioli a testa. Bella balz fuori dalla scatola e li segu.
Mio fratello, quello con il pelo come il mio, mugol un po', ma eravamo entrambi molto assonnati. Ci accoccolammo l'uno addosso all'altro per tenerci al caldo, la mia testa contro la sua schiena.
Non sapevo dove fossero andati i miei fratelli e nostra mamma, ma immaginai che sarebbero tornati presto.

5
Mi svegliai infreddolito e affamato. Io e mio fratello eravamo accoccolati l'uno sull'altro, e appena mi mossi lui apr gli occhi. Ci aggirammo nella scatola mezzi intontiti, facemmo i nostri bisogni e ci toccammo diverse volte comunicandoci quello che era ormai ovvio: nostra madre e i nostri fratelli se ne erano andati.
Mio fratello inizi a piangere.
Quasi subito la donna chiamata Jennifer venne a vederci. La guardammo, cos alta sopra di noi.
Poveri piccoli. Vi manca la mamma, vero?
Il suono della sua voce sembr avere un effetto calmante su mio fratello, che si alz sulle zampe di dietro appoggiando quelle anteriori contro il lato della scatola e tese il muso verso di lei. Jennifer si abbass sorridendo. Va tutto bene piccolo. Andr tutto bene, te lo prometto.
Quando Jennifer se ne and, lui ricominci a piagnucolare. Provai a coinvolgerlo in un incontro di lotta, ma era troppo triste. Sapevo che andava tutto bene perch c'era una donna che si stava prendendo cura di noi e che presto ci avrebbe riportato nostra madre per farci allattare. Ma mio fratello era impaurito e affamato e non riusciva a pensare ad altro.
Jennifer torn poco dopo. Bene,  arrivato il momento di occuparmi di voi. Vuoi essere tu il primo? Va bene disse, prendendo in braccio mio fratello e portandolo via.
Mi ritrovai da solo nella scatola. Mi sdraiai cercando di non pensare al dolore del mio stomaco vuoto. Era pi facile ignorare la fame mentre mio fratello era con Jennifer. Mi domandai se non dovessi prendermi cura di lui, ma poi accantonai l'idea. I cani non si prendono cura dei cani: ci sono le persone a prendersi cura di loro. Perci, fino a quando Jennifer fosse stata con noi, non avremmo avuto nulla da temere.
Mi addormentai e mi svegliai solo quando sentii Jennifer sollevarmi in aria. Mi guard dritta negli occhi. Be' non  andata come pensavo disse lei. Speriamo che sia un po' pi veloce con te.
Agitai la mia piccola coda.
Andammo al piano di sopra. Di mio fratello non c'era traccia, eppure potevo sentirne l'odore nell'aria. Sempre sorreggendomi, Jennifer si sedette sul divano, mi rivolt sulla schiena e mi mise nell'incavo del suo braccio come in una culla. Bene, bene disse Jennifer. Cos, piano e senza muoverti.
Si pieg per prendere qualcosa, un oggetto dalla forma strana che lentamente mi avvicin al muso. Cosa stava facendo? Mi dimenai un po'.
Devi stare fermo cucciolo. Andr tutto bene se non cerchi di ribellarti disse Jennifer.
La sua voce era rassicurante, ma non capii cosa stesse succedendo fino a quando non sentii il delizioso odore del latte caldo. Da quella cosa che Jennifer teneva fra le mani usciva da mangiare. Questo oggetto aveva una punta morbida e quando Jennifer prov a infilarla fra le mie labbra la afferrai e succhiai. In premio, mi arriv un pasto caldo e dolce.
In un certo senso era come essere allattato dalla mamma: l'unica differenza era che me ne stavo sdraiato sulla schiena e che quella cosa che avevo in bocca era molto grande. Anche il latte era diverso, pi dolce e leggero, ma non mi lamentavo. Succhiai e quel liquido caldo e meraviglioso fece sparire il mal di pancia.
Una volta sazio mi assopii, Jennifer mi tenne in braccio, mi diede dei colpetti sulla schiena e cos feci un ruttino. Poi mi port gi nella sala e mi poggi su un letto morbido dove il cane con le orecchie enormi stava dormendo mentre mio fratello gli strofinava il naso contro.
Eccone un altro, Barney disse Jennifer a bassa voce. Il grosso cane si lament un po', ma poi scodinzol e non si mosse quando mi rannicchiai contro di lui. Anche se era un maschio, la sua pancia era calda e confortevole proprio come quella della nostra mamma.
Mio fratello mi accolse con un gridolino di benvenuto e poi si rimise a dormire. Da quel momento in poi, Jennifer ci diede da mangiare diverse volte al giorno, tenendoci in grembo. Finii per affezionarmi a quelle poppate e al modo in cui Jennifer mi parlava mentre mi faceva le coccole. Sarebbe stato semplice amare una come Jennifer.
Mio fratello non era contento quando venivo allattato per primo. Credo fu questa la ragione per cui Jennifer decise che era meglio che fossi il secondo. Sempre meglio che avere mio fratello l a piangere tutto il tempo.
Probabilmente lo avevo sempre saputo, ma un giorno mentre ero accucciato a fare i miei bisogni, annusai la mia pip e capii che non eravamo due fratelli, ma fratello e sorella. Ero un cane femmina!
Mi chiesi per un istante che cosa fosse successo alla nostra mamma e ai nostri fratelli, ma mi sembr di non riuscire neanche pi a ricordarmi di loro. Vivevamo qui ora. Io e mio fratello, una famiglia composta da due cuccioli e da un cane pigro chiamato Barney. Avrei dovuto abituarmi all'idea di essere una femmina e di vivere in questa strana situazione.
Decisi che c'erano momenti in cui l'unica cosa che un cane poteva fare era aspettare e vedere cosa sarebbe accaduto e quali scelte avrebbero fatto le persone. Nel frattempo, per, io e mio fratello concentravamo tutti i nostri sforzi a tirare le orecchie morbide e penzolanti di Barney.
Jennifer ci chiam Rocky e Molly. A mano a mano che crescevamo, Barney aveva sempre meno voglia di starci dietro. Gli mordicchiavamo continuamente qualche parte del corpo e questo lo rendeva insofferente. Non fu un problema per, visto che un grande cane grigio chiamato Sophie venne a stare con noi nella casa. A Sophie piaceva molto correre nel cortile sul retro, proprio dove l'erba aveva iniziato a germogliare sotto il caldo sole primaverile. Era cos veloce che n io n Rocky avevamo la minima speranza di starle dietro. Voleva che la inseguissimo, e quando ci arrendevamo sfrecciava verso di noi e si chinava in avanti per farci iniziare di nuovo a giocare. E poi c'era un altro cane tarchiato che si chiamava Mister Churchill. Era pi o meno della stessa taglia di Barney, ma pi pesante e con le orecchie molto corte. Mister Churchill aveva il respiro affannoso e camminava ciondolando di qua e di l. Era l'esatto opposto di Sophie: non ero neanche sicura che potesse correre. Oltretutto, dopo aver mangiato aveva sempre un odore terribile.
La casa di Jennifer, con tutti quei cani, era proprio il posto pi fantastico che si potesse immaginare. A volte mi mancava la Fattoria,  ovvio, ma nella casa di Jennifer era un po' come vivere a tempo pieno in un parco zeppo di cani.
Una donna venne a vedere Sophie e dopo qualche giorno la port via con s. Quello che fai  meraviglioso. Credo che se iniziassi a prendermi cura dei cani finirei per tenerli tutti disse la donna che aveva preso Sophie.
Mi resi conto che la nostra amica stava per iniziare una nuova vita con questa donna e fui felice per lei. Mio fratello Rocky invece sembrava confuso.
Si chiama "affido fallito" disse Jennifer ridendo.  cos che mi  rimasto Barney.  stato il mio primo cane in affidamento. Poi per mi sono resa conto che se non mi fossi data un limite avrei adottato altri cani e tutto sarebbe finito: non avrei potuto aiutare nessun altro animale.
Un giorno alcune persone vennero a casa di Jennifer per giocare con noi: un uomo, una donna e due bambine.
Siamo certi di volere un maschio disse l'uomo.
Le bambine erano in quella meravigliosa et in cui non riuscivano a correre pi veloci di un cucciolo e non facevano altro che ridere. Ci presero in braccio, ci riempirono di baci, ci rimisero a terra e giocarono con noi.
Ha detto Barbone e poi? chiese l'uomo.
Non si sa. Forse uno Spaniel o un Terrier.
Sapevo cosa stava succedendo. Queste persone erano qui per portare uno di noi due a casa loro. Mi chiesi perch mai dovessimo lasciare questo posto. Se c'era qualcuno che doveva andarsene, quello era Mister Churchill. Per la maggior parte del tempo non faceva altro che stare l in piedi, con il suo cattivo odore, e quando Rocky lo provocava ci veniva dietro e ci faceva cadere colpendoci con il petto. Per sapevo anche che erano gli umani a comandare. Erano loro a stabilire il destino dei cani e sarei dovuta andare ovunque avessero voluto.
Alla fine, per, io e Rocky rimanemmo l. Ero sollevata all'idea di non aver perso mio fratello e felice di non aver dovuto dire addio agli altri cani, ma non capivo perch le persone venivano a giocare con me ma alla fine non volevano portarmi via.
E poi, un giorno, capii.
Io e Rocky eravamo in cortile a giocare con un nuovo cane marrone chiamato Daisy. Era magra, aveva gli occhi castani ed era molto timida: non rispondeva ai comandi e quando Jennifer provava ad accarezzarla, si ritraeva. Per giocava con me e Rocky e nonostante fosse molto pi grande di noi si lasciava immobilizzare quando facevamo la lotta.
Sentii gli sportelli di una macchina sbattere e qualche minuto dopo la porta scorrevole sul retro si apr. Io e Rocky trotterellammo incuriositi verso la porta proprio mentre Jennifer, un ragazzo e una ragazza uscirono in giardino. Daisy se la svign e and a nascondersi dietro al tavolo da picnic, dove sembrava sentirsi al sicuro.
Oh mio Dio! Sono meravigliosi! disse la ragazza ridendo. Aveva pi o meno l'et di Ethan quando aveva iniziato a guidare la macchina. La ragazza si inginocchi e allarg le braccia. Io e Rocky le corremmo incontro ubbidienti. Ci strinse a s e quando annusai il suo profumo feci una scoperta sorprendente.
Quella ragazza era Clarity.
Ero fuori di me. Cominciai a saltarle addosso, baciandola e annusando la sua pelle. Mi rigiravo su me stessa e balzavo ovunque in preda alla gioia. Clarity!
Prima di allora non mi era mai venuto in mente che sarebbe potuta venire a cercarmi, che sapeva che ero nata di nuovo e che mi avrebbe trovata. Ma gli esseri umani guidano le macchine, decidono quando i cani mangiano e dove vivono, ed era chiaro che questa era un'altra cosa che sapevano fare. Gli esseri umani potevano trovare i propri cani quando ne avevano bisogno.
Questo doveva essere il motivo per cui la famiglia con le due bambine piccole era andata via senza di noi. Quella famiglia stava cercando i propri cani e non eravamo noi due, n io n Rocky.
Non riuscivo a saziarmi di Clarity. Muovendo la mia piccola coda, le leccai le mani facendola ridere. Quando il ragazzo si mise a correre nel cortile, Rocky gli and dietro. Ma io rimasi l con lei.
Che ne pensi, Trent? chiese Clarity.
 fantastico rispose il ragazzo.
Sembra proprio che Molly si sia innamorata di te. Torno subito disse Jennifer a Clarity ed entr in casa.
Sei cos carina disse Clarity accarezzandomi le orecchie ali'indietro. Le leccai le dita. Ma mia madre non mi lascerebbe mai tenere un cane. Siamo venuti qui per Trent.
Ora era tutto chiaro. Il mio scopo, proprio come avevo immaginato, era quello di continuare a prendermi cura di Clarity. Lo aveva voluto Ethan e questo era il motivo per cui adesso ero di nuovo un cucciolo.
Avevo ancora del lavoro da svolgere e intendevo farlo. Avrei tenuto d'occhio Clarity e l'avrei protetta. Sarei stato un bravo cane.
Il ragazzo ci raggiunse tenendo Rocky fra le braccia. Vedi le sue zampe? Diventer pi grande di Molly.
Clarity si alz in piedi, allungai le zampe anteriori il pi in alto possibile e finalmente mi prese in braccio. Rocky si dibatt per scendere dalle braccia del ragazzo, io invece rimasi immobile fissando Clarity negli occhi.
Lo voglio disse il ragazzo. Rocky, vuoi venire a casa con me, non  vero? Dopodich poggi mio fratello a terra con delicatezza. Rocky si avvent su un giocattolo di plastica scuotendolo.
Che bello! disse Clarity. Mi mise gi, e quando si avvicin a Rocky le rimasi attaccata ai piedi. Quando Clarity prov ad accarezzarlo infilai la mia testa sotto la sua mano e lei si mise a ridere.
A Molly piaci tu, Clarity disse il ragazzo.
Quando udii il mio nome lanciai uno sguardo veloce verso di lui, ma poi tornai a farmi coccolare da Clarity.
Lo so. Ma Gloria andrebbe fuori di testa. Gi la sento. "I cani leccano, sono sporchi". Come se la nostra casa fosse immacolata.
Non sarebbe carino per? Io e te con due fratelli.
Mentre mi teneva il muso fra le mani, avvertii in Clarity una tristezza piena di malinconia. S, sarebbe carino rispose lei a voce bassa. Oh Molly, mi dispiace piccola.
Jennifer ritorn in giardino. Allora devo riempire dei moduli? chiese il ragazzo.
No. Non faccio parte di nessuna organizzazione di soccorso o robe simili. Qui nel quartiere mi conoscono tutti come la signora che si prende i cani randagi e trova loro una casa. Rocky e Molly sono qui perch dove vivevano c'era un bambino allergico.
L'annuncio diceva "gratis in cambio di una casa", ma posso almeno darle qualcosa? chiese il ragazzo.
Accetto delle donazioni, se vuoi. E mi raccomando, se per qualche ragione la cosa non dovesse funzionare, riportalo qui.
Il ragazzo diede qualcosa a Jennifer, poi si pieg e sollev Rocky prendendolo in braccio. Bene, Rocky disse lui. Sei pronto a venire nella tua nuova casa?
Chiamami pure, se hai qualche dubbio disse Jennifer.
Guardai speranzosa verso Clarity, ma non mi prese in braccio. Oh, guardala disse Clarity piegandosi e accarezzandomi
il pelo. Sembra quasi che lo sappia che me ne sto andando senza di lei.
Andiamo, Clarity.
Andammo tutti verso la porta. Jennifer l'apr e il ragazzo, sempre con Rocky fra le braccia, entr seguito da Clarity. Quando cercai di seguirli, Jennifer mi blocc il passaggio con un piede.
No Molly disse lei, chiudendo la porta scorrevole e lasciandomi sola nel cortile sul retro.
Che cosa?
Mi misi a sedere e fissai Clarity, che a sua volta mi fissava da dietro la porta. Non capivo.
Quando tutti se ne furono andati, lanciai un guaito. Era cos frustrante. I miei latrati erano cos deboli. Cominciai a piangere e guaire, misi le zampe sulla porta e la grattai cercando di entrare. Clarity se ne stava andando senza di me? Non poteva essere! Dovevo andare con lei!
Clarity, il ragazzo e Rocky uscirono dalla porta d'ingresso richiudendola alle spalle.
Va tutto bene, Molly disse Jennifer entrando in cucina.
Clarity se ne era andata. Rocky se ne era andato.
Mi misi ad abbaiare con la mia inutile vocina da cucciolo e non smisi pi. Ero disperata e sola al mondo.

6
Daisy, il cane grosso e timido, venne fuori dal suo nascondiglio dietro al tavolo e si mise ad annusarmi mentre continuavo ad abbaiare. Percepiva la mia angoscia, ma ovviamente non poteva capirla.
Dalla porta sul retro non sarei arrivata da nessuna parte. Girai intorno alla casa, ma il cancello di legno era chiuso e il pomello era troppo distante per poterlo afferrare con i miei dentini. Abbaiai di nuovo. Questo cortile, in cui mi ero sempre divertita da morire, ora sembrava una prigione. Mi misi a correre verso Barney, ci strofinammo il naso l'uno contro l'altra, ma neanche il leggero movimento della sua coda riusc a farmi stare meglio. Mi sentivo disperata. Che cosa stava succedendo? Com'era possibile?
Molly?
Mi voltai e Clarity era l. Si mise in ginocchio e le corsi incontro gettandomi fra le sue braccia, le leccai la faccia, felice di essermi sbagliata. Per un momento avevo creduto che avesse deciso di lasciarmi l!
Jennifer e Trent erano in piedi dietro di lei. Mi ha scelto lei. Cosa posso fare? Molly mi ha scelto ripet Clarity.
Ero felice di essere Molly e di essere con Clarity e di andare via con lei verso la sua macchina. Trent si mise alla guida e Clarity si sedette dietro con me e Rocky. Mio fratello mi fece le feste come se non ci vedessimo da giorni, poi ci mettemmo a fare la lotta con Clarity sul sedile posteriore.
E adesso cosa dir tua madre? chiese Trent. Rocky aveva addentato i lunghi capelli di Clarity e glieli tirava come se dovesse staccarglieli. Ringhiava spingendo sulle zampe. Clarity rideva. Saltai addosso a Rocky per farlo smettere.
Clarity, dico sul serio.
Io e Rocky ci stavamo dimenando e arrampicando addosso a Clarity e lei faceva fatica a rimanere dritta a sedere. Senti, non lo so.
Te la far tenere?
Mah, cosa avrei dovuto fare? Hai visto cosa  successo, no?  come se io e Molly dovessimo stare insieme.  il destino, il karma.
Non puoi mica nasconderla in casa disse Trent.
Clarity aveva abbassato gli occhi e sembrava infelice, cos le misi le zampe sul petto e provai a leccarle la faccia. Per quanto ne sapevo, essere leccati da un cane aveva il potere di mettere di buonumore chiunque.
Clarity: pensi davvero di poter nascondere un cane in casa tua? disse Trent.
Potrei nascondere un branco di lupi dentro casa, se volessi. Mia madre non guarda mai nulla, a parte lo specchio.
Certo. Quindi per i prossimi dieci anni terrai un cane in casa e tua madre non se ne accorger.
Sai una cosa Trent? A volte le cose non sono semplici, ma vanno fatte comunque perch  giusto cos.
E gi.
Perch fai cos? Hai sempre qualcosa da ridire.
Entrambi rimasero in silenzio per un po'. Mi dispiace disse alla fine Trent. Ero solo preoccupato per te.
Andr tutto bene. Te lo prometto.
Va bene.
Supera il vialetto di casa mia, ok? disse Clarity. Non entrare.
La macchina si ferm. Clarity prese in braccio Rocky e lo mise sul sedile davanti. Io e mio fratello ci guardammo. Rocky scodinzolava con le orecchie all'indietro. Sentii che era arrivato il momento di salutarci e che ora ci saremmo separati. E andava bene cos, perch il nostro destino era sempre nelle mani degli esseri umani e Clarity aveva deciso. Aveva bisogno di me e andava bene cos. Ethan avrebbe voluto che stessi accanto a lei. Quello che invece non andava bene era che Rocky fosse un cane da sedile davanti e io no. Clarity apr lo sportello e uscimmo insieme. Capii che per me non ci sarebbe stato nessun altro giro in macchina.
L'auto si allontan. Va bene disse Clarity. La sua voce sembrava leggermente preoccupata. Vediamo quanto sei silenziosa.
Mi mise gi e ci avvicinammo alla casa. Alcuni cani avevano marcato i cespugli l davanti, ma erano odori che risalivano a molto tempo prima. Non c'era nulla che indicasse la presenza di altri cani in quella zona. Clarity mi prese in braccio e mi port dentro in tutta fretta, su per delle scale, gi per un corridoio e in una camera da letto.
Clarity? Sei tu? grid una donna da dentro la casa.
S, sono a casa! grid Clarity. Salt sul suo letto e inizi a giocare con me. Si ferm di scatto quando ud dei passi gi per il corridoio.
Molly! Ssh! mi disse. Infil le gambe sotto le coperte, alz le ginocchia e mi spinse in quello spazio a forma di tenda. Le annusai i piedi e sentii la porta aprirsi.
Ta-daa! grid una voce di donna. Conoscevo quella voce. Era Gloria, la madre di Clarity.
Hai comprato una pelliccia? disse Clarity in tono arrabbiato.
Ti piace? rispose Gloria.  di volpe!
Una pelliccia! Ma come hai potuto?
Decisi che il gioco era provare a uscire da sotto le coperte. I niziai cos a risalire verso Clarity, ma lei infil la mano dentro e mi spinse gi.
Non ho mica ucciso nessuno. Era gi morta quando ho comprato la pelliccia. E non ti preoccupare, sono sicura che fosse stata allevata, come dici tu, all'aperto.
S, vuoi dire fino a quando l'hanno catturata. Cavolo Gloria. Lo sai come la penso.
Se ti d cos fastidio, non indossarla.
Non me lo sognerei mai! Ma cosa ti salta in mente?
Be' scusami tanto, ma ne ho bisogno per il mio viaggio. Aspen  l'unico posto al mondo dove puoi ancora indossare una pelliccia senza sentirti in colpa. Oltre alla Francia, probabilmente.
Aspen? E quando vai a Aspen? La mano di Clarity mi immobilizzava. Faticavo a venire fuori.
Mercoled. Senti, stavo pensando che potremmo andare a fare shopping domani. Noi due, da sole.
Domani  luned. Devo andare a scuola rispose Clarity.
Be', la scuola...  solo un giorno.
Le gambe di Clarity sgusciarono fuori da sotto le coperte che a loro volta ricaddero soffici sulla mia testa. Voglio uno yogurt disse Clarity.
Uscii fuori da sotto le coperte, ma oramai era troppo tardi: Clarity se ne stava andando. Non mi piace quando ti metti quei pantaloncini, disse Gloria mentre Clarity richiudeva la porta ti appesantiscono le gambe.
Restai da sola sul letto. Decisi subito che il pavimento era troppo distante per le mie piccole zampe. Mugolando per la frustrazione, feci su e gi sulle coperte e mi fermai ad annusare il cuscino soffice. C erano dei pupazzi sul letto, e incominciai a masticarli un po'.
La porta si apr. Clarity era tornata. Quando si pieg su di me, scodinzolai e le leccai la faccia. Il suo respiro aveva un dolce profumo di latte. C' al mondo qualcosa di pi fantastico che leccare la faccia di qualcuno fino a farlo ridere?
Quando Clarity mi port fuori, mi infil dentro la sua maglietta per tenermi al caldo. Feci i miei bisogni nel cortile e mi riemp di complimenti, poi mi diede da mangiare dei piccoli pezzi di carne salata. Il sapore era cos forte che mi bruci la lingua.
Domani ti compro del cibo per cuccioli, Molly. Giuro, giuro, giuro. Vuoi un altro po' di prosciutto?
Quella notte dormii fra le braccia di Clarity. Mi accarezz, sussurrando a bassa voce: Ti voglio bene Molly. Ti voglio bene e io mi addormentai accompagnata dal tocco delle sue mani. Ero cos stanca che non mi svegliai neanche una volta durante la notte: era stata una giornata molto intensa ed ero esausta. Clarity si svegli quando il sole era appena spuntato. Si vest e mi port fuori a fare i miei bisogni con una strana premura, parlandomi con una voce quasi impercettibile. La mia piccola vescica era cos piena che mi faceva male. Poi Clarity mi port gi per delle scale, nel seminterrato.
Questo  il mio posto speciale, Molly. Qui, sotto le scale bisbigli Clarity. Lo chiamo il mio posto segreto. Vedi? Questo  un cuscino per te e qui c' dell'acqua. Devi solo fare silenzio, va bene? Non vado a fare shopping con Gloria, per devo uscire per un po'. Ti prometto che torno subito. Tu per non abbaiare. Stai buona, Molly. Stai buona.
Annusai il piccolo spazio: il soffitto era cos basso che Clarity si era dovuta accovacciare. Mi diede un altro po' di quella carne salata e mi accarezz come si fa quando si sta per andare via. Cos, quando Clarity si alz di scatto facendo scorrere davanti a me delle scatole per incastrarmi in quel piccolo spazio, sfrecciai fuori come un lampo.
Molly! sibil Clarity.
Scodinzolai, sperando che capisse che non volevo rimanere in quello spazio angusto. Mi sembrava di aver dato voce ai miei sentimenti in maniera inequivocabile quando eravamo a casa di Jennifer: io volevo stare con lei. Mi prese in braccio e mi spinse dentro di nuovo. Stavolta non riuscii a essere abbastanza veloce da evitare che le scatole mi ostruissero il passaggio. Ma cosa stava facendo?
Stai buona, Molly mi disse Clarity da dietro le scatole. Mi raccomando, stai buona e non abbaiare.
Grattai le scatole per un po', ma Clarity non torn indietro e cos alla fine lasciai perdere. Feci un piccolo sonnellino e poi trovai un giocattolo di plastica che masticai per un po'. Quando fui costretta a fare la pip in un angolo, il piccolo spazio sotto le scale perse tutto il suo fascino. Lanciai un guaito: avrei tanto voluto che la mia voce fosse pi forte. Neanche l'eco prodotto dal piccolo spazio in cui mi trovavo rendeva i miei latrati meno insignificanti e patetici. Comunque, visto che avevo iniziato ad abbaiare, mi sembr una buona idea continuare a farlo.
Mi fermai e drizzai la testa non appena sentii qualcuno muoversi al piano di sopra. Niente lasciava presagire che Clarity o Gloria sarebbero venute a liberarmi, cos ricominciai ad abbaiare.
Udii l'inconfondibile rumore della porta che si apriva in cima alle scale. Dei passi vennero nella mia direzione e quando furono direttamente sopra la mia testa abbaiai il pi forte possibile. C'era qualcuno nel seminterrato.
Pensai che fosse Clarity, ma poi sentii uno strano rumore: una sorta di ululato umano a met fra il pianto e il lamento. Era un suono orribile, di dolore e forse di paura. Che cosa stava succedendo? Smisi di abbaiare, leggermente impaurita. Un forte odore di fiori, olio e muschio inond lo spazio in cui mi trovavo, proprio l dietro alle scatole.
Sentii la porta aprirsi e chiudersi sopra di me. Udii dei passi e percepii la presenza di qualcun altro in cima alle scale.
Gloria? Sei l sotto? Era la voce di Clarity.
Quel lamento triste prosegu. Rimasi in silenzio. Non avevo mai sentito, in tutta la mia vita, nessun essere umano emettere un suono simile.
Udii dei passi veloci gi per le scale. Gloria? disse Clarity.
Qualcuno lanci un urlo: Aaah!. Riconobbi la voce di Gloria.
Anche Clarity grid: Aaah!.
Che cosa stava succedendo? Mugolai.
Clarity June, mi hai fatto prendere un colpo! disse Gloria ansimante.
Perch non rispondevi? Che cosa stavi facendo? chiese Clarity.
Stavo cantando! Avevo gli auricolari! Che ci fai a casa? Cos'hai nella borsa?
Ho dimenticato una cosa. ... cibo per cani. Lo stiamo distribuendo con la scuola.
Credi davvero che sia una buona idea distribuire cibo per cani?
Mamma! Non  per le persone,  per i loro cani.
Mi stai dicendo che queste persone non hanno i soldi per comprarsi da mangiare, per hanno un cane? Ma dove andremo a finire in questo paese?
Stavi ritirando i panni? Ti aiuto a piegarli disse Clarity. Portiamoli di sopra.
Se ne andarono di sopra, lasciandomi di nuovo sola.
Avevo davvero, davvero fame.

7
Quando Clarity torn, fui felice di vedere sia lei, sia la ciotola di cibo che aveva fra le mani.
Finalmente se n' andata. Oh Molly, mi dispiace tanto.
Infilai la testa nella ciotola, mangiai fino a quando smisi di salivare e poi bevvi tutta l'acqua che riuscii a farmi entrare in bocca. Dopodich Clarity mi port fuori in cortile, dove il sole splendeva, gli insetti ronzavano e l'erba era rigogliosa e calda. Mi spaparanzai e mi rotolai a terra in preda a una gioia pura. Clarity si sdrai con me. Giocammo con un asciugamano per qualche minuto, ma ero cos stanca dopo tutto quell'abbaiare della mattina che, quando Clarity mi prese in braccio e mi strinse al petto, caddi immediatamente in un sonno profondo.
Quando mi svegliai ero di nuovo nel mio loculo. Non appena mugolai, udii dei passi venire gi di corsa. Clarity era l accanto alle scatole.
Ssh, Molly! Devi fare silenzio! disse. Pensai di aver capito cosa mi stava dicendo. Quando volevo che venisse da me, non dovevo far altro che abbaiare e lei sarebbe arrivata.
Clarity mi lasci giocare nel seminterrato e mi diede un altro po' da mangiare. Quando feci i miei bisogni sul pavimento, lei ripul. Il fatto che non fossi riuscita a trattenermi fino al giardino non la fece arrabbiare. Mi abbracci e mi baci su tutto il muso. La sua adorazione nei miei confronti era cos grande che mi veniva da contorcermi di felicit.
Giocammo fino a quando fui esausta. Clarity mi svegli addirittura durante la notte, andammo a fare la lotta nell'aria fresca del giardino senza il rumore degli insetti. Era cos divertente stare fuori mentre intorno non si muoveva una foglia!
Il mattino seguente sentii dei forti rumori al piano di sopra e udii la voce di Gloria: Puoi abbassare il volume della radio, per favore?. Abbaiai e grattai contro le scatole che mi impedivano di uscire, ansiosa di andare di sopra e mettermi a giocare con Clarity.
Quando sentii il rumore di una porta che sbatteva mi calmai, concentrandomi per cercare di capire cosa stesse succedendo. Ero rimasta di nuovo sola? No, c'era ancora qualcuno di sopra, potevo sentirne i passi. Appena la porta del seminterrato si apr, avvertii uno spostamento d'aria, le scatole scivolarono via e saltai fuori, tra le braccia di Clarity. Il mio cuore esplodeva di gioia. Ora ci saremmo divertite!
Devi fare silenzio mi disse. Mi port nel cortile sul retro, attraversammo un cancello, mi mise gi e facemmo una passeggiata. Poi salimmo in macchina per fare un giro (ero sul sedile davanti!) e andammo al parco a giocare tutto il giorno. Eravamo quasi sole, non fosse stato per una donna con un piccolo cane nero chiamato Vieni Qui Milo.
Il cane nero mi corse incontro, abbassai gli occhi e mi gettai a terra in segno di sottomissione. Ero un cucciolo e dovevo far capire a Vieni Qui Milo che non rappresentavo una minaccia. Vieni Qui Milo grid la donna ripetutamente. Il cane nero mi spinse forte il muso contro, poi Clarity si abbass e mi prese in braccio nello stesso modo in cui lo aveva fatto Jennifer quando mi aveva dato da mangiare quello strano latte.
Quando Vieni Qui Milo se ne fu andato, Clarity mi mise a terra e gioc con me con la faccia incollata alla mia. Ero cos felice che iniziai a ruotare su me stessa mugolando.
Domani se ne va mi disse Clarity. Devo tenerti nascosta per un'altra notte e poi saremo solo io e te per una settimana. Pensi di riuscire a non abbaiare stasera?
Masticai un bastone.
Non so cosa fare Molly. Non mi permetter mai di tenerti.
Clarity mi afferr e mi abbracci con impeto. Ti voglio tanto bene.
Sentivo tutto l'amore di Clarity, ma in quel momento ero troppo presa dal mio bastone, cos mi limitai a scodinzolare.
Una volta a casa, rimasi delusa quando Clarity mi port nel seminterrato e mi mise nel piccolo spazio sotto le scale di nuovo con le scatole davanti. Le dimostrai il mio disappunto mettendomi ad abbaiare senza sosta. Clarity ricomparve immediatamente.
Devi rimanere in silenzio. Capito, Molly? Mia madre potrebbe rientrare da un momento all'altro.
Rimise un'altra volta le scatole davanti. A dire il vero, dopo una giornata fuori passata a giocare ero esausta e cos mi accucciai per fare un pisolino. Mi svegliai quando sentii sbattere la porta di casa.
Sono tornata! La voce di Gloria rimbomb in casa. Devi assolutamente vedere cosa ho comprato!
Bench, gi da alcuni giorni, avessi sentito l'odore di Gloria e ne avessi udito anche la voce, non avevo ancora avuto l'occasione di farle le feste. Pensai che probabilmente sarebbe stata felice di vedermi quanto lo era stata Clarity. Lanciai un paio di guaiti e rimasi ad aspettare, ma tutto quello che sentivo erano delle persone che parlavano. Abbaiai ancora un po' e ottenni il risultato voluto. La porta sopra si apr e udii dei passi scendere gi per le scale. Clarity spost le scatole.
Molly, ti prego. Stai buona, per favore.
Clarity mi diede da mangiare e poi mi port fuori tenendomi dentro la giacca. Arrivammo fino alla strada e poi iniziammo a camminare senza sosta. Quando rientrammo era buio e si era fatto pi fresco. Clarity mi riport nel piccolo spazio.
Bene, Molly. Ora vai a dormire, ok? Su, dormi.
Mentre Clarity rimetteva le scatole davanti a me provai a uscire, ma non fui abbastanza veloce. Lei risal le scale di corsa, richiuse la porta e poi ci fu silenzio.
Mi addormentai un po', quindi mi svegliai e mi ricordai di essere da sola. Mi misi a piangere. Sapevo che al piano di sopra Clarity era probabilmente sdraiata sul letto e si sentiva sola senza di me. Questo pensiero mi rese triste. Clarity era convinta che mi piacesse starmene sdraiata sul mio comodo cuscino sotto le scale, ma in realt quello che volevo era stare con lei. Abbaiai. Non ci fu nessuna risposta e cos abbaiai di nuovo, e poi ancora.
Clarity! Che cosa  stato quel rumore? grid Gloria. Sentii qualcuno correre e poi la porta in cima alle scale si apr.
Credo provenisse da qui sotto! rispose Clarity ad alta voce. Mossi la coda quando lei venne gi per le scale. Torna a letto, Gloria. Ci penso io.
Sembrava un animale! rispose Gloria.
Sentii Clarity muoversi dall'altro lato delle scatole e cos cominciai a grattare. Udii anche i passi di Gloria e poi avvertii la sua presenza in cima alle scale.
Abbaiai.
Eccolo di nuovo! sibil Gloria.  un cane. C' un cane in casa!
Clarity spost le scatole e mi lanciai fra le sue braccia leccandole la faccia. No ... oh mio Dio!  una volpe! url Clarity. Stai indietro!
Una volpe? Che cosa? Sei sicura?
Le volpi abbaiano, Gloria rispose Clarity.
Ma come  finita dentro casa? Che cosa ci fa una volpe qui?
Il vento deve aver spalancato la porta del seminterrato. Probabilmente  stata attirata dall'odore della tua stupida pelliccia.
Clarity mi sorrideva. Senza tirare troppo forte teneva un pezzo di stoffa tra le mani che stavo cercando di strapparle via.
Ma come  possibile? chiese Gloria.
Hanno un olfatto molto sviluppato. Adesso provo a spaventarla per farla uscire disse Clarity.
Sei sicura che si tratti di una volpe? Intendi dire la volpe... l'animale?
So riconoscere una volpe. Questa  piccola.
Dovremmo chiamare la polizia.
S, e la polizia viene qui per una volpe... La caccio via. Rimani indietro nel caso venga su per le scale.
Udii Gloria sussultare e sbattere la porta in cima alle scale. Clarity mi prese in braccio e usc all'esterno passando dal retro. L'aria fresca della sera ci avvolse. Mi port fuori dal cancello e non mi mise gi fino a quando non fummo dietro l'angolo.
Non ero sicura a che gioco stessimo giocando, cos mi diedi una scrollata e feci i miei bisogni: ero pronta a continuare. Clarity cammin con me su e gi per la strada, poi una macchina arriv da dietro l'angolo e si ferm. Qualcuno abbass il finestrino e sentii l'odore di Rocky! Posai le zampe sulla fiancata metallica della macchina e provai a infilarmici dentro. Sentii anche l'odore di Trent.
Grazie, Trent disse Clarity.
Non c' problema rispose lui.
Clarity mi prese in braccio e mi fece passare attraverso il finestrino. Mi arrampicai sul petto di Trent, lo leccai per fargli le feste e poi annusai il sedile. Rocky era stato nella macchina, ma ora non c'era. Eravamo entrambi cani da sedile davanti.
Quella sera andai a casa con Trent, e Clarity non venne con noi. Appena ci allontanammo con la macchina fui presa dall'angoscia. Lanciai un guaito: mi chiedevo dove fosse Clarity. Quando arrivammo a casa di Trent, per, Rocky era l! Fummo felicissimi di vederci e iniziammo a fare la lotta in soggiorno e poi in giardino e anche in camera di Trent. La sorella minore, Carolina, gioc con noi e cos fece Trent e persino i suoi genitori. Nel bel mezzo di tutto quel giocare mi addormentai. Mi sentii improvvisamente cos stanca che non potei fare altro che sdraiarmi, anche se Rocky continuava a darmi morsi sul muso.
Non appena ci svegliammo, la mattina successiva, io e Rocky ricominciammo la lotta. Rocky era leggermente pi grande di me ed era, ovviamente, molto legato a Trent: a volte smetteva di giocare per correre da lui e farsi accarezzare o ricevere complimenti. Clarity mi mancava sempre di pi, e ogni volta che mi ricordavo che avrei dovuto essere in pensiero per lei, Rocky mi si arrampicava addosso e ricominciavamo la lotta. Mi consolavo pensando che sarebbe tornata a prendermi. E infatti cos fece.
Quando sentimmo lo sferragliare del cancello, io e Rocky ci precipitammo a vedere chi fosse. Clarity era l. Le saltammo addosso entrambi. Rocky si comportava come se per Clarity lui fosse importante tanto quanto me, cos gli ringhiai contro.
Clarity e Trent, seduti in giardino, ci guardavano giocare.
Se ne  andata? chiese Trent.
Non ancora. Il suo volo non parte prima dell'una. Le ho detto che dovevo uscire prima per andare a scuola.
Ma tu stai andando a scuola?
Non oggi.
CJ, non puoi continuare a saltare la scuola.
Molly ha bisogno di me.
Mi bloccai quando udii il mio nome e Rocky mi salt sulla schiena.
Molly c' solo da tre giorni. Cosa mi dici di tutte le altre volte?
Non mi sembra che la scuola sia cos importante nella mia vita.
Sei alle superiori, disse Trent la scuola  la tua vita.
Ci vado luned rispose Clarity. Voglio solo passare del tempo con Molly questa settimana, mentre Gloria  in vacanza.
E quando Gloria torna, quali sarebbero i tuoi piani?
Non lo so, Trent! Le persone a volte non pianificano proprio tutto. Le cose succedono e basta, ok?
Io e Clarity andammo a fare un giro in macchina e mi sedetti sul sedile davanti. Andammo in un parco pieno di verde, in cui per c'era un solo cane: era marrone e per niente simpatico; sembrava interessato solo a camminare con il suo padrone lungo il sentiero. Poi andammo a casa. Per fortuna Clarity non mi rinchiuse nel piccolo spazio sotto le scale, ma mi lasci correre per tutta la casa. Sentivo l'odore di Gloria, ma lei non c'era.
Dormii nel letto di Clarity. Ero cos felice che continuavo a svegliarmi e a leccarle la faccia. Lei mi spingeva via, ma non c'era rabbia nei suoi gesti e quindi alla fine si rassegn a farmi mordicchiare gentilmente le sue dita, ogni volta che ne sentivo il bisogno. E fu cos che passammo la notte.
Il giorno dopo giocammo in casa, fuori pioveva e quindi uscii solo per fare i miei bisogni nell'erba bagnata. Molly! Vieni qui! mi richiam a un certo punto CJ.
Corsi lungo il corridoio, mentre l'odore di Gloria si faceva sempre pi forte. CJ mi sorrideva facendo cenno col capo e cos la guardai incuriosita. Apr una porta e l'odore di Gloria, prepotente, inond la stanza.
Vedi quel cane nello specchio? mi chiese CJ.
Udii la parola cane e pensai che CJ volesse farmi entrare nella stanza. Lo feci e subito mi fermai di colpo: c'era un cane l dentro! Somigliava a Rocky. Balzai in avanti, ma poi mi ritrassi: anche lui stava saltando verso di me, con fare aggressivo. Ne fui sorpresa. Non era Rocky, in realt non odorava di niente. Scodinzolai e lui fece altrettanto. Mi piegai in avanti e anche lui si pieg in avanti.
Era cos strano, che mi misi ad abbaiare. Mi sembr che anche lui stesse abbaiando, ma non udii nessun suono.
Saluta, Molly! Vai a prenderlo! disse CJ.
Abbaiai di nuovo e mi avvicinai annusando qua e l. Non c'era nessun cane, c'era solo qualcosa che sembrava un cane. Era tutto cos strano.
Lo vedi il cane, Molly? Lo vedi?
Qualunque cosa stesse succedendo, non era divertente. Mi girai dall'altra parte e annusai sotto il letto dove c'erano delle scarpe impolverate.
Sei un bravo cane, Molly! disse CJ. Mi piaceva ricevere complimenti, ma fui felice quando uscimmo dalla stanza. C'era qualcosa di inquietante in quella storia del cane senza odore.
La mattina seguente tutto era umido e profumato. Annusai qualche verme, ma non ne mangiai neanche uno: una volta che ci hai provato capisci che il loro sapore non  mai migliore del loro odore.
Eravamo appena rientrate in casa quando qualcuno suon il campanello. Corsi verso la porta d'ingresso e abbaiai. Intravedevo un'ombra dietro il vetro della porta.
Fai attenzione, Molly! Stai indietro disse Clarity aprendo appena.
Sei tu Clarity Mahoney? chiese la donna dall'altro lato. Infilai il muso nella fessura e provai a uscire fuori, ma Clarity mi spinse dentro. Scodinzolai, per far capire a quella persona che il mio abbaiare non era nulla di serio. Stavo solo facendo il mio lavoro.
Mi chiamo CJ rispose Clarity.
CJ, sono l'ispettore Llewellyn. Sono un ispettore scolastico. Perch non sei a scuola oggi?
Non mi sento bene. CJ gir la testa e toss. La donna sulla porta mi guard e io mossi la coda ancora pi forte. Perch non andavamo tutti a giocare fuori?
Dov' tua madre?
 uscita a comprare delle cose.  andata a prendermi le medicine rispose CJ.
Rimasero l in piedi per un bel po'. Sbadigliai.
Le abbiamo lasciato diversi messaggi e non ci ha mai richiamati disse la donna.
Ha molto da fare. Vende immobili.
Bene. Dalle questo, ok? La donna pass un pezzo di carta a Clarity. Hai saltato molte lezioni CJ. Sono tutti preoccupati per te.
Mi sono ammalata spesso.
Dai quel foglio a tua madre. Aspetto una sua telefonata. Dille che pu chiamare quando vuole e, se non ci sono, pu lasciare un messaggio.  tutto chiaro?
S.
Arrivederci CJ.
Clarity chiuse la porta. Sembrava triste e arrabbiata. And in cucina e mise qualcosa sul tavolo. Molly, abbiamo bisogno di un gelato mi disse. Mise nella mia ciotola una cosa fredda, ma dolce e deliziosa.
Clarity si sedette al tavolo e inizi a mangiare senza sosta. Anch'io mi misi seduta. Rimasi a guardarla con attenzione, ma non mi diede nientaltro. Quando fin di mangiare, Clarity gett della carta in un contenitore sotto al lavandino. La carta aveva quello stesso odore dolce e non capii perch Clarity non me l'avesse fatta leccare. Gli esseri umani sono cos, buttano sempre via le cose pi squisite.
Qualche istante dopo, Clarity and in camera sua e sal su una piccola scatola schiacciata e quadrata, pi grande della ciotola di un cane, ma pi bassa. Un chilo e duecento grammi? Dio santo, sono davvero stupida! sibil scontenta. Percepii la sua angoscia e provai a tirarla su, ma lei non sembr farci caso. Emise un suono rauco, dopodich si pieg sulla tazza del gabinetto e vomit. Le camminavo alle spalle facendo su e gi, angosciata dal suo dolore e dalla sua tristezza. Il dolce odore delle prelibatezze che Clarity aveva mangiato poco prima svan non appena lei tir lo sciacquone. Mossi la coda pi forte che potei, provai a salirle addosso e a leccarle la faccia. Dopo diversi tentativi sembr funzionare, nonostante continuasse a essere triste.
Dopo un paio di giorni ci eravamo abituate alla nostra routine. Tutte le mattine, per diverse ore, Clarity mi lasciava da sola nel seminterrato, incastrata nel piccolo spazio sotto le scale. Tornava a casa per un po' nel mezzo della giornata, giocava con me, riordinava e poi mi dava da mangiare. Nel pomeriggio scendeva le scale di corsa gridando Molly! e poi rimaneva a casa fino alla mattina seguente. Decisi che stava andando a scuola. Anche il mio bambino, Ethan, era andato a scuola. Ora che si trattava di Clarity, non  che la cosa mi piacesse tanto di pi.
Tutte le sere, io e Clarity facevamo un gioco. Mi chiudeva dietro le scatole nel piccolo spazio e poi rimaneva l vicino. Sentivo la sua presenza. Se mi mettevo a piangere o ad abbaiare, spostava le scatole dicendo No! con un tono molto duro. Se invece me ne rimanevo seduta tranquilla, spostava le scatole e mi dava da mangiare qualche prelibatezza. Gli intervalli di tempo in cui restavo in silenzio si fecero sempre pi lunghi e alla fine venivo sempre premiata con qualche bocconcino. Capii che, quando ero sotto le scale, Clarity voleva che stessi buona, almeno fino a quando lei rimaneva l dietro.
Non mi piaceva stare l da sola: c'erano cos tanti altri giochi da fare, e molto divertenti.
Quando restavo l tutta la notte, specialmente se sentivo Clarity andare al piano di sopra, ero convinta di essere vittima di un errore. Eppure, tutte le volte che abbaiavo, Clarity scendeva di sotto e mi diceva No!. Quando poi, finalmente rassegnata, mi mettevo a cuccia, Clarity mi svegliava con qualche delizioso bocconcino. Non capivo.
Poi un giorno mi disse: Eccola che ritorna. Facciamo cos, Molly.
Mi port nel seminterrato e mi mise sotto le scale. Rimasi seduta in silenzio. Udii delle voci e poi dei passi e capii che Gloria era tornata a casa.
Rimasi seduta senza far rumore.
Clarity mi port una deliziosa cosa da mangiare e andammo a fare una lunga passeggiata. A un certo punto sentii anche l'odore di un coniglio!
Quando si fece sera, Clarity mi mise nel solito piccolo spazio e io mi accucciai con un lungo sospiro. Rimasi in silenzio per, e ricevetti un altro delizioso bocconcino. L'indomani, presto, andammo a fare una passeggiata.
Fai la brava. Stai buona. Ti voglio bene, Molly. Ti voglio bene mi disse Clarity e poi and via. Feci un sonnellino e udii Gloria camminare avanti e indietro al piano di sopra. Non ero sicura che Gloria sapesse che il premio per il mio silenzio consisteva in deliziose prelibatezze.
Clarity non mi aveva chiuso del tutto il passaggio con le scatole, cos, quando misi il muso nella fessura, capii che potevo spostare la scatola pi in basso quel tanto che bastava a infilarci la testa. Mi dimenai e spinsi con tutta la forza che possedevo e cos mi ritrovai dall'altro lato!
Nonostante fossi abbastanza grande da salire le scale non fu facile arrivare in cima. La porta in alto era aperta e non appena raggiunsi l'ultimo gradino qualcuno suon il campanello. Gloria and ad aprire. Trotterellai fino al soggiorno e mi fermai ad annusare una valigia sul pavimento che prima non c'era.
S? disse Gloria in piedi sulla porta. L'aria che proveniva dall'esterno port dentro un meraviglioso odore di alberi e di prato, ma anche quel forte profumo di fiori tipico di Gloria. Era cos forte che tutto il resto rischiava di sparire.
Signora Mahoney? Sono l'ispettore Llewellyn. Mi sto occupando del caso di CJ. Le ha dato il rapporto?
Trotterellai fino alla porta per salutare Gloria. La donna sul portico mi lanci un'occhiata mentre mi avvicinavo.
Un rapporto. Clarity? Ma di che cosa sta parlando?
Mi dispiace. Ho bisogno di parlarle. Sua figlia ha fatto troppe assenze questo semestre.
Nonostante fossi l al suo fianco, Gloria se ne stava l in piedi. Le toccai una gamba con la zampa.
Abbass lo sguardo su di me e lanci un urlo.

8
Gloria salt fuori sul portico e io la seguii, scodinzolando a entrambe le donne.
Ma non  una volpe! grid Gloria.
La donna si pieg e mi accarezz. Le sue mani erano calde e delicate e odoravano di sapone e anche di frutta secca. Una volpe? No di certo,  un cucciolo.
E cosa ci fa in casa mia?
La donna si alz in piedi. Non saprei, signora. Questa  casa sua. Il cane era qui quando ho visto sua figlia la settimana scorsa.
Ma  impossibile!
Bene... allora, disse la donna questa  un'altra copia del rapporto insieme a una convocazione. L'ispettore pass dei fogli a Gloria. Dovr presentarsi in tribunale con sua figlia.  tutto chiaro? Sua figlia  minorenne, quindi  lei, signora, a essere perseguibile per vie legali.
E il cane?
Come scusi?
Mi misi a sedere quando sentii la parola cane. Gloria sembrava arrabbiata, ma mi dissi che quella signora cos gentile forse avrebbe potuto darmi qualche bocconcino. Mi piaceva la frutta secca, persino quella piena di sale che mi faceva bruciare la lingua.
Se lo porti via disse Gloria.
Non posso farlo, signora.
Mi sta forse dicendo che la preoccupa di pi una studentessa che salta la scuola ogni tanto di una donna intrappolata da un cane?
Esattamente.
Questa  la cosa pi stupida che abbia mai sentito. Che razza di ispettore di polizia  lei?
Sono un ispettore scolastico, signora Mahoney.
Scriver un lettera di reclamo al capo della polizia.
Prego faccia pure. Nel frattempo, ci vediamo in tribunale. La donna si volt e se ne and. E cos addio bocconcino.
E con il cane cosa faccio? le url dietro Gloria.
Chiami l'accalappiacani, signora. Sono loro a occuparsi di queste cose.
Bene, lo far rispose Gloria. Stavo per seguirla in casa, ma quando mi grid No! mi feci piccola dalla paura. Mi sbatt la porta sul muso lasciandomi fuori.
Gironzolai in giardino. Era un'altra bella giornata. Magari quel coniglio era l fuori e stava aspettando me. Trotterellai gi per il marciapiede annusando i cespugli.
I giardini lungo la strada mi ricordavano la casa dove aveva vissuto Ethan prima di trasferirsi alla Fattoria. Erano dei giardini grandi da poterci giocare dentro, spesso delimitati da siepi. L'aria era piena di un dolce odore di fiori e tutte le piante intorno erano folte e rigogliose. Sentii l'odore di altri cani, di gatti e di altri esseri umani, ma non quello delle anatre o delle capre. Ogni tanto qualche macchina passava di l muovendo laria, aggiungendo a quel miscuglio di profumi i suoi fumi di grasso e metallo.
Ad andarmene cos a zonzo, senza guinzaglio, mi sentivo un po' come un piccolo cane cattivo. Ma era stata Gloria a lasciarmi libera e perci conclusi che doveva andare bene cos.
Dopo aver passato pi o meno un'ora ad annusare ed esplorare, sentii un rumore di passi venire verso di me. Un uomo mi grid: Piccola, vieni qui!. Il mio primo istinto fu quello di trotterellare verso di lui, ma mi fermai quando vidi che teneva fra le mani un bastone dal quale penzolava un cappio. Si avvicin a me tenendolo in avanti. Vieni qui da brava mi disse.
Mi sentivo come se avessi gi il cappio intorno al collo. Indietreggiai.
Non scappare mi sussurr a bassa voce.
Abbassai un po' la testa e cercai di schivarlo e fuggire. Lui fece uno scatto e cos mi ritrovai attorcigliata all'estremit di quel bastone. Ti ho preso! disse l'uomo.
Avevo paura. C'era qualcosa che non andava. L'uomo mi stava trascinando con il suo bastone verso un furgone, non volevo andare con lui. Sentii il cappio stringersi attorno al collo e mi ritrovai con la testa vicina alla ruota del furgone. L'uomo mi tir su e con un fragore metallico mi ritrovai in una gabbia sul retro.
Ehi!
Il tizio si volt al suono dei passi che si avvicinavano.
Ehi!
Era Clarity.
Cosa sta facendo? Quello  il mio cane!
L'uomo sollev le mani vedendo Clarity, l davanti a lui con il respiro affannato. Misi le zampe sulla gabbia, scodinzolai. Ero felicissima di vederla.
Aspetta un attimo disse l'uomo.
Non pu portarsi via il mio cane! esclam Clarity arrabbiata.
L'uomo incroci le braccia. Il cane viene con me. Ci sono state delle lamentele, e comunque era libero in mezzo alla strada.
Lanciai un guaito per farle capire che ero l che aspettavo di essere liberata.
Lamentele? Ma Molly  solo un cucciolo. Chi  che si lamenta di un cucciolo? disse Clarity. Che cos' che stava facendo? Li metteva troppo di buon umore?
La cosa non ti riguarda. Se questo  il tuo cane, puoi venire a riprenderlo al canile domani in qualunque momento da mezzogiorno in poi. L'uomo fece per andarsene.
Aspetti! Aspetti! Molly  solo... le lacrime le scendevano gi per le guance.
Lanciai un guaito, volevo riempirla di baci e mandare via quella tristezza. Clarity si mise una mano sulla bocca. Molly non capir se la porta via. L'ho presa da un centro di accoglienza per cani.  gi stata abbandonata una volta. La prego, la prego. Non so come sia uscita di casa, ma le prometto che non succeder pi. Lo giuro, lo giuro. La prego!
L'uomo scroll le spalle, inspir profondamente e poi ributt fuori l'aria piano piano. Be'... va bene. Ma devi farle mettere il microchip, farla vaccinare e fra qualche mese sterilizzare. D'accordo? E poi hai bisogno di una licenza.  la legge.
Far tutto. Lo prometto.
Il gioco del furgone era finito. L'uomo apr la gabbia, Clarity si avvicin e mi tir fuori. Mi abbracci, io le baciai la faccia e poi guardai l'uomo per vedere se magari anche lui voleva un bacio.
Bene disse l'uomo.
Grazie mille, grazie mille rispose Clarity.
Il camioncino si allontan. Clarity rimase in piedi a guardarlo tenendomi fra le braccia. Lamentele borbott.
Mentre mi riportava a casa, sentivo il cuore batterle forte in petto. Entrammo dalla porta principale, Clarity si chin e mi mise a terra. Proprio l davanti al mio naso, sul pavimento, c'era un pezzo di carta e cos lo annusai. Aveva l'odore della donna che poco prima era sul portico. Clarity lo raccolse e lo guard.
Clarity? Sei tu?
Gloria apparve da dietro l'angolo, si ferm e mi fiss. Scodinzolai e mi avviai verso di lei per salutarla, ma Clarity si abbass e mi prese in braccio.
Cosa'? Che cosa stai facendo? chiese Gloria.
Questa  Molly. ...  il mio cane. Le mani di Clarity tremavano.
No, non lo  rispose Gloria.
No che cosa? No, non  Molly o no, non  un cane?. chiese Clarity.
Fuori! grid Gloria.
No! le url dietro Clarity.
Non puoi tenere un cane in casa mia!
E invece s!
Ora come ora non hai il diritto di dire niente. Lo sai in che pasticci ti sei cacciata? Oggi  venuto un ispettore. Hai saltato la scuola cos tante volte che ora sono venuti ad arrestarti.
Clarity mi mise gi.
No! Non poggiare quel cane sulla mia moquette.
Mi tenni alla larga da Gloria e da tutte le sue urla.
 un cane. Non far nulla, ha appena fatto la pip fuori.
Un cane? Sei sicura che non sia una volpe?.
Perch? Hai bisogno di un'altra pelliccia!
Mi avvicinai al divano. Non c'era niente l sotto, a parte l'odore di polvere. In realt, la maggior parte degli odori nella casa provenivano da Gloria.
Far la pip sul divano! Vado a chiamare qualcuno disse Gloria con un grido.
Almeno ti sei disturbata a leggere questo foglio? disse Clarity. Agit il pezzo di carta fra le mani e la guardai con attenzione chiedendomi se lo avrebbe buttato via. Questa  una convocazione per te. Lo sai? Anche tu devi presentarti in tribunale.
Gli dir che sei completamente ingestibile.
E io gli dir il perch.
Il perch di cosa?
Gli dir perch sono riuscita a saltare la scuola cos spesso. Tu te ne vai in vacanza e mi lasci qui senza nessuno in casa. Mi hai lasciato da sola persino quando avevo dodici anni!
Non ci posso credere. Me lo hai chiesto tu. Non ti piaceva la baby-sitter.
Non mi piaceva perch era un'ubriacona! Una volta si  addormentata in macchina nel vialetto.
Mi rifiuto di riprendere di nuovo questa discussione. Se stai insinuando che, in qualche modo, io sia stata una madre negligente, chiamo gli assistenti sociali e puoi andartene a vivere in un orfanotrofio.
Mi rigirai su me stessa un paio di volte e poi mi sdraiai sul tappeto. Ma tutte quelle urla mi avevano messo in agitazione, cos dopo qualche secondo ero di nuovo in piedi.
Certo,  proprio cos che funziona. Mettimi in una scatola davanti al portico, marted vengono a prendermi e cos divento un'orfana.
Hai capito cosa voglio dire.
S, chiami gli assistenti sociali e gli dici che non vuoi pi essere una mamma. E cos ci sar un'udienza, il giudice vorr sapere dove sei stata tutta la scorsa settimana, ad Aspen, e poi dove sei stata quando sei andata a Las Vegas quando avevo tredici anni e poi dove sei stata quando sei andata a New York per un mese. E sai cosa dir? Che devi andare in galera. E tutti i vicini lo sapranno. Ti vedranno entrare nell'auto della polizia in manette con la tua pelliccia sopra la testa.
Mia madre mi lasciava da sola quando ero molto pi piccola di te. Non mi sono mai lamentata.
La stessa madre che ti ha picchiato con gli attrezzi da giardino? Che ti ha rotto un braccio quando avevi otto anni? Non credo ti fosse permesso lamentarti.
Quello che volevo dire  che stavo bene, e anche tu.
Quello che invece volevo dire io  che hanno arrestato tua madre, Gloria, e arresteranno anche te. La legge  molto pi severa ora. Non c' bisogno di mandare tuo figlio al pronto soccorso per finire in galera.
Clarity respirava affannosamente e Gloria la fissava. A meno che, disse a bassa voce tu non mi faccia tenere Molly.
Non so di cosa parli.
Dir al giudice che ti ho mentito. Che ti ho detto che stavo andando a scuola, anche se in realt non ci andavo. Dir che non  stata colpa tua.
Ma non  colpa mia!
Oppure posso dirgli che mi hai lasciato da sola ogni volta che sei andata in vacanza con i tuoi fidanzati. Questo  il patto. Mi lasci tenere Molly e non dir la verit al giudice. Se provi a farmi dar via il cane, gli racconter tutto.
Sei peggio di tuo padre.
Oh accidenti Gloria. Me lo hai detto cos tante volte che non mi fa pi nessun effetto. Allora? Che cosa vuoi fare?
Gloria usc dalla stanza. Clarity si abbass verso di me e mi accarezz, poi mi accoccolai sul tappeto e mi addormentai. Quando mi svegliai, Gloria non era pi in casa e Clarity era in cucina. Mi tirai su con uno sbadiglio e andai a vedere cosa stava facendo. C'era un meraviglioso profumo nell'aria.
Ne vuoi un po', Molly? mi chiese Clarity. Sembrava triste, ma mi diede da mangiare un toast. Niente burro e marmellata per te mi disse. Questa roba  solo per gli esseri umani.
Si alz in piedi, apr una busta e subito l'aria si riemp dell'invitante profumo dei toast. Clarity fece cadere un giocattolo a terra e io mi ci avventai sopra cercando di fare presa sul pavimento scivoloso.
Vuoi il coperchio? Va bene prendilo pure mi disse.
Leccai il giocattolo, aveva un odore fantastico, ma non c'era nulla da mangiare. Lo addentai. Clarity si alz e prepar tantissimi altri toast, mentre io continuavo felice a masticare il giocattolo. Poi si mise un po' pi dritta.  finito il pane disse lei, gettando una busta di plastica nel secchio della spazzatura.
Scodinzolai al pensiero che Clarity adesso sarebbe venuta a giocare con me; se ne and invece verso la credenza, apr una busta di plastica e prepar altri toast. Diede un calcio al giocattolo facendolo slittare sul pavimento e io mi ci avventai sopra. Ogni volta che Clarity si alzava per preparare i toast dava un calcio al giocattolo e io mi ci catapultavo sopra. Scoprii, saltandoci sopra, che riuscivo a scivolare fino a sbattere contro il muro. Che gioco fantastico!
Finito. Andiamo Molly disse Clarity. La seguii nella sua camera da letto. Vuoi dormire su questo cuscino, Molly? Clarity diede qualche colpetto sul cuscino, mi ci avventai sopra e lo strattonai tenendolo fra i denti.
Clarity non aveva voglia di giocare. Si sdrai a pancia in su a occhi aperti. Le misi la testa sul petto e lei mi accarezz il pelo. Qualcosa stava cambiando dentro di lei, il suo umore stava peggiorando. Rimasi accoccolata con lei, speravo di poter far sparire la sua tristezza, ma quando lanci un lamento, capii di non esserci riuscita. Feci per leccarle la faccia che profumava di burro e toast e di quell'odore zuccherino che si trovava anche sul giocattolo, ma lei si rigir sul letto, allontanandosi da me. Oddio disse a voce bassa.
Clarity and in bagno, udii dei rumori e poi sentii il dolce odore dei toast. Stava vomitando di nuovo. La sua testa era nella tazza del gabinetto. Clarity tir lo sciacquone diverse volte prima di tirarsi su in piedi guardandosi i denti nello specchio. Poi sal sulla piccola scatola. Quarantotto chili disse con un lamento. Mi odio.
Decisi che detestavo quella scatola per come faceva sentire Clarity.
Andiamo a dormire, Molly.
Non mi port gi nel seminterrato, ma mi lasci dormire con lei nel suo letto. Ero cos emozionata all'idea di essere fuori da quel piccolo spazio e di stare di nuovo nel letto con lei che, ovviamente, feci fatica ad addormentarmi. Clarity poggi la sua mano su di me e mi accarezz fino a quando non fui mezza addormentata. Mi rigirai dall'altro lato e mi accoccolai addosso a lei. Mentre mi appisolavo fummo inondate entrambe dal nostro reciproco amore. Quello che provavo per lei era molto di pi che un semplice sentimento di fedelt verso qualcuno di cui ci si sta prendendo cura. Amavo Clarity. La amavo con la totalit e la completezza con cui un cane pu amare una persona. Ethan era stato il mio bambino, ma Clarity era la mia bambina.
Mi svegliai pi tardi quando udii Gloria parlare con un uomo fuori di casa. Sentii la risata di lui e poi la macchina mettersi in moto e allontanarsi, infine la porta di casa aprirsi e richiudersi. Clarity dormiva ancora. Sentii qualcuno camminare gi per il corridoio: con tutto il tempo che avevo passato sotto le scale ad ascoltare passi, capii che si trattava di Gloria. La porta del corridoio era aperta. Gloria entr in camera e mi fiss. L'aria trasport il suo profumo nella stanza. Scodinzolai un po'.
Ma lei non fece altro che rimanere a fissarmi nell'oscurit del corridoio.
Clarity aveva molti amici che venivano a giocare con me. Dopo un po' capii che il suo nome adesso era CJ. Le persone possono farlo, possono anche cambiare i nomi delle cose. Io, per, continuavo a chiamarmi Molly. Il nome di Gloria era Gloria,, ma anche mamma, e lei era l'unica che chiamava CJ Clarity.
Era vero anche il contrario. A volte il nome rimaneva lo stesso, ed erano le persone a cambiare. E cos il veterinario, che era l'altro nome della dottoressa Deb, adesso era quello che CJ chiamava Dottor Marty. Era simpatico come la dottoressa Deb, aveva dei peli tra il naso e la bocca e delle mani forti che mi toccavano con gentilezza.
Il mio preferito fra gli amici di CJ era Trent, il ragazzo che si prendeva cura di Rocky. Era pi alto di lei, aveva i capelli scuri e addosso aveva sempre l'odore di mio fratello. Quando veniva a trovarci, solitamente se lo portava dietro e noi due cuccioli ci mettevamo a scorrazzare nel giardino sul retro e a fare la lotta. Giocavamo fino a quando cadevamo a terra esausti, spaparanzati sull'erba. Spesso, ansimante, mi sdraiavo sopra di lui e piena di entusiasmo gli addentavo le zampe.
Rocky era pi robusto e pi alto di me, ma di solito si lasciava immobilizzare tutte le volte che volevo. Mentre ero sopra di lui pensavo sempre che la parte marrone scura del suo muso era proprio dello stesso colore delle mie zampe, mentre il resto del suo pelo virava al marrone pi chiaro. Pi il tempo passava e le giornate si facevano calde, pi mi rendevo conto di poter misurare la mia crescita confrontandomi con Rocky. Mio fratello non era pi un cucciolo dall'aria goffa, e neanche io.
La fedelt di Rocky nei confronti di Trent era assoluta. A volte, nel bel mezzo di uno dei nostri giochi, Rocky si fermava all'improvviso e correva da lui per farsi accarezzare. Io lo seguivo e anche CJ mi accarezzava.
Credi che Rocky sia un incrocio fra uno Schnauzer e un Barbone? chiese CJ. Uno Scharbone!
Non credo. Forse un incrocio fra un Doberman e un Barbone disse Trent.
E cos sarebbe un Dorbone?. Che nome citrullo!
Scodinzolai quando sentii pronunciare il mio nome preferito e cos toccai appena CJ con la punta del naso. Ethan mi aveva chiamato cane citrullo: era un nome speciale che raccoglieva in s tutto l'amore che un bambino poteva provare per il suo cane. Sentire CJ pronunciare quel nome mi ricord del legame che c'era fra il mio ragazzo e la mia bambina.
O forse una qualche sorta di Spaniel consider Trent.
Molly, tu potresti essere un incrocio fra un Barbone e uno Schnauzer o uno Spaniel o un Doberman, ma di sicuro non sei un Barbone mi disse CJ tenendomi vicina al suo viso e dandomi un bacio sul naso. Scodinzolai felice.
Ehi, guarda qua! Rocky? Seduto! Seduto! ordin Trent. Rocky fiss il suo sguardo attento su Trent e poi si sedette rimanendo immobile. Bravo cane!
Non ho intenzione di insegnare nessuno di questi trucchetti a Molly disse CJ ricevo gi abbastanza ordini di mio.
Scherzi? Ai cani piace lavorare. Non chiedono altro. Non  vero, Rocky? Bravo, mettiti seduto!
Be', sapevo il significato di quella parola. Cos, quando Rocky si mise seduto, lo feci anch'io.
Guarda! Molly ha gi capito tutto guardando Rocky. Sei un cane cos bravo, Molly!
Scodinzolai sapendo di essere un bravo cane. Conoscevo altri trucchetti, ma CJ non mi aveva mai chiesto nulla. Rocky si rotol sulla schiena per farsi dare una grattatina alla pancia e gli misi la bocca sul collo.
Ehi, allora... disse Trent. Rocky si immobilizz e fatic a liberarsi dalla mia presa. Avevo percepito anch'io un sentore di paura provenire da Trent. Rocky gli spinse il muso sulla mano e io diedi un'occhiata a CJ. Lei guardava il cielo sorridente, ignara di qualunque pericolo.
CJ? Forse... Forse dovremmo andare al ballo di fine anno insieme quest'anno?
Che cosa? No, stai scherzando? Gli amici non vanno al ballo di fine anno insieme. Non  fatto per quello.
S, ma...
Ma cosa? CJ si rigir spostandosi i capelli dalla faccia. Oddio Trent, chiedilo a qualche bella ragazza. Susan per esempio. So per certo che le piaci.
No, io... bella ragazza? disse Trent. Andiamo. Lo sai di essere bella.
CJ gli diede un colpo leggero sul braccio S, scemo.
Trent aveva aggrottato le sopracciglia e ora guardava a terra.
Che cosa c'? chiese CJ.
Nulla.
Dai, andiamo al parco.
Andammo a fare una passeggiata. Mentre aspettavamo Rocky, che nel frattempo annusava qua e l e marcava il territorio, io rimasi incollata al fianco di CJ. Lei infil una mano in tasca e tir fuori una piccola scatola. Non era niente di buono da mangiare. Poco dopo vidi il chiarore di una fiamma e un odore di fumo usc dalla sua bocca. Conoscevo quell'odore. Era su tutti i suoi vestiti e spesso lo sentivo nel suo alito.
Quindi cosa si prova a essere in libert vigilata, l'arresto e tutto? volle sapere Trent.
Non  nulla. Devo solo andare a scuola. Non  neanche una libert vigilata vera e propria.  Gloria che si comporta come se fossi una specie di criminale rispose CJ ridendo e sputando fuori altro fumo.
Almeno cos puoi tenere il cane.
Sia io, sia Rocky tirammo su la testa al suono della parola cane.
Me ne vado appena faccio diciotto anni.
Ah s? E come fai?
Mi arruolo nell'esercito se proprio devo. Mi chiudo in convento. Devo solo cercare di sopravvivere fino a quando non compio ventun'anni.
Io e Rocky trovammo per terra un qualcosa che sembrava morto e che aveva un odore delizioso. CJ e Trent per continuarono a camminare trascinandoci per il guinzaglio e cos nessuno di noi due ebbe il tempo di avventarcisi sopra. Spesso gli esseri umani ci lasciano il tempo per annusare quello che sembra interessante, ma poi quasi sempre camminano troppo veloci e ci fanno perdere tutte queste meravigliose opportunit.
E che succede quando compi ventun'anni? chiese Trent.
Avr accesso alla prima met dell'eredit che mi ha lasciato mio padre.
Davvero? E quant'?
Qualcosa come un milione di dollari.
Non ci credo!
Credici. Dopo l'incidente c' stato un patteggiamento con la compagnia aerea. I soldi sono abbastanza per l'universit e per andare a New York e lanciarmi davvero nella mia carriera da attrice.
Un paio di isolati pi avanti uno scoiattolo saltellava nell'erba. Quando comprese di aver commesso un errore madornale, si blocc. Io e Rocky abbassammo la testa e partimmo alla carica tirando con forza. Ehi! disse Trent ridendo e mettendosi a correre con noi. Trattenuti dai guinzagli, non riuscimmo a raggiungere lo scoiattolo che ebbe il tempo di arrampicarsi su un albero e scappare via emettendo degli squittii. Se non ci avessero fermato lo avremmo di sicuro catturato. Al ritorno ci mettemmo a rincorrerlo di nuovo. Forse quello stupido lo faceva apposta? Voleva essere catturato?
Ogni tanto CJ mi diceva vuoi andare dal veterinario? che pi o meno poteva essere tradotto con un: andiamo a fare un giro in macchina sul sedile davanti e andiamo a trovare il Dottor Marty. Rispondevo sempre con entusiasmo anche quando, un bel giorno, tornai a casa con uno stupido collare. Era un cono di plastica che amplificava ogni suono e rendeva difficile mangiare e bere. Ci misi un po' ad abituarmi, ma alla fine avevo capito che, ogni tanto, agli esseri umani piaceva mettere questi stupidi collari ai propri cani.
Qualche tempo dopo, quando rividi Rocky, anche lui indossava lo stesso collare! Fare la lotta era difficile, ma in qualche modo ci riuscimmo.
Povero Rocky, diventer una voce bianca ora disse Trent.
CJ rise. Il fumo le usc dal naso e dalla bocca.
Non appena mi tolsero quello stupido collare iniziammo a fare dei giochi creativi. Andavamo in un posto tranquillo e mentre io masticavo un giocattolo, CJ se ne stava seduta a maneggiare dei bastoni puzzolenti e della carta. L tutti sapevano il mio nome, mi accarezzavano e a volte mi davano da mangiare. Era cos diverso da casa nostra, dove CJ mi abbracciava e mi faceva le coccole, ma Gloria mi cacciava via ogni volta che provavo a farle le feste.
Gloria non toccava mai neanche CJ: per quello era un bene che io fossi l. Farmi abbracciare da CJ era il mio compito pi importante. Quando eravamo sdraiate sul letto insieme potevo percepire quella solitudine dolorosa sciogliersi dentro di lei. Scodinzolavo e la baciavo e le davo dei piccoli morsetti sul braccio. Ero felice di essere con la mia bambina.
Quando CJ non era in casa io rimanevo al piano di sotto. Un giorno Trent ci venne a trovare e lui e CJ misero una gattaiola alla porta del seminterrato per lasciarmi libera di uscire nel giardino sul retro ogni volta che volevo. Mi piaceva tantissimo fare su e gi attraverso quella porta, e c'era sempre qualcosa di divertente da fare dall'altro lato!
A volte, quando ero fuori in giardino, vedevo Gloria in piedi dietro la finestra che mi fissava. Io le scodinzolavo sempre. Gloria era arrabbiata con me per qualche motivo, ma per esperienza sapevo che gli esseri umani non potevano essere arrabbiati con i cani per sempre.
Un giorno CJ torn a casa molto tardi, quando il sole era gi tramontato. Mi abbracci a lungo e percepii la sua tristezza e la sua angoscia. Poi and in bagno e vomit. Sbadigliai nervosamente, camminando avanti e indietro: in queste occasioni non sapevo mai cosa fare. Io e CJ tirammo su la testa nello stesso istante e Gloria era in piedi sulla porta che ci guardava.
Non ci sarebbe bisogno di farlo cos spesso, se mangiassi di meno disse Gloria.
Oh, mamma rispose CJ. Si alz in piedi, and al lavandino e bevve un sorso d'acqua.
Com' andato il tuo provino? disse Gloria.
Malissimo. Non mi hanno dato niente. Non ti considerano neanche per una parte, se non hai fatto recitazione tutto l'anno.
Be', se non vogliono mia figlia per lo spettacolo estivo, peggio per loro. Non importa comunque. Con la recita della scuola nessuno  mai arrivato da nessuna parte.
Certo, Gloria. Chi ha mai sentito parlare di un attore che recita?
Sto solo dicendo che io non ho mai cantato per la scuola, ma questo non ha frenato la mia carriera.
S, infatti ho visto tutte le etichette discografiche che sono venute a sfondarci la porta di casa ultimamente.
Gloria incroci le braccia. Avevo una promettente carriera fino a quando non sono rimasta incinta di te. Una volta che hai un bambino  tutto diverso.
Che cosa stai cercando di dirmi? Che non hai pi potuto cantare perch hai avuto un bambino? Mi hai forse partorita dall'esofago?
Non mi hai mai ringraziata, neanche una volta.
E cosa avrei dovuto fare? Ringraziarti per avermi partorita? Davvero? Magari esistono anche dei biglietti con su scritto "grazie per avermi fatto stare nel tuo utero per nove mesi"?
Feci un balzo in avanti e atterrai con abile precisione ai piedi del letto.
Scendi! grid Gloria.
Saltai gi colpevole e mi accucciai sul pavimento a testa bassa.
Va tutto bene, Molly. Sei un bravo cane mi tranquillizz CJ. Che cos'hai contro i cani, Gloria?
Non capisco cosa abbiano di speciale. Creano confusione e hanno un odore pessimo. Leccano. Non fanno nulla di utile.
Cambieresti idea se passassi un po' di tempo con uno di loro rispose CJ accarezzandomi.
L'ho fatto. Mia madre aveva un cane quando ero piccola.
Non me l'hai mai detto.
Lo baciava sulla bocca. Era una cosa disgustosa continu Gloria. Gli faceva sempre un sacco di smancerie. Era un cane grasso che non faceva altro che starle sdraiato sulle gambe senza fare niente. Se ne stava l seduto a guardarmi mentre io pulivo la casa.
Be', Molly non  cos.
Spendi tutti i tuoi soldi in cibo per cani e per il veterinario, quando ci sarebbero cos tante cose da comprare.
Ora che ho Molly non ho bisogno di nient'altro. CJ mi gratt dietro l'orecchio e io mi appoggiai a lei mugolando di piacere.
Capisco. Ora  il cane a prendersi tutti i meriti, e a tua madre nulla. Gloria si volt dall'altro lato e usc dalla stanza. CJ si alz in piedi, richiuse la porta dietro di s e si accoccol sul letto con me.
Ce ne andremo di qui il prima possibile. Te lo prometto, Molly disse CJ. Le leccai la faccia.
Ero un bravo cane che si stava prendendo cura della bambina di Ethan, ma non lo facevo solo perch era quello che lui avrebbe voluto. Amavo CJ. Amavo addormentarmi fra le sue braccia, camminare con lei e andare a fare giochi creativi.
Quello che invece non mi piaceva era un ragazzo che aveva iniziato a venire a casa tutti i giorni. Si chiamava Shane. Gloria era spesso fuori di sera, e CJ e Shane potevano abbracciarsi sul divano. Le mani di Shane odoravano dello stesso fumo che impregnava i vestiti di CJ. Anche se Shane mi salutava sempre, sentivo che in realt non gli piacevo. Il modo in cui mi accarezzava era sempre troppo superficiale. Un cane queste cose le sente sempre.
Non mi fidavo delle persone a cui non piacevano i cani.
Una sera, mentre Shane era l, Trent e Rocky ci vennero a trovare. Trent non si mise neanche a sedere e Rocky rimase in guardia fissando il suo padrone. Percepii la rabbia e la tristezza di Trent e ovviamente lo fece anche Rocky. Provai a coinvolgerlo in una lotta, ma mio fratello non era interessato. Era concentrato su Trent.
Ehi, ho pensato di fare un salto e... disse Trent dando un piccolo calcio sulla moquette.
Ma, come puoi vedere, CJ ha da fare rispose Shane.
S disse Trent.
No, entra. Stiamo solo guardando la televisione disse CJ.
No,  meglio che vada disse Trent.
Dopo che se ne fu andato, andai alla finestra e guardai fuori. Trent era in piedi vicino alla sua macchina. Fiss la casa per un lungo minuto, poi apr lo sportello e and via.
Rocky era sul sedile davanti.
Il giorno dopo CJ non torn a casa subito dopo la scuola e cos rimasi a rosicchiare un bastone in giardino guardando alcuni uccelli saltellare da un albero all'altro.
Abbaiare contro gli uccelli serve raramente. Dovrebbero aver paura dei cani, ma non lo capiscono e quindi continuano a occuparsi dei fatti loro. Prima di allora avevo gi mangiato degli uccelli morti. Non erano per niente buoni e dunque non ne avrei mai mangiato uno vivo, anche se non mi sarebbe dispiaciuto capire se, almeno cos, avevano un sapore migliore.
Fui sorpresa quando Gloria apr la porta sul retro. Molly vieni qui. La vuoi una cosa buona? mi grid lei.
Mi avvicinai con cautela, muovendo un po' la coda e tenendo la parte posteriore del corpo abbassata in segno di sottomissione. Di solito Gloria non mi parlava, a meno che non fossi nei pasticci per qualche motivo.
Su, vieni qui disse.
Entrai in casa e Gloria richiuse la porta alle mie spalle. Ti piace il formaggio? mi chiese.
Scodinzolai e la seguii in cucina. Rimasi a guardarla con molta attenzione mentre si avvicinava al frigorifero, e quando lo apr fui premiata dalla solita ondata di deliziosi odori trasportati dal flusso di aria fredda.
Tir fuori qualcosa.  tutto ammuffito, ma va bene per un cane, no? Lo vuoi?
Gloria mi porse un grosso pezzo di formaggio con una forchetta. Lo annusai e poi, molto timidamente, gli diedi un morso in attesa della sua reazione. Fai in fretta disse lei.
Sfilai il formaggio dalla forchetta, lo feci cadere a terra e poi lo mangiai in un paio di bocconi. Bene, magari Gloria non era pi arrabbiata con me!
Vieni qui disse Gloria. Con un rumore metallico lasci cadere un grosso pezzo di formaggio nella mia ciotola. Renditi utile, mi sembra assurdo spendere tanti soldi in cibo di qualit per cani quando potresti ripulire le cose che buttiamo via.
Fino ad allora avevo sempre e solo mangiato piccole quantit di formaggio e dunque riceverne cos tanto, tutto in una volta, era un lusso inaspettato. Presi in bocca il pesante pezzo di formaggio, non sapendo da dove cominciare. Gloria usc dalla cucina e cos mi concentrai sul formaggio un morso alla volta. Una volta finito avevo un po' di bava alla bocca e avevo gi bevuto la maggior parte della mia acqua.
Gloria venne in cucina poco dopo. Finito? disse lei. And verso la porta sul retro e la apr. Ok, fuori mi ordin. Capii il senso generale di quello che mi stava dicendo e cos mi avviai velocemente attraverso la porta fuori in giardino. Mi sentii meglio l fuori.
Non sapevo quando CJ sarebbe tornata a casa. Mi mancava. Passai attraverso la gattaiola nel seminterrato e mi acciambellai sul cuscino desiderando che CJ fosse l con me.
Mi addormentai, ma quando mi svegliai stavo male. Camminai avanti e indietro per un po', respirando affannosamente. Avevo la bava alla bocca, avevo sete e le mie zampe tremavano. Tutto quello che potevo fare era rimanere in piedi, tremante e troppo debole per muovermi.
Udii i passi di CJ, capii che era rientrata. Apr la porta in cima alle scale.
Molly? Vieni! Vieni di sopra grid CJ.
Sapevo di dover fare quello che mi aveva chiesto. Feci un passo, mi girava la testa, la tenni abbassata.
Molly? CJ venne gi per le scale. Molly? Stai bene? Molly!
Questa volta quando disse il mio nome lo fece urlando. Volevo andare da lei, volevo sapesse che andava tutto bene, ma non riuscivo a muovermi. Quando si avvicin a me e mi prese in braccio era come se la mia testa fosse sepolta sotto una coperta. Tutto era attutito e silenzioso.
Mamma! Molly non sta bene! grid CJ. Mi port di sopra, pass vicino a Gloria, seduta sul divano, e corse gi per il vialetto di casa.
Quando mi mise a terra per aprire lo sportello della macchina vomitai sul prato con un getto violento. Oh mio Dio, che cosa  quella roba? Che cosa hai mangiato? Oh Molly!
Solitamente, in macchina ero un cane da sedile davanti, ma stavolta, quando CJ apr il finestrino, non riuscii neanche a tirare su la testa. Molly! Stiamo andando dal veterinario, ok? Molly? Stai bene? Molly ti prego!
Percepii dolore e paura in CJ, ma non riuscivo a muovermi. Dentro la macchina si stava facendo buio. Sempre pi buio. Sentii la mia lingua penzolare dalla bocca.
Molly! grid CJ. Molly!

10
Quando aprii gli occhi non vidi nient'altro che una luce sfocata. Tutto era appannato e indistinto. Era una sensazione molto familiare, cos come la mancanza di sensibilit nelle zampe e la testa cos pesante da non riuscire neanche a tirarla su. Chiusi gli occhi. Non mi sembrava possibile che fossi di nuovo un cucciolo.
Che cosa mi era successo?
Avevo fame e cos cercai d'istinto mia madre. Non riuscivo a sentirne l'odore, in realt non sentivo l'odore di nulla. Lanciai un guaito, mentre sentivo che stavo sprofondando di nuovo nel sonno, impotente.
Molly?
Mi svegliai di colpo. La mia vista si era fatta pi nitida, e ora, a poco poco, stavo mettendo a fuoco CJ. La mia bambina avvicin la sua testa alla mia.
Oh Molly, ero cos preoccupata. Le sue mani mi accarezzarono il pelo e CJ mi baci sul muso. Scodinzolai e la mia coda sbatt sul tavolo di metallo. Mi sentivo troppo debole per tirare su la testa, ma leccai comunque la mano di CJ. Ero sollevata all'idea di essere ancora viva per prendermi cura di lei.
Il Dottor Marty apparve dietro CJ. L'ultima crisi  stata molto breve e risale a pi di quattro ore fa. Credo che siamo fuori pericolo.
Che cosa  stato? chiese CJ.
Non lo so disse il veterinario. Evidentemente si  imbattuta in qualcosa che avrebbe fatto meglio a evitare.
Oh Molly disse CJ. Non devi mangiare le cose cattive, ok?
Le leccai la faccia e lei mi baci di nuovo. Mi sentii sollevata, non ero un cucciolo ed ero ancora con la mia bambina.
Quando ritornai a casa, CJ e Gloria litigarono.
600 dollari! grid Gloria.
 questo il prezzo. Molly  quasi morta! le grid CJ.
Di solito, quando litigavano, io facevo su e gi sbadigliando per il nervosismo, ma stavolta ero troppo stanca. Gloria percorse il corridoio e si chiuse nella sua stanza sbattendo la porta con un gran frastuono, inondando la casa del suo profumo; io rimasi sdraiata l.
Quell'estate Trent non si fece vedere granch. Io e CJ dormivamo fino a tardi, poi facevamo colazione insieme e spesso ci sdraiavamo nel cortile. Era magnifico. CJ si ricopriva di un olio che aveva un odore pessimo e un sapore anche peggiore, eppure ogni tanto la leccavo, mossa da sincero affetto nei suoi confronti. Mi piaceva molto appisolarmi con CJ.
A volte rimaneva sdraiata fuori quasi tutto il giorno e rientrava solo per andare in bagno o per salire su quella piccola scatola che teneva l. Non capivo perch lo facesse cos spesso. Non la rendeva mai felice.
Durante queste piccole escursioni io la seguivo sempre e perci ero l con lei la volta in cui apr la porta scorrevole e vide Gloria sdraiata su un telo al sole, proprio accanto a dove poco prima eravamo noi due. Gloria! Che ci fai con il mio costume addosso?
Mi sta bene. Anzi, sta meglio a me che a te.
No, non ti sta meglio!  orribile.
Ho perso quasi cinque chili. E una volta persi,  difficile che li riprenda.
CJ emise un suono pieno di frustrazione, strinse i pugni e poi si volt verso la casa. Andiamo, Molly mi disse. Sembrava che fosse arrabbiata con me e cos la seguii in silenzio, con la testa bassa per il senso di colpa. CJ and dritta nella sua stanza e si infil in uno stanzino dove si lav con dell'acqua. Mi sdraiai sul tappeto, ansimante perch la sentivo piangere. La mia bambina era infelice.
Quel giorno non vomit, ma lo fece tante altre volte nei giorni che seguirono. Questo la rendeva sempre molto triste.
Un giorno CJ mi port a fare un giro in macchina e mi sistemai sul sedile davanti. Andammo a casa di Trent e giocai con Rocky. Il loro giardino non era grande come quello di CJ, ma aveva il vantaggio che c'era mio fratello l dentro.
Grazie mille disse CJ.
Non c' problema, e poi Rocky  contento di avere un po' di compagnia: sente la mia mancanza quando sono al lavoro rispose Trent. Te l'ho detto che sono stato promosso a vice responsabile?
Davvero? Quindi ora indosserai uno speciale cappello di carta?
Rocky smise di giocare e trotterell verso Trent.
Be'... no. Quello che voglio dire  che vado ancora a scuola eppure si fidano di me. Ah... lascia stare sospir Trent.
No, dai. Scusami, era solo una battuta stupida. Sono molto orgogliosa di te.
Come no.
Rocky stava strofinando il muso contro Trent.
No, dico davvero disse CJ. Questa  la dimostrazione di quanto tu sia bravo in tutto quello che fai. Per questo sei rappresentante di classe. Tu puoi ottenere tutto quello che vuoi.
Non tutto.
Che cosa vuoi dire?
Nulla.
Trent?
Dimmi del tuo viaggio.
Sono cos contenta, non vedo l'ora disse CJ. Non sono mai stata in crociera. Due settimane!
Cerca di non gettare Gloria in mare. Credo ci sia un qualche regolamento che lo vieta, anche se non dovrebbe essere cos.
Oh, una volta che saremo sulla barca non credo proprio che ci vedremo.
Buona fortuna disse Trent.
Non fui sorpresa quando CJ mi lasci l. Succedeva spesso che rimanessi a giocare con Rocky e a volte era lui a venire a casa nostra per giocare con me.
Dopo alcune notti, per, iniziai a preoccuparmi. Spinsi il muso contro Trent sperando che mi rassicurasse.
Ti manca CJ, non  vero, Molly? mi disse Trent tenendomi il muso fra le mani. Scodinzolai quando udii il suo nome, pensando s andiamo a casa da CJ.
A Rocky non piacquero le attenzioni che stavo ricevendo da Trent e cos mi salt sulla schiena. Mi voltai e gli mostrai i denti, ma lui si butt a terra offrendomi la gola e cos non ebbi altra scelta che montargli sopra e mordicchiargli un po' il collo.
Una notte udii Trent gridare CJ!, sembrava quasi che lei fosse l. Quando corsi nella stanza per (con Rocky che mi saltava addosso) Trent era l da solo. Molly, vuoi parlare al telefono con CJ? Qui, Molly, il telefono!
Mi porse un giocattolo di plastica. Lo annusai. Ok, era un telefono. Non era la prima volta che ne vedevo uno, ma nessuno mi aveva mai invitato a giocarci.
Di' ciao disse Trent.
Sentii uno strano rumore metallico. Guardai il telefono e alzai la testa. Trent avvicin il telefono alla sua faccia. Lo sa che sei tu! disse lui, e sembrava cos felice.
Le persone spesso sono contente quando parlano al telefono, eppure, a quanto ne so, parlare con un cane  molto meglio.
Il comportamento di Trent era molto strano, pensai. Quell'inganno con cui mi aveva fatto credere che CJ fosse nella sua stanza mi aveva tolto ogni energia. Me ne andai ai piedi del letto e crollai a terra con un sospiro. Un momento pi tardi, Rocky si sdrai al mio fianco e poggi la testa sulla mia pancia. Capiva il mio umore, ma io mi sentivo triste anche in sua compagnia: mi mancava la mia bambina.
In un certo senso sapevo che CJ sarebbe tornata. CJ tornava sempre da me.
Un giorno Trent non and al lavoro. Scese nel seminterrato e si mise a giocare. Lanciava dei grugniti quando sollevava delle cose pesanti e poi le rimetteva gi. Poi fece la doccia e pass un sacco di tempo a provare vestiti diversi nella sua stanza. Ancor prima che me ne rendessi conto, Rocky aveva capito quanto Trent fosse nervoso e aveva cominciato ad ansimare un po'. Quando Trent and in soggiorno e inizi a camminare avanti e indietro, fermandosi ogni tanto per guardare fuori dalla finestra, Rocky gli rimase incollato ai piedi. Mi annoiai di quell'andirivieni e mi spaparanzai sul tappeto.
Udii lo sbattere di una porta all'esterno. Il nervosismo di Trent crebbe. Rocky poggi le zampe sulla finestra per guardare fuori, e anch'io mi tirai su incuriosita. La porta di casa si apr.
Ciao Rocky! Ciao Molly! era la mia bambina. Ero cos felice di vederla che iniziai a mugolare, le girai intorno ai piedi e quando si abbass ad accarezzarmi le leccai la faccia. Quando si tir su provai a saltarle addosso, volevo raggiungerla e baciarle la faccia. CJ mi prese il muso fra le mani e mi abbracci.Molly tu sei un Dorbone, uno Scharbone, ma non un Barbone mi disse. Qualunque parte del corpo CJ toccasse con le mani, sotto il pelo, provavo brividi di piacere sulla pelle.
Ciao CJ disse Trent. Si avvicin a lei, ma poi si ferm. CJ rise e gli salt addosso abbracciandolo. Rocky era cos eccitato che non la smetteva di correre per la casa saltando sui mobili. Ehi, scendi gi! disse Trent ridendo e cos Rocky continu a fare su e gi come un pazzo. Io rimasi con CJ.
Vuoi qualcosa da mangiare? Ho dei biscotti propose Trent.
Io e Rocky ci immobilizzammo. Biscotti?
No, per carit rispose CJ. Sono grassa come un maiale. C'era un sacco di cibo,  stato fantastico.
Trent ci lasci andare fuori a fare la lotta. Mi mancava CJ e cos poco dopo grattai sulla porta e la madre di Trent ci fece rientrare. Trent e CJ erano seduti sul divano, l'uno accanto all'altra, e io mi accoccolai ai piedi di lei. CJ teneva il suo telefono in mano.
Questa era la nostra cabina disse CJ.
Che cosa? Ma  enorme.
Era perfetta. Io e Gloria avevamo una camera da letto e un bagno tutti nostri e c'era anche una zona soggiorno. Non so se te ne sei mai accorto, ma io e Gloria andiamo pi d'accordo quando non ci vediamo.
Ehi, doveva essere davvero, davvero costosa.
Presumo di s.
Tua madre guadagna davvero tutti questi soldi?
CJ lo guard. Non lo so, immagino di s. Esce sempre di sera per mostrare le propriet, quindi gli affari devono andarle bene.
Sospirai. Dall'altro lato Rocky aveva masticato un giocattolo e ora mi guardava mentre lo rosicchiava. Voleva che provassi a prenderlo.
Chi  quel tipo? chiese Trent.
Lui? Oh, nessuno.
Eccolo di nuovo.
 stata solo una storia da crociera. Sai com'... 
Trent era silenzioso. Rocky percep qualcosa, attravers la stanza e gli mise la testa sulle gambe. Colsi l'occasione al volo e mi lanciai sul giocattolo masticato.
Che cosa c'? chiese CJ.
Nulla rispose Trent. Ehi, si  fatto tardi, domani devo lavorare.
Andammo via. Da quella volta mi sembr di non vedere pi Trent e Rocky quanto in passato. Al contrario vedemmo Shane sempre pi spesso. Di lui non mi importava granch. Non era mai cattivo con me, ma c'era qualcosa in lui che non mi convinceva, qualcosa di cui non mi fidavo. Spesso Gloria e CJ parlavano di Shane e CJ rispondeva Dai, mamma e poi usciva dalla stanza.
E cos, sia luna che l'altra, finivano per essere infelici. Non capivo. C'erano cos tante cose per cui essere felici, come la pancetta, per esempio, o le giornate trascorse sdraiate in giardino con le dita di CJ leggere fra il mio pelo.
Quello che invece non mi piaceva per niente era fare il bagno. Nelle mie vite precedenti, fare il bagno aveva sempre significato stare in piedi all'esterno, essere spruzzato con dell'acqua e strofinato con un sapone scivoloso che aveva un odore pessimo, quasi quanto i capelli di Gloria, e che mi rimaneva addosso per molto tempo anche dopo essere stato sciacquato via.
Per CJ, bagno significava stare in casa, in piedi in una piccola scatola dalle pareti liscissime. Mi sentivo un cane cattivo mentre CJ mi rovesciava addosso l'acqua calda con una ciotola con il manico. Mi strofinava con un sapone dall'odore terribile e io me ne stavo l in piedi, mogia, vittima di quell'assalto, a testa bassa e con gli occhi chiusi. Tutti quei meravigliosi profumi che avevo accumulato nel corso del tempo, odore di sporco, cibo vecchio e cose morte, si affievolivano secchiata dopo secchiata di quell'acqua calda e puzzolente. Se provavo a scappare, finivo a grattare il muro con le unghie senza alcun successo, senza fare presa. E poi CJ mi riprendeva. No Molly mi diceva in modo severo.
Il bagno era la peggior punizione immaginabile, anche perch non riuscivo mai a capire che cosa avessi fatto di male. Ma quando era finito, CJ mi avvolgeva in una coperta e mi stringeva a s, e quello era il momento migliore. Essere tenuta cos stretta mi faceva sentire al sicuro, protetta e amata. Oh cane Molly, cane Molly, sei un cane Scharbone, Scharbone mi sussurrava CJ.
Con quella coperta, CJ mi strofinava per tutto il corpo fino a quando sentivo la mia pelle ravvivarsi e animarsi. Appena mi lasciava andare mi mettevo a correre per casa, scrollandomi tutta l'acqua che mi era rimasta addosso. Saltavo sulle sedie e sul divano, e mi buttavo a terra strofinandomi sulla moquette, una spalla alla volta, per asciugarmi e massaggiarmi.
CJ rideva di gusto, mentre Gloria, quando era l, mi urlava sempre contro: Smettila!. Non capivo perch fosse arrabbiata con me, ma lo attribuivo al suo essere sempre arrabbiata in generale. Una volta che la condanna del bagno era passata avremmo potuto celebrare tutti insieme la gioia del correre su e gi per la casa e saltare sui mobili. E invece no.
Quando CJ ricominci a chiudermi regolarmente nel seminterrato durante il giorno, capii che era ricominciata la scuola. Prima che uscisse, sentivo Gloria che si muoveva per casa, al piano di sopra. Io uscivo fuori passando dalla gattaiola, mi sdraiavo nel mio posto preferito e sentivo la mancanza di CJ. A volte, mentre dormivo, sembrava quasi che le sue dita mi stessero ancora toccando.
Continuammo a fare giochi creativi regolarmente. A volte c'erano delle persone che mi accarezzavano, a volte eravamo solo io e CJ. Una notte, quando nell'intero edificio c'eravamo solo noi due, qualcuno buss alla porta. Era un rumore strano. Ringhiai e il pelo mi si drizz sulla schiena.
Molly! Va tutto bene disse CJ. La seguii alla porta. Sentii l'odore di Shane dall'altro lato e non mi sentii affatto a mio agio.
Ehi CJ, apri disse Shane. Era in compagnia di un altro uomo.
Non sono autorizzata a far entrare nessuno disse CJ.
Dai, piccola.
CJ apr la porta e i due ragazzi si affrettarono a entrare. Shane afferr CJ e la baci. Ciao Molly mi disse. CJ, questo  Kyle.
Ehi disse Kyle.
Hai la chiave? disse Shane.
CJ incroci le braccia. Te l'ho detto...
S, ok... io e Kyle vogliamo solo passare l'esame di storia dell'arte, va bene? Dai andiamo, lo sai che tutta questa storia  una farsa. Quando mai avremo bisogno di sapere queste cose, nella vita reale? Facciamo una copia del test e ce ne andiamo.
Non capivo cosa stesse succedendo, ma mi rendevo conto che CJ non era felice. Pass qualcosa a Shane, che a sua volta si gir e la lanci a Kyle.
Torno subito disse Kyle. Si volt e si allontan. Shane rivolse un sorriso a CJ.
Lo sai che potrebbero sospendermi per una cosa del genere? Sono gi in libert vigilata disse CJ.
Rilassati. Chi vuoi che faccia la spia, Molly? Shane si abbass e mi accarezz sulla testa. Il suo tocco fu un po' troppo brusco. Poi afferr CJ.
No, non qui.
Dai, su. Non c' nessun altro in tutto il palazzo.
Ti ho detto di lasciarmi, Shane.
Percepii della rabbia nella voce di CJ, cos ringhiai un po'. Shane mise gi le mani ridendo. Va bene, va bene. Non mi aizzare il cane contro. Stavo solo facendo un po' lo stupido. Vado a raggiungere Kyle.
CJ riprese ad armeggiare con i suoi pezzi di carta e i suoi bastoni bagnati. Dopo un po' Shane apparve di nuovo, lasciando cadere una cosa sul tavolo vicino a CJ. L'oggetto rimbalz con un suono metallico. Bene, noi ce ne andiamo disse.
CJ non rispose.
Alcuni giorni dopo, mentre io dormivo e Gloria e CJ guardavano la televisione, qualcuno buss alla porta. Mi alzai e scodinzolai pensando che potesse essere Trent e invece vidi due uomini vestiti con degli abiti scuri, con degli oggetti metallici attaccati alla cintura dei pantaloni. Sapevo per esperienza che si trattava di due poliziotti. CJ li fece entrare in casa. Gloria si alz in piedi. Mi avvicinai agli agenti, toccandoli con il naso e scodinzolando amichevolmente.
Sei tu Clarity Mahoney? chiese uno dei due.
S.
Che cosa succede? chiese Gloria.
Siamo qui per un'irruzione a scuola, nel dipartimento di Storia dell'arte.
Irruzione? disse CJ.
Computer portatili, contanti, una cornice d'argento rispose il poliziotto.
Gloria rimase senza fiato.
Cosa? No, non ... disse CJ. Sentii la paura crescerle dentro.
Che cosa hai fatto? disse Gloria.
Non sono stata io.  stato Shane.
Devi venire con noi, Clarity.
Clarity non va da nessuna parte! afferm Gloria.
CJ, mi chiamo CJ.
Andai al suo fianco.
Andiamo disse il poliziotto.
Non permetter che mia figlia venga portata via dalla polizia! La accompagno io disse Gloria.
Va tutto bene, Gloria disse CJ.
No, non va bene. Non si possono presentare qui come la Gestapo. Questa  casa nostra.
I due poliziotti avevano iniziato a innervosirsi. Sua figlia deve venire in commissariato ora.
No! grid Gloria.
Il poliziotto afferr due anelli di metallo. Girati, CJ. Dopodich se ne andarono tutti. CJ non mi aveva fatto neanche una carezza. Mi sentivo un cane cattivo. La casa era vuota e io mi sentivo sola l dentro, senza nessuno.
Andai nel seminterrato, avevo bisogno di accoccolarmi sul mio cuscino, in un posto in cui mi sentivo al sicuro.
Mi alzai quando udii il rumore della porta di casa, ma rimasi al piano di sotto. Sentivo solo la presenza di Gloria, ma non quella di CJ. Gloria chiuse la porta in cima alle scale.
Aspettai tutta la notte che la mia bambina tornasse a casa, ma non accadde. E neanche il giorno dopo. Avevo giusto un osso da mordicchiare e avevo fame, avevo saltato la cena, e a dire il vero non avevo mangiato niente per tutto il giorno. Potevo procurarmi da bere in giardino, specialmente se la mattina aveva piovuto, ma mi sentivo sola, triste e affamata.
Alla fine decisi di esprimere il mio malcontento, abbaiai tutta la mia paura e il mio stomaco vuoto. Un cane solitario mi rispose in lontananza. Non lo avevo mai sentito prima. Abbaiammo entrambi per un po' e poi lui smise all'improvviso. Mi chiesi chi fosse e se avevamo mai giocato insieme. Mi chiesi pure se quel giorno lui aveva mangiato.
Un giorno dura molto pi a lungo quando hai fame e sei preoccupato per la persona della quale, in realt, dovresti prenderti cura. Alla fine si fece buio e me ne andai fuori attraverso la gattaiola. Mi acciambellai sotto le stelle, con il mal di stomaco e la pancia vuota. Iniziavo a preoccuparmi e la paura non mi faceva dormire.
Dov'era CJ?

11
Passai la maggior parte del giorno successivo sdraiata in giardino all'ombra, a guardare alcuni uccelli che saltellavano sull'erba umida. Gli unici momenti in cui non pensavo a quanto fossi affamata erano quelli in cui vedevo Gloria in piedi dietro la porta a vetri che mi fissava. A ogni suo sguardo mi sentivo un cane cattivo. Per tutto il resto del tempo, sentivo che stavo morendo di fame.
Ovunque fosse CJ, sapevo che non avrebbe voluto che rimanessi senza la cena.
Senza darmi pace, entrai in casa diverse volte per controllare la mia ciotola. Era sempre vuota e a meno che non volessi considerare dei calzini trovati in un secchio, non c'era nient'altro da mangiare. Scartai l'idea. Avevo gi provato a masticare cose simili in passato e sapevo che non mi avrebbero dato nessuna soddisfazione. Leccai la ciotola comunque e immaginai di sentire il sapore di qualcosa.
A volte c'era odore di cibo nell'aria, profumi deliziosi che associavo alle persone in cucina. Che crudelt! Da qualche parte qualcuno stava arrostendo della carne. Probabilmente era lontano da me, ma sapevo che il mio olfatto mi avrebbe portato fin l se fossi riuscita a uscire dal giardino.
Cerano due cancelli in giardino. Quello vicino al garage era alto e di legno, mentre quello dall'altro lato, che anche CJ usava raramente, era dello stesso metallo della recinzione, ma in realt pi basso. Probabilmente con uno scatto sarei riuscita a superarlo.
Non riuscivo a pensare ad altro: avrei saltato oltre la recinzione, avrei seguito il mio naso e, trovata quella carne abbrustolita, qualcuno mi avrebbe dato da mangiare.
Nonostante quell'idea mi facesse venire l'acquolina in bocca, al semplice pensiero di allontanarmi dal giardino mi sentivo un cane cattivo. CJ aveva bisogno che restassi qui ad aspettarla. Come avrei potuto proteggerla se fossi fuggita alla ricerca di cibo?
Mugolai un po' e tornai dentro, passando dalla gattaiola, per controllare la mia ciotola. Ancora niente. Con un guaito, mi acciambellai. Il dolore nel mio stomaco vuoto era cos forte che mi era impossibile dormire.
Ero nel seminterrato quando udii la voce di Trent chiamare il mio nome. Corsi fuori attraverso la gattaiola e lui era l in giardino che fischiava a me. Ero cos contenta di vederlo che gli balzai addosso. Trent rise e facemmo la lotta. Aveva addosso l'odore di Rocky.
Ciao Molly! Come stai? Ti manca CJ, non  vero?
Sentii la porta sul retro scorrere e Gloria era l. Sei venuto a prenderlo?
Molly  una femmina disse Trent. Mi misi seduta quando sentii il mio nome. Le ha dato da mangiare?
Le ho dato da mangiare? disse Gloria. Avvertii un sussulto in Trent, forse una vena di agitazione.
Non le ha dato da mangiare?
Non parlarmi con quel tono. Ho dato per scontato che avesse qualcosa da mangiare l fuori. Nessuno mi ha mai detto il contrario.
Non posso credere che abbia lasciato un cane morire di fame.
Questo  il motivo per cui sei qui. Per il cane. Giusto? Qualcosa di orribile veniva fuori da Gloria, qualcosa di molto simile alla rabbia.
Be', s. Io...
Sei qui perch credi che dare da mangiare al cane ti metta in buona luce con Clarity. Lo so che ti piace
Trent fece un respiro profondo e ributt fuori l'aria molto lentamente. Andiamo, Molly disse Trent a bassa voce.
Lo seguii fino al cancello sul retro. Nel frattempo guardavo con attenzione verso Gloria. Se ne stava l con le mani piantate sui fianchi e mi guardava dritta negli occhi in un modo che mi fece paura.
Trent mi port a casa da Rocky e mi diede da mangiare. Ero cos affamata che quando Rocky prov a coinvolgermi in un gioco prima che avessi finito, gli ringhiai contro. Il cibo mi aveva piacevolmente riempito la pancia e ora mi sentivo preda della pigrizia: l'unica cosa che volevo fare era un pisolino. Rocky invece teneva una corda in bocca e correva avanti e indietro in giardino. Pensava che non lo avrei mai raggiunto. Ovviamente si sbagliava. Gli corsi incontro, addentai l'altra estremit della corda e iniziammo a strattonarci a vicenda.
Trent ci guardava ridendo e non appena Rocky si gir verso di lui approfittai della sua distrazione, gli strappai la corda di bocca e scappai via. Mio fratello mi stava alle calcagna.
Quella sera io e Rocky, completamente esausti, ci sdraiammo sul pavimento della stanza di Trent. Per un momento, mentre ero impegnata nella battaglia della corda con Rocky, mi ero dimenticata di CJ, ma ora in questa stanza buia lei mi mancava e mi sentivo triste.
Rocky mi annus e mi lecc sulla bocca e alla fine appoggi la testa sul mio petto.
Trent and via la mattina dopo. Dal modo in cui usc di casa, vestendosi e raccogliendo fogli in tutta fretta, conclusi che stava andando a scuola. Io e Rocky facemmo la lotta, giocammo un altro po' con la corda e scavammo un paio di buche in giardino. Una volta rientrato a casa, Trent ci diede da mangiare. Mentre armeggiava con la terra per ricoprire le nostre buche, si rivolse a noi in tono arrabbiato. Era ovvio che noi due, o almeno Rocky, fossimo dei cani cattivi per qualche motivo, ma non avevamo idea di cosa avessimo fatto. Rocky rimase per un po' in piedi con la testa e le orecchie abbassate, poi Trent lo accarezz e tutto torn alla normalit.
Trent era in casa e io e Rocky stavamo facendo la lotta, quando sentimmo un rumore metallico provenire dal cancello sul lato. Ci lanciammo verso il cancello abbaiando e con il pelo dritto sulla schiena, ma abbassai le orecchie e mi precipitai fuori festosa quando vidi che la mia bambina era l in piedi davanti a me. Molly! grid lei felice. Ciao Rocky!
Rocky continuava ad agitarci quella stupida corda in mezzo ai piedi. CJ si inginocchi, mi mise le braccia intorno al collo e mi baci sul muso. Rocky tir su la testa e crse verso Trent che, proprio in quel momento, stava uscendo dalla porta sul retro. Mio fratello gli fece le feste come se Trent fosse stato via quanto CJ. Era una cosa ridicola.
Stai gi Rocky. Ciao CJ.
CJ si tir su. Ciao Trent.
Trent cammin verso di lei e la abbracci. Oh! disse CJ ridendo un po'.
Presero i guinzagli per portarci a fare una passeggiata! L'aria trasportava le foglie cadute dagli alberi e sia io, sia Rocky morivamo dalla voglia di saltarci sopra. Tirammo con forza in quella direzione, ma i guinzagli ci trattenevano.
Ero veramente felice che CJ fosse tornata e mi resi conto di essere anche molto felice che Rocky e Trent fossero con noi. Non spettava a me deciderlo, perch ero solo un cane ma, secondo me, avremmo dovuto vivere in casa di Trent. Se Gloria non fosse venuta a vivere con noi sarebbe andato bene comunque.
Udii un clic e poi vidi una piccola fiammata. La bocca di CJ si riemp del fumo proveniente dal piccolo bastoncino. In quel posto non si pu fumare. Dio mio, disse lei i minuti passavano cos lentamente che riuscivo quasi a sentirne il rumore.
Com'era l dentro?  stato terribile?
Cosa? Il carcere minorile? No, non  terribile. ... non so, strano. Ho perso quasi due chili per, quindi a qualcosa  servito disse CJ ridendo. I ragazzi sono dal lato opposto, non li abbiamo mai visti. Li abbiamo sentiti per, eccome. Sono pi delle ragazze, che sono finite quasi tutte nei guai per aver fatto qualcosa per i loro fidanzati. Pensa un po'.
Come te rispose Trent a bassa voce.
La passeggiata era cos divertente! Ogni volta che Rocky passava vicino a degli alberi o a dei cespugli doveva fermarsi a marcare il territorio. Io di solito facevo i miei bisogni dove li faceva lui. Ricordavo di aver avuto, un tempo, quella stessa urgenza, anche se ora non era pi cos importante per me.
Non sapevo che Shane avrebbe rubato delle cose.
Sapevi che avrebbe rubato il test.
Doveva solo copiarlo, non rubarlo.  solo Storia dell'arte, mica matematica o cose del genere. Oddio, ti ci metti anche tu?
Trent rimase in silenzio per un po'. No, io no. Scusa.
Rocky si avvent su una foglia svolazzante, la afferr e prov a vedere se reagivo, ma una volta nella sua bocca, non era altro che una foglia.
Quindi, siccome ero sotto osservazione, ora sono stata sospesa. Sai che dramma. E dovevi vedere quanti documenti. Sono sicura che neanche una spia internazionale ha un fascicolo grosso quanto il mio.
Sospesa per quanto?
Solo per questo semestre.
Ma questo vuol dire che non finirai la scuola insieme a noi!
Be' non importa. La toga che dobbiamo metterci alla cerimonia  orribile. Quei cappelli poi. No, prender il diploma a met dell'anno scolastico, senza troppi sfarzi. Ne  valsa la pena, considerato quanto si  infuriata Gloria. Non potr sedersi insieme a tutti gli altri genitori e attirare l'attenzione su di s quando diranno il mio nome.
Tutto qui? Una sospensione?
Dovr anche fare un lavoro socialmente utile. Ho scelto la cosa pi bella: addestrare i cani. Cani che fanno servizio sociale.
Guardai CJ quando udii la parola cane. Lei abbass la mano sulla mia testa e mi accarezz, cos le leccai le dita. Sei un bravo cane, Molly disse lei.
Una volta al parco CJ e Trent sganciarono i nostri guinzagli e io e Rocky ci lanciammo felici nell'aria fresca. Liberi di correre per il prato, facemmo la lotta e ci rincorremmo, proprio come avevamo fatto in giardino. Sentivamo l'odore di altri cani, ma non ne vedemmo neanche uno.
Mentre correvo al fianco di mio fratello, mi sentii piena di una gioia euforica, simile a quella che provavo dopo aver subito la punizione del bagno, quando ero autorizzata a saltare sui mobili. Ogni tanto Rocky si fermava a controllare che Trent fosse ancora l. Rocky era un bravo cane. Che CJ fosse ancora l, invece, io potevo capirlo dalle zaffate di fumo che mi arrivavano, anche quando non aveva quella cosa infiammata in bocca.
Tante altre persone avevano addosso quello stesso odore, ma a me non importava granch. Mi piaceva il modo in cui si mischiava all'inconfondibile profumo di CJ, perch era lei. Eppure a volte desideravo che avesse ancora l'odore di quando era bambina. Quando, completamente rapita, le annusavo la testa. Adoravo quell'odore.
Io e Rocky trovammo il corpo di uno scoiattolo morto in un angolo del parco. Amavo anche quell'odore! Ma prima ancora che potessimo buttarcisi sopra, Trent ci chiam e tornammo indietro tutti e due. Ci misero i guinzagli: era ora di fare un'altra passeggiata!
A casa di Rocky, tutti si fermarono davanti alla macchina di CJ. Rimasi in attesa accanto allo sportello: mi sentivo un po' in ansia all'idea che CJ potesse aver dimenticato che ero un cane da sedile davanti.
Buona fortuna con tua madre disse Trent.
A lei non importa niente. Non era neanche a casa quando il taxi mi ha lasciato l.
Il taxi? Sarei venuto a prenderti.
No, avresti dovuto saltare la scuola. Non voglio deviare nessuno con la mia influenza da criminale disse CJ.
Andammo a fare un giro in macchina e mi sedetti sul sedile davanti. Quando arrivammo a casa, c'era un Uomo seduto accanto a Gloria sul divano. Mi avvicinai per annusarlo, mossi la coda e lui mi accarezz la testa. Gloria si irrigid e alz le mani in alto. Non la annusai. CJ rimase sulla porta e cos dopo aver salutato quell'uomo ritornai da lei.
Clarity questo  Rick, mi  stato molto vicino durante questo periodo cos difficile disse Gloria.
Mia figlia ha pi o meno la tua et disse Rick. Lui allung la mano e CJ la tocc.
Mi chiamo CJ. Gloria mi chiama Clarity perch il mio nome le ricorda qualcosa che lei non avr mai.
Gloria? L'uomo si rivolse verso di lei e cos feci anch'io, anche se a dire il vero evitai di guardarla negli occhi. Tua figlia ti chiama per nome?
Lo so disse Gloria scuotendo la testa.
Vedi, quello  gi un problema disse l'uomo. Mi sembrava simpatico. Le sue mani odoravano di grasso e carne e anche di Gloria.
Mi ha chiesto lei di chiamarla Gloria e non mamma perch non voleva che gli uomini nei negozi sapessero che aveva una figlia della mia et spieg CJ. Si preoccupa molto di quello che gli sconosciuti potrebbero pensare di lei. Probabilmente se ne sar gi accorto.
Rimasero tutti in silenzio per qualche minuto. Sbadigliai e mi grattai dietro l'orecchio.
Ok, piacere di averti conosciuta CJ. Ora tolgo il disturbo, tua madre ha delle cose da dirti.
Sono commossa dal fatto che lei sia qui per darmi questa notizia disse CJ.
Andammo nella camera di CJ. Mi acciambellai al mio solito posto. Era meraviglioso essere tornata a casa con la mia bambina. Mi sentivo stanca ma felice di tutta quella lotta con Rocky e non vedevo l'ora di infilarmi nel letto con CJ e rimanere l sdraiata e sentire le sue mani sul mio pelo.
La porta si apr e Gloria entr nella stanza.
Potresti almeno bussare disse CJ.
Qualcuno bussava alla porta della tua cella mentre eri in galera?
S, e mi chiedevano anche il permesso di entrare, cosa credi.
Lo so che non  vero.
Mi tirai su, mi diedi una scrollata e sbadigliai nervosamente. Non mi piaceva quando CJ e Gloria si parlavano. I loro sentimenti erano troppo forti e oscuri, difficili da capire.
Quindi, che intenzioni ha quel tipo? chiese CJ. Si comporta come se stesse facendo un provino per diventare il mio patrigno.
 un uomo d'affari di grande successo. Ha molta esperienza nell'ambito delle risorse umane.
Certo che  un uomo di successo, altrimenti non saresti stata l a spassartela con lui sul divano quando sono entrata.
Mi ha dato un sacco di consigli su come trattare i figli ingestibili. Sono preoccupata per te, Clarity June.
Ho visto quanto eri preoccupata. Sono tornata a casa otto ore dopo essere stata rilasciata e ti ho trovata a bere vino in soggiorno.
CJ si sedette sul letto e le saltai accanto. Riuscivo a malapena a sentire il suo odore, con il profumo di Gloria diffuso in tutta la stanza.
Lanciai un'occhiata veloce a Gloria: lei mi stava fissando, cos guardai altrove. Sospir. Bene disse lei. Per prima cosa sarai in punizione per tutto il resto dell'anno. Questo significa niente appuntamenti, niente ragazzi in casa, niente telefono. Non uscirai di casa per nessuna ragione.
Dunque quando il tribunale chiamer per sapere perch non sono a lavoro, gli dir che Gloria ha detto che sono in punizione. E al tribunale andr bene cos. Nel braccio della morte c' un tipo che non possono giustiziare perch  ancora nei guai con sua madre.
Gloria aggrott le sopracciglia e rimase l in piedi per un po'.
Be', ovviamente puoi andare al lavoro disse lei alla fine.
E lo shopping per i regali di Natale? Non mi terrai in punizione anche per quello, no?
No, dovr fare un'eccezione per quello.  ovvio.
E ovviamente per il giorno del ringraziamento a casa di Trent.
No, assolutamente no.
Ma tu hai detto che saresti andata a casa di qualcuno. Da Rick, presumo. Vuoi lasciarmi da sola per il giorno del ringraziamento?
CJ mi gratt distrattamente dietro l'orecchio e io mi abbandonai alla sua mano. Volevo che Gloria andasse via, ora.
Be', immagino che potresti venire con me a casa di Rick, anche se i suoi figli staranno con la madre disse Gloria lentamente.
Non ci penso proprio. Stai scherzando?
Ok, va bene. Puoi andare a casa di Trent, visto che ti ho gi dato il permesso.
E cosa mi dici di Jana? Mi hai detto di frequentarla perch suo padre  nel consiglio di amministrazione di quel club privato tanto esclusivo... 
Non  quello che ho detto. Ho detto che Jana era il tipo di persona con la quale avrei voluto passassi pi tempo. E comunque, la risposta  s. Jana pu venire a trovarti.
E se vuole portarmi a pranzo al club?
Credo che sia il caso di affrontare una cosa alla volta quando sar il momento.  troppo diffcile prevedere tutto sin da ora. Se riceverai un invito per un'occasione speciale, ne riparleremo. Sono pronta a fare delle eccezioni quando ce ne sar bisogno.
Rick ti  stato veramente di aiuto con tutte queste cose da genitore.
Esatto, proprio come ti dicevo. E c' dell'altro.
Qualcos'altro a parte rimanere in punizione con delle eccezioni? Su mamma, sono gi stata al carcere minorile, non credi sia abbastanza?
CJ aveva smesso di accarezzarmi. Le spinsi il naso contro per ricordarle che meritavo un altro po' di coccole.
Non credo ti renda conto quanto sia stato umiliante per me quando ti hanno trascinato via in manette disse Gloria. Rick dice che  un miracolo che non soffra di post... post qualcosa.
Depressione post-partum?  un po' tardi per quella.
No, non  quella. Non  quello che ha detto Rick.
Mi dispiace che questa esperienza cos traumatica sia stata un incubo per te, Gloria. Mentre ero seduta nella macchina della polizia e tu eri in piedi l in giardino, tutto quello a cui pensavo era a quanto dovesse essere dura per te.
Gloria si irrigid e si volt verso di me. Distolsi lo sguardo velocemente.
Rick dice che nasce tutto dalla tua mancanza di rispetto nei miei confronti. Ed  cominciata quando hai portato a casa quel cane.
Mi preoccupai quando sentii la parola cane uscire dalla bocca di Gloria.
Credo che sia cominciata quando mi sono resa conto che tu eri mia madre.
E quindi dovrai sbarazzartene prosegu Gloria.
Che cosa?
Guardai con ansia verso CJ. Percepivo il suo shock.
Rick dice che la tua storia non funzioner. Nessuno ti creder quando dirai che ti ho lasciata qui da sola per andarmene in vacanza. Non se dir che avevi una baby-sitter che, fra l'altro, mi sono sempre offerta di prendere. Sei stata tu a dire di no. E poi ti ho portato in crociera, il che prova che a volte sei venuta con me. Hai idea di quanto mi sia costata quella crociera?  il momento che impari chi  che comanda in questa casa. E quel qualcuno sono io.
Non dar via Molly. Drizzai la testa quando udii il mio nome.
E invece s.
No. Mai.
O dai via il cane o ti tolgo la macchina. E le tue carte di credito. Rick dice che  assurdo che tu abbia una carta di credito sul mio conto.
Quindi avr il mio conto personale?
No, te lo devi guadagnare! Quando Rick aveva la tua et si svegliava presto tutti i giorni per fare qualcosa con i polli, non ricordo cosa.
Ok, mi metter ad allevare i polli.
Stai zitta! url Gloria. Sono stanca della tua insolenza! Ti proibisco di parlarmi ancora in questo modo! Questa  casa mia e sono io che comando!
Gloria mi punt il dito contro e rabbrividii. Questo cane non rester in casa mia. Non mi importa dove lo porti o cosa gli succeder, ma vi render la vita un inferno, a te e a lui.
CJ si mise seduta sul letto. Aveva il respiro pesante, era angosciata. Mi mossi verso di lei pi piano che potei, le diedi un colpetto sulla mano, facendo di tutto per non essere notata da Gloria.
Sai cosa? Va bene disse CJ. Da domani, non vedrai pi Molly.

12
La mattina seguente prendemmo la macchina e andammo a trovare un cane chiamato Zeke e un gatto chiamato Annabella. Zeke era piccolo, gli piaceva correre per il giardino a tutta velocit e farsi rincorrere. Quando mi stancavo di inseguirlo, si piegava in avanti e aspettava che mi decidessi a ricominciare da capo. Annabella era completamente nera. Mi annus e poi, come spesso accade con i gatti, se ne and via con aria sprezzante, camminando languida. Nella casa c'era anche una ragazza chiamata Trish e i suoi genitori. Lei e CJ erano amiche.
Rimanemmo l solo per due giorni, poi andammo in un'altra casa senza n cani n gatti e poi in un'altra ancora con due gatti, ma nessun cane. E poi in un'altra in cui c'erano un cane vecchio e uno giovane, ma nessun gatto. In ognuna di queste case c'era almeno una ragazza della stessa et di CJ e altre persone. La maggior parte di queste persone erano molto gentili con me. A volte CJ aveva una stanza tutta per lei, ma di solito dormiva in camera con una delle sue amiche.
Era proprio fantastico incontrare tutti questi cani! Erano quasi tutti amichevoli e pronti a fare la lotta, tranne quando erano davvero vecchi. Nella maggior parte dei casi trovavo interessanti anche i gatti. Alcuni erano timidi e altri sfacciati, alcuni erano cattivi e altri gentili, alcuni mi si strofinavano addosso facendomi le fusa, mentre altri mi ignoravano completamente. Ma avevano tutti un alito delizioso.
Mi piaceva la nostra nuova vita, anche se a volte mi mancavano Trent e Rocky.
In una delle case che visitammo incontrai un ragazzino che mi ricord Ethan. Aveva i capelli scuri proprio come lui e le sue mani odoravano di topo. Ne aveva due e li teneva in una gabbia nella sua stanza. Aveva la stessa et di Ethan quando lo avevo conosciuto, tanti anni prima. Gli piacqui subito e cos ci mettemmo a giocare in giardino a tira il bastone e a riporta la palla. Il bambino si chiamava Del e non aveva un cane tutto suo. I topi sono una piccola consolazione paragonati a un cane, anche quando ne hai due.
A un certo punto mi resi conto di colpo che avevo passato la giornata a giocare con Del e che era dall'ora della colazione che non vedevo CJ. Mi sentii un cane cattivo. Quando mi sedetti davanti alla porta, nella speranza che qualcuno la aprisse e mi lasciasse entrare per andare a controllare la mia bambina, mi sorpresi a pensare a Ethan. Amavo CJ esattamente nella stessa maniera in cui avevo amato Ethan. Mi ero forse sbagliata nel credere che lo scopo della mia vita fosse di amare Ethan? Avevo forse un altro scopo ora? Di amare e proteggere CJ? Si trattava di due cose separate, due diversi scopi, o era tutto parte di un unico, grande disegno?
Se non avessi trascorso l'intera giornata a giocare con Del, non sarei mai finita a riflettere su queste cose. La sua somiglianza con Ethan mi aveva fatto sentire la mancanza del mio bambino.
La sorella di Del si chiamava Emily. A lei e a CJ piaceva parlare a bassa voce. Ogni volta che mi avvicinavo per sapere se stessero decidendo cosa darmi da mangiare, mi accarezzavano.
Durante la cena mi mettevo sotto il tavolo. Una pioggia incessante di deliziosi bocconcini veniva gi dal posto in cui sedeva Del. Io mangiavo in silenzio e aspettavo altre prelibatezze. A volte CJ metteva la mano sotto il tavolo per accarezzarmi la testa e cos gongolavo per l'affetto e per il cibo che ricevevo. Emily e Del avevano un padre e una madre, ma loro non lasciavano cadere mai nulla.
Quando qualcuno suon il campanello, Del salt in piedi e corse a vedere chi fosse. Io rimasi con CJ. Un minuto pi tardi Del torn saltellando.
C' un ragazzo che vuole vedere CJ disse lui.
La porta d'ingresso era aperta e io lo riconobbi dall'odore: era Shane. Non ero per niente felice. Le uniche volte in cui la mia bambina mi aveva tenuto fuori dalla sua vita erano state quando c'era Shane. Non riuscivo a capire perch non potessi rimanere con lei proprio come quando c'era Trent.
Quando CJ si alz da tavola feci per seguirla ma, come previsto, richiuse la porta dietro di s. Tornai indietro alla mia postazione sotto le gambe di Del. Il bambino mi premi con un piccolo pezzo di pollo.
Emily. Per quanto tempo CJ pensa di fermarsi qui con noi? chiese la madre di Emily.
Non lo so. Dai mamma, l'hanno cacciata via di casa.
Non dico che Gloria Mahoney sia una buona madre disse la mamma di Emily.
Mahoney?  quella che si  presentata alla festa di Hallo-ween "vestita" da spogliarellista? chiese il padre.
Spogliarellista? disse Del con voce stridula.
Era vestita da showgirl di Las Vegas  lo corresse aspramente la madre di Emily. Non pensavo avesse attirato cos tanto la tua attenzione.
Il padre di Emily emise un suono con la gola a indicare un certo imbarazzo.
Ci mette sempre a disagio intervenne Emily. Una volta ha portato a casa il tipo con cui era uscita, si sono seduti con noi a guardare la televisione e poi proprio l davanti ai nostri occhi... 
Basta cos! disse la madre di Emily.
Ci fu un momento di silenzio. Diedi una leccata ai pantaloni di Del per fargli sapere che ero ancora l.
Quello che sto cercando di dire, disse la madre a voce pi bassa  che capisco che CJ abbia una situazione difficile a casa, ma...
Non pu vivere qui disse il padre.
Ma non vive qui,  solo una situazione temporanea! Oddio pap!
A me CJ piace disse Del.
Non stiamo mettendo in discussione il fatto che CJ ci piaccia o meno, Del. Si tratta di fare la cosa giusta disse il padre.
Anche a me piace CJ disse la madre. Ma  una ragazza poco responsabile nelle sue scelte.  stata sospesa dalla scuola,  stata in galera...
Era un centro di detenzione minorile e non  stata colpa sua disse Emily. Non voglio pi sentirvi dire queste cose.
S, e il responsabile dell'accaduto  alla nostra porta di casa rispose la madre.
Che cosa? disse il padre. Le sue gambe fecero un piccolo scatto sotto il tavolo.
E non solo... l'ho sentita ieri notte in bagno. Stava vomitando disse la madre.
E quindi? disse Emily.
Quel ragazzo qui dentro non ci mette piede disse il padre.
Del mi diede dei broccoli. Non l volevo, ma li mangiai comunque, tanto per assicurarmi che continuasse a darmi dei bocconcini.
Stava vomitando di proposito disse la madre.
Oh, mamma rispose Emily.
E come si fa? chiese Del.
Si infila le dita in gola. Ma tu non provarci lo avvert sua madre.
Non riesco a capire quale sia il problema disse Emily.
Sentimmo sbattere la porta di ingresso.
Del, non dire una parola di quello di cui abbiamo parlato disse il padre.
CJ riapparve da dietro l'angolo, triste. Mi dispiace si scus. Uscii velocemente da sotto al tavolo e corsi al suo fianco. Si asciug le lacrime dal viso. Dovete scusarmi disse a voce bassa.
La seguii nella camera che divideva con Emily. Si butt sul letto e saltai sopra accanto a lei. Mi strinse forte a s e sentii che parte della sua tristezza si dissolveva. Rendere CJ meno infelice era uno dei miei compiti pi importanti.
Avrei voluto saperlo fare meglio di cos. A volte il malessere di CJ era cos profondo che sembrava quasi che sarebbe stato l per sempre.
Pi tardi, quella sera, Emily e CJ si sedettero sul pavimento a mangiare pizza e gelato, dandomi qualche pezzetto di cibo ogni tanto.
Shane dice che se non mi pu avere lui, non pu avermi nessun altro disse CJ. Come se fossimo in una telenovela o roba simile.
Vidi Emily sgranare gli occhi. Tenevo gli occhi principalmente su di lei perch non aveva mangiato il bordo della pizza. Mentre CJ aveva finito tutto.
Ma vi siete lasciati!
Lo so, gliel'ho detto. Ma lui mi ha risposto che nessuno potr mai amarmi come mi ama lui e che mi aspetter per sempre, non importa quanto tempo ci vorr. Questo la dice lunga sulla sua intelligenza. Gli ho detto che "per sempre" significa per sempre, quindi non ha bisogno di chiedersi quanto tempo ci vorr.
Ma come avr fatto a trovarti?
Ha telefonato praticamente a tutti per sapere dove fossi disse CJ. Non apre libro, ma il telefono per rintracciarmi lo sa usare. Probabilmente un giorno finir in un call center a vendere assicurazioni sulla vita. Anzi no, quello sarebbe troppo impegnativo. Come non detto. Fui triste quando vidi CJ prendere l'ultimo pezzo di pizza rimasto. Lo vuoi?
Oh no, ero gi piena prima di mangiare gli ultimi tre pezzi.
Io non ho mangiato granch a cena.
Ci credo. Emily mi lanci un pezzo del bordo della pizza, lo afferrai al volo e lo ingoiai in un solo boccone, pronta a ripetere il trucco.
Vuoi un po' di gelato? chiese CJ. Aveva in mano la vaschetta e mi chiesi se forse volesse darmene un po'. Il solo pensiero mi fece venire l'acquolina in bocca e cos mi leccai i baffi.
No, non farmelo neanche vedere.
Metter su almeno cinque chili disse CJ.
Che cosa? Magari avessi le tue gambe, le mie sono enormi.
Ma no, stai benissimo. Sono io quella che ha un sedere enorme.
Mi metto a dieta sul serio dopo Capodanno.
Anch'io.
Ma finiscila, tu sei perfetta anche ora disse Emily. La fissavo sperando che prendesse un altro pezzo di crosta e me lo lanciasse.
Domani inizio il lavoro disse CJ. Addestro dei cani che fanno assistenza.
Sembra divertente.
Gi, non  vero? Nella lista e erano cose tipo ripulire la strada, ripulire i parchi, ripulire le biblioteche, e poi in fondo c'era questo lavoro con i cani. Mi sono detta: qual' la cosa che far una figura migliore sul mio curriculum? Chiss, magari un giorno decider di lavorare nella gestione dei rifiuti e allora tutta quella esperienza con la spazzatura avrebbe potuto tornarmi utile.
Emily rise.
Oddio, non posso credere di averlo mangiato tutto disse CJ buttandosi all'indietro con un gemito.
La mattina seguente CJ si svegli prima di tutti gli altri, fece la doccia e mi port a fare un giro in macchina (sul sedile davanti!). Arrivammo davanti a un grande edificio e, non appena scesi nel parcheggio, sentii l'odore di altri cani. Li sentii anche abbaiare.
Una donna ci venne a salutare. Ciao, io sono Andi disse lei, poi si pieg sulle ginocchia, coprendomi la faccia con i suoi lunghi capelli neri. E questo chi ? chiese.
Era pi grande di CJ, ma pi giovane di Gloria e odorava di cane.
Questa  Molly e io sono CJ disse CJ.
Molly! Una volta avevo un cane chiamato Molly. Era un bravo cane. Andi emanava un amore inebriante. La leccai e lei mi diede un bacio. La maggior parte delle persone non bacia i cani sulla bocca. Molly, Molly, Molly disse lei canticchiando. Sei cos bella, eh s. Che cane meraviglioso.
Andi mi piaceva.
Che cos', un incrocio fra uno Spaniel e un Barbone? chiese Andi continuando a baciarmi e accarezzarmi.
Forse. Sua madre era un Barbone, ma del padre nessuno sa niente. Sei uno Scharbone, Molly?
Scodinzolai quando udii il mio nome. Alla fine Andi si alz, ma lasci una mano penzolante e cos continuai a leccarla.
Averti qui  una manna dal cielo, ho davvero bisogno di una mano disse Andi avviandosi verso l'edifcio. Ci ritrovammo in un grande spazio pieno di cucce da entrambi i lati. C'erano molti cani. Abbaiavano tutti, l'uno verso l'altro e contro di me, ma li ignorai. Ero un cane speciale visto che ero autorizzata a stare l fuori libera, mentre loro erano tutti chiusi in gabbia.
Non ne so molto di addestramento dei cani, ma sono pronta a imparare disse CJ.
Andi si mise a ridere. Va bene, ma il motivo per cui sei qui  un altro. C' bisogno di qualcuno che dia loro da mangiare e da bere, che pulisca le cucce e che li porti fuori. Mentre tu ti occupi di queste cose, io avr il tempo di dedicarmi all'addestramento.
CJ si ferm. Quindi, aspetta, che cos' questo posto?
In pratica siamo un centro di soccorso per cani, questa  la nostra funzione principale, ma la mia borsa di studio mi consente di utilizzare la struttura per fare ricerca sulla diagnosi del cancro. I cani hanno un olfatto centomila volte pi sviluppato del nostro e alcuni studi hanno dimostrato che sono in grado di individuare il cancro nell'alito delle persone, prima ancora che venga identificato in altri modi. Considerato che una diagnosi precoce  la via pi veloce verso la guarigione, quello che facciamo qui dentro  davvero molto importante. Sto cercando di mettere in pratica i miei studi.
Quindi tu addestri i cani affinch possano sentire l'odore del cancro.
Esattamente. Non sono la sola, ovviamente, ma la maggior parte degli addestratori lavora con i cani attraverso campioni in
laboratorio. I cani annusano una provetta. Quindi ho pensato, e se funzionasse sul campo? Per esempio durante una fiera del benessere o in un centro ricreativo?
Quindi tu addestri i cani di modo che poi, passando da una persona a un'altra, possano rilevare il cancro.
Proprio cos! La persona che mi assisteva part time ha trovato un lavoro a tempo pieno e quella che invece lavorava a tempo pieno  in maternit. Ci sono dei volontari, ovviamente, ma sono perlopi interessati a portare i cani a spasso e non a pulire le cucce. Ed  qui che entri in gioco tu.
Chiss perch ho la sensazione che quello che mi stai dicendo  che il mio lavoro consister nel raccogliere cacche di cane disse CJ.
Andi si mise a ridere. Sto cercando di non dirtelo. Ma di quello si tratta. Mia zia  cancelliere per il tribunale.  cos che hanno accettato di inserire la mia richiesta nella lista dei lavori socialmente utili. All'inizio avevo fornito una descrizione dettagliata del lavoro e nessuno si offriva per questa posizione. Non mi meraviglia. Cos l'ho cambiata con un semplice "lavorare con i cani". Fare del lavoro socialmente utile  una sorta di punizione per dei crimini commessi, no? In fondo non  previsto che ci si diverta. Tu che cosa hai fatto?
CJ rest in silenzio per qualche minuto, si sentivano solo i cani abbaiare. Ho lasciato che un ragazzo mi convincesse a fare una stupidaggine.
Una cosa per cui potresti essere arrestata? Accidenti sono in pericolo, allora disse Andi. Si misero a ridere entrambe e io scodinzolai. Bene, sei pronta a iniziare?
Fu una strana giornata. CJ mi lasciava fuori in un recinto a giocare con un altro cane e andava via per diversi minuti. Una volta fuori ci portava a fare una passeggiata intorno all'edificio tenendoci al guinzaglio. Durante la giornata le scarpe di CJ, cosi come i suoi vestiti, si inzupparono. Odoravano di pip di cane. Che divertimento!
Alla fine della giornata CJ si massaggi la schiena sospirando. Restammo in piedi a guardare Andi che giocava con un grosso cane marrone, un maschio. C'erano molti secchi di metallo, Andi faceva avvicinare il cane a ciascun secchio e gli lasciava annusare l'interno. Davanti a uno di quei contenitori Andi diceva: lo senti questo odore? Sdraiati!. Il cane si buttava a terra e Andi gli dava qualcosa da mangiare in premio. Quando si accorse che la stavamo guardando, si avvicin. Il cane era al suo fianco.
Andai lentamente verso di lui e ci annusammo a vicenda il didietro. Questo  Luke. Luke, ti piace Molly?
Tirammo su la testa entrambi quando sentimmo chiamarci per nome. Si vedeva che Luke era un cane serio. Era tutto concentrato nel gioco che stava facendo con Andi. Non era come Rocky, interessato solo a Trent e a divertirsi.
Hai fatto sei ore in tutto con la pausa pranzo, giusto? disse Andi.
S. Sei fantastiche ore. Me ne mancano ancora 194.
Andi si mise a ridere. A fine settimana compilo il modulo. Grazie, hai fatto un buon lavoro.
Magari ho un futuro con la cacca dei cani disse CJ.
Facemmo un giro in macchina e mi sedetti sul sedile davanti! Andammo a casa di Emily. Quando ci fermammo sul vialetto di ingresso, Gloria stava parlando con la madre di Emily. CJ si irrigid quando vide sua madre. Gloria agit nervosamente una mano davanti alla sua gola.
Perfetto borbott CJ. Perfetto.

13
Vi lascio sole disse la madre di Emily quando ci avvicinammo, e poi entr in casa. Restai al fianco di CJ, ma lei non si mosse, Rimase l in piedi. Il potentissimo mix di profumi di Gloria mi inond completamente, cancellando tutto il resto.
Allora? disse Gloria Non hai nulla da dirmi?.
Gloria, come al solito, sembrava molto scontenta.
Vedo che ti sei fatta una Cadillac disse CJ. Bella macchina.
Non intendevo questo. Mi hai fatto preoccupare da morire. Non hai chiamato neanche una volta per farmi sapere dov'eri. Sono riuscita a malapena a dormire.
Che cosa vuoi, Gloria?
Qualcosa si mosse alla finestra. Era Del, aveva spostato le tende e ora guardava fuori. Mentre lo guardavo vidi sbucare la mano di sua madre, che lo afferr e lo tir via dalla finestra.
Ho solo una cosa da dirti e non c' nulla da discutere.
Mi sembra giusto.
Ho consultato un avvocato che si occupa di diritto di famiglia. Mi  costato una fortuna. Mi ha detto che posso portarti davanti al giudice e costringerti a tornare a casa. Mi ha anche detto che non devo essere tenuta prigioniera da un cane in casa mia. Quindi mi occuper anche di quello. Non hai altra scelta. Il giudice potrebbe addirittura costringerti a rispettare un coprifuoco. Questo  quanto. Finire in tribunale costerebbe un sacco di soldi e tu perderesti in ogni caso. Sono venuta a dirti questo. Non ha nessun senso spendere cos tanto quando, con quei soldi, potremmo andarcene in vacanza.
Sembrava che non sarebbe accaduto nulla di interessante per un po' e cos mi sdraiai a terra con uno sbadiglio.
Allora? disse Gloria.
Pensavo di non essere autorizzata a parlare.
Possiamo parlare di quello che ti ho appena detto. Non me ne star qui a litigare con te. Sei minorenne e la legge  dalla mia parte.
Va bene disse CJ.
Gloria fece una smorfia. Va bene cosa?
Va bene, facciamo come hai detto tu.
Bene, cos va meglio. Non mi hai portato nessun rispetto. Non ho idea di che cosa queste persone abbiano pensato vedendoti vivere qui. Sono tua madre e ho dei diritti agli occhi della legge.
No, intendo che facciamo come hai detto tu e andiamo in tribunale.
Che cosa?
Credo che tu abbia ragione disse CJ. Facciamo decidere al giudice. Pagher un avvocato. Mi hai detto che c'erano delle clausole che mi avrebbero consentito di ritirare dei soldi dal fondo che mi ha lasciato pap, in caso ne avessi avuto bisogno. Dunque prender un avvocato e andremo in tribunale. Tu cercherai di ottenere la mia custodia e io cercher di farti dichiarare inadeguata al ruolo di madre.
Ah capisco. Quindi ora sarei io la cattiva madre. Tu sei andata in galera, ti hanno sospesa, dici bugie, disobbedisci, ti ho dedicato tutta la mia vita, ma sono io quella cattiva.
Erano entrambe arrabbiate, ma Gloria stava urlando. Mi misi seduta e poggiai una zampa sulla gamba di CJ, un po' in ansia. Volevo andare via. CJ mi accarezz senza guardarmi.
Ti auguro un giorno di avere un figlio orribile quanto te disse Gloria.
Trent mi ha detto che non hai dato da mangiare a Molly.
Stai cambiando argomento.
Gi  vero, stavamo discutendo di quale figlia orribile fossi. Quindi, cosa ne dici? Chiamo un avvocato? O accetti che Molly sia il mio cane e che la tenga con me? Voglio dire, posso anche continuare a vivere qui. CJ indic la casa e proprio in quello stesso istante un'ombra si ritrasse dalla finestra. Era troppo alto per essere Del.
Non voglio che tu viva con altre persone. Che figura ci faccio? disse Gloria.
Allora? Che cosa vuoi fare?
Quella sera stessa tornammo nella nostra stanza a casa di CJ. Trent ci venne a trovare con Rocky. Ero felicissima di vedere mio fratello. Rocky mi annus dappertutto, ma tutti quei nuovi odori sul mio corpo lo rendevano diffidente. Quando uscimmo, stava nevicando. Rocky si mise a correre avanti e indietro sotto la neve, scalciando e rotolandosi fino a quando non fu completamente zuppo. Trent lo strofin con un asciugamano e Rocky mugol di piacere. Mi pentii di non essermi rotolata in mezzo alla neve anch'io.
Dopo di ci, le cose tornarono alla normalit. L'unica differenza era che, anzich andare a scuola, CJ mi portava a fare un giro in macchina quasi tutte le mattine e andavamo giocare con Andi e con i suoi cani!
Il primo giorno in cui ritornammo da Andi, lei mi salut accogliendomi a braccia aperte, riempiendomi di baci e abbracci. Amavo le sue coccole e il suo meraviglioso odore di cani. Dopodich si alz.
Pensavo avessi deciso di mollare disse Andi a CJ.
No, ho solo avuto... ho avuto dei problemi familiari da risolvere. Non hai chiamato il tribunale, vero? rispose CJ.
No, ma avresti potuto chiamarmi.
S, lo so, avrei dovuto farlo. Per qualche motivo non penso mai di chiamare nessuno.
Bene, mettiamoci al lavoro.
Per qualche ragione, i cani nell'edificio di Andi non erano autorizzati a uscire fuori nella neve, a meno che non venissero portati fuori al guinzaglio. E cos, mentre CJ puliva le loro cucce, il mio compito era quello di giocare con i cani in un'area recintata dentro una grande stanza all'interno dell'edificio. Molti di loro per non avevano voglia di giocare. Un paio erano troppo vecchi per fare qualcosa di diverso dall'annusarmi e poi sdraiarsi. Altri due di loro, invece, non avevano idea di cosa significasse giocare, e mi ringhiavano contro cercando di azzannarmi mentre mi allontanavo. Questi ultimi sembravano tristi e impauriti. Uno alla volta venivano spostati in un'altra zona recintata, mentre CJ puliva le loro cucce.
Mi ritrovai cos ad avere un sacco di tempo a disposizione per guardare Andi giocare con Luke, il suo grosso cane marrone, e due femmine, una dal pelo giallo e l'altra nera. Il gioco consisteva in questo: alcune persone anziane stavano sedute, distanti le une dalle altre, su delle sedie di metallo. Andi si avvicinava portando con s un cane alla volta e le faceva annusare. Queste persone per non giocavano con i cani: a volte agli esseri umani piace solo starsene seduti, anche se c' un cane proprio l davanti a loro.
Alla fine Andi riportava i cani nelle loro cucce, mentre tutti si alzavano in piedi, cambiavano posizione e si mettevano a sedere su una sedia diversa. A ognuno Andi diceva bravo cane, ma solo con Luke sembrava davvero animarsi. Ogni volta che Andi portava Luke davanti a un uomo senza capelli, Luke lo annusava con cura e poi si sdraiava e incrociava le zampe mettendo gi la testa. Andi lo premiava immediatamente con una qualche prelibatezza. Bravo, Luke! lo elogiava lei.
Volevo anch'io qualcosa di buono da mangiare, ma quando mi sdraiai e incrociai le zampe Andi non mi guard neanche, e CJ rimase indifferente. Cos va la vita. Alcuni cani vengono premiati con delle cose deliziose da mangiare per aver fatto praticamente nulla e altri, che sono dei bravi cani, non ricevono nessun premio.
A un certo punto CJ mi venne a prendere e andammo nel recinto all'esterno dell'edificio. La neve era alta parecchi centimetri e cos mi feci strada fra il manto scricchiolante per cercare un posto dove fare i miei bisogni. CJ infil il piccolo bastoncino infiammabile in bocca e sput fuori del fumo.
Sentii il rumore della porta sul retro che si apriva e corsi fin l per vedere chi fosse. Per un attimo CJ mi sembr allarmata e mi si drizz il pelo sulla schiena.
Immaginavo. Fossi. Ancora. Qui fuori. Era l'uomo senza capelli davanti al quale Luke si sdraiava sempre. Mentre parlava con CJ, ansimava. Le toccai la mano con il naso, CJ sembrava ancora impaurita. Potrei. Avere. Una sigaretta?
Certo disse CJ. Frug nella giacca.
La accenderesti. Per me? Non riesco. A tirare. Forte. Abbastanza disse l'uomo toccandosi la testa liscia.
CJ accese il bastoncino e lo pass all'uomo. Lui lo port alla gola, non alla bocca come CJ. Sentii un debole risucchio e del fumo usc da un buco nella gola dell'uomo.
Ah disse l'uomo. Che piacere. Me. Ne concedo. Solo. Una a settimana.
Cosa le  successo? Intendo...
Il buco? l'uomo sorrise. Cancro. Alla gola.
Oddio, mi dispiace.
No.  colpa mia. Non ero costretto. A fumare.
Rimasero in silenzio per un po'. CJ era ancora turbata, ma la paura stava lentamente scomparendo e dissolvendosi proprio come il fumo che le usciva dalla bocca.
La tua et disse l'uomo.
Come scusi?
La tua et. Quando. Ho iniziato. A fumare. L'uomo le sorrise. Decisi che non c'era bisogno che rimanessi in guardia e mi avvicinai per odorargli le mani e vedere se magari quell'uomo aveva qualche cosa di speciale da darmi da mangiare. Si pieg su di me. Che bel cane disse l'uomo. Il suo respiro odorava di fumo, ma anche di uno strano odore metallico che riconobbi subito. Era uguale a quello che avevo io in bocca quando ero Buddy, del quale non riuscivo a liberarmi. Probabilmente anche quest'uomo aveva lo stesso sapore in bocca, perch si sentiva dal suo respiro.
L'uomo torn dentro e CJ rimase a lungo l fuori al freddo, con lo sguardo perso nel vuoto. Il bastoncino fra le sue mani si stava consumando. CJ si abbass, lo infil nella neve e poi lo gett nel secchio della spazzatura. Rientrammo nell'edificio insieme.
Andi stava giocando con il cane giallo. Non avevo il guinzaglio e approfittando di un momento di distrazione di CJ, trotterellai verso la sedia dell'uomo senza capelli. Gli andai incontro, mi sdraiai e incrociai le zampe proprio come avevo visto fare a Luke.
Ma guarda un po' disse Andi, avvicinandosi. Ehi Molly, lo hai imparato da Luke?
Scodinzolai, ma non ottenni nessun premio. Andi mi riport semplicemente da CJ.
Andi mi piaceva proprio. Amavo il suo modo di accogliermi con tutti quei baci e quegli abbracci. Era proprio quello che ogni cane avrebbe desiderato. Ma mi dissi che non era giusto che Andi desse dei premi solo a Luke e non a me.
Quando rientrammo a casa, Gloria fu felice di vedere CJ ma, come al solito, mi ignor. Avevo imparato a starle alla larga. Gloria non mi parlava mai, non mi dava da mangiare, il pi delle volte neanche mi vedeva.
Secondo me dovremmo organizzare una festa di Natale quest'anno disse Gloria tenendo in mano un bloc-notes e sventolandolo davanti a CJ. Qualcosa di speciale, con un catering, dello champagne.
Ho diciassette anni, Gloria. Non dovrei bere champagne.
Be',  Natale. Puoi invitare chi vuoi continu Gloria. Stai uscendo con qualcuno?
Lo sai che la risposta  no.
Che mi dici di quel ragazzo cos carino, Shane?
Ecco, questo  il motivo per cui non mi rivolgo a te per stabilire chi  carino o meno.
Inviter Giuseppe disse Gloria.
Chi? Che fine ha fatto Rick?
Ah, Rick? Si  rivelato diverso da quello che pensavo.
Quindi ora stai uscendo con il padre di Pinocchio?
Cosa? No, con Giuseppe.  italiano, viene da St. Louis.
Ah quindi l'Italia  l? Non mi meraviglio se vado cos male in geografia.
Che cosa? No, intendo proprio dall'Italia.
Lo stai aiutando a comprare casa?
Be', s. S, certo.
Andai in cucina per vedere se qualcosa di commestibile era caduto sul pavimento e fu allora che vidi un uomo. Era in piedi dall'altro lato della porta a vetri e guardava verso l'interno. Abbaiai per dare l'allarme.
L'uomo si volt di colpo e corse via. CJ venne in cucina.
Che succede Molly? chiese lei. Poi apr la porta scorrevole e io mi precipitai in giardino. L'odore dell'uomo era ancora nell'aria e lo seguii velocemente fino al cancello sul retro. Conoscevo quell'odore e sapevo di chi era: Shane.
CJ mi richiam in casa. Dai Molly, fa troppo freddo disse CJ.
Quando tornammo da Andi, lei ci avvicin mentre CJ si stava scrollando la neve dalle scarpe. Ehi, oggi voglio provare a fare una cosa.
Certo disse CJ.
Era lo stesso gioco che Andi faceva tutti i giorni. Non mi sembrava niente di speciale. Non era come tirare una corda o rincorrere una palla, ma la gente a volte  cos: ha un'idea di gioco di solito meno divertente di quella di un cane. Delle persone erano sedute in una grande stanza, distanti le une dalle altre. CJ mi teneva al guinzaglio. Ci avvicinammo a una persona in fondo. Era una donna con gli stivali ricoperti di pelliccia, che odorava di gatto. Ciao, come ti chiami? disse lei, poi abbass la mano e io la leccai. Le sue dita avevano un sapore forte.
Questa  Molly disse Andi. Scodinzolai quando sentii il mio nome.
Andammo insieme da un'altra persona e cos da quella successiva. Ci fermavamo solo il tempo necessario a ciascuna di loro per accarezzarmi e parlare con me, ma mai per darmi qualcosa di speciale da mangiare, anche se avevo sentito che un uomo teneva in tasca qualcosa con del formaggio.
Alla fine ci fermammo davanti a una donna che aveva le mani che le odoravano di pesce. Si pieg per accarezzarmi e sentii quello stesso odore, quello che non riuscivo a togliermi dalla lingua quando ero Buddy, lo stesso odore che l'uomo senza capelli che aveva parlato con CJ aveva nel suo alito.
Ciao Molly disse la donna.
Quando facemmo per muoverci verso la persona successiva, avvertii una leggera tensione in Andi. E fu l che capii: il gioco doveva avere qualcosa a che fare con questo odore. Tornai indietro, mi sdraiai e incrociai le zampe.
Giusto! disse Andi battendo le mani. Brava Molly, brava!
Andi mi diede un delizioso bocconcino. Mi piaceva questo gioco e cos scodinzolai pronta a farlo di nuovo.
Quindi Molly ha capito cosa fare? chiese CJ.
Non  solo questo. Credo che ogni cane sia in grado di sentire l'odore. Ci non significa per che tutti colleghino quello che hanno sentito alla necessit di segnalarcelo. Molly invece ha osservato Luke. Hai visto come incrocia le zampe, proprio come fa lui? Non mi  mai capitato di sentire di un cane che impara da un altro. Eppure non c' altra spiegazione. Andi si pieg su di me e mi baci sul naso. Le leccai la faccia. Molly sei un genio. Un cane semplicemente geniale.
Sei un barbongenio, Molly disse CJ. Met Barbone, met genio. Un cane barbongenio. Scodinzolai, contenta di tutte quelle attenzioni.
Se non ti dispiace vorrei coinvolgere Molly nel progetto. E anche te, se sei interessata disse Andi. E questo avr un valore per il lavoro che devi svolgere per il tribunale.
Che cosa? E rinunciare a ripulire la cacca dei cani? Ci devo pensare.
Da quel giorno, ogni volta che eravamo con Andi, CJ mi portava a incontrare delle persone e ogni volta che sentivo quello strano e cattivo odore, glielo segnalavo. Non accadeva spesso, per: la maggior parte delle persone aveva addosso semplicemente l'odore delle persone.
A volte invece odoravano di cibo! Per Felice Ringraziamento io e CJ andammo a casa di Trent. Sia l'aria, sia le mani delle persone erano impregnate di un forte profumo di carne, di pane, di formaggio e tanti altri meravigliosi odori, cos intensi che io e Rocky andammo quasi fuori di testa. Gli invitati mangiarono tutto il giorno e ci gettarono dei pezzi di cibo che noi addentavamo al volo.
Trent aveva un padre e una madre e per la prima volta mi chiesi come mai anche CJ non aveva un pap. Magari se Gloria avesse avuto un compagno non sarebbe stata sempre triste.
Non c'era nulla che potessi fare per e quindi, per ora, dovevo accontentarmi di mangiare il cibo del Felice Ringraziamento.
Ed ero molto, molto felice.
Durante Buon Natale, CJ e Gloria misero un albero in soggiorno e vi appesero dei giocattoli per gatti. Potevo sentire l'odore di quell'albero da ogni angolo della casa. Una sera vennero delle persone ad appendere delle luci e a cucinare. Sia Gloria, sia CJ indossarono dei vestiti che frusciavano a ogni loro movimento.
Che te ne pare? chiese Gloria in piedi davanti alla porta. Gir su se stessa rumorosamente. Non credevo fosse possibile, ma Gloria aveva addosso addirittura pi profumo del solito. Arricciai il naso d'istinto a quell'ondata di profumo che impregnava l'aria.
Stai molto bene disse CJ.
Gloria rise felice. Ora fatti vedere.
CJ smise di pettinarsi e si gir su se stessa. Si ferm e fiss Gloria. Che cosa c'? disse CJ.
Niente.  solo che... hai preso qualche chilo? Non ti sta come quando lo abbiamo comprato.
Ho smesso di fumare.
Be'...
Be' cosa?
Non capisco come tu non abbia potuto controllarti. Sapevi della festa di stasera.
S, hai ragione. Avrei dovuto continuare a respirare veleno. Almeno sarei riuscita a entrare nel mio vestito nuovo per la festa.
Non ho mai detto una cosa del genere. Mi chiedo perch perdo tempo a parlare con te disse Gloria. Si allontan arrabbiata.
Arrivarono un sacco di amici. Arriv anche Trent, ma per qualche motivo non si port dietro Rocky. La maggior parte degli invitati aveva l'et di Gloria. Gironzolai per la casa: ovunque era pieno di odori deliziosi e dopo un po' le persone iniziarono a darmi delle cose da mangiare. Non perch gli avessi mostrato qualche trucco, ma semplicemente perch ero un cane. Per me, questo tipo di persone era il migliore.
Una donna si abbass su di me e mi diede un pezzo di carne ricoperto di formaggio fuso. Oh, sei un cane cos carino! mi disse.
Feci quello che mi era richiesto: mi sdraiai e incrociai le zampe.
Ma che carina! Sta facendo l'inchino! disse la donna.
CJ si avvicin da dietro il divano e cos scodinzolai. Oddio disse.

14
CJ era agitata e impaurita. Sheryl, ti posso parlare un momento? In privato?
La donna mi stava ancora accarezzando, ma io guardavo CJ per cercare di capire quale fosse il problema. S certo rispose lei.
Feci per seguirle gi per il corridoio, ma CJ si volt e mi disse: Molly, rimani qui.
Sapevo il significato di rimani qui, ma era una delle cose che mi piaceva di meno. Restai seduta per un minuto, poi andai ad annusare sotto la porta della stanza in cui CJ e quella donna erano entrate. Rimasero dentro per circa dieci minuti, la porta si apr e la donna usc tenendo una mano sulla bocca. Stava piangendo. Anche CJ era turbata e triste.
La donna prese il cappotto e Gloria si avvicin con un bicchiere in mano. Che cosa  successo? Gloria guard CJ e la donna in lacrime. Che cosa le hai detto?
CJ scosse la testa. La donna si rivolse a Gloria: Mi dispiace. Ci sentiamo e spar dietro la porta. Gloria era fuori di s. Trent apparve alle sue spalle. Rivolse uno sguardo a entrambe e poi pass vicino a Gloria e si ferm accanto a CJ. Quando mi pass accanto alzai il muso per toccargli la mano con la punta del naso.
Che cosa  successo? disse Gloria.
Molly ha segnalato quello per cui  stata addestrata. Per il cancro. Sheryl ha il cancro.
Oh mio Dio disse Trent.
Alcune persone erano ora nel corridoio e sentii uno di loro dire: Cancro? Chi ha un cancro?
E dovevi dirglielo ora? sibil Gloria, poi si volt. La sua testa fece uno scatto quando si rese conto che c'erano delle persone dietro di lei. Non  niente disse Gloria.
Cosa  successo? chiese un uomo.
CJ scosse la testa. Una questione privata. Scusatemi.
Tutti rimasero fermi l per alcuni secondi e poi si allontanarono.
A te importa solo di te stessa disse Gloria.
Ma cosa le viene in mente? rispose Trent a voce alta.
Trent disse CJ posando una mano sul suo braccio.
Lo sai quanto mi  costata questa festa? disse Gloria.
La festa? disse Trent.
Trent, per favore disse CJ. Sai cosa Gloria? Porgi le mie scuse ai tuoi amici. Digli che ho mal di testa e che me ne vado in camera mia.
Gloria fece un verso, poi si volt e mi fiss con uno sguardo pieno d'odio. Le tolsi gli occhi di dosso. Gir su se stessa e si avvi a grandi passi gi per il corridoio, nella stanza dove gli ospiti si erano ritirati in silenzio. Quando arriv in fondo al corridoio, si ferm, drizz la schiena e si ravvi i capelli. Giuseppe? disse Gloria una volta in soggiorno. Dove sei finito?
Ti prendo la giacca disse CJ rivolgendosi a Trent.
Trent scroll le spalle. Sei sicura? Posso rimanere un altro po'. Possiamo parlare.
No,  tutto ok.
CJ and nella stanza di Gloria e usc con la giacca di Trent.
Lui la indoss. Era triste. CJ gli sorrise. Ehi, se non ci vediamo prima. Buon Natale.
S, anche a te.
CJ, ti rendi conto che tua madre ha torto, giusto? Probabilmente Sheryl  sconvolta ora, ma le hai dato un'informazione davvero importante. Se avessi aspettato perch non volevi rovinare la festa, sarebbe stato ancora pi difficile dirglielo. Sarebbe sembrato assurdo aver aspettato.
Lo so.
Quindi non farti condizionare da Gloria. Non starla a sentire.
Rimasero in piedi a guardarsi per un minuto. Va bene, Trent disse CJ alla fine.
Trent si gir, and verso la porta e noi lo seguimmo. Si ferm e guard in alto. Ehi, il vischio.
CJ fece un cenno con la testa.
Dai, su disse Trent. CJ rise mentre Trent allungava le braccia verso di lei. Trent si sporse verso CJ e la baci. Saltai e le misi le zampe sulla schiena cos potevo anch'io essere parte di quello che stava succedendo.
Ehi! disse CJ.
Ok, bene, ciao allora. Buon Natale disse Trent.
Provai a seguirlo fuori, ma CJ mi trattenne. Richiuse la porta e poi rimase a guardarla per un istante. Io nel frattempo guardavo CJ cercando di capire cosa stessimo facendo.
Mi sarebbe piaciuto gironzolare fra i piedi di tutta quella gente rumorosa in soggiorno e mangiare prelibatezze, ma CJ and su nella sua stanza e mi fece segno di seguirla schioccando le dita. Si tolse quel vestito frusciante e si mise i vestiti di sempre: una maglietta morbida che le arrivava alle ginocchia. Si infil a letto con un libro in mano e la luce accesa.
Addentare dei libri non  male anche se, a dire il vero, non sanno di molto. I libri sono uno di quei giocattoli a cui un cane non deve avvicinarsi. Ogni volta che lo fa il risultato  sempre quello di rendere infelici le persone.
Mi acciambellai sul pavimento accanto al letto di CJ e mi addormentai, consapevole comunque del brusio proveniente dal piano di sotto e, pi tardi, del rumore della porta di casa che si apriva e richiudeva diverse volte. Quando qualcuno buss alla porta mi svegliai. La porta della camera di CJ si apr.
Ciao, CJ disse un uomo. Riconobbi il suo odore dal piano di sotto. Quando si era abbassato per darmi un pezzo di pesce, l'orologio gli era scivolato con un rumore pesante gi per il polso.
Oh, ciao, Giuseppe.
L'uomo rise e entr nella stanza. Chiamami Gus. L'unica persona che mi chiama Giuseppe  tua madre. Credo pensi che sia un nobile italiano. L'uomo rise di nuovo.
Ah fece CJ e si sistem la coperta sulle sue gambe.
L'uomo richiuse la porta alle sue spalle. Allora, cosa stai leggendo? chiese lui.
Sei ubriaco, Gus.
Ehi,  una festa questa. L'uomo si sedette pesantemente sul letto. I suoi piedi sul pavimento erano a un passo da me. Mi misi seduta.
Che cosa fai? Esci dalla mia stanza disse CJ. Era arrabbiata.
L'uomo poggi una mano sulla coperta. Mi piaceva quel vestito che ti eri messa. Hai delle gambe bellissime. Sono come degli steli.
L'uomo tir la coperta e CJ la ritir verso di CJ. Smettila disse lei.
Dai, andiamo disse l'uomo. Si alz e allung entrambe le mani verso CJ. Avvertii la paura in lei. Con un balzo misi le zampe sul letto e misi il muso davanti a quell'uomo. Gli ringhiai nello stesso modo in cui avevo fatto con Troy, il cavallo, il giorno in cui aveva quasi schiacciato Clarity.
L'uomo indietreggi e inciamp finendo addosso agli scaffali sul muro. Libri e fotografie caddero a terra. Ruot su se stesso e con un tonfo fin a terra sdraiato su un fianco. Abbaiai e mi precipitai verso di lui mostrandogli i denti.
Molly! Va tutto bene. Brava. Sentii le mani di CJ sul mio pelo ancora dritto sulla schiena.
Ehi disse l'uomo.
CJ mi prese per il collare e mi tir indietro. Te ne devi andare, Gus.
Lui rotol sul pavimento e poi si mise in ginocchio. La porta si apr di scatto, Gloria era in piedi sulla porta. Cosa  successo? domand. Rivolse lo sguardo verso Gus che si trascinava sul pavimento. Lui si aggrapp al bordo del letto e si tir su in piedi. Giuseppe? Cosa  successo?
Gus pass vicino a Gloria e si avvi per il corridoio con passo pesante. Gloria si rivolse verso CJ. Ho sentito il cane. Non lo ha morso, vero?
No! Certo che no.
Be', cosa  successo allora?
 meglio che non te lo dica, Gloria.
Dimmelo!
 entrato nella stanza e ha iniziato a toccarmi, va bene? disse CJ gridando. Molly mi ha protetta.
Mi voltai quando sentii il mio nome. Gloria si irrigid, spalanc gli occhi e poi li strinse di nuovo. Sei veramente una bugiarda disse in un sibilo. Si volt e corse via proprio mentre udii la porta di ingresso richiudersi. Giuseppe! grid lei.
Nei giorni che seguirono, sembrava che Gloria e CJ non si trovassero mai nella stessa stanza allo stesso tempo. Quando si sedettero a strappare carta e a scambiarsi scatole, non si parlarono granch. CJ inizi a mangiare nella sua stanza da letto. A volte era solo una piccola quantit di verdure, altre erano piatti pieni di spaghetti, di salsa e di formaggio, oppure pizza, patate fritte e gelato. Dopo ogni pasto CJ entrava in bagno, saliva sulla piccola scatola e poi si lasciava scappare un lamento triste. Ogni singolo giorno, a poche ore di distanza, CJ saliva su quella piccola scatola. Iniziai a pensare a quella scatola come alla scatola triste, perch  cos che CJ si sentiva ogni volta che ci saliva sopra.
Trent ci venne a trovare con Rocky e ci mettemmo tutti a giocare con la neve. Fu l'unica volta in cui CJ mi sembr davvero felice.
Non pensai di essere stata un cane cattivo per aver ringhiato contro a quell'uomo. CJ era spaventata e non ci avevo pensato due volte. Avevo paura che mi avrebbe punita, ma non accadde nulla.
CJ ricominci ad andare a scuola. Lei e Gloria ora si parlavano pi spesso, ma avvertivo sempre una certa tensione fra loro due nella stanza. Quando CJ era a scuola me ne andavo nel mio solito posto sotto le scale e aspettavo che tornasse a casa. Mi allontanavo solo per andare fuori passando dalla gattaiola, per andare a giocare all'aperto o ad abbaiare in risposta a qualche cane distante.
Non andavamo pi da Andi tutti i giorni. Andavamo a trovarla ogni tanto, ed era sempre meraviglioso vederla. Le persone fanno sempre cos: non appena ci si abitua a qualcosa, loro la cambiano. Quando eravamo con Andi, dopo esserci scambiati i soliti baci e abbracci, giocavamo al gioco delle persone sedute sulle sedie e anche a un nuovo gioco con delle persone sedute o in piedi in una lunga fila.
A questo serve la mia borsa di studio. Vedere se un cane  in grado di segnalare un caso positivo all'interno di un gruppo disse Andi. Solo Luke ci  riuscito.
Luke alz la testa sentendo il suo nome.
Facemmo su e gi davanti alle persone in fila e dopo un paio di volte capii che Andi e CJ volevano qualcosa da me. Non mi era chiaro per che cosa volevano che facessi. E poi colsi un odore provenire da una donna senza capelli e dalle mani dal forte odore di sapone. Era l, quell'inconfondibile odore di metallo nel suo alito. Lo indicai e ricevetti un biscotto.
Il gioco sembrava essere quello. Non ne ero sicura per, perch Andi continuava a portarmi davanti ad altre persone che non avevano lo stesso odore. Sembrava quasi che dovessi segnalare qualcosa anche per loro. Quando lo feci, Andi rimase l in piedi con le braccia incrociate e non mi diede nessun biscotto. Ero confusa.
Un giorno, mentre ero fuori nel giardino sul retro, la neve caduta era cos pesante e alta che potevo camminare solo saltellando. A un certo punto sentii la porta scorrevole che si apriva e vidi Gloria l in piedi. Vuoi un pezzo di arrosto? disse.
Esitai e feci un passo verso di lei, poi mi fermai. Capii dalla sua voce che mi aveva fatto una domanda. Ma non sapevo se questo significava che ero nei pasticci oppure no.
Qui disse lei. Lanci qualcosa nella neve, un paio di passi di fronte a me, mi avvicinai e cercai di ritrovarla seguendone l'odore. Era completamente affondata. Era un delizioso pezzo di carne! Tirai su la testa e guardai Gloria, scodinzolai un po'.
Ne vuoi un altro?
Lanci un pezzo di carne vicino a me e mi ci avventai sopra, fiutai fino a quando non lo trovai e poi lo divorai in un boccone solo.
Quando alzai la testa, Gloria era rientrata. Mi chiesi che senso avesse avuto tutto ci.
Sentii Gloria chiamarmi dal giardino davanti alla casa. Ehi! Molly. Cane, vuoi un altro bocconcino?
Bocconcino! Saltai contro il cancello e lo trovai aperto. Il vialetto era stato spalato dall'uomo che veniva la mattina di inverno a togliere via la neve con un camion. Trotterellai intorno alla casa. Gloria era sul vialetto di ingresso.
Un altro bocconcino? Mi lanci un altro pezzo di carne e lo addentai al volo. Apr lo sportello posteriore della macchina. Bene, vuoi salire? Un altro bocconcino?
Che cosa volesse era chiaro. Mi avviai incerta verso lo sportello aperto. Gloria lanci un pezzo di carne nella macchina e cos saltai dentro. Lei richiuse lo sportello proprio mentre ingoiavo quella delizia. Gloria sal in macchina e mise in moto e si allontan dal vialetto d'ingresso.
Non importava che non fossi un cane da sedile davanti: non credo che mi sarebbe piaciuto, con Gloria alla guida. Rimasi per un po' a guardare fuori dal finestrino gli alberi innevati e i giardini delle case, poi mi acciambellai e mi sdraiai sul sedile per fare un pisolino.
Mi svegliai e mi scrollai quando la macchina si ferm e Gloria spense il motore. Si volt verso di me. Stai buona ora. Ricordi? Ti ho dato delle cose buone da mangiare. Ora fai la brava, Molly.
Scodinzolai sentendo il mio nome. Annusai le mani di Gloria quando si avvicinarono al mio collo, ma non c'era nessun pezzo di carne per me. Con un click improvviso il mio collare venne gi e fin sul sedile. Gli avvicinai il naso.
Gloria scese dalla macchina e apr il mio sportello. Vieni qui. Stai qui, fai la brava. Non scappare.
Ci avvicinammo a un edifcio che odorava di cane. Gloria spinse la porta e poi si diede un colpo sulla gamba e cos la segui dentro. Allinterno c'era una piccola stanza e dalla porta aperta potevo sentire abbaiare almeno una dozzina di cani.
C' nessuno? C' nessuno? disse Gloria.
Una donna apparve dalla porta aperta e sorrise. S, come posso aiutarla?
Ho trovato questo povero cane abbandonato in strada disse Gloria. Chiss da quanto tempo vive cos, solo e lontano dalla sua famiglia.  qui che si lasciano i cani smarriti?

15
Non era la prima volta che mi trovavo in un posto simile. In realt somigliava un po' a quello in cui io e CJ andavamo a giocare con Andi e Luke, con la differenza per che qui c'erano molti pi cani e il soffitto era basso e non c'era nessun grande spazio in cui le persone potessero sedersi. C erano solo dei corridoi stretti e pieni di gabbie.
Mi misero in una gabbia con il pavimento in cemento, con pochissimo spazio fra il cancello e l'ingresso della cuccia. La cuccia aveva un piccolo tappeto all'interno e odorava di cani. Anche l'aria aveva quell'odore ed era piena del loro costante abbaiare.
Quando la donna mi portava da bere o da mangiare mi lanciavo verso il cancello scodinzolando, sperando che mi facesse uscire. Volevo correre, giocare, volevo che le persone mi accarezzassero.
Quella donna era gentile, ma non aveva intenzione di farmi uscire.
Anche gli altri cani correvano verso il cancello quando la donna era l vicino. Molti di loro abbaiavano, altri rimanevano seduti tranquilli e se ne stavano buoni. La donna non faceva uscire neanche loro.
Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo o perch mi trovassi in questo posto pieno di latrati. Mi mancava CJ cos tanto che incominciai a fare su e gi per la gabbia e a mugolare. Mi infilavo nella cuccia, mi sdraiavo sul piccolo tappeto, ma non riuscivo a dormire.
Tutto quell'abbaiare era pieno di paura; in alcuni latrati c'era rabbia, in altri dolore, tristezza. Quando abbaiavo, la mia disperazione risuonava nella mia voce: era una supplica a farmi uscire da questo posto.
Durante la notte la maggior parte dei cani si calmava. Ma poi bastava che uno di loro cominciasse ad abbaiare - spesso si trattava di un cane nero e marrone nella cuccia vicino alla mia, alto, magro e senza coda - per istigare tutti gli altri. E cos, in poco tempo, ricominciavamo tutti ad abbaiare di nuovo. Era davvero diffcile riuscire a dormire in una situazione come quella.
Mi immaginai sdraiata ai piedi del letto di CJ. Spesso durante la notte sentivo troppo caldo e allora saltavo sul pavimento. Ma ora CJ mi mancava cos tanto che l'unica cosa che volevo era sdraiarmi su quel letto, non importava quanto caldo facesse. Desideravo con tutte le forze di sentire le sue mani sul mio pelo e l'odore, familiare e meraviglioso, della sua pelle.
La mattina seguente mi fecero uscire dalla gabbia, mi portarono gi per un corridoio e mi misero su un tavolo, proprio come dal veterinario. Un uomo e una donna mi accarezzarono e poi l'uomo mi guard nelle orecchie. La donna prese un bastoncino e lo tenne vicino alla mia testa, ma l'uomo mi teneva le sue mani da entrambi i lati del muso e io non riuscivo a vedere se si trattava di un giocattolo.
Bingo disse la donna.
Lo sapevo che aveva un chip disse l'uomo.
Mi riportarono nella gabbia. Ero cos delusa che trovai a malapena l'energia per tornare indietro e sdraiarmi sul tappeto.
Mordicchiai un po' la cuccia, ma neanche quello riusc a farmi sentire meglio. Sospirai e mi sdraiai con un guaito.
Qualche ora pi tardi l'uomo ritorn. Ciao Molly mi disse. Mi misi seduta e scodinzolai, felice di sentire il mio nome. Mi mise una corda intorno al collo. Andiamo piccola. C' qui qualcuno per te.
Nello stesso istante in cui l'uomo apr la porta alla fine del corridoio sentii l'odore di CJ. Molly! grid. Mi lanciai verso di lei, CJ si mise in ginocchio e mi abbracci. Le baciai la faccia e le orecchie e le corsi intorno senza sosta trascinandomi dietro la corda, che fin per aggrovigliarsi tutta. Mugolai dando voce a tutto il mio sollievo. CJ rise. Brava Molly, adesso mettiti seduta.
Era difficile stare ferma, ma sapevo di dover essere un bravo cane. Mi misi a sedere scodinzolando, mentre la mia bambina parlava con quell'uomo.
Sono stata cos in pensiero disse CJ. Deve essere uscita dal cancello quando sono venuti a spalare il vialetto dopo tutta la neve che  venuta gi.
Nella sala, il grosso cane marrone e nero inizi ad abbaiare e presto lo seguirono tutti. Sperai che anche i loro padroni venissero a prenderli presto.
La donna che l'ha portata qui ci ha detto che il cane stava camminando gi per la strada.
 cos insolito per Molly. Quanto le devo?
Sessanta dollari.
Scodinzolai quando sentii il mio nome. CJ mi accarezz. Aspetti un attimo, una donna?
S, una signora ricca disse l'uomo.
Ricca?
Be', sai cosa intendo. Aveva una Cadillac nuova, dei vestiti costosi, dei bei capelli. Molto profumo.
Bionda?
S.
CJ respir profondamente. Stava cercando qualcosa nella borsa. La guardai con attenzione perch spesso CJ teneva dei biscotti l dentro. Guardi,  questa la donna? CJ si sporse sul bancone.
Non dovrei dirtelo.
La donna in questa fotografia  mia madre.
Che cosa?
Gi.
Tua madre ha lasciato qui il tuo cane? Senza dirtelo?
Esatto.
Rimasero in silenzio. CJ era arrabbiata e triste.
Mi dispiace disse l'uomo.
Gi.
Mi sedetti sul sedile davanti. Mi sei mancata cos tanto, Molly. Ero cos preoccupata che ti fosse successo qualcosa! disse CJ. Mi strinse a s e le leccai la faccia. Oh Molly, Molly mi disse CJ a bassa voce. Cane sciocchino. Anche se eravamo di nuovo insieme, CJ era triste. Mi dispiace cos tanto. Non avrei mai immaginato che arrivasse a fare una cosa del genere.
Anche se c'erano un sacco di cose interessanti fuori dal finestrino, guardai CJ, le leccai la mano e le misi la testa sulle gambe, proprio come facevo quando ero un cucciolo. Era cos meraviglioso essere con lei che, esausta, mi addormentai all'istante.
Mi tirai su quando la macchina rallent, gir di colpo e fu inondata di odori familiari. Eravamo a casa. CJ spense la macchina e si rivolse a me. Mi tenne il muso fra le mani. Non sei al sicuro qui, Molly. Non so cosa fare. Non posso fidarmi di Gloria. Morirei se ti accadesse qualcosa, Molly.
Scodinzolai un po'. CJ mi fece scendere dalla macchina e mi avviai, fra la neve sciolta, verso alla porta di casa. Era cos bello essere a casa. CJ apr la porta ed entr. Rimase senza fiato, la paura crebbe in lei in un istante.
Shane!
Shane, l'amico di CJ, era seduto in soggiorno. Si alz in piedi, ma io rimasi dov'ero e non scodinzolai neanche. C'era qualcosa che non andava nella sua presenza in casa nostra, l da solo.
Ciao CJ.
Come sei entrato?
Shane si pieg su un ginocchio e batt entrambe le mani. Ciao, Molly. Puzzava di fumo. Rimasi vicino a CJ.
Shane? Ti ho chiesto come hai fatto a entrare.
Ho infilato un rastrello nella gattaiola e ho girato la serratura disse lui ridendo.
Che cosa ci fai qui?
Perch non mi hai mai richiamato?
Devi andartene, subito. Non puoi entrare in casa mia!
CJ era arrabbiata. La guardai attentamente cercando di capire cosa stesse succedendo.
Non mi hai lasciato altra scelta. Mi hai completamente ignorato.
S, questo  quello che succede quando due persone si lasciano, Shane. Smettono di parlarsi. Puoi cercarlo sul dizionario.
Posso fumare qui?
No! Voglio che tu te ne vada.
Be', non me ne vado finch non risolviamo questa cosa.
Ma quale cosa? Shane... CJ fece un respiro profondo. Mi hai chiamato qualcosa come trenta volte di fila alle due di notte.
Ah s? rise Shane.
Sentii il rumore di una macchina per il vialetto di ingresso, andai alla finestra a vedere chi fosse. Lo sportello si apr e vidi Rocky! Anche Trent scese dalla macchina. Rocky corse a fare i suoi bisogni addosso a un albero.
 arrivato qualcuno disse CJ.
Che faccio, aspetto di sopra?
Cosa? Ma sei pazzo? Te ne devi andare.
Qualcuno buss gentilmente alla porta e mi precipitai ad annusare sotto la fessura. Rocky era dall'altro lato e stava facendo esattamente la stessa cosa. CJ venne ad aprire la porta.
L'hai ritrovata! disse Trent, poi si ferm.
Ciao Trent disse Shane.
Io e Rocky ci stavamo annusando. Gli saltai addosso, lo addentai felice dietro al collo e lo strattonai.
Scusa, magari torno in un altro momento disse Trent.
No! disse CJ.
Be', s. Eravamo nel mezzo di una discussione privata disse Shane.
No, non eravamo nel mezzo di niente, te ne stavi andando rispose CJ.
CJ, dobbiamo parlare disse Shane.
Mi pare che CJ voglia che tu te ne vada disse Trent.
Rocky si ferm. Gli diedi un morso sul muso, ma lui guardava Trent, con i muscoli tesi.
Magari non me ne voglio andare! disse Shane ad alta voce.
Percepii la rabbia di Trent. CJ lo prese per il polso. Le orecchie di Rocky erano dritte, cos come il suo pelo dietro al collo.
Mi resi conto in quel momento che lo scopo di Rocky era quello di amare e proteggere Trent cos come il mio era quello di amare CJ e prendermi cura di lei.
Shane disse CJ. Vai via. Ci vediamo domani.
Shane stava fissando Trent.
Shane! disse CJ ad alta voce.
Shane sbatt gli occhi e poi si volt verso di lei. Cosa?
Ci vediamo domani, l dove fai skateboard. Va bene? Dopo la scuola.
Shane rimase l in piedi per un po', poi fece di s con la testa. Prese la giacca e se la mise su una spalla. Pass vicino a Trent, e lui gli tenne lo sguardo addosso fino a quando Shane fu fuori dalla porta.
Lo vedrai domani? chiese Trent accarezzando Rocky sulla testa distrattamente. Leccai Rocky sulla bocca.
No! Non sar pi qui domani.
Che cosa vuoi dire?
Io e Molly ce ne andiamo oggi pomeriggio. Andiamo in California.
CJ sal le scale diretta verso la sua stanza e io, Trent e Rocky la seguimmo.
Ma di che cosa stai parlando? chiese Trent.
CJ prese una valigia dall'armadio: l'avevo gi vista, era la stessa che aveva tirato fuori quando mi aveva lasciato a casa di Trent per tutti quei giorni. Rocky voleva ricominciare a giocare, ma la vista di quella valigia mi aveva messo l'ansia addosso e cos rimasi attaccata a CJ. Lei inizi ad aprire sportelli e a tirare fuori i suoi vestiti, infilandoli nella valigia. Molly non era scappata.  stata Gloria a portarla al canile.
Che cosa?
Ho fatto vedere una foto al tizio al canile. Ti rendi conto?
Be'. Niente mi sorprende quando si tratta di tua madre.
Quindi  cos. Ce ne andiamo in California. Vivremo sulla spiaggia fino a quando non trover un lavoro. E quando compir ventun'anni potr accedere all'eredit di mio padre e andare all'universit.
CJ, non sai di cosa parli. Universit? Non hai neanche finito le superiori.
Far un corso accelerato. Oppure andr a scuola l, non lo so.
Vengo con te disse Trent.
Ah certo, buona idea.
Non puoi vivere su una spiaggia. Che cosa credi?
CJ non rispose, ma sentivo la sua rabbia che montava. Trent la guard per qualche minuto. Che cosa mi dici di quell'altra cosa? chiese lui a bassa voce.
CJ si ferm e lo guard. Che cosa vuoi dire?
La storia del... mangiare.
CJ lo fiss e fece un respiro profondo. Oddio Trent, ogni giorno mi sveglio con questa piccola voce nella testa che mi chiede che cosa manger. Non posso avere anche la tua adesso. Proprio no.
Trent guard a terra. Sembrava triste. Rocky gli si avvicin e gli strofin il muso contro. Scusami disse lui.
CJ tir fuori un'altra valigia e la mise sul letto. Devo andarmene prima che Gloria scopra che ho ritrovato Molly.
Ehi, lascia che ti dia i soldi che ho qui con me.
Non devi farlo, Trent.
Lo so. Ecco.
Sbadigliai ansiosa. Mi piaceva stare con Rocky e Trent, ma non se CJ aveva deciso di andare da qualche parte con quelle valigie, senza di me.
Sei il mio migliore amico, Trent disse CJ piano. Si abbracciarono. Non so cosa farei senza di te e Molly.
Sentii un forte rumore e riconobbi il suono della porta di casa richiudersi. Clarity? grid Gloria.  la macchina di Trent quella?
CJ e Trent si guardarono. S rispose CJ. La sua voce divenne un sussurro. Puoi tenere Molly in silenzio?
Scodinzolai.
S disse Trent. Si pieg su di me, accarezzandomi le orecchie. Molly, ssh disse a voce bassa. Scodinzolai. Rocky, geloso, infil la testa davanti alla mia.
CJ and in corridoio e si appoggi al parapetto. Feci per seguirla, ma Trent mi trattenne con delicatezza. Mi spinsi in avanti, sentii una gran voglia di mugolare. Non volevo che CJ si allontanasse da me, neanche di un metro. Non con quelle valigie l fuori. No mi disse Trent, la sua voce era attutita. Stai ferma, Molly.
Tesoro, Giuseppe mi porta al cinema e poi a cena fuori. Non aspettarmi in piedi.
Giuseppe? disse CJ. La sua voce era piatta per la rabbia.
Non ricominciare, Clarity June. Io ho superato quel fatto spiacevole e mi aspetto che anche tu faccia lo stesso.
Arrivederci, Gloria.
Che cosa starebbe a significare? Perch lo dici con quel tono?
Non ce la feci a resistere, lanciai un guaito strisciando le zampe.
Che cosa  stato? chiese Gloria.
CJ si volt a guardarmi. Mugolai di nuovo, spingendo verso di lei per raggiungerla.
 Rocky. Trent lo ha portato qui per farmelo vedere. Lo sa quanto sia distrutta per la storia di Molly.
Dobbiamo proprio avere la casa continuamente infestata dai cani?
No Gloria. Non succeder di nuovo.
Grazie. Buonanotte, CJ.
Ciao.
CJ torn nella stanza e chiuse la porta. Le saltai addosso leccandole la faccia. Molly, ero a un metro da te, cane pazzo. CJ mi baci sul muso.
Trent port le valigie gi per le scale e le mise nella macchina. Io rivendicai la mia posizione da cane da sedile davanti. Rocky si avvicin per annusarmi, ma non prov a salire in macchina con me. Non glielo avrei permesso in ogni caso.
Trent sembrava triste quando mi abbracci. Gli leccai la faccia. Sapevo che avrei rivisto sia lui, sia Rocky in un paio di giorni.
CJ aveva tirato gi il finestrino dopo essere salita in macchina, Trent vi si appoggi. Tir gi anche il mio, cos potevo respirare l'aria fresca.
Lo sai dove stai andando? chiese lui.
S l'ho messo sul mio telefono disse CJ. Andr tutto bene, Trent.
Chiamami.
Non credi che Gloria possa rintracciare le mie telefonate?
S, certo. Chiamer tutti i suoi contatti all'FBI.
CJ rise e Trent la abbracci attraverso il finestrino. Fai la brava, Molly disse rivolto a me.
Scodinzolai, sapendo di essere un bravo cane.
Andiamo, Molly disse CJ.

16
Facemmo un lungo viaggio in macchina. Decisi di acciambellarmi sul sedile davanti, con la testa facilmente raggiungibile dalla mano di CJ. Ogni tanto lei mi accarezzava. L'amore di CJ mi raggiunse attraverso la sua mano e mi fece scivolare in un sonnellino tranquillo. Era molto meglio che stare in quel posto pieno di cani che abbaiavano. Sperai di non dover mai pi ritornare l. Tutto quello che desideravo era essere esattamente dove mi trovavo ora: sul sedile davanti con la mia bambina CJ.
Ci fermammo in un posto con dei tavoli all'aperto e un magnifico odore di cibo. Se mi tengo la giacca addosso non  cos male qui fuori disse CJ, mentre legava il mio guinzaglio alla zampa di un tavolo. Stai qui, Molly. Ok? Vado via solo per un secondo. Non mi guardare con quella faccia. Non ti sto lasciando qui. Bravo cane.
Capii che ero un bravo cane. Quando CJ si volt feci per seguirla, ma fui trattenuta dal guinzaglio. Tirai con forza, vidi CJ passare attraverso delle porte a vetri e infilarsi nell'edificio. Non capivo e cos mugolai. Se ero un bravo cane, allora sarei dovuta andare con CJ!
Ciao Molly.
Mi voltai. Era Shane. Non scodinzolai.
Bravo cane. Si accovacci accanto a me e mi accarezz la testa. Odorava di fumo, benzina e carne. Non sapevo cosa fare.
Scodinzolai quando vidi CJ. Teneva in mano una busta e ci guardava da dietro la porta a vetri. Shane fece ciao con la mano. CJ venne fuori lentamente.
Ehi bambola disse Shane tirandosi in piedi.
Immagino sia stupido da parte mia chiederti se mi stavi seguendo disse CJ e poggi la busta a terra. Sentii l'odore di cibo provenire dalla busta, volevo infilarci la testa dentro per dare un'annusatina.
Ho visto Trent infilare le valigie nella tua macchina. Non hai intenzione di incontrarmi domani allora.
Mia cugina non sta bene. Devo andare a trovarla. Torner fra un paio di giorni.
Il punto  che hai preso un impegno con me e ora non stai mantenendo la tua promessa.
Hai ragione, sto rescindendo un contratto.
Non  divertente. Tu fai sempre cos disse Shane.
Ti avrei chiamato.
Il punto non  questo. Ti ho detto che avevo bisogno di parlarti e tu mi hai tirato un bidone. E ora te ne stai andando senza neanche dirmelo. Non mi hai lasciato nessun'altra scelta che quella di seguirti.
Spinsi il muso contro la mano di CJ per ricordarle che ero ancora l e che avrei potuto fare buon uso di quella busta, se lei non ne aveva intenzione.
Di che cosa vuoi parlare Shane? disse CJ a voce bassa.
Be', di noi. Shane si alz in piedi. Soffro d'insonnia. A volte ho anche mal di stomaco. E tu non rispondi ai miei messaggi. Come dovrei sentirmi secondo te? Piuttosto arrabbiato, ecco cosa. Non puoi farmi questo bambina. Voglio che tutto torni come prima. Mi manchi.
Wow disse CJ poi si mise a sedere e finalmente inizi a tirare fuori dalla busta le cose da mangiare. Rimasi seduta, buona e in silenzio.
Wow cosa? Ehi, mi dai un po' delle tue patatine? Shane allung la mano, afferr quel delizioso cibo e se lo mise in bocca. Seguii la sua mano, ma non lasci cadere nulla.
Prego, serviti pure disse CJ.
Hai del ketchup?
CJ gli allung la busta e Shane ci rovist dentro. Wow cosa? ripet lui.
Mi sono appena resa conto di una cosa. Ho un talento speciale disse CJ.
Ah s?
S, ho questa capacit speciale di trovare amici che pensano solo a se stessi.
Shane smise di mangiare. Gli rivolsi tutta la mia attenzione.
 questo quello che siamo ora? Amici? chiese lui a voce bassa.
CJ fece un sospiro e guard da un'altra parte.
Lo sai che non  vero, piccola disse Shane. L'odore di cibo svolazz nell'aria, insieme alle sue parole, stuzzicandomi l'appetito. Tu sei perfetta per me. Lo dicono tutti che stiamo benissimo insieme. Ehi, c' ancora ketchup? C' solo una bustina qui dentro, non basta.
CJ rimase a guardarlo per un momento. Poi, senza dire una parola, si alz ed entr nell'edificio. Non appena fu andata via, Shane afferr la sua borsa e inizi a guardarci dentro. Tir fuori qualcosa di non commestibile. Era il telefono di CJ. Non lo us per parlare per. Lo fiss per un istante. Santa Monica? disse lui ad alta voce. Cavolo... Rinfil il telefono nella borsa e si sedette rilassato.
CJ torn fuori e gli pass qualcosa, poi avvicin la sua mano a me e mi accarezz. Ti do qualcosa da mangiare tra un minuto, Molly disse lei. Le parole mangiare e Molly nella stessa frase mi rendevano felice.
Quindi, questa tua cugina. Dove hai detto che abita? disse Shane.
Cosa?
Ti ho chiesto dove stai andando.
Ah, St. Louis.
Bene. Lo sappiamo entrambi che  una bugia.
Come scusa?
Non hai nessuna cugina malata. Stai andando via per non affrontarmi. Come invece farebbe una persona onesta.
La tua capacit speciale invece  quella di essere esilarante, quasi senza volerlo.
Shane si fece rosso di rabbia. Sbatt la mano forte sul tavolo. Balzai in piedi, allarmata e incerta su cosa stesse facendo. Percepii la paura di CJ. Che cosa stava succedendo? Il pelo mi si rizz involontariamente sulla schiena e sentii un formicolio sulla pelle.
Questa storia finisce qui sbott Shane.
Cosa finisce?
Le bugie, la manipolazione, l'egoismo.
Che cosa vuoi dire?
Adesso saliamo in macchina e torniamo a Wexford. Tu vai avanti e io ti seguo. Molly viene in macchina con me, cos sono sicuro che non proverai a fare nulla di stupido.
Guardai Shane. CJ rimase seduta per un po' senza dire nulla e senza mangiare. Va bene disse alla fine. La sua paura era sparita.
Bene. Anche la rabbia di Shane era diminuita. Qualunque fosse stato il problema fra loro due, sembrava essere sparito ora.
CJ allontan la busta da s. Non lo mangi? chiese Shane.
Finiscilo pure.
Shane inizi a mangiare il cibo di CJ. Rimasi a guardare desolata. Dammi le tue chiavi. Metto Molly nella tua macchina disse CJ.
Ci penso io rispose Shane.
No, devo essere io a farlo.
Non mi fido di te.
Se lo fai tu, Molly non capirebbe. Lo devo fare io. Non ci verrebbe con te. I cani sanno come giudicare le persone. Voglio che stia seduta l per qualche minuto e che si abitui prima di andare.
Giudicare le persone... grugn Shane.
Allora, me le dai o no queste chiavi?
Continuando a masticare, Shane si infil le mani in tasca e le pass qualcosa che risuon con l'inconfondibile rumore delle chiavi. CJ fece per prenderle e le fece cadere davanti a me. Mi piegai e le annusai. Odoravano di fumo e di un animale morto tanto tempo fa.
Ora attacchi le zampe di coniglio alle chiavi? chiese CJ.
S, mi ricorda quanto sono fortunato ad averti nella mia vita.
CJ fece un verso e raccolse quell'animale morto con le chiavi. Sciolse il guinzaglio. Andiamo, Molly.
Ti raggiungo tra un attimo disse Shane.
Non c' fretta. CJ mi port davanti a una macchina e apr lo sportello. Sentivo l'odore di Shane l dentro, pi altri odori, ma non quello di cani. Va bene Molly, entra!
Tutto ci non aveva senso, ma saltai dentro come mi era stato ordinato, felice di essere un cane da sedile davanti. CJ si sporse in avanti e il finestrino dal mio lato and gi completamente. Bravo cane, Molly disse CJ. Andr tutto bene.
CJ chiuse la porta della macchina. La guardai, confusa, mentre la vidi andare a sedersi con Shane. Che cosa stavamo facendo? Ficcai la testa fuori dal finestrino aperto, mugolando mogia.
CJ si alz in piedi e rientr nell'edificio. Shane continu a mangiare a testa bassa, non dava nessun segnale di volermi lasciare qualcosa per cena. Mi voltai di scatto, sorpresa. La porta sul retro dell'edificio si era aperta e CJ era l che si allontanava senza fare rumore. Che cosa stava succedendo? La persi di vista e mugolai.
Sentii il rumore inconfondibile del motore della sua macchina e cos mugolai ancora pi forte. Shane si alz in piedi, prese la busta del cibo e la gett nella spazzatura. Sbadigli, si guard il polso e poi fiss la porta dell'edificio. Sollev la testa e si strofin la mascella.
La macchina di CJ apparve da dietro l'angolo, pass di corsa accanto a Shane che rimase a guardarla impietrito. CJ si allontan per una decina di metri gi per la strada e apr lo sportello della macchina.
Molly! grid CJ.
Shane si gir a guardarmi. Abbaiai dal finestrino.
Molly! grid CJ di nuovo.
Shane abbass la testa e si mise a correre verso di me. Tirai fuori la testa dal finestrino e girai in tondo sul sedile. Era probabile che Shane avrebbe aperto lo sportello per farmi uscire e raggiungere la mia bambina.
Molly! url CJ. Vieni qui! Ora! Molly!
Mi voltai, presi la rincorsa sui sedili e mi lanciai fuori dalla macchina attraverso il finestrino aperto proprio nel momento in cui Shane raggiunse la sua macchina. Ti ho preso! disse lui afferrandomi. Sentii le sue mani sulla mia schiena, abbassai la testa, mi rigirai su me stessa e mi liberai dalla presa.
Fermati! Sei un cattivo cane! url lui.
Shane mi insegu, ma io corsi velocissima per il parcheggio e mi lanciai nella macchina di CJ attraverso lo sportello aperto, la scavalcai e con il respiro affannato mi sedetti sul sedile accanto a lei. CJ richiuse lo sportello e ripart.
CJ guard nello specchietto retrovisore. Shane, non sei furbo per niente. Non  vero? disse lei. CJ guidava lentamente e poco dopo accost e si ferm. Continuava a guardare nello specchietto.
Mi voltai e guardai dietro di noi. Shane era l che ci correva dietro. Era arrabbiato, glielo leggevo in faccia. CJ abbass il finestrino e inizi a muoversi molto lentamente.
Shane si ferm e si mise le mani sulle ginocchia. CJ ferm la macchina di nuovo. Shane alz la testa e cominci a camminare verso di noi. Si avvicin un po' e poi ancora di pi, era cos vicino che con il vento dietro di lui potevo facilmente sentire l'odore delle cose che aveva mangiato. Mi sarebbe piaciuto leccare le mani di qualcuno a un certo punto.
La macchina si mosse di nuovo. CJ infil le mani nella borsa e tir fuori le chiavi con l'animale morto. Le tenne fuori dal finestrino, facendole penzolare e poi le lanci sopra la macchina in mezzo all'erba alta sul ciglio della strada. Andammo via. Guardai dietro di noi, Shane era l con le mani sui fianchi a fissare il campo d'erba davanti a lui.
Io le avrei ritrovate facilmente, ma le persone non sono particolarmente brave con le cose perse.  questo uno dei motivi per cui hanno un cane. In questo caso per, ebbi la sensazione che CJ aveva lanciato le chiavi per una ragione che non aveva nulla a che fare con il gioco del trovale e riportamele.
Poco dopo, CJ ferm la macchina e mi diede del cibo in una ciotola. Sapevo che non si sarebbe dimenticata di darmi da mangiare ma, a dirla tutta, quello che Shane aveva tirato fuori da quella busta aveva un odore molto pi interessante.
Fu il viaggio in macchina pi lungo che avessi mai fatto. Durante la notte CJ parcheggi la macchina sotto a un lampione e si addorment sul sedile davanti, mentre io mi appisolai poggiandole la testa sulle gambe. Viaggiammo attraverso un posto coperto di neve e poi attraverso uno arido e ventoso.
La maggior parte delle volte, quando CJ mangiava, qualcuno le passava una busta piena di cibo da un edifcio. A volte invece, ci mettevamo su dei tavoli all'aperto. Alcuni cibi erano insoliti e deliziosi. Questo era uno dei migliori viaggi in macchina che avessi mai fatto!
Dormivo profondamente quando la macchina si ferm e CJ spense il motore. Mi scrollai guardandomi intorno con la vista appannata. C'erano tante altre macchine. Il sole non era ancora alto nel cielo. Siamo arrivate, Molly! disse CJ.
Quando scendemmo dalla macchina e l'odore mi colp all'improvviso, seppi esattamente dove eravamo.
Quando ero stata un cane con il compito di lavorare, trovare le persone e salvarle, spesso venivo qui con i miei padroni, Jakob o Maya. Era l'oceano. CJ mi port vicino all'acqua e sciolse il mio guinzaglio ridendo. Saltai nell'acqua: per due giorni avevo represso tutta la mia energia e ora mi sfogavo saltando fra le onde.
Rimanemmo a giocare l per un po' e poi andammo verso dei tavoli all'aperto. CJ mi diede da mangiare e da bere e si sedette con me al sole che si faceva sempre pi caldo.
Che bella giornata disse un uomo. Bel cane.
Si pieg ad accarezzarmi. Le sue mani odoravano di menta.
Grazie disse CJ.
Di dove sei? Lasciami indovinare. Ohio.
Cosa? No, sono di queste parti.
L'uomo rise. No, non sei di qui. Non con quella giacca. Io mi chiamo Bart.
Piacere rispose CJ guardando altrove.
Ok capisco, vuoi stare da sola.  una giornata cos bella, volevo solo salutare te e il tuo cane. Fai attenzione alla polizia, se trovano il cane sulla spiaggia ti fanno la multa. L'uomo sorrise di nuovo e poi and a sedersi a un tavolo da solo.
Per i due giorni successivi dormimmo in macchina. CJ faceva la doccia e poi mi portava con s dentro un piccolo edifcio dove si cambiava i vestiti. Giravamo in macchina e ci fermavamo di solito in dei ristoranti, almeno cos mi sembrava dall'odore. CJ mi legava fuori all'ombra ed entrava. A volte usciva subito, altre rimaneva pi a lungo. Alla fine della giornata i suoi capelli e i suoi vestiti erano pieni di meravigliosi odori di cibo.
CJ mi portava sempre davanti all'oceano per farmi correre e giocare, ma lei non nuotava mai.
Sei un cane cos bravo, Molly disse CJ. Trovare un lavoro  pi difficile di quanto credessi, anche per uno stipendio da fame.
Scodinzolai per la gioia di essere un bravo cane. Per quello che mi riguardava, io e CJ ci stavamo divertendo come non mai. Eravamo in macchina oppure all'aria aperta tutti i giorni!
Alcuni giorni pi tardi, quando stavamo per andare a dormire, inizi a piovere. Come al solito CJ lasci i finestrini leggermente aperti, ma quando la pioggia inizi a entrare dentro, li tir su. Fu quello il motivo per cui non sentii l'odore dell'uomo. Lo vidi solo quando apparve sotto la pioggia alla luce del lampione. Era come se la notte e la pioggia fossero arrivate insieme e avessero creato un uomo nero e bagnato. Rimasi a osservarlo seduta immobile. I lunghi capelli gli ricadevano sulla faccia e aveva una grande borsa sulle spalle. Stava guardando dritto verso di noi. Percepii la paura crescere in CJ e cos capii che anche lei lo aveva visto. Mi usc un ringhio basso dalla gola.
Va tutto bene, Molly disse CJ. Scodinzolai. L'uomo si guard intorno lentamente, come se stesse esaminando le altre macchine nel parcheggio, poi si volt di nuovo verso di noi.
CJ fece un respiro pesante e in quell'istante l'uomo inizi a camminare a passi lunghi proprio verso di noi.

17
L'uomo si avvicin alla macchina. Quando la sua mano tocc lo sportello, mi lanciai sul finestrino ringhiando minacciosa, abbaiando e mostrandogli le zanne. Se avesse provato a entrare in macchina, sarebbe andato incontro ai miei denti. Lo avrei morso. Me lo sentivo in bocca.
Quando si pieg per guardarci, la pioggia gli colava dai lunghi capelli e gli scendeva gi per la faccia. Non era interessato a me, stava guardando CJ. Lei era cos impaurita che un gemito le sfugg dalle labbra. Potevo sentire il battito del suo cuore.
Ero furiosa all'idea che qualcuno spaventasse la mia bambina. Rabbiosa, graffiai il finestrino, poi mi ci scagliai contro. Volevo andare fuori. Abbaiavo con la stessa rabbia selvaggia con cui avevo abbaiato quando avevo protetto Clarity nella stalla di Troy.
L'uomo sorrise e buss al finestrino. Feci per mordere proprio l dove la sua mano aveva bussato. Si tir su e si guard intorno.
Va'via! grid CJ.
Lui rimase immobile. Dopo un minuto si allontan, scomparendo nell'oscurit.
Oh mio Dio. Oh Molly, sei un bravo cane disse CJ abbracciandomi. Le leccai la faccia. Ho avuto cos paura. Sembrava quasi uno... uno zombie. Ma tu mi hai protetta, non  vero? Sei un cane da guardia. Ti voglio cos bene Molly!
Sentimmo un colpo fortissimo e CJ grid. L'uomo era tornato, aveva un bastone e aveva colpito il vetro della macchina. Rideva. Tra la pioggia e il buio, tutto ci che riuscivo a vedere erano i suoi denti storti e gialli. I suoi occhi erano nascosti dal bordo del cappello. Colp di nuovo il vetro e mi ci scagliai contro. Ora riuscivo a vedere i suoi occhi. Lo fissai, ringhiando con la bava alla bocca. Stava spaventando la mia bambina. Fui sopraffatta dalla rabbia: tutto quello che desideravo in quel momento era morderlo.
Guard attraverso il finestrino e si mise a ridere. Mi punt il dito contro e me lo agit davanti nello stesso modo in cui faceva Gloria quando mi parlava. E poi si raddrizz e spar nell'oscurit.
Avevo sempre pensato ai bastoni come a qualcosa con cui giocare. Ora invece avevo capito che un bastone poteva anche essere pericoloso se eri in un posto che faceva paura e la persona che lo teneva in mano non aveva nessuna intenzione di giocare con te.
Il rumore della pioggia rimbomb nella macchina tutta la notte. All'inizio CJ non riusc ad addormentarsi, ma poi la sua paura svan gradualmente. Abbandon la testa all'indietro e io mi poggiai su di lei. Volevo che sapesse che ero l per proteggerla.
La mattina seguente c'era una luce abbagliante. Il terreno bagnato aveva un odore molto interessante, ma CJ volle andare in quel posto con i tavoli all'aperto. Quando arrivammo l, quell'uomo simpatico che avevamo incontrato qualche giorno prima ci salut e si pieg verso di me per farmi delle carezze. Era l'uomo pi alto che avessi mai visto. Le sue mani odoravano ancora di menta. Lascia che ti offra la colazione disse lui.
No, grazie disse CJ. Voglio solo un caff.
Dai andiamo. Cosa vuoi? Un'omelette?
Sto bene cos.
Un'omelette alle verdure per la signorina disse l'uomo simpatico alla donna che aveva nel frattempo portato da mangiare.
Ho detto che sto bene cos disse CJ quando la donna si fu allontanata.
Ehi, scusami tanto, ma sembri affamata. Sei un'attrice? Una modella, probabilmente sei una modella. Sei carina abbastanza. Io sono Bart. I miei genitori mi hanno chiamato Bartolomeo. Grazie mille. Cos ho deciso di farmi chiamare Bart. Ma non  finita. Pronta? Di cognome faccio Simpson. Ebbene s, sono Bart Simpson. Eh? Tu come ti chiami?
Wanda disse CJ.
Ciao Wanda.
Rimanemmo comodamente seduti per qualche minuto a goderci l'odore della pancetta provenire dalla cucina.
Allora, avevo ragione? Fai la modella?  per quello che sei cos magra disse l'uomo.
Be', in realt vorrei diventare un'attrice.
Buon per te. Io rappresento attrici,  il mio lavoro. Sono un talent scout. Tu ce l'hai un agente?
Quando la donna port del cibo e lo mise davanti a CJ, mi misi a sedere. CJ inizi a mangiare, poi si ferm e mi diede un toast!
No, me la cavo bene da sola quando si tratta di essere rappresentata disse CJ. Ma grazie lo stesso.
Vedi? Cosa ti dicevo? Avevi fame. Lo so cosa succede qui.
CJ smise di mangiare e guard l'uomo.
Faccio sempre una passeggiata sulla spiaggia di mattina, ti ho vista uscire dalla macchina. Sembrava fossi appena arrivata. Ma ero qui anche ieri sera e avevo visto la tua macchina parcheggiata. Pensi di essere la prima attrice che dorme in macchina? Non c' nulla di cui vergognarsi.
CJ ricominci a mangiare di nuovo, ma pi lentamente. Non mi vergogno disse lei con un filo di voce. Mi lanci un pezzo di cibo con del formaggio e lo addentai al volo.
Dovresti venire a casa con me, ora.
Ah, per contraccambiare l'omelette? disse CJ.
L'uomo rise. No, certo che no. Ho pi di una stanza da letto. Puoi stare fino a quando non avrai trovato una sistemazione.
Veramente siamo in vacanza. Andiamo via domani.
L'uomo rise di nuovo. Sei davvero un'attrice. Di che cosa ti preoccupi? Che non riuscirai a procurarti quello di cui hai bisogno? Qualunque cosa sia, te la posso far avere io.
Che cosa?
Sto cercando di proteggerti, di aiutarti. Che cos' tutta questa ostilit?
Droga? Stai parlando di questo? Non mi drogo. Percepii la rabbia di CJ, ma non ne capii il motivo.
Ok, mi sono sbagliato. La maggior parte delle ragazze lo fa, se devo essere sincero. Voglio dire, siamo a Los Angeles.
La maggior parte delle ragazze. Che cos' che hai, un harem? Una scuderia?
Te l'ho detto, rappresento...
CJ si alz in piedi. Lo so cosa rappresenti tu. Bart. Andiamo Molly. CJ prese il mio guinzaglio.
Ehi Wanda ci grid l'uomo dietro. CJ non si ferm. Lo sai che ci rivedremo, vero? Non  cos?
Passammo la giornata sedute su una coperta sul marciapiede. Sulla coperta c'era una scatola e ogni tanto qualcuno si fermava e ci lanciava dentro qualcosa. Quasi sempre si mettevano a parlare con me. Che bel cane dicevano di solito. CJ rispondeva Grazie. Mi piaceva vedere tutta questa gente.
Rimanemmo sulla coperta fino a sera e poi CJ mi diede da mangiare.
Ho abbastanza soldi per comprarti da mangiare per domani, Molly disse lei. Scodinzolai per farle sapere che avevo sentito il mio nome e che ero felice di mangiare.
Quando ci avvicinammo alla macchina, CJ rallent il passo. Oh no disse lei.
Il terreno attorno alla macchina era coperto di piccoli sassolini. Mi avvicinai curiosa ad annusarli. Scintillavano alla luce dei lampioni.
No Molly, ti fai male alle zampe! CJ tir il guinzaglio e cos capii di aver fatto qualcosa di sbagliato. La guardai. Mettiti seduta mi disse lei. Leg il guinzaglio a un palo e cos non potei seguirla alla macchina. I finestrini erano aperti e CJ ci infil la testa dentro. Mugolai. Se stavamo entrando in macchina non volevo che CJ si dimenticasse di me.
Una macchina si avvicin lentamente. Un fascio di luce proveniente dalla fiancata illumin CJ che si volt a guardarla.
 la tua macchina? disse una donna dal finestrino. CJ fece segno di s con la testa. Un uomo e una donna scesero dalla vettura e vidi che erano due poliziotti.
Hanno preso qualcosa? chiese la donna.
Avevo dei vestiti, cose cos rispose CJ.
L'uomo venne verso di me e mi accarezz la testa. Bel cane disse. Scodinzolai. Le sue mani odoravano di spezie.
Facciamo un verbale disse la donna. L'assicurazione pagher per il finestrino e magari per quello che c'era dentro la macchina. Dipende dai massimali...
Oh, non sono sicura che ne valga la pena.
Non c' problema disse la donna. Posso vedere i documenti?
CJ pass qualcosa alla donna. L'uomo rimase in piedi, prese qualcosa e poi torn a sedersi in macchina. CJ si avvicin a me. Sei un bravo cane, Molly disse. Sembrava spaventata per qualche motivo.
La donna poliziotto stava camminando attorno alla macchina. CJ sganci il mio guinzaglio. L'uomo si alz in piedi.  schedata disse lui.
La donna guard CJ. Lei si volt e inizi a correre! Non sapevo cosa stessimo facendo, ma ero pi che felice di lanciarmi al galoppo vicino a lei.
Non avevamo fatto troppa strada quando sentii dei passi dietro di noi. Era il poliziotto. Ci raggiunse. Per quanto ancora vuoi continuare? chiese lui correndoci accanto.
CJ rallent e poi si ferm. Mise le mani sulle ginocchia, le leccai la faccia pronta a ricominciare.
Correr i 10000 metri questo fine settimana, ti ringrazio per l'allenamento sullo scatto le disse il poliziotto. Si pieg ad accarezzarmi e scodinzolai. Mi dici perch sei scappata via cos? chiese lui.
Non voglio andare in galera disse CJ.
Ma non andrai in galera. Non mettiamo in prigione chi scappa di casa. Per sei minorenne e sei nel nostro sistema, quindi dovrai venire con noi.
Non posso.
Lo so che ti sembra cos ora ma, credimi, non ti piacer vivere per la strada. Come ti chiami?
CJ.
Be' CJ, ti devo mettere le manette perch sei scappata via cos.
E Molly?
La portiamo al canile.
No!
Non ti preoccupare, non le succeder nulla. La terranno con loro finch non andrai a riprenderla. Ok?
Tornammo alla macchina. C erano diverse persone a parlare l intorno. Alla fine arriv un camioncino con una gabbia sul retro. Non volevo entrarci in quella gabbia. Quando un uomo usc dal camion tenendo in mano un bastone con un cappio legato all'estremit, mi acquattai a terra.
No, aspetta. Va tutto bene. Molly vieni qui disse la mia bambina. Le andai incontro ubbidiente. CJ si pieg e mi prese la testa fra le mani. Molly, devi andare al canile per qualche giorno. Vengo a riprenderti, te lo prometto, Molly. Ok? Bravo cane.
CJ sembrava triste. Mi port fino al camion e l'uomo con il bastone apr la gabbia. Guardai CJ. Davvero?
Avanti Molly. Sali su! disse. Saltai nella gabbia e mi voltai a guardarla. CJ mise la faccia accanto alla mia e le leccai le lacrime salate sul viso.
Andr tutto bene, Molly. Te lo prometto.
Il viaggio nella gabbia non fu divertente. Quando ci fermammo, l'uomo apr la gabbia, mi infil il cappio intorno al collo ed entrammo in un edificio.
Sentii l'odore e il rumore prima ancora che l'uomo aprisse la porta: cani.
Dentro l'edificio il pavimento era cos scivoloso che non potevo farci presa e i latrati erano cos forti che non riuscivo neanche a sentire il rumore delle mie unghie mentre raspavano in cerca di appiglio.
La confusione l dentro era incredibile, un tumulto di cani.
L'uomo mi port in una stanza e mi fece salire una rampa fino a quando non mi trovai su un tavolo di metallo. Due uomini erano l e mi afferrarono.
 un cane docile disse l'uomo con il bastone e il cappio.
Una mano mi prese per il collo e poi sentii un piccolo dolore acuto. Scodinzolai con le orecchie basse. Anche se mi avevano fatto male, volevo che sapessero che andava tutto bene.
Per prima cosa li vacciniamo. Se sono gi vaccinati, non  un problema: non gli far male, ma in questo modo evitiamo un'epidemia di cimurro disse un uomo. Il baccano era tale che era costretto a urlare. Quindi questo sar compito tuo, come parte del tuo training.
Capito disse un altro.
La proprietaria  al centro d'accoglienza.  minorenne disse l'uomo con il bastone con il cappio.
Be', ha quattro giorni di tempo.
Mi ritrovai in un corridoio stretto. Il pavimento era scivoloso anche qui; era cos snervante. Era pieno di gabbie e in ognuna c'era un cane. Alcuni abbaiavano, altri piangevano. Alcuni erano attaccati al cancello, altri erano rannicchiati sul fondo. Ogni angolo di quel posto aveva l'odore della paura.
Ero gi stata in posti pieni di cani che abbaiavano, ma mai in uno rumoroso come questo.
L'aria era impregnata di un forte odore di sostanze chimiche. Era lo stesso odore che aveva la macchina nel nostro seminterrato, quella in cui CJ metteva i suoi vestiti per farli bagnare. C'era anche odore di gatti l dentro, ma riuscire a sentire la loro voce era impossibile con tutto quel rumore.
Mi misero in una piccola gabbia. Non c'era una cuccia, ma solo un piccolo pezzo di stoffa sul pavimento scivoloso. L'uomo chiuse la gabbia. C'era un canaletto di scolo sul pavimento, cos lo annusai: molti cani avevano gi marcato il territorio. Decisi di non farlo, almeno per il momento.
Dall'altro lato del corridoio, proprio davanti a me, un grosso cane nero si stava scagliando addosso alla sua gabbia, ringhiando. Quando mi vide, mi cerc con lo sguardo e ringhi. Quello era un cane cattivo.
Mi acciambellai sul pezzo di stoffa. Mi mancava CJ. Tutto quell'abbaiare disperato, quell uggiolare e quegli ululati proseguirono senza tregua.
Dopo un po' mi unii al coro. Non potei fare altrimenti.

18
Avevo paura e nonostante tutto quel baccano, non mi ero mai sentita cos sola. Mi acciambellai stretta stretta sul pezzo di stoffa sul pavimento. Mi diedero da mangiare e da bere in ciotole di cartone. Il cane nella gabbia davanti alla mia ridusse la sua ciotola in brandelli, ma io non lo feci.
Dopo molto tempo, un uomo venne a prendermi. Mi fece uscire dalla gabbia e mi mise delle cinghie intorno al muso. Riuscivo a malapena ad aprire la bocca. Mi port in una stanza fredda con lo stesso pavimento scivoloso. Era pi tranquillo l dentro, ma si sentivano ancora i latrati. C'era l'odore di molti altri cani in quella stanza, insieme a quello della paura, del dolore e della morte. L dentro erano morti dei cani. L'uomo mi sistem sopra a un buco coperto da una grata metallica. Rimasi in piedi, con le zampe che tremavano. Cercai conforto premendo il corpo contro quello dell'uomo, ma lui indietreggi. Riconobbi l'odore di un altro uomo, che era nella stanza il giorno prima. Mossi un po' la coda, ma lui non disse il mio nome.
Ok,  la prima volta che vieni qui? disse l'uomo che mi aveva portato in questa stanza.
Veramente no. Ho caricato i corpi di quelli che abbiamo soppresso ieri disse l'altro.
Ok, adesso facciamo il test dell aggressivit. Se non lo passano, li mettiamo nella lista veloce. Il che vuol dire che hanno solo quattro giorni prima di essere abbattuti. In caso contrario gli diamo pi tempo, se non siamo pieni.
C' mai una volta in cui non siete pieni?
Ah, vedo che capisci. A volte non siamo completamente stracolmi, ma di solito  come vedi ora. L'altro uomo prese una ciotola piena di cibo da un bancone. Ora le faccio odorare questa ciotola, facendole credere che sia per lei. Poi inizio ad allontanare la ciotola utilizzando questa mano di plastica. Ok? Se il cane prova a mordere la mano,  aggressione. Se ringhia,  aggressione.
Come fa il cane a sapere che quella  una mano?
Perch ha la forma di una mano e ha il colore, pi o meno, della pelle.  una mano.
Ok. A me sembra pi un pezzo di plastica bianca.
Ringhiagli contro allora.
I due uomini risero.
Non capivo cosa stesse succedendo, ma non mi ero mai sentita cos triste. L'uomo mise la ciotola a terra davanti a me. Avevo l'acquolina in bocca. Avevano intenzione di darmi da mangiare? Avevo fame. Abbassai la testa e l'uomo si avvicin con un grosso bastone.
Nella macchina con CJ, avevo imparato che, in momenti di terrore, un bastone poteva rappresentare un pericolo e cos, quando l'uomo me lo avvicin al muso, ringhiai. Ero troppo impaurita per poter fare nient'altro.
Ok, ecco qua disse l'uomo con il cibo.  aggressiva. Decorso breve.
Ma la proprietaria ha detto che veniva a riprendersela obiett l'altro.
Dicono tutti cos. Li fa sentire meglio quando mollano Fido. Ma sai una cosa? Non vengono mai a riprenderseli.
S, per...
Ehi, lo so che sei nuovo, ma devi abituarti in fretta altrimenti non durerai a lungo.  un cane aggressivo. Punto e basta.
Ok, va bene.
Mi riportarono nella gabbia. Mi acciambellai, chiusi gli occhi. Nonostante l'aggressivit di tutti quei latrati, riuscii finalmente ad addormentarmi.
Pass un giorno e poi un altro ancora. Ero angosciata e non mi sentivo bene. Mi ero abituata a tutto quel baccano e al cattivo odore, ma non a stare senza la mia bambina. Quando abbaiavo, c'era dentro tutto il dolore del distacco da CJ.
Pass un altro giorno e fu il peggiore di tutti perch sembr davvero che la mia bambina si fosse completamente dimenticata di me. Avevo bisogno che CJ venisse a prendermi. Subito.
Il frastuono era cos forte che avvertii la presenza di una donna fuori dalla mia gabbia senza neanche averla sentita arrivare. Apr la porta e mi fece cenno di uscire. Mi avvicinai a lei scodinzolando con le orecchie abbassate procedendo lenta e insicura. La donna agganci un guinzaglio al mio collare e mi condusse fuori passando davanti alle altre gabbie. I cani ululavano, abbaiavano, ringhiavano e guaivano.
La donna mi port davanti a una porta e quando la apr CJ era l.
Guaii e le saltai addosso cercando di leccarle la faccia.
Molly! disse lei. Oh Molly, Molly, stai bene? Mi dispiace tanto Molly, stai bene?
Ci abbracciammo e baciammo per diversi minuti. La mia bambina. Non si era dimenticata di me, alla fine. L'amore che emanava mi faceva quasi male al cuore.
CJ mi port verso una macchina e la seguii felice. Apr lo sportello di dietro: ero cos felice di andare via che saltai subito dentro. Poi capii perch quella volta non sarei stata un cane da sedile davanti: Gloria era l, seduta al mio posto. Si volt a guardarmi e scodinzolai: ero addirittura felice di vedere lei, euforica all'idea di lasciare questo posto pieno di latrati.
Bravo cane, bravo cane disse CJ mettendosi al volante e accendendo la macchina.
Arrivammo in un posto altrettanto rumoroso, solo che in questo caso era il rumore della gente. Udii macchine, autobus, grida e pi volte anche un suono rimbombante che sembrava scuotere l'aria.
CJ tir fuori una scatola dal bagagliaio e apr una porta metallica a rete. Entra nella gabbia Molly. La guardai con aria interrogativa. Nella gabbia ripet lei. Abbassai la testa ed entrai dentro. Bravo cane, Molly. Questa  la tua gabbia.
Una volta all'interno riuscivo a vedere fuori attraverso la grata metallica, ma il resto della gabbia era chiuso. Stiamo per fare un viaggio in aereo, Molly. Andr tutto bene. CJ infil un dito nella grata.
Fu uno dei giorni pi strani della mia vita. La gabbia venne inclinata da un lato all'altro diverse volte e alla fine mi ritrovai in una stanza dove cera un altro cane di cui sentivo l'odore, ma che non potevo vedere. Il cane inizi ad abbaiare, ma ero cos esausta che non volevo far altro che dormire. A un certo punto la stanza fu scossa da un fragore da far tremare i denti. La mia gabbia vibr e sentii il mio corpo farsi pesante come quando ero in viaggio in macchina. Il cane abbai ininterrottamente, ma avevo sentito di peggio ultimamente e non mi infastid pi di tanto. Tutte quelle vibrazioni mi stancarono e presto mi addormentai.
Dopo tutta una serie di nuovi spostamenti e piegamenti mi ritrovai di nuovo in un posto pieno di gente. C'era la stessa confusione. CJ arriv e apr la gabbia. Saltai fuori e mi scrollai, pronta a divertirmi. CJ mi port a fare i miei bisogni fuori su un piccolo pezzo di giardino, e l'aria mi invest con una combinazione di odori familiari, sapevo di essere vicina a casa. Scodinzolai felice.
Salimmo in macchina con un uomo. Gloria si sedette accanto a lui e CJ si sedette con me. Volevo sedermi sulle sue gambe, tanto ero felice di rivederla, ma quando ci provai lei si mise a ridere e mi spinse via.
Quando arrivammo a casa Trent era l ad aspettarci e c'era anche Rocky! Saltai fuori dalla macchina e gli corsi incontro. Mio fratello mi annus dalla testa ai piedi: sicuramente sentiva l'odore di tutti i cani e di tutte le persone che avevo incontrato nel frattempo. Ci mettemmo a fare la lotta e a giocare nella neve, ma mi sentivo ancora insicura e cos non lasciai che Rocky mi trascinasse troppo lontano da CJ. Lei si mise seduta sui gradini con Trent.
 stata un'avventura, quello di sicuro disse CJ. La prossima volta che vado in California voglio un posto con una doccia. Non ce n'era una nella Ford.
Ma cosa  successo alla Ford?
Gloria me l'ha fatta vendere. A quanto pare avevo troppa indipendenza. Questa  la sua nuova teoria: sono scappata di casa per la troppa indipendenza. E poi vuole che veda uno strizzacervelli.  convinta che chiunque non voglia vivere con lei debba per forza essere pazzo.
Com' stato? Intendo dire vedersela arrivare l?
Come vuoi che sia stato: era Gloria allo stato puro.  arrivata al centro di accoglienza dicendo "grazie a Dio, grazie a Dio". Ha ringraziato lo staff per essersi preso cura della "sua piccola bambina". Forse pensava che le avrebbero dato un premio. Madre dell'anno. E poi quando siamo salite in macchina mi ha chiesto se volevo andare a fare un tour per le case dei personaggi famosi.
Rocky aveva provato diverse volte a farsi rincorrere in giardino, ma ora si era arreso e si rotolava sulla schiena offrendomi la gola per farsi mordicchiare. CJ allung una mano per accarezzarmi. Era cos bello essere a casa.
E cos mi fa questa ramanzina dicendomi che si  gi messa d'accordo con un intermediario per la vendita della macchina, che in realt penso sia stata sequestrata. E poi mi porta a cena in questo ristorante, chiamato Ivy, dove in teoria si incontrano le star di Hollywood. Mi dice quanto l'ho delusa e quanto lei invece amasse sua madre, cosa che mi ripete continuamente. Che sua madre era peggio di lei e che nonostante tutto lei la amava, e poi mi interrompe chiedendomi se voglio assaggiare il suo vino, perch il vino in California  buono come quello francese. Al ristorante, Gloria vuole dare del vino a una minorenne. Poi andiamo a prendere Molly, viaggiamo in prima classe e lei flirta con lo steward per l'intera durata del volo. Siccome lui continuava a chiederle se volesse del vino, ovviamente Gloria ha pensato che le stesse facendo la corte. Anche se avr avuto tipo venticinque anni e nessun interesse per le donne, se sai cosa intendo.
E che mi dici di Molly? Cosa succeder ora?
 questo il problema, no? Le ho detto che se succede di nuovo qualcosa a Molly scriver un libro. Dir a tutti che sono stata costretta a scappare di casa perch mia madre maltrattava il mio cane, lo pubblicher io stessa e far un tour nazionale. Ora ci penser due volte.
Al suono del mio nome io e Rocky avevamo smesso di fare la lotta. E lui ora mi saltava addosso cercando di arrampicarsi sulla mia schiena.
Rocky, smettila disse Trent. Rocky mi lasci in pace e and verso Trent in cerca di rassicurazione.
Facciamo una passeggiata disse CJ alzandosi in piedi. Lei e Trent agganciarono i guinzagli ai nostri collari, andammo verso il cancello e poi gi per la strada. Era cos bello andare a passeggio!
E poi mi racconta quanto Shane le sia stato d'aiuto, che  stato lui a informarla che ero a Los Angeles. E questo dopo averle detto che razza di persona disgustosa  Shane! Lei gli risponde al telefono, ci parla e probabilmente si far anche una delle sue risate.
Ti ho cercata, su internet. Ho guardato i messaggi, qualunque cosa in cui ci fosse il tuo nome.
Avrei dovuto chiamarti, scusami.  che...  stato un periodo difficile, e quando le cose non vanno bene ho difficolt a comunicare.
Ho trovato una cosa per mentre cercavo disse Trent.
Che cosa?
In realt dovrei dire cosa non ho trovato. Sul sito dell'agenzia immobiliare dove lavora tua madre, giusto? C' la sua foto, ma non ci sono propriet immobiliari a nome suo.
 quella foto da modella? Non la sopporto.
S, credo di s.  tutta sfocata.
 convinta che qualcuno vedr quella foto e le offrir un contratto discografico.
Sul sito puoi controllare lo stato delle vendite degli ultimi tre anni. Il nome di tua madre non appare in nessuna vendita.
Che cosa significa?
Presumo significhi che negli ultimi tre anni tua madre non ha venduto o messo sul mercato nessuna casa.
Stai scherzando.
No, puoi controllare tu stessa.
Non ne avevo la minima idea. Non mi ha mai detto niente.
Rocky si irrigid. Avevamo visto entrambi la stessa cosa: uno scoiattolo era in mezzo alla strada e ci fissava immobile, probabilmente paralizzato dalla paura. Io e Rocky tirammo i guinzagli, le nostre zampe sprofondarono nella neve, lo scoiattolo si lanci verso un albero e ci si arrampic. CJ e Trent ci portarono vicino all'albero, Rocky mise le zampe sul tronco e abbai. Era un latrato pieno di gioia, che faceva capire allo scoiattolo che se davvero avessimo voluto avremmo potuto catturarlo.
Ciao! disse una donna ad alta voce, proprio dietro di noi. Alzai il muso. Dall'odore seppi che avevo gi incontrato quella donna in passato, anche se non mi ricordavo dove.
Ciao, Sheryl disse CJ. Questo  il mio amico Trent.
La donna si pieg in avanti e allung la mano verso me e Rocky per farcela annusare. La donna indossava un guanto che aveva un odore delizioso, ma sapevo di non doverlo addentare. Ciao Trent. Ciao Molly.
Ci siamo conosciuti alla festa di Natale disse Trent.
S,  vero disse Sheryl.
Rimasero l a parlare per un po'. Io e Rocky continuammo a guardarci intorno alla ricerca di scoiattoli. Presto avvertii un certo disagio nella mia bambina e cos concentrai la mia attenzione su di lei. Uhm disse CJ. Lei e Trent si scambiarono un'occhiata.
Sheryl, alla festa, quando Molly ha segnalato... non abbiamo pi saputo se... ecco...
La donna fece un cenno con la testa. Be', s c'era un nodulo.
Ma era cos piccolo e avevo sempre cos tanto da fare che, se non fosse stato per Molly, avrei continuato a rimandare.
Scodinzolai.
Lo abbiamo preso con largo anticipo, ha detto il mio dottore. Cos... la donna rise un po'. Ho chiamato tua madre e le ho raccontato tutto, non te lo ha detto?
No, non mi ha detto nulla. Ma sono stata... in viaggio.
La donna si pieg su di me e mi diede un bacio. Scodinzolai e Rocky infil la testa fra di noi. Grazie Molly, disse la donna mi hai salvato la vita.
Quando ritornammo a casa, Trent e Rocky andarono via e io e CJ entrammo dentro. Nella casa c'era una stanza in cui non ero mai entrata, perch era l che Gloria amava sedersi e rovistare fra le sue carte. Entrammo l. Non e erano n cibo n giocattoli quindi non capivo perch ci dessimo tanta pena con quel posto. CJ apr dei cassetti e si mise a guardare dei fogli. Mi acciambellai sul pavimento e pensai di fare un sonnellino.
Oh no disse CJ con un filo di voce. Udii la parola no, ma non mi sembrava di essere stato un cane cattivo.
CJ si alz di scatto e corse gi per il corridoio. Era arrabbiata, camminava sbattendo i piedi. Gloria! url CJ.
Sono qui!
Entrammo nella stanza di Gloria. Era seduta su una sedia davanti alla televisione.
Che cosa sono questi? chiese CJ ad alta voce, sbattendole dei fogli davanti alla faccia. Gloria li fiss, strinse gli occhi e sospir.
Ah. Quelli...
Hanno pignorato la casa?
Non lo so.  cos complicato.
Ma... qui dice che siamo indietro di sei mesi. Sei mesi!  vero?
Non pu essere. E passato cos tanto tempo?
Gloria. Qui dice che siamo sotto pignoramento. Se non facciamo qualcosa, perderemo la casa!
Ted ha detto che mi pu fare un prestito disse Gloria.
Chi  Ted?
Ted Petersen. Ti piacer. Sembra un modello.
Gloria! Ci sono bollette sulla tua scrivania che non sono state neanche aperte.
Hai ficcato il naso fra le cose sulla mia scrivania?
Siamo indietro con il pagamento della casa e credi che non abbia il diritto di saperlo?
Quello  il mio studio privato, Clarity.
La rabbia della mia bambina stava a poco a poco sbollendo. Si lasci cadere su una sedia, i fogli caddero a terra. Andai ad annusarli.
Ok disse CJ. Credo che saremo costrette a utilizzare il fondo di pap.
Gloria non rispose. Stava guardando la televisione.
Gloria mi stai ascoltando? Mi hai sempre detto che c' una clausola per la quale, qualora avessimo davvero avuto bisogno di qualcosa, per spese mediche o simili, avremmo potuto prendere dei soldi. Direi che la perdita della casa  una di queste emergenze.
E perch pensi che siamo indietro con i pagamenti?
Come, scusa?
Non c'erano abbastanza soldi l.
CJ era perfettamente immobile, riuscivo a sentire il battito del suo cuore. Le toccai una mano preoccupata, mi ignor. Che cosa vuoi dire? Mi stai dicendo che hai preso i soldi? I soldi di pap? I miei soldi. Hai preso i miei soldi'?
Non sono mai stati tuoi, Clarity. Tuo padre aveva creato un fondo per il tuo sostentamento. Tutti i soldi che ho speso, li ho spesi per te. Come credi che abbia pagato per il tuo cibo, per la casa? Cosa mi dici dei nostri viaggi? Della crociera?
La crociera? Hai utilizzato i soldi del fondo per andare in crociera?
Un giorno sarai una madre anche tu e allora capirai.
Che cosa mi dici di tutte le tue cose, Gloria? Le tue macchine, i tuoi vestiti?
Be'  ovvio che avessi bisogno di vestiti.
CJ si alz di scatto. Il suo corpo era rigido, era piena di rabbia. Mi allontanai da lei. Ti odio! Ti odio! Sei la persona pi cattiva del mondo! url.
CJ scapp gi per il corridoio in singhiozzi e io la seguii. Prima di uscire, prese alcune cose dalla credenza in cucina. And verso la macchina di Gloria e apr lo sportello. Saltai dentro. Ero sul sedile davanti!
Quando la macchina si allontan per la strada, CJ era ancora in lacrime. Guardai fuori dal finestrino, ma non vidi lo scoiattolo a cui avevamo dato la caccia prima. Intanto CJ aveva portato il telefono all'orecchio.
Trent? Oh mio Dio. Gloria ha speso tutti i miei soldi. I miei soldi, il fondo di mio padre  andato! Ha detto che li ha presi per me, ma  una bugia.  una bugia.  andata in vacanza, si  comprata quello che voleva ed erano i miei soldi. Oh Trent, erano i soldi per l'universit. Erano... oh mio Dio. Il dolore di CJ era opprimente. Lanciai un guaito e le misi la testa sulle gambe.
No, cosa? No, sono andata via. Sto guidando. Cosa? Non ho rubato la sua macchina. Non  sua, l'ha comprata con i miei soldi! grid CJ.
Rimase in silenzio per un momento. Si asciug gli occhi. Lo so. Posso venire da te? Sono con Molly.
Sbattei la coda.
Aspetta disse CJ. Rimase in silenzio, immobile. Un nuovo sentimento stava crescendo dentro di lei: paura. Trent.  Shane.  dietro di me.
CJ si volt per guardare indietro e poi torn a guardare davanti. Sentii il mio corpo diventare pesante: capii che stavamo aumentando di velocit. No, sono sicura. Mi sta seguendo! Ti richiamo!
CJ lanci il telefono sul mio sedile, rimbalz e cadde a terra davanti a me. Lo guardai, ma decisi di non scendere ad annusarlo. Reggiti, Molly disse CJ. Facevo difficolt a stare in equilibrio. Sentii il clacson di una macchina. CJ svolt e andai a sbattere contro lo sportello. Ci fermammo all'improvviso e poi ripartimmo. Voltammo di nuovo.
CJ fece un profondo respiro. Ok. Ok, lo abbiamo seminato, Molly disse lei.
Poi si pieg a raccogliere il telefono con un grugnito. Qualcosa mi colp cos forte che persi la cognizione di tutto. Sentii CJ urlare e un dolore fortissimo mi pass da parte a parte, non vedevo pi niente. Sentii che stavamo cadendo.
Mi ci volle un bel po' per capire cosa stesse succedendo. Non ero pi seduta sul sedile davanti. Ero sdraiata sul tetto della macchina, CJ era sopra di me sul suo sedile. Oddio Molly, stai bene?
Sentivo il sapore del sangue in bocca, non riuscivo a scodinzolare, n a muovere le zampe. CJ si tolse la cintura di sicurezza e scivol fuori dal sedile. Molly! url lei. Oddio Molly, ti prego. Molly non posso vivere senza di te. Molly, ti prego!
Percepii il suo terrore e la sua tristezza, avrei voluto consolarla, ma riuscivo solo a guardarla. Mi prese la testa fra le mani. Era una sensazione meravigliosa sentire le mani sul mio pelo.
Ti voglio bene, Molly. Oh Molly mi dispiace tanto. Oh Molly, oh Molly disse lei.
Non riuscivo pi a vederla e la sua voce era distante. Molly! grid CJ.
Sapevo cosa stava succedendo. L'oscurit stava crescendo attorno a me. Mi ricordai di quando ero con Hannah, nel mio ultimo giorno di vita quando ero stata Buddy. Mi ricordai di come, mentre me ne andavo, avevo pensato a Clarity da bambina e come avevo sperato che trovasse un cane che si prendesse cura di lei.
Di colpo realizzai una cosa.
Quel cane ero io.

19
Prima di allora, quando ero stato sopraffatto da quell'onda calda e gentile che portava via ogni dolore, mi ero sempre lasciato trasportare dalla corrente, fluttuando senza una direzione. Ogni mia rinascita era sempre arrivata come una specie di sorpresa. Mi ero sempre sentito come se avessi completato la mia missione, avessi svolto il mio compito.
Ma non questa volta. La mia bambina era in pericolo e aveva bisogno che tornassi da lei. Quando l'onda mi colse e la sensazione delle mani di CJ sul mio pelo si affievol, spinsi con determinazione e lottai per muovere gli arti. Volevo rinascere.
Quando fui di nuovo cosciente e seppi di essere ritornato in vita mi sentii sollevato. Mi sembr di aver dormito meno che in passato. Il che era un bene. Ora dovevo solo crescere e diventare forte, ritrovare CJ e diventare il suo cane.
Mia madre era di un colore marrone chiaro, cos come le mie due sorelle, entrambe alla ricerca di cibo con fare aggressivo. Quando i suoni intorno a me si fecero distinti e identificabili, udii dei cani abbaiare. Erano tantissimi.
Ero di nuovo in un posto pieno di cani che abbaiavano. Dopo un po' quel fracasso divenne talmente parte del sottofondo che smisi di prestargli attenzione.
La mia vista era ancora annebbiata e le mie zampe deboli, e cos non potevo fare altro che dormire e mangiare. Mi ricordavo cosa dovevo fare, come avanzare verso mia madre e trattenere la mia impazienza contro la mia debolezza.
Ogni tanto sentivo la voce di due donne e spesso ne avvertivo la presenza. Quando si avvicinavano, mia madre scodinzolava e il suo corpo tremava. Lo sentivo mentre poppavo.
Quando finalmente la mia vista si schiar e vidi una di queste donne per la prima volta, rimasi scioccato. Quella donna era un gigante che incombeva su di noi dall'alto. Che carini disse lei. Brava Zoe.
Mia madre scodinzol, ma la mia attenzione era rivolta a quella donna enorme. Sbattei gli occhi cercando di metterla a fuoco. Quando allung la mano per accarezzare mia madre, rabbrividii. Era una mano enorme, pi grande di me, pi della testa di mia madre.
Una volta cresciuti, ogni volta che i due giganti si avvicinavano alla gabbia, osservavo le mie sorelle correre loro incontro per fare le feste. Io mi ritraevo pieno di paura, non seguivo neanche mia madre quando andava a farsi accarezzare. Perch le mie sorelle non erano spaventate?
Quando la donna mi prese in braccio, le sue mani mi avvolsero come una coperta. Le ringhiai, anche se le sue dita forti mi tenevano intrappolato. Ciao Max. Sei un cane feroce. Diventerai un cane da guardia?
Un'altra donna gigante si avvicin per venirmi a vedere. Ringhiai anche a lei. Il padre potrebbe essere uno Yorkshire? disse lei.
Di sicuro sembra un incrocio fra un Chihuahua e uno Yorkshire disse la donna che mi teneva in braccio. Ben presto seppi che si chiamava Gail e, di tutte le persone presenti in quel posto pieno di confusione, lei era quella che passava pi tempo con me.
Mi chiamarono Max, mentre alle mie sorelle furono dati i nomi di Abby e Annie. Ogni volta che giocavo con le mie sorelle, mi ripetevo sempre che quello che in realt avrei dovuto fare era andare a cercare CJ. Anche se, in passato, ogni volta che mi ero ritrovato in un posto pieno di cani che abbaiavano, era sempre stata lei a trovare me. Probabilmente dovevo solo aspettare e CJ sarebbe arrivata. La mia bambina era sempre tornata.
Un giorno io, Abby e Annie fummo messi in un piccolo recinto con altri cani. Erano dei cuccioli e ci corsero incontro. Erano troppo giovani per sapere che non avrebbero dovuto toccare il naso di un altro cane e saltargli addosso in continuazione. Sprezzante scivolai a lato del cucciolo che mi aveva assalito, ignorai la sua lingua e mi mossi per mostrargli che, prima di tutto, avremmo dovuto annusarci i genitali a vicenda con gentilezza.
Cerano altri cani chiusi in altri recinti e quando li guardai attraverso la rete metallica rimasi scioccato: anche loro erano enormi! Che posto era questo? I cani e gli esseri umani erano dei giganti mostruosi. Andai verso la rete per annusare un cane bianco. Abbass la testa: era dieci volte pi grande di quella di mia madre. Ci annusammo attraverso la rete e poi indietreggiai abbaiando, volevo che sapesse che non avevo paura (ce l'avevo eccome, invece).
Max, va tutto bene. Vai a giocare mi disse Gail, la donna gigante.
A parte quando eravamo nei recinti, non stavamo mai senza guinzaglio. Ero diretto verso la mia gabbia quando, in un corridoio pieno di gabbie e di cani, ne vidi uno che somigliava un po' a Rocky: stessa aria impaziente, stessa ossatura sottile. Sapevo che non era Rocky, eppure la somiglianza era cos forte che mi fece esitare. Anche questo cane, come molti altri, era enorme.
E fu allora che mi resi conto di una cosa: non erano gli altri cani o gli esseri umani a essere dei giganti. Ero io a essere piccolo. Ero un piccolo cane!
Ovviamente avevo incontrato dei cani piccoli in vita mia, ma non avevo mai preso in considerazione la possibilit che potessi essere uno di loro. Ero sempre stato un cane grande perch a volte le persone avevano bisogno di quel tipo di protezione. Di sicuro CJ ne aveva bisogno! Mi ricordai di quando quell'uomo aveva provato a entrare nella macchina di CJ e aveva colpito il finestrino con un bastone e di come lo avessi fatto scappare mostrandogli i denti. Un cane piccolo sarebbe stato in grado di fare una cosa del genere?
S, mi dissi. Se fosse accaduto di nuovo, avrei potuto ringhiare contro quell'uomo e gli avrei fatto sapere che, se avesse aperto lo sportello, lo avrei morso. Sapevo, avendoci lottato contro, che i cani pi piccoli avevano dei denti molto affilati. Dovevo solo convincere gli uomini cattivi che ero pronto ad affondare i denti nelle loro mani. Questo li avrebbe fermati dal cercare di entrare nella macchina.
Quando tornai nel mio recinto, guardai Abby e Annie giocare e loro guardarono me. Naturalmente cercavano in me il loro leader visto che, evidentemente, ero il cane con pi esperienza. O almeno avrebbero dovuto. Ma quando feci per unirmi a loro si coalizzarono contro di me, anzich sottomettersi alla mia supremazia.
E c'era dell'altro: i cani piccoli, di solito, finivano immobilizzati con la schiena a terra. Il fatto che fossi un cane piccolo non significava che gli altri cani avrebbero avuto la meglio su di me: avrei lavorato sodo per dimostrarlo.
Quando ci misero di nuovo in un recinto con i cuccioli, misi subito in pratica i miei propositi. Volevo sapessero che non importava quanto fossero grandi, ero io il cane al quale bisognava stare attenti. Uno stupido cane, marrone e nero, tutto zampe e orecchie, destinato un giorno a diventare grande tanto quanto Rocky, pens subito di potermi bloccare sotto la forza del suo peso, ma mi divincolai dalla presa delle sue zampe anteriori e gli andai incontro cercando di azzannarlo. Si gett con la schiena a terra e si arrese mansueto.
Buono Max mi disse Gail. S, il mio nome era Max ed ero il cane con cui fare i conti.
Quando crescemmo un po' ci misero in delle gabbie e andammo a fare un giro in macchina. Ci portarono in dei recinti all'aperto. Nostra madre venne messa in un'altra cuccia. Abby e Annie sembrarono molto preoccupate. Per me invece non faceva alcuna differenza. Sapevo cosa stava per succedere: sarebbero venute delle persone e i cuccioli sarebbero andati a casa con loro.
I recinti all'aperto non avevano un fondo, erano poggiati direttamente sul terreno. Volevo rotolarmi nell'erba e godermi il sole, ma rimasi per un momento stordito dagli odori e dai rumori intorno a me. Il frastuono era costante, ma non si trattava dell'abbaiare dei cani. Era simile al rombo metallico e alle grida che mi avevano accolto il giorno in cui ero stato sbattuto a destra e a sinistra dentro quella gabbia di plastica. Il giorno in cui CJ era venuta a riprendermi in quel posto pieno di latrati vicino all'oceano. E gli odori: macchine, cani, persone, acqua, foglie, erba e, pi di ogni altra cosa, l'odore del cibo. Folate di odori deliziosi mi svolazzavano intorno. Abby e Annie sembravano impressionate tanto quanto me dalla grande quantit di stimoli per i nostri sensi. Rimanemmo l fermi, con il naso all'aria, respirando forte.
Si avvicinarono molte persone; guardavano nei recinti e spesso si fermavano un po' a giocare con i cani all'interno. Guarda i cuccioli! dicevano, guardando me e le mie sorelle. Abby e Annie si lanciavano verso di loro piene di entusiasmo, mentre io rimanevo in disparte. Stavo aspettando CJ.
Due uomini si erano inginocchiati vicino alla nostra gabbia, e avevano infilato le dita attraverso la rete. Gail si avvicin per parlare loro.
Pensiamo siano un incrocio con uno Yorkshire. La madre  quel Chihuahua l disse lei.
Gail apr la gabbia, Abby e Annie saltarono fuori. I due uomini risero di gusto. Mi mossi furtivamente verso il retro della gabbia tenendo la testa bassa. Quella fu l'ultima volta che vidi le mie sorelle. Ero felice che quei due uomini, chiaramente buoni amici, le avessero prese insieme. In quel modo Abby e Annie avrebbero continuato a vedersi come avevamo fatto io e Rocky.
Non ti preoccupare, Max. Troverai una casa anche tu mi disse Gail.
Dopo alcuni giorni andammo di nuovo nello stesso posto e, in quell'occasione, mia madre e qualche altro cane andarono via con delle persone. Il cancello del mio recinto fu aperto tre volte e, in tutte e tre le occasioni, mi defilai e mostrai i denti quando qualcuno prov a prendermi in braccio.
Che cosa  successo?  stato maltrattato? un uomo chiese a Gail.
No,  nato al canile. Non lo so, Max  un asociale. Non gioca neanche con gli altri cani. Credo che andrebbe bene per qualcuno che sta spesso a casa e che non riceve molte visite.
Allora non va bene per me disse l'uomo ridendo. Alla fine se ne and con un piccolo cane bianco.
Poco dopo un uomo raggiunse Gail al lato del recinto.
Qualcuno interessato a Max oggi? chiese lui. Lo guardai con aria implorante, ma non sembrava avesse intenzione di aprire la mia gabbia e lasciarmi andare a cercare CJ.
Purtroppo no rispose Gail.
Dobbiamo metterlo nella lista dopo oggi.
Lo so.
Rimasero l a guardarmi. Io sospirai e mi sdraiai sull'erba. A quanto pareva avrei dovuto aspettare ancora un po', prima che mi facessero uscire.
Be', magari avremo un po' di fortuna. O almeno lo spero disse l'uomo.
Anch'io disse Gail. Sembrava triste e le lanciai un'occhiata prima di accucciarmi con il muso fra le zampe.
E poi in quel caldo pomeriggio senza nuvole, fra il rombo delle automobili e quello delle macchine che facevano vibrare l'aria, fra gli innumerevoli odori di cani, persone e cibo che mi riempivano le narici, vidi una donna camminare gi per la strada. Saltai sulle zampe per vederla meglio. C'era qualcosa nel suo portamento, il modo in cui camminava, i capelli, la pelle...
Camminava con passo veloce accompagnata da un cane enorme. Enorme non solo paragonato a me, ma a qualunque altro cane avessi mai visto. Mi ricordava l'asino che viveva alla Fattoria moltissimi anni fa. Quel cane era grande cos, con un corpo snello e una testa enorme. Quando la donna mi pass a fianco, il suo profumo mi raggiunse attraverso una folata di vento.
Quella donna, naturalmente, era CJ.
Lanciai un guaito. I miei latrati, cos insignificanti paragonati al caos che mi circondava, attirarono l'attenzione del cane gigante che mi diede un'occhiata veloce. CJ invece non gir neanche la testa. Pieno di frustrazione, la vidi camminare e poi sparire.
Perch non si era fermata?
Qualche giorno dopo ero di nuovo nel recinto, nello stesso spiazzo d'erba e, esattamente alla stessa ora, CJ apparve di nuovo. Era di nuovo con quel cane. Abbaiai e abbaiai, ma lei non mi vide.
A che cosa stai abbaiando Max? Che cosa hai visto? mi chiese Gail. Scodinzolai. S, fammi uscire, devo correre dietro a CJ!
L'uomo di prima si avvicin a Gail, ma io ero concentrato su CJ. Stava andando via.
Come sta il nostro Max? chiese lui.
Non bene, purtroppo. Ha morso una bambina stamattina.
Anche se riuscissimo a farlo adottare, non credo che qualcuno sarebbe in grado di gestirlo disse l'uomo.
Non possiamo saperlo. In un ambiente migliore in cui socializzare potrebbe andare meglio.
S Gail, ma lo sai come la penso.
Ok.
Se non li sopprimiamo, finiremo solo con cani difficili da piazzare e non saremo in grado di salvarne altri.
Max non ha morso nessuno!
Lo hai detto tu prima.
Lo so, ma... Max  buono. Credo che in fondo sia un animale speciale.
Mi chiesi cosa significasse che CJ aveva un cane con lei. Era il suo cane?
Tutti avevano bisogno di un cane, specialmente la mia bambina, ma per quale motivo CJ aveva bisogno di un cane cos grosso? Era anche vero che qui c'era molta pi gente di quanta ce ne fosse nei posti in cui avevamo vissuto in precedenza. Forse un cane grosso come quello le offriva pi protezione nel caso pi persone avessero cercato di entrare nella macchina durante una notte di pioggia. Ma ero sicuro che quel cane non avrebbe protetto la mia bambina nel modo in cui l'avrei fatto io. Solo io conoscevo CJ sin da quando era bambina.
Ok, facciamo cos disse l'uomo rivolto a Gail. Diamo a Max un'altra possibilit durante un'altra fiera. Quando ? Marted? Un'altra ancora. Magari siamo fortunati. Ma  gi oltre il tempo stabilito.
Oh mio povero Max disse Gail.
Quella sera pensai a CJ. Era pi grande di quando ero stata Molly e i suoi capelli erano pi corti. Eppure, nonostante ci, l'avrei riconosciuta comunque. Non si passano ore e ore a fissare una persona per poi dimenticarsi che aspetto ha. Anche se  cambiata un po'. E poi, anche se in questo posto ero circondato da una miriade di profumi diversi, potevo ancora riconoscere l'odore di CJ nell'aria.
Quando mi portarono nel recinto all'aperto la volta successiva, il cielo era coperto di nuvole. Gail era in piedi dall'altra parte del recinto. Si pieg su di me per parlarmi. Eccoci qui, Max. Questo  il tuo ultimo giorno. Mi dispiace tanto piccolo. Non lo so perch sei cos aggressivo. Per me resti sempre il migliore, ma io non posso tenerti nel mio appartamento. Neanche un piccolo cucciolo come te. Mi dispiace veramente.
Mi aspettavo di vedere CJ solo pi tardi durante la giornata e invece era passata solo mezz'ora quando la vidi camminare da sola con delle buste e senza quel grosso cane. Lanciai un guaito verso di lei, CJ si volt e mi vide. Mi guard dritto negli occhi! Sembr rallentare per un secondo, lanci un'occhiata alle gabbie e alla gente sul prato e poi, con mia grande sorpresa, continu a camminare.
Mi aveva guardato negli occhi! Lanciai un guaito, mugolai grattando la recinzione. Gail si avvicin. Max, che cosa succede?
Tenni gli occhi su CJ, guaivo il pi forte possibile. Stavo dando sfogo a tutto il mio dolore e alla mia frustrazione. Sentii il cancello della gabbia sbattere, Gail era piegata su di me e cercava di agganciare il guinzaglio al mio collare.
Qui, Max disse lei.
Balzai in avanti, aprii la bocca di scatto, le sue dita erano cos vicine che ne sentii quasi il sapore. Gail ansim, fece un balzo all'indietro e lasci il guinzaglio. Mi precipitai fuori dal cancello aperto e mi lanciai alla rincorsa di CJ tirandomi dietro il guinzaglio sulla strada. Finalmente ero libero di correre, che meraviglia! Correvo dietro alla mia bambina! Che giorno meraviglioso!
La vidi attraversare la strada e cos mi lanciai di corsa davanti alle macchine. Sentii un forte stridore di freni e un grosso camion, alto sull'asfalto, si ferm proprio su di me. Riuscii a schizzare fuori senza neanche dovermi abbassare. Schivai un'altra macchina e mi ritrovai dall'altro lato. CJ era diversi metri davanti a me e stava per infilarsi su per un vialetto.
Mi lanciai alla rincorsa. Un uomo apr la porta di un alto edificio e CJ entr dentro. Il guinzaglio che mi trascinavo dietro mi faceva rallentare, ma voltai l'angolo e riuscii a infilarmi attraverso la porta a vetri proprio mentre stava per richiudersi lentamente.
Ehi! mi grid l'uomo.
Mi ritrovai in una grande stanza dal pavimento scivoloso. Slittai sul pavimento alla ricerca di CJ e poi la vidi. Era in piedi dentro una cosa che aveva l'aspetto di un armadio con una luce sopra la testa. Felice mi lanciai attraverso la stanza, le mie unghie erano come un ticchettio sul pavimento.
CJ alz la testa e mi vide. Ai lati di CJ due porte avevano iniziato a richiudersi. Feci un salto in avanti e mi ritrovai dentro con lei. Le poggiai le zampe sulle gambe mugolando.
L'avevo ritrovata. Avevo ritrovato la mia bambina.
Oh mio Dio! disse CJ.
All'improvviso il guinzaglio si fece teso.
Sei rimasto impigliato! Oh mio Dio! grid CJ. Lasci le buste. Caddero sul pavimento in un esplosione di rumori e odore di cibo. CJ si allung su di me, non riuscivo a raggiungerla, il guinzaglio mi stava tirando indietro.
Oh no! grid lei.

20
CJ si gett sul pavimento, allung le mani su di me, cercando disperatamente di liberarmi il collo. Io continuavo a scivolare all'indietro senza poter fare niente. Il mio collare era cos stretto che mi faceva mancare il respiro. CJ era impaurita e stava gridando: No! No!.
Il guinzaglio mi stava inesorabilmente trascinando indietro. Andai a sbattere contro il muro dietro di me quando, con uno scatto, il mio collare si sganci e cadde a terra. Sentimmo uno scricchiolio e con una vibrazione le porte si aprirono un po' e il collare spar.
Oh cucciolo grid CJ. Mi tir a s e le leccai la faccia. Era meraviglioso ritrovarsi di nuovo fra le sue braccia, sentire il sapore della sua pelle e l'odore familiare del suo profumo. Avresti potuto morire davanti ai miei occhi!
Sentii l'odore di cani e di un gatto e, ovviamente, l'odore aspro del liquido che fuoriusciva dalle buste che CJ aveva gettato a terra.
Ok, bravo cane, bravo cucciolo. Aspetta un attimo disse lei ridendo. Tir su le buste tutte bagnate. Accidenti disse lei con aria triste.
Quando le porte si aprirono la seguii per un piccolo corridoio ricoperto di moquette. Ci fermammo davanti a una porta e l'odore di un cane si fece ancora pi forte, CJ armeggi per un po' con la serratura e poi la apr.
Duke! grid lei chiudendo la porta con un fianco.
Udii il cane ancora prima di vederlo: era quell'enorme bestia che avevo visto andare a passeggio al guinzaglio con CJ, un cane bianco e grigio con delle chiazze di pelo nero sul petto che, prese nell'insieme, erano pi grandi di mia madre. Il cane si immobilizz quando mi vide e tese la coda verso l'alto. Gli andai incontro spedito: del resto ero qui per prendermi cura di CJ. Lui abbass la testa e io gli ringhiai senza spostarmi di un centimetro.
Fai piano disse CJ.
Non riuscivo neanche a raggiungerlo per annusarlo come si doveva e quando prov ad annusarmi gli lanciai un segnale di avvertimento mostrandogli i denti.
CJ rimase in cucina per qualche minuto mentre io e il cane gigante ci giravamo intorno con un certo disagio. Sentivo l'odore di un gatto, sapevo che era in casa, ma non lo vidi da nessuna parte. CJ usc dalla cucina, si asciug le mani su uno strofinaccio e mi prese in braccio.
Ok, cucciolo, vediamo se riusciamo a capire da dove vieni.
Lanciai uno sguardo sprezzante verso quel grande cane che ci guardava con aria desolata. Senza dubbio andava a passeggio con CJ, ma di sicuro lei non lo avrebbe mai preso in braccio per fargli le coccole.
Uscimmo fuori e ci infilammo nella stessa piccola stanza in cui ci eravamo incontrati prima. Mi port in una sala con delle porte a vetri che davano sull'esterno. L'uomo che mi aveva gridato contro era l. Buongiorno signorina Mahoney,  suo quel cane? chiese.
No! Ma  quasi morto strangolato nell'ascensore. E...
David, mi dispiace, ma ho fatto cadere una bottiglia di vino mentre cercavo di salvare questo piccoletto. Ne  caduto un po' sul pavimento dell'ascensore.
Ci penso io.
L'uomo allung una mano coperta da un guanto verso di me e gli lanciai un ringhio di avvertimento. Non sapevo se stesse cercando di toccare me o CJ e nessuno le avrebbe messo una mano addosso mentre ero nei paraggi. Ritir la mano di scatto.
Temerario disse lui.
Mi chiamavo Max, non Temerario. Lo ignorai.
CJ mi port gi in strada e, con un certo allarme, riconobbi l'odore dei recinti dei cani all'aria aperta. Mi dimenai fra le sue braccia, girandomi dall'altra parte. Salve, credo che questo sia uno dei vostri cani disse la mia bambina. Le poggiai la testa sulla spalla e le leccai l'orecchio.
 Max! disse Gail alle mie spalle.
Max disse CJ.  cos carino.  corso nell'ascensore del mio palazzo come se vivesse l. Il guinzaglio  rimasto impigliato nella porta, ho temuto che rimanesse strangolato.
CJ mi stava accarezzando e cos rintanai la testa nell'incavo del suo collo. Non volevo tornare in quel posto pieno di cani che abbaiavano. Volevo restare esattamente dove mi trovavo.
Che amore di cane.
Nessuno ha mai chiamato Max un "amore di cane" disse Gail.
Baciai la faccia di CJ e diedi un'occhiata furtiva a Gail scodinzolando per farle capire che ero felice ora e che poteva anche tornare a prendersi cura degli altri cani.
Che razza ?
La madre  un Chihuahua. Il padre pensiamo sia uno York-shire.
Max, sei uno Chorkiel mi sorrise CJ. Comunque. Dove lo metto?
Gail mi guard e poi alz gli occhi verso CJ. La verit? Non voglio che tu lo metta da nessuna parte.
Come scusa?
Ce l'hai un cane?
Che cosa? No, non posso. Sto guardando un cane al momento.
Quindi ti piacciono i cani.
CJ rise. Ma s, sicuro. A chi non piacciono?
Potresti ricrederti.
Anzi, ora che me lo dici, ho conosciuto una persona che non amava i cani. CJ aveva iniziato a liberarsi con gentilezza dal mio abbraccio serrato.
A Max evidentemente piaci osserv Gail.
 cos dolce.
La sua eutanasia  fissata per domani mattina.
Che cosa? Avvertii lo shock di CJ. Le sue mani mi strinsero e lei fece un passo indietro.
Mi dispiace, lo so...  crudele. Non siamo un rifugio per cani contrario all'eutanasia.
Ma  terribile!
Lo . Ma facciamo del nostro meglio e quando possiamo li spostiamo nei rifugi dove non li uccidono. Loro sono pieni, noi siamo pieni e abbiamo nuovi cani in arrivo tutti i giorni. Di solito troviamo una famiglia per i cuccioli, ma Max non ha mai mostrato nessun entusiasmo nei confronti di nessuno ed  oltre il tempo limite. Abbiamo bisogno di spazio.
CJ mi allontan per guardarmi. I suoi occhi erano umidi. Ma... disse lei.
Ci sono altri cani che hanno bisogno di aiuto. Il soccorso  come un fiume, deve continuare a scorrere, altrimenti ne moriranno di pi.
Non lo sapevo.
A Max non  mai piaciuto nessuno. A parte te. Stamattina si  rivoltato anche contro di me e sono la persona che gli d da mangiare.  come se ti avesse scelta fra tutte le persone di New York. Puoi prenderlo con te, per favore? Te lo diamo gratis.
Ho preso un gatto appena due settimane fa.
Cani e gatti che crescono insieme di solito vanno d'accordo. Gli salveresti la vita.
Non posso, io... porto solo a passeggio i cani, sono un'attrice in realt, e quelli di cui mi occupo io sono tutti cani grossi.
Max sa come gestire i cani grossi.
Mi dispiace.
Sei sicura? Tutto quello di cui ha bisogno  una chance. Sei tu la sua chance.
Mi dispiace tanto.
E cos domani morir.
Oh mio Dio.
Guardalo disse Gail.
CJ mi guard e mi contorsi di piacere nel ricevere la sua attenzione. Mi avvicin alla faccia e cos le leccai il mento.
Ok disse CJ. Non posso credere stia facendo una cosa simile.
Lasciammo le gabbie dei cani e andammo in un posto pieno di versi di uccelli e di odori di animali mai sentiti prima. CJ mi mise un collare e ci agganci un guinzaglio. Camminavo all'altezza delle sue caviglie a testa alta, ero felice di essere di nuovo responsabile della sua protezione.
Poco dopo fummo di nuovo nel piccolo armadio in cui ero riuscito a ritrovare CJ. Il liquido che era uscito fuori dalla sua borsa era stato asciugato, ma ne sentivo ancora l'odore dolce. Le camminai accanto sicuro di me gi per il corridoio, ma dopo aver aperto la porta mi prese in braccio. Duke? chiam lei.
Sentii un rumore che sembrava quello di un cavallo al galoppo e il cane enorme ci venne incontro correndo. Gli mostrai i denti. Duke, Max verr a vivere con noi ora disse CJ. Mi avvicin a lui e non appena il cane, Duke, alz il naso, gli ringhiai contro a mo' di avvertimento. Le sue orecchie si abbassarono un po' e mosse la sua coda rigida. CJ continu a tenermi in braccio.
Sneakers? chiam CJ. Mi port in una camera, Duke ci segu. C'era una gattina sdraiato sul letto: quando mi vide spalanc gli occhi. Sneakers, questo  Max.  un Chorkie.
CJ mi poggi sul letto. Mi dissi che sapevo come gestire i gatti. Devi solo fargli sapere che non gli farai del male, purch se ne stiano in riga. Trotterellai verso questa Sneakers. Non ebbi neanche il tempo di toccarla con una zampa che mi soffi contro e mi graffi la faccia con i suoi piccoli artigli affilati. Facevano male! Indietreggiai, troppo scioccato per reagire. Lanciai un guaito e caddi dal letto. Duke abbass la sua testa enorme su di me e mi lecc. La sua lingua era grande tanto quanto la mia faccia.
Questo fu il mio incontro con quelle due creature. Nessuno dei due sembrava aver compreso quanto fosse significativo il mio arrivo o quanto fossi importante per CJ.
Quella sera CJ cucin delle cose meravigliose: l'odore della carne riemp tutto l'appartamento. Duke la seguiva e infilava la testa sul bancone della cucina per vedere cosa stesse facendo. No, Duke gli disse CJ, spingendolo via. Non mi rimase che alzarmi sulle zampe posteriori grattando i polpacci di CJ per attirare la sua attenzione. S, Max. Sei un bravo cane mi disse lei.
Io ero un bravo cane e Duke era No, Duke. Questo  quello che avevo ottenuto dallo scambio. Sneakers purtroppo era in camera da letto e cos non vide che ero io l'animale favorito.
Mentre cucinava, CJ si mise anche a giocare con i capelli e i vestiti. Ma non era un gioco a cui un cane potesse prendere parte. Si mise delle scarpe che avevano un odore buonissimo. Probabilmente avevano anche un buon sapore. Dopodich i suoi passi risuonarono sul pavimento della cucina con dei colpi decisi.
Presto qualcuno suon alla porta, CJ mi prese in braccio e and ad aprire.
Ciao tesoro disse CJ all'uomo in piedi sulla porta. Era tarchiato e senza capelli e odorava di qualcosa di bruciato, di noccioline e anche di spezie.
Oh, e questo cos'? disse lui. Mi piant un dito dritto in faccia e cos gli ringhiai mostrandogli i denti.
Max! disse CJ. Vieni entra. Lui  Max,  tipo il mio nuovo cane.
Aspetta un attimo. Tipo? L'uomo entr in casa e CJ chiuse la porta.
Era nel braccio della morte. Lo avrebbero soppresso domani. Non potevo lasciare che accadesse.  cos tenero.
L'uomo era troppo vicino a CJ. Gli mostrai i denti di nuovo.
S, tenero. Che cosa dir Barry quando torner a casa e vedr che hai un nuovo cane nel suo appartamento?
Mi ha gi fatto tenere Sneakers e Max non  molto pi grande.
Duke stava cercando di infilare la sua stupida grossa testa sotto la mano dell'uomo e lui lo spinse via. Quando CJ mi mise a terra lo fissai. Non sapevo ancora se rappresentava una minaccia oppure no e, considerato quanto fossi piccolo, non potevo permettermi di abbassare la guardia fino a quando non ne fossi stato sicuro.
Sto cucinando della carne con i broccoli disse CJ. Vuoi aprire il vino, Gregg?
Ehi, vieni qui disse l'uomo.
I due si strinsero forte l'uno all'altra e poi andarono gi per il corridoio. Li segui, ma ero troppo piccolo per riuscire a salire sul letto con loro. Duke sarebbe probabilmente riuscito a farlo con una certa facilit, ma quando CJ e l'uomo entrarono nella stanza Sneakers si lanci fuori come un razzo, e Duke era pi interessato a seguire la gatta che si infil sotto al divano. Avrei potuto inseguirla l sotto abbastanza facilmente, ma decisi di rinunciare all'opportunit di farmi graffiare di nuovo. D'altra parte, Duke era cos stupido da credere che, se ci si fosse messo di impegno, sarebbe riuscito a infilarsi l sotto. Sbuffando, Duke ficc la testa sotto il divano con un grugnito fino a quando riusc a spostarlo. Mi chiesi fino a che punto Sneakers avrebbe sopportato quella scenetta prima di far vedere al cane i suoi artigli.
CJ e l'uomo uscirono dalla stanza dopo un po'. Bene! disse CJ ridendo. Meno male che ho spento i fornelli. Ciao Max, ti sei divertito con Duke? Tirammo su la testa entrambi quando sentimmo il nostro nome e una domanda.
Vuoi aprire quel vino?
L'uomo era vicino al tavolo con le mani in tasca. CJ usc dalla cucina ancora piena di odori appetitosi. Che cosa c'?
Non posso restare, piccola.
Che cosa? Avevi detto che...
Lo so, ma c' stato un imprevisto.
C' stato un imprevisto. E cosa sarebbe, Gregg?
Ehi, non ti ho mai mentito riguardo alla mia situazione.
La situazione che mi hai detto stava per finire.  quella la situazione di cui parli?
 una situazione complicata disse lui.
Be' immagino lo sia. Perch non mi dai un aggiornamento della "situazione" al momento? Pensavo che nel tuo "non avermi mai mentito" fossi stato piuttosto chiaro circa il fatto che la situazione fosse stata risolta.
CJ era arrabbiata. Duke abbass la testa impaurito, ma io rimasi immobile e in guardia. L'uomo si chiamava Gregg e stava facendo arrabbiare la mia bambina.
Devo andare.
Quindi questa qui cos' stata? Una sosta ai box? Una botta e via?
Piccola.
Smettila! Non sono piccola!
Anche Gregg si stava arrabbiando ora. La situazione stava sfuggendo di mano. Mi lanciai su di lui e gli azzannai la gamba dei pantaloni. Ehi! grid lui. Prov a darmi un calcio mancandomi per un pelo.
No! url CJ. Si abbass e mi prese in braccio. Non provare mai pi a prendere a calci il mio cane.
Quel cane ha provato a mordermi disse Gregg.
 solo protettivo,  stato cresciuto in un rifugio.
Be' devi farlo addestrare.
Ok, ora abbiamo cambiato argomento: parliamo del cane.
Non capisco cosa vuoi! url Gregg. Sto facendo tardi. Si avvi velocemente verso la porta, la apr bruscamente e si volt sulla soglia. Non  facile neanche per me. Potresti almeno considerare quello.
 senza dubbio l'aspetto che pi di ogni altro merita la mia considerazione.
Ne ho avuto abbastanza disse l'uomo. Si richiuse la porta alle spalle con violenza.
CJ si sedette sul divano e si prese la testa fra le mani. Non riuscivo a salire sul divano per consolarla. Duke si avvicin e le mise la sua testa enorme sulle gambe, come se quello potesse aiutarla in qualche modo.
CJ singhiozz, si tolse le scarpe e le lanci sul pavimento. Decisi che quelle scarpe erano scarpe cattive.
Dopo qualche minuto, CJ and in cucina e ritorn con due tegami, li poggi sul tavolo e inizi a mangiare direttamente da l. Mangi senza sosta mentre io e Duke la guardavamo con attenzione.
Sapevo cosa sarebbe successo di l a poco. E infatti fu proprio cos. Nell'arco di mezz'ora CJ era in bagno a vomitare. Mi richiuse la porta in faccia e cos mi sedetti sul pavimento, mugolai, desideravo aiutarla nel suo dolore. Prendermi cura di CJ era il mio scopo e al momento non mi sembrava di star facendo un buon lavoro.

21
Il giorno dopo andammo a fare una passeggiata tutti insieme, a esclusione di Sneakers. I gatti che ho visto all'aperto non vanno mai a spasso con le persone: di solito se ne stanno per conto proprio. Questo  solo un esempio di come i cani siano animali domestici migliori dei gatti.
Io e Duke eravamo entrambi al guinzaglio. Mi sentivo ben disposto verso di lui, molto di pi rispetto a quando ci eravamo incontrati per la prima volta, perch il suo atteggiamento verso di me era sempre stato, sin dal principio, di sottomissione. Quando giocavamo si buttava con la schiena a terra e mi lasciava salire su di lui a mordicchiargli il muso. Ma camminare con lui era fastidioso. Si muoveva a destra e a manca, costantemente distratto da un odore o da un altro. Strattonava CJ facendole perdere l'equilibrio e intralciava me. Duke... Duke... gli diceva CJ. Neanche per una volta CJ ebbe bisogno di dire Max... Max... perch io le camminavo accanto proprio come un bravo cane. Ogni tanto abbaiavo, perch altrimenti non ero sicuro che la gente mi vedesse. Di solito fissavano Duke, probabilmente meravigliati da quanto camminasse male.
Ero contento che la mia bambina avesse preso un altro cane dopo che io, quando ero Molly, l'avevo lasciata. Ma ora che eravamo tornati insieme sarei stato io a prendere in mano la situazione: Duke non aveva semplicemente idea di cosa stesse facendo. Ovunque era pieno di odori di cibo, di spazzatura e di carta da annusare, ma dovevo faticare non poco, con le mie piccole zampe, a tenere il passo. Superavamo queste prelibatezze sempre troppo di corsa per poterne godere un po'. Salimmo per delle scale di mattoni e CJ buss a una porta. Quando si apr fummo inondati da un odore di persone, cani e cibo. Una donna era dall'altro lato della porta. Oh, disse lei  gi ora?
Avvertii un certo disagio in CJ. Be', s. Sono in perfetto orario disse CJ.
Sentii uno strano odore di cane nel vaso di fiori vicino a me e cos feci i miei bisogni l, per marcare il territorio. Le mie piante! grid la donna.
Oh! CJ si abbass e mi prese in braccio. Mi dispiace,  solo un cucciolo.
CJ era scontenta ed era colpa di quella donna. Quando si avvicin per guardarmi, le ringhiai e cos lei si ritir di colpo. Abbaia solo, ma non morde disse CJ.
Vado a prendere Pepe disse la donna. Rimanemmo sulla porta per alcuni istanti e poi la donna ritorn con un cane femmina color ruggine, molto pi grande di me, ma molto pi piccolo di Duke. Era legata a un guinzaglio e la donna lo pass a CJ. Mi annus e le ringhiai per farle sapere che ero l per proteggere CJ. Il cane color ruggine, cos scoprii pi tardi, si chiamava Pepe. Continuammo la nostra passeggiata e ci fermammo in altri posti e ben presto ci ritrovammo con un cane femmina marrone chiamato Sally e un maschio tozzo e peloso chiamato Beevis. Eravamo tutti al guinzaglio e formavamo la pi insolita famiglia di cani che si fosse mai vista.
Non era come essere con Rocky o con Annie e Abby. Questo era uno strano mix di cani: eravamo tutti carichi di tensione ed eravamo troppo vicini, legati al nostro guinzaglio per non farci allontanare. In generale cercavamo di ignorarci a vicenda, anche se Duke prov a giocare un po' con Sally, nonostante stessimo facendo una passeggiata. Ma la cosa pi strana di tutte, ancor pi di questo strano mix di cani, era l'ossessione che mostrava CJ nel raccogliere la nostra cacca. Nella Fattoria avevo preso l'abitudine di fare i miei bisogni nel bosco circostante mentre, quando ero stato Molly, li facevo in un angolo del giardino. Un uomo di solito veniva con delle macchine a ripulire regolarmente.
CJ aveva raccolto i miei bisogni qualche volta, ma in generale solo quando eravamo in casa di qualcun altro. Non si era mai comportata come stava facendo ora. CJ raccoglieva i nostri bisogni sistematicamente. Prendeva anche quelli di Duke, che erano enormi. Li teneva per un po' in delle piccole buste e poi li lasciava in dei contenitori lungo la strada. La cosa mi sconcert ancora di pi. Perch una persona avrebbe dovuto prendersi la briga di raccogliere tutta quella roba e portarsela dietro, se poi non aveva intenzione di tenersela?
Gli esseri umani fanno delle cose che i cani non capiranno mai.
In generale ritenevo che le persone, con le loro vite cos complesse, avessero uno scopo pi importante, ma in questo caso non ne ero cos sicuro.
Nonostante fossi il cane capo, cercai comunque di essere civile con gli altri, ma a Beevis non piacevo e a me non piaceva lui. Quando mi annus, il pelo gli si drizz sulla schiena e mi spinse con il petto. Era pi grande di me, ma non di molto. Se non ci fossi stato io, sarebbe stato il cane pi piccolo del gruppo.
CJ tir il guinzaglio di Beevis, che teneva il muso rivolto verso di me con fare aggressivo. Feci per azzannarlo e lui diede un morso nel vuoto vicino al mio orecchio.
Smettetela! Max! Beevis!
CJ era arrabbiata. Scodinzolai, sperando capisse che non era colpa mia.
CJ ci port in un parco per cani. Che posto meraviglioso! Era cos bello essere senza guinzaglio che mi lanciai in una corsa a tutta velocit. Duke e Sally mi seguirono. Io potevo girare pi velocemente e cos presto mi ritrovai a correre da solo. Nel parco cerano altri cani con i loro padroni: alcuni rincorrevano la palla, altri facevano la lotta e un cane con delle orecchie penzolanti si un alla corsa con Duke e Sally. Era cos divertente scorrazzare per il parco e giocare all'inseguimento con gli altri cani!
Vidi Beevis muoversi di soppiatto e poi lanciarsi contro di me. Lo schivai e lui mi corse dietro ringhiando. Disegnai un cerchio stretto, ma mi blocc la strada. Sembrava che non avessi altra scelta se non quella di azzannarlo, ma Duke galopp verso di noi e ci invest entrambi. La sovrastante presenza di Duke rese Beevis meno ostile. Andai di corsa verso CJ, seduta su una panchina. Cercai di saltarle accanto, ma era troppo alto per me. CJ mi tir su ridendo e mi sedetti pieno di orgoglio sulle sue gambe a guardare gli altri cani, a sentire l'odore di profumi sconosciuti e a godermi il tocco delle sue mani. Amavo tutto questo.
Quando andammo via dal parco, facemmo la stessa strada in senso inverso e lasciammo, uno alla volta, i cani che avevamo preso all'andata, fino a quando rimanemmo solo io e Duke di nuovo a casa. Ero cos stanco che, dopo un piccolo spuntino, mi addormentai ai piedi di CJ.
Durante quell'estate io e Beevis imparammo a ignorarci a vicenda, anche se lui continuava a ringhiarmi quando correvo. Non ce la faceva a stare al passo, ma sapeva bene come bloccarmi. Spesso, nel mezzo di una piacevole corsa in compagnia di un altro gruppo di cani, lo vedevo caricare verso di noi solo per sfidare me. E cos tutti quei cani in corsa finivano per fermarsi accalcandosi gli uni sugli altri. Non capivo se anche loro trovassero la cosa irritante.
A casa mi presi la responsabilit di insegnare a Duke a comportarsi in maniera pi educata. Non capiva che non gli era consentito avvicinarsi alla mia ciotola e cos fui costretto a morderlo diverse volte prima che finalmente capisse. Duke, in realt, non aveva mai mangiato il mio cibo e, la maggior parte delle volte, non finiva neanche il suo. Eppure non mi piaceva che, con quel suo naso enorme, annusasse la mia ciotola. E poi era pigro. Nonostante noi due fossimo gli unici esseri al mondo a proteggere CJ, quando qualcuno bussava alla porta non abbaiava neanche e iniziava solo quando lo facevo io. Per questo dovevo sempre rimanere all'erta e abbaiare al minimo rumore proveniente dall'ingresso.
Sapevo che il nostro compito era quello di abbaiare, perch CJ era sempre arrabbiata quando qualcuno bussava alla porta. Ehi! Smettila! Zitto! Silenzio! urlava lei. Non capivo quello che diceva, ma il significato era chiaro: quei colpi alla porta la facevano arrabbiare e per questo dovevamo continuare ad abbaiare. Quando Duke abbaiava, Sneakers di solito si lanciava per la stanza e scappava sotto al letto. A parte ci, con il passare dei giorni, la gatta sembr essere meno impaurita e, dopo diverse annusate a distanza ravvicinata, inizi addirittura a giocare con me. Facevamo la lotta, ma non era esattamente come farla con un cane. Sneakers mi si avvolgeva addosso con le sue zampe. Giocare con lei era pi semplice che provare a farlo con Duke, che era esageratamente grande e doveva strisciare sul pavimento per permettermi di immobilizzarlo.
L'unico momento in cui la pace sembrava regnare fra Duke e Sneakers era quando CJ utilizzava una macchina sul pavimento che faceva una gran confusione. Duke ne era terrorizzato e anche Sneakers si faceva piccola dalla paura. Io invece non ero preoccupato: avevo avuto a che fare con macchine simili a quella durante le mie vite precedenti. Dopo aver messo via quella macchina, CJ ci faceva le coccole. Io, Duke e Sneakers le stavamo tutti addosso sul divano a riprenderci dal trauma subito.
Sapevo di essere il favorito di CJ e una sera lei me ne diede la prova. Agganci il guinzaglio al mio collare e andammo, noi due soli, a fare una passeggiata nell'aria calda e umida della sera. Duke ci segu alla porta, ma CJ gli disse che era un bravo cane, ma doveva rimanere l. E cos restammo soli.
Ero cos abituato a tutti quei rumori all'esterno che oramai ci facevo appena caso, ma trovavo irresistibili gli odori che mi circondavano e mi stuzzicavano l'appetito. Le foglie avevano iniziato a cadere dagli alberi e frusciavano lungo il marciapiede trasportate dal vento. Mentre iniziava a farsi buio oltrepassammo diversi edifici. C'erano tante persone per strada e anche molti cani, cos rimasi in guardia.
Alla fine salimmo delle scale. CJ armeggi con qualcosa attaccato al muro e disse: sono CJ!. Ci fu una specie di ronzio e entrammo nell'edificio. CJ mi prese in braccio e mi port su per delle rampe di scale. Qualcuno apr una porta in fondo al corridoio e un uomo venne fuori.
Ciao! disse lui.
Quando gli fummo vicini riconobbi l'odore: Trent!
Rimasi stupito: non pensavo che lo avrei rivisto ancora. Ma gli esseri umani hanno il potere di far accadere qualunque cosa vogliano. Era cos che, per esempio, CJ mi aveva ritrovato quando ne aveva avuto bisogno.
Trent e CJ si abbracciarono, io mi tirai su sulle zampe posteriori e mi allungai verso di lui. Trent rise, si pieg su di me e mi prese in braccio.
Fai attenzione... lo avvert CJ.
E questo chi ? chiese lui ridendo felice mentre gli leccavo la faccia. Ero cos contento di vederlo. Mi dimenai fra le sue braccia, volevo stargli ancora pi addosso.
Lui  Max. Non credo ai miei occhi, non si comporta mai cos. Non gli piace mai nessuno.
 cos tenero. Che cane ?
 un Chorkie, met Chihuahua, met Yorkshire. O almeno cos sembrerebbe. Ehi, mi piace come hai sistemato la casa!
Trent rise e mi mise a terra. Viveva nella casa migliore che avessi mai visto: non c'era un singolo mobile. Potevo correre su e gi senza incontrare ostacoli.
Sto aspettando che arrivino i mobili disse Trent. Apro una bottiglia di vino?  cos bello vederti!
Mi misi a esplorare la casa mentre Trent e CJ si sedettero a parlare. C'erano altre due stanze, ugualmente vuote. Mi ritrovai ad annusare in giro alla ricerca di Rocky, ma di lui non c'era ombra. Mio fratello probabilmente non era pi vivo. Mi chiesi come mai Trent non avesse un nuovo cane. Le persone non ne avevano forse bisogno?
Allora, come va con il nuovo lavoro? chiese CJ.
 una societ fantastica. Lavoravo gi con loro, nell'ambito dei co-finanziamenti, quando ero a San Francisco, cos  stato un passaggio naturale. Cosa mi dici di te, come va con la recitazione?
Ho fatto un paio di workshop. Mi piace moltissimo. C' qualcosa nello stare su un palco, nella gente che ti ascolta, che ride alle tue battute, che ti applaude...  meraviglioso.
Che strano che la figlia di Gloria abbia deciso di fare l'attrice e attirare l'attenzione della gente disse Trent. Chi avrebbe mai potuto prevedere una cosa del genere?
Interessante anche che una persona che si occupa di investimenti bancari voglia offrirmi della psicoterapia gratuita.
Trent rise. Il suono della sua risata era esattamente quello che ricordavo.
S, hai ragione. Scusa. Sono stato in terapia anch'io. Se vivi in California, devi. Mi ha aiutato per con alcune cose.
Mi dispiace per Rocky.
Quando sentii pronunciare il nome di mio fratello mi fermai a osservarli per un momento prima di ricominciare la mia esplorazione.
S, Rocky. Che cane fantastico. Torsione dello stomaco. Il veterinario ha detto che accade spesso con i cani pi grandi.
Avvertii la tristezza di Trent, cos attraversai la stanza e gli salii sulle gambe. Trent mi afferr e mi baci sulla testa. Quindi come hai preso Max?
Casa mia  a due passi da questo centro di adozione per cani in Central Park.
Aspetta un attimo. Vivi vicino al parco? La tua carriera di attrice deve andare molto bene.
No, cio s. Vivo in un posto fantastico, ma mi prendo solo cura della casa di questo tipo, Barry, e del suo cane.  il manager di un pugile che si sta allenando per un incontro in Africa.
Questo cucciolo  la cosa pi tenera del mondo disse Trent.
Lo , non  vero? Di sicuro tu gli piaci.
Ehi, ordiniamo qualcosa da mangiare. Solo a guardarti mi viene fame.
Che vuoi dire? disse CJ bruscamente. Saltai gi dalle gambe di Trent e mi avvicinai a lei.
Sei cos magra, CJ.
Sono un'attrice. Ehi, c' nessuno?.
S, ma...
Trent, chiudiamo l'argomento.
Trent sospir. Un tempo ci confidavamo disse poco dopo.
 tutto sotto controllo. Ti basti sapere questo.
Mi lasci entrare solo fino a un certo punto, poi basta.
Altra terapia?
Dai, su. Mi manchi, mi mancano le nostre chiacchierate.
Anche tu disse CJ a voce bassa. Ma ci sono cose delle quali non voglio parlare con nessuno.
Rimasero in silenzio per un minuto. Misi le zampe sulle ginocchia di CJ, lei mi sollev e mi baci sul naso. Scodinzolai.
Parlarono ancora un po' e poi arriv un uomo con delle buste piene di cibo. Adoravo queste persone cos generose che a volte arrivavano con dei pasti caldi, dall'odore delizioso, li consegnavano e poi andavano via. La gente poteva mangiare e dare qualcosa ai propri cani!
Ci sedemmo tutti insieme sul pavimento. CJ e Trent mangiarono direttamente dalle buste e mi diedero un piccolo pezzo di pollo, che mangiai, e della verdura che invece risputai.
Come si chiama? chiese CJ a un certo punto.
Liesl.
Liesl? Stai uscendo con una della famiglia Von Trapp? rise CJ.
 tedesca. Vive a Tribeca.  arrivata dall'Europa quando aveva nove anni.
Tribeca, eh? Quindi sei venuto a New York e non mi hai chiamato?
Qualche volta ammise Trent.
Ok. Max, attacca. Prendilo alla gola.
Sentii il mio nome, ma non capii cosa dovessi fare. CJ stava indicando Trent cos gli andai incontro, lui si pieg e io gli leccai la faccia. CJ e Trent risero.
Quando andammo via, Trent e CJ rimasero in piedi davanti alla porta e si abbracciarono a lungo. L'amore scorreva fra di loro. Pensai in quel momento che la cosa migliore per CJ, e per me, sarebbe stata lasciare Sneakers e Duke e venire ad abitare qui, in questo posto senza mobili, dove CJ e Trent avrebbero potuto amarsi. CJ aveva bisogno di un compagno, cos come Ethan aveva avuto bisogno di Hannah, e Trent aveva bisogno di un cane. Se gli altri due, Duke e Sneakers, dovevano proprio venire con noi, allora avremmo dovuto quanto meno prendere un divano cos Sneakers avrebbe avuto qualcosa sotto cui nascondersi.
Sono cos felice di vederti disse Trent.
Anch'io.
Ok, ora che verr a vivere qui, lo faremo sempre. Te lo prometto.
Davvero? Mangiare sul pavimento?
Magari possiamo vederci noi quattro. Con Liesl e Gregg, intendo.
Sicuro disse CJ.
Trent si scost e la guard. Cosa?
No, niente.  che, Gregg non ... la sua situazione familiare non  completamente risolta. Non ancora.
Stai scherzando? disse Trent ad alta voce.
Non cominciare.
Non mi starai dicendo che...
CJ gli mise una mano sulla bocca. No, non lo fare.  stata una serata cos bella. Per favore. Lo so che ci tieni a me, Trent, ma non ce la faccio a sostenere il tuo giudizio.
Non ti ho mai giudicata, CJ.
Invece  cos che sembra.
Va bene disse lui. Va bene.
CJ era un po' triste. Uscimmo fuori e camminammo verso casa.
Dopo quella sera mi aspettai di rivedere Trent tutti i giorni. Quello che invece non mi aspettavo fu quello che accadde con Beevis il giorno dopo.

22
Come al solito eravamo tutti al parco dei cani. Duke e Sally erano andati ad annusare un cane chiamato Riporta La Palla Tony. Riporta La Palla Tony sembrava pi interessato a salire sulla schiena di Sally che a dare ascolto al suo padrone. Io invece stavo provando ad avvicinare un cane maschio della mia stessa taglia che somigliava tantissimo a mia madre: aveva lo stesso muso e gli stessi colori. Lo avevo finalmente convinto a inseguirci e ovviamente Beevis ci corse incontro ringhiando, con le orecchie tirate su e le labbra tese. Il mio compagno di giochi ne fu immediatamente intimidito e si ritir per sfuggire all'aggressione. Io invece mi voltai verso Beevis e feci per azzannarlo: doveva capire che stava esagerando. Invece di indietreggiare, Beevis mi attacc.
Sentii CJ gridare: No!. Beevis si alz sulle zampe posteriori e cos lo seguii. Nel tentativo di ferirmi, i suoi denti mi tagliarono. Risposi mordendolo, avevo la sua pelle in bocca quando CJ arriv e ci separ usando le sue gambe.
No! grid lei di nuovo. Mi prese in braccio e io continuai a ringhiare e ad abbaiare. Beevis cercava di raggiungermi, CJ si volt usando il proprio corpo per fermarlo. Smettila, Beevis! No, Max, no!
Duke arriv di corsa reagendo all'angoscia nella voce di CJ.
Ovviamente non aveva idea di cosa stesse succedendo, ma la sua apparizione fece indietreggiare Beevis.
Oh Max, il tuo orecchio disse CJ. Potevo percepire in lei preoccupazione e agitazione; concentrai la mia attenzione su Beevis che ci girava intorno nervoso. Sentii l'odore del sangue e non capii immediatamente che si trattava del mio, ma quando CJ mi mise la mano sull'orecchio provai un dolore acuto. Tir fuori della carta dalla borsa e la spinse contro il lato della mia testa.
Quando riportammo tutti gli altri cani a casa, CJ mi tenne in braccio. A casa di Sally dovemmo aspettare un po' prima che il suo padrone arrivasse. Mi dispiace tanto, c' stata una zuffa fra i cani. Va bene se lascio Sally un po' prima? chiese CJ.
A casa di Beevis, CJ disse all'uomo che venne ad aprire la porta: Mi dispiace ma non posso pi tenere Beevis. Attacca gli altri cani.
Beevis non attacca gli altri cani disse l'uomo. A meno che non sia l'altro a cominciare.
Sentii la rabbia di CJ, e anche se mi faceva male l'orecchio cominciai a ringhiare verso quell'uomo. Beevis per conto suo era felice di essere a casa e cos entr in casa scodinzolando senza neanche voltarsi.
Quando arrivammo a casa, CJ fece entrare Duke e mi tenne in braccio continuando a premere la mano contro il mio orecchio. Andammo dal veterinario. Lo capii perch lui mi mise su un tavolo di metallo e mi accarezz e sentii l'odore di tanti altri cani sui suoi vestiti. Avvertii una puntura sull'orecchio e poi sentii tirare. CJ rimase l a guardare per tutto il tempo.
Non  grave. Hai fatto bene a tenerlo premuto. Possono perdere molto sangue disse il veterinario.
Oh, Max. Perch devi ringhiare a tutti? chiese CJ.
Visto che sei qui, vuoi procedere con la castrazione?
Uhm, presumo di s. Questo significa che Max deve passare la notte qui?
S, ma puoi venire a riprenderlo domani mattina.
Ok. Bene Max, rimarrai qui stanotte.
Sentii il mio nome e una leggera nota di tristezza e sbattei la coda.
CJ and via e non ne fui per niente felice, ma il veterinario mi accarezz e mi addormentai cos profondamente che persi la cognizione del tempo. Quando mi svegliai era gi mattina ed ero in una gabbia con addosso uno stupido collare rigido che circondava la mia faccia completamente e che incanalava tutti i rumori e gli odori direttamente verso i miei sensi. Ci risiamo, mi limitai a pensare. Avevo smesso da tanto tempo di chiedermi perch agli esseri umani piacesse metterci in queste situazioni ridicole.
CJ arriv e il veterinario mi fece uscire dalla gabbia. Ero veramente stanco, volevo solo dormire fra le braccia della mia bambina. Prima di andarcene ci fermammo vicino alla porta d'ingresso a parlare con una signora che odorava di limoni. La donna disse qualcosa a CJ.
Che cosa? Io... non ho con me tutti quei soldi rispose lei. CJ era agitata e cos ringhiai alla signora dei limoni.
Accettiamo carte di credito.
Non ho cos tanto nella carta. Posso pagare quaranta dollari ora e il resto appena prendo lo stipendio?
Il pagamento deve essere effettuato al momento del servizio.
Percepii dentro CJ una tristezza che stava cercando di uscire.  tutto quello che ho con me al momento disse CJ con un filo di voce.
Qualunque fosse il motivo della sua infelicit era evidentemente colpa di Beevis.
CJ pass della carta alla signora dei limoni e questa pass della carta a CJ e cos uscimmo dal triste studio del veterinario. Volevo scendere e cos mi dimenai ma CJ mi tenne stretto a s.
Sia Duke che Sneakers vollero annusare il mio stupido collare e infilare i loro nasi nel mio orecchio. Sentivo che aveva qualcosa appiccicato sopra. Ringhiai a Duke, mentre Sneakers mi fece le fusa e io la lasciai fare. Era davvero strano avere la sua faccia da gatto dentro il piccolo spazio creato da quello stupido collare.
Per alcuni giorni non mi fu permesso di andare a passeggio con Duke, il che mi rese infelice. Sneakers invece era contenta e usciva da sotto il letto per venire a giocare con me e quando mi sdraiavo al sole mi si acciambellava accanto e mi faceva le fusa. Mi piaceva dormire con Sneakers, ma mi sentivo un cane cattivo. Ero costretto a indossare uno stupido collare e rimanere in casa, invece di uscire a fare una passeggiata.
Una mattina CJ mi tolse il collare e mi pul l'orecchio e quando mise il guinzaglio a Duke ne agganci uno anche a me. Stavo per andare a passeggio! Andammo a prendere i soliti cani, tranne Sally e Beevis. A me quest'ultimo non mancava affatto, ma Duke sembrava triste senza Sally.
C'erano dei giorni in cui CJ non si alzava per portare a passeggio i cani e cos la svegliavamo io e Duke . E cos, anche se non andavamo a prendere tutti gli altri, CJ portava a passeggio solo noi due. Erano queste le giornate che preferivo e desiderai che fosse sempre cos. In uno di quei giorni, CJ utilizz dei prodotti chimici, dall'odore acre, sul pavimento e sui mobili e anche quella macchina che faceva abbaiare Duke e nascondere Sneakers. Quando CJ ripose la macchina, Duke si mise a correre in soggiorno come se fosse appena uscito da una gabbia. Non potevo fare altro che lanciarmi all'inseguimento. Duke si pieg verso di me eccitato e mi invit a fare la lotta. Gli salii addosso, giocammo per un po' e poi la porta di casa si apr. Abbaiai e cos fece anche Duke. Un uomo entr in casa gridando: Duke!. Due uomini lo seguirono dentro, misero delle valigie sul pavimento e se ne andarono. Corsi incontro a quello sconosciuto, ringhiando, mentre Duke scodinzol e annus le mani dell'uomo.
Max! grid CJ. Quando stavo giusto pensando di addentare i pantaloni di quell'uomo, CJ mi tir su. Mi stava ignorando e pensava solo ad accarezzare Duke. Quell'uomo si era infilato in casa di CJ senza permesso e Duke lo aveva accolto facendogli le feste. Duke proprio non capiva il concetto di protezione, era un bene che fossi l io.
Bentornato a casa, Barry.
Ciao CJ. Ehi Duke, ti sono mancato? L'uomo si pieg e abbracci Duke. Lui scodinzol e poi si avvicin ad annusare CJ. Era geloso del fatto che CJ prendesse sempre in braccio me, per farmi le coccole, e mai lui.
Sembra che non gli sia mancato per niente disse l'uomo. Odorava di olio e frutta. Quando mi guard negli occhi, ringhiai.
Sei stato via per molto tempo disse CJ. Sette mesi sono un'eternit per un cane.
Ok, ma avrei potuto metterlo in una pensione per cani. Ho pagato una persona per stare con lui in questa casa.
Lui questo non lo sa, Barry.
E questo chi ? Avevo capito che si trattasse di un gattino.
Bene, questo  Max.  una lunga storia. Max, comportati bene.
Bench non mi fidassi di quell'uomo, CJ sembrava serena e cos, quando mi mise a terra, andai di nuovo a fare la lotta con Duke.
Quindi, il tuo pugile ha vinto? chiese CJ.
Che cosa?
Il tuo pugile. L'incontro.
Duke si rigir sulla schiena e io lo afferrai per la gola scuotendo gentilmente.
Sei proprio una testa vuota disse l'uomo.
Che cosa?
No, non ha vinto.
Oh. Mi dispiace tanto, Barry. Per questo sei tornato a casa con due mesi di anticipo?
Be' se il tuo pugile perde non vai a fare un tour mondiale con la stampa, no? Che... Che cosa sta facendo Duke?
Duke? ripet CJ. Duke si immobilizz al suono del suo nome, aveva le zampe divaricate in aria, la lingua penzoloni, e io gli tiravo gentilmente la pelle con i denti. Stanno solo giocando.
Duke! Smettila! grid l'uomo con rabbia. Duke si rialz goffamente spingendomi da un lato e and da CJ con le orecchie abbassate. Rimasi sdraiato a terra, l dove ero caduto, con il respiro affannato.
Che cosa c' che non va, Barry?
Hai fatto diventare il mio cane una femminuccia.
Che cosa? Ma no, giocano cos bene insieme.
Non voglio che giochi in quella maniera con un piccolo cane ratto.
Max non  un cane ratto, Barry.
Quell'uomo, decisi, si chiamava Barry.
Ok, bene... non mi ricordo di averti dato il permesso di tenere un cane qui dentro e poi non sono contento del comportamento di Duke. Ti ho assunta perch mi hai detto che avevi molta esperienza. Quindi, va bene. Sono tornato. Ora se puoi andartene a casa tua, farmi rilassare e riprendere confidenza con il mio cane.
CJ rimase in silenzio per un po'. La fissai, percepivo la sua tristezza e il suo dolore.
Ma... io non ho una casa, Barry.
Che cosa?
Mi hai detto fra gli otto e i dieci mesi. Non avrebbe avuto senso per me tenere un appartamento se fossi rimasta qui per tutto quel tempo.
E allora? Rimani a vivere con me? chiese Barry.
No! Voglio dire, dormo sul divano e domani vado a cercare un posto dove stare.
No, aspetta. Lascia stare. Sono... sono stressato. Ho lavorato un anno intero e l'hanno messo KO al secondo round. Puoi rimanere qui. Sono passato solo a lasciare le cose che ho riportato dall'Africa e sto andando da Samantha. Andiamo alle Hawaii. Hai due settimane per cercarti un posto. Va bene? Trover qualcun altro che si prenda cura di Duke quando rientro.
Quindi mi stai licenziando?
 meglio cos.
Certo, lo vedo.
Non c' bisogno di essere sarcastici. Ti ho pagato bene, hai avuto un posto in cui vivere gratis e se non sono contento del servizio, il cliente sono io.
Tutto vero disse CJ.
Poco dopo Barry and via. Ciao Duke disse lui. Duke sbatt la coda quando sent il suo nome, ma era evidente che fosse sollevato quanto me che Barry se ne stesse andando, CJ si sarebbe finalmente rilassata. La mia bambina per sembrava triste.
La mattina seguente, dopo la nostra passeggiata con i soliti cani, CJ ci lasci soli in casa e and via per molto tempo. Io e Duke facemmo la lotta per un po', ma finii per arrabbiarmi con lui perch la sua testa era cos grande e aveva cos tanta forza che continuava a buttarmi per terra.
Stavo dormendo quando udii un lamento, basso e continuo, provenire dalla stanza da letto. Andai a vedere e trovai Duke in evidente stato di agitazione, la coda dritta e la testa sotto il letto. Ansimava irrequieto e il lamento proveniva da Sneakers, chiaramente terrorizzata. La forza di Duke era tale che era riuscito a sollevare il letto e infilarsi l sotto per raggiungerla.
Andai dritto davanti a Duke e gli abbaiai duramente contro. Tremava ed era troppo eccitato dalla vicinanza con la povera Sneakers che, dal canto suo, se ne stava attaccata al muro con le orecchie piatte e incollate alla testa. Duke ignor i miei latrati e cos mi lanciai su di lui facendo schioccare i denti.
Riuscii ad attirare la sua attenzione. Duke si ritir e il letto venne gi con un tonfo. Ringhiai e abbaiai fino a quando usc dalla stanza e poi tornai indietro per vedere come stava Sneakers.
Se avessi voluto, avrei potuto infilarmi l sotto, considerata la mia taglia, ma decisi di lasciare Sneakers in pace. Era ancora impaurita e per quello che ne sapevo io quando i gatti hanno paura tendono a usare i loro artigli.
CJ ci lasciava da soli tutti i giorni e ogni volta Duke vedeva nella sua assenza il momento che segnava l'inizio del tormento della povera Sneakers. Divent cos matematico che, nell'istante stesso in cui CJ si richiudeva la porta alle spalle, Sneakers andava a nascondersi come un razzo sotto il letto. Quando Duke la vedeva schizzare via si lanciava in uno stupido inseguimento. Girava attorno agli angoli con cos tanta velocit che andava a sbattere contro i muri. Mi mettevo a correre e quando arrivavo vicino al letto mi ci infilavo sotto e affrontavo Duke; tremante e con il naso umido, gli mostravo i denti ringhiando con la gola. Lui guaiva pieno di frustrazione e a volte abbaiava. Il rumore, in quello spazio cos piccolo, era assordante. Sapevo per di non poter indietreggiare e alla fine Duke perdeva interesse e se ne tornava in soggiorno per fare un sonnellino.
Un giorno le cose cambiarono. Andammo a fare la nostra solita passeggiata, ma quando tornammo a casa CJ prese una gabbia, la apr e ci mise dentro Sneakers con cura. La gabbia mi ricordava quella in cui ero stata quando ero Molly, quella che era stata sbattuta avanti e indietro prima di finire in quel posto rumoroso pieno di macchine. Sneakers non era contenta e quando mi avvicinai e premetti il naso contro la grata per annusarla non si avvicin neanche. Quando Duke si avvicin con un grugnito, Sneakers si ritir nell'angolo pi lontano della gabbia.
Duke lo ammon CJ, e lui le and incontro per vedere se avrebbe ricevuto qualche delizioso bocconcino da mangiare.
CJ prese la gabbia di Sneakers e ci lasci soli. Ero confuso. Dove la stava portando? Perch non andavamo anche noi? Non sapevamo cosa fare e cos ci sdraiammo sul pavimento a mordicchiare dei giocattoli.
Quando la mia bambina torn, Sneakers non c'era pi.
Dov'era Sneakers?

23
Per due giorni di fila, CJ ci port a passeggio e poi ci lasci a casa da soli senza Sneakers. Io e Duke ne approfittammo, ma in realt, senza la presenza di un gatto in casa, parte della tensione nella nostra relazione spar. Potevamo fare la lotta pi liberamente e cos a lungo che a volte finivamo per addormentarci uno sopra all'altro. Be', ero io a stare sopra. Se Duke fosse stato sopra di me, dubito sarei riuscito a dormire.
Il terzo giorno, quando ritornammo dalla nostra passeggiata, una donna ci stava aspettando fuori alla porta. Duke, ovviamente, scodinzol e le spinse la testa enorme addosso, mentre io mi ritirai vicino ai piedi di CJ e rigido aspettai di capire se ci fosse o meno una qualche minaccia.
CJ chiam la donna Marcia. Dopo una mezz'ora, Marcia allung la mano verso di me con prudenza; io l'annusai dopo che CJ mi disse fai piano Max con un tono rassicurante. La mano odorava di cioccolata e di cani e di qualcos'altro di dolce che non riuscii a identificare.
Io e Duke passammo il tempo a mordicchiarci pigramente a vicenda mentre CJ e Marcia parlavano.
Ok, credo di averti detto tutto disse CJ alla fine alzandosi. Io e Duke balzammo in piedi. Passeggiata?
Bene Duke. Presumo che questo sia un addio. Marcia si prender cura di te d'ora in poi disse CJ. Una tristezza improvvisa fece irruzione dentro CJ: mi avvicinai a lei e le misi le zampe sulle gambe. CJ era piegata sul divano e aveva preso la testa di Duke fra le mani. Duke sapeva che CJ era triste: lo capivo dal modo in cui aveva abbassato le orecchie e alzato e fatto ricadere la coda. Mi chiesi se lui sapesse cosa stava succedendo, perch io non ne avevo idea.
Mi mancherai, gigante disse CJ a voce bassa. Provai a saltarle sulle gambe, ma non ci riuscii.
Oddio, mi sento malissimo disse Marcia.
No, Marcia. Barry ne ha tutti i diritti,  il suo cane.
S, ok. Ma Duke crede di essere il tuo cane.  evidente. Non  giusto troncare ogni contatto fra voi due.
Oh Duke, mi dispiace tanto disse CJ. La sua voce era piena di dolore.
Magari possiamo sentirci e incontrarci da qualche parte sugger Marcia.
CJ scosse la testa. Non voglio che tu finisca nei guai. Barry ti licenzierebbe in un secondo. Credimi, l'ho provato sulla mia pelle.
Addolorato, Duke mise la testa sulle gambe di CJ, condividendo con lei la sua misteriosa tristezza. Invidiai la sua altezza: tutto quello che potevo fare da dove mi trovavo era grattarle le gambe senza ottenere alcun risultato, sperando di essere notato.
Ok sospir CJ. Piacere di averti conosciuta, Marcia. Andiamo Max. CJ si pieg su di me e mi prese in braccio. Ora mi trovavo sopra Duke e lo guardavo dall'alto. CJ agganci un guinzaglio al mio collare ma non a quello di Duke, e tutti insieme andammo verso la porta.
Ciao disse CJ con un filo di voce. Apr la porta e Duke fece per seguirla all'esterno tirandosi dietro Marcia, che lo teneva per il collare. Sempre tenendomi in braccio, CJ blocc Duke. No Duke. Tu rimani qui, mi dispiace.
Riuscirono a chiudere la porta. CJ mi mise a terra e io mi diedi una scrollata, pronto per la giornata. Dall'interno Duke stava mettendo a dura prova la porta di casa facendola vibrare sonoramente fra gli infissi sotto i colpi delle sue zampe.
Quando fummo gi per il corridoio, udii il latrare triste e angosciato di Duke e mi chiesi, ancora una volta, cosa stesse succedendo. Perch Duke non veniva con noi? Lui voleva venire con noi!
La mia bambina piangeva, io continuavo a guardarla preoccupato, ma lei non mi disse pi niente. Camminammo a lungo, prima attraverso delle strade maleodoranti e piene di rumori e poi su per delle scale. CJ armeggi con una porta. Quando si apr, sentii immediatamente l'odore di Sneakers.
Benvenuto a casa, Max disse CJ.
Eravamo in una piccola cucina, sul pavimento c'era una ciotola con il cibo di Sneakers e mi avvicinai per andarla ad annusare. Nella cucina c'era anche un letto.  l che trovai Sneakers. Era sdraiata su un cuscino e, quando mi vide, si alz inarcando la schiena.
Sneakers aveva una casa tutta sua! Non ci capivo pi niente, ma pensai che forse tutto questo aveva a che fare con il fatto che, ogni volta che CJ ci lasciava da soli, Duke tormentava Sneakers. Forse per proteggerla, CJ aveva trovato questa nuova casa in cima alle scale. Un posto dove un gatto poteva sentirsi al sicuro. CJ mi stava mostrando la casa di Sneakers e presto saremmo tornati da Duke che avrebbe sentito l'odore di Sneakers sul mio corpo. Mi domandai cosa ne avrebbe concluso! Avrebbe capito che io e CJ eravamo stati a casa di Sneakers?
Gli esseri umani fanno quello che vogliono ma, per quello che mi riguardava, i gatti gi mangiavano del cibo migliore del nostro, dargli anche una casa mi sembr una concessione ingiusta.
Sneakers mi fece le fusa, mi gir intorno e mi si strofin contro. Giocammo per un po'. Sembrava incredibilmente felice di vedermi senza Duke. Aveva addosso l'odore di un'altra persona, era un profumo forte che sapeva di fiori e che mi ricord un po' Gloria.
Non tornammo a casa quella sera. CJ dorm nel piccolo letto e cos feci anch'io acciambellato ai suoi piedi. Sneakers fece avanti e indietro per un po', poi salt sul letto con un balzo e si accoccol vicino a me. La posizione era scomoda per entrambi e cos quando CJ borbott qualcosa e mosse le gambe, Sneakers salt a terra e, quella notte, non prov a risalire di nuovo.
Quello che invece fece la mattina seguente fu piantarsi davanti alla porta miagolando. Ok, vuoi andare a trovare la signora Minnick? Vediamo se  in casa disse CJ. Uscimmo in corridoio e bussammo alla porta vicino alla nostra. La donna che ci apr aveva lo stesso forte profumo che avevo sentito addosso a Sneakers e cos capii che le due avevano trascorso del tempo insieme. Sneakers entr in casa sua quasi come se vivesse l.
Oh, ciao Sneakers disse la signora Minnick. Mentre parlava schioccava le labbra in maniera strana. Rimasi fermo immobile, ma non ringhiai. Quella donna era evidentemente debole e non rappresentava una minaccia.
Da quel momento in poi, ogni volta che la porta di casa si apriva, Sneakers coglieva l'opportunit per affrettarsi fuori e aspettare che la signora Minnick la facesse entrare. Non sapevo cosa ci fosse di tanto attraente l, ma evidentemente a Sneakers piaceva.
Non avevo nessuna opinione sulla signora Minnick, l'unica cosa che sapevo era che quando parlava faceva degli strani suoni con la bocca.
Continuavamo ad andare a passeggio, ma ora dovevamo camminare moltissimo per andare a prendere il primo cane di nome Katie. Dal solito gruppo mancavano ora Sally, Duke e Beevis.
Beevis non mi mancava per niente.
Un giorno, quando andammo a prendere Katie, si mise a piovere. Avevo cos freddo che tremavo. Oh Max, mi dispiace tanto mi disse CJ. Mi tenne fra le braccia fino a quando mi sentii di nuovo al caldo. La volta successiva, quando il vento era freddo, mi mise addosso una coperta che potevo indossare. Ti piace il tuo maglione, Max? Sei cos bello con il tuo maglione! Mi piaceva la sensazione del maglione stretto addosso al mio corpo e aveva anche il vantaggio di tenermi al caldo. Ero cos orgoglioso di indossarlo. Era il segno che CJ mi amava pi di Sneakers che, dal canto suo, non era neanche degna di indossare un collare. Sei cos carino con il tuo maglione, Max! Sei il mio cane da maglione pi bello mi canticchi CJ. Scodinzolai, amavo essere al centro del suo mondo.
Tutte le volte che CJ mi toglieva il maglione sentivo un rumore di qualcosa che si strappava. Finii per associare quel rumore alla fine delle nostre passeggiate e all'inizio del mio pisolino.
Non sapevo perch non andassimo pi a casa e neanche perch Duke non venisse pi a spasso con noi. Sapevo che probabilmente Sneakers non sentiva la mancanza di Duke, ma io s. Lo trovavo irritante a volte, ma era grosso, goffo e mi piaceva giocarci insieme. Mi lasciava essere il capo e seguiva il mio esempio. Sentivo che la gente ci guardava con circospezione quando CJ era protetta da noi due. Duke era parte della famiglia.
Era cos che gli esseri umani governavano il mondo, pensai.
Un bel giorno decidevano di vivere da un'altra parte e di smettere di giocare con certi cani.
A volte CJ si sedeva sull'unica sedia che aveva accanto al letto, uno sgabello, dal quale lanciava una piccola palla verso la cucina. La palla rimbalzava e io mi lanciavo all'inseguimento grattando con le unghie il pavimento scivoloso. Oh Max, mi dispiace tanto, questo posto  cos piccolo mi disse lei. Amavo quel gioco e ora che mi ero abituato, la nuova casa mi piaceva pi di quella vecchia, perch qui potevo stare pi vicino a CJ.
Stavamo giocando con la palla quando questa rimbalz sul letto e saltai su anch'io! Fui sorpreso, mai prima di allora ero riuscito a salire lass. Anche Sneakers fu sorpresa perch si alz in piedi, allarg gli occhi e ingross la coda.
Max! disse CJ ridendo felice.
Quando CJ indoss le scarpe che profumavano di buono e pass un sacco di tempo a giocare con i suoi capelli capii che Gregg sarebbe venuto a trovarla. Infatti, di l a poco qualcuno buss alla porta. Corsi verso l'ingresso abbaiando mentre Sneakers fugg. Sentivo l'odore di Gregg dall'altro lato e cos continuai ad abbaiare. CJ mi prese in braccio.
Max, fai il bravo mi disse mentre apriva la porta. Gregg entr in casa e tocc la faccia di CJ con la sua. CJ mi tenne lontano da lui. Ringhiai.
Simpatico come sempre, vedo disse lui.
Max, buono. Buono Max. Capii che buono significava non mordere, continuai comunque a guardare Gregg con sguardo truce: volevo che capisse che non doveva provare a fare nulla.
Carino qui disse Gregg guardandosi attorno. CJ mi mise a terra e andai verso di lui per annusargli i pantaloni, che odoravano di foglie bagnate.
S, ora ti porto a fare il tour della casa. Stammi vicino cos non ti perdi disse CJ ridendo. Questa  la cucina, la sala da pranzo, tutto in uno.
Ho una sorpresa.
Davvero? Cosa?
Andiamo via. Al nord. Tre giorni.
Dici sul serio? disse CJ sbattendo le mani. La guardai incuriosito. Quando?
Ora.
Come, scusa?
Ora, andiamo via ora. Non devo andare da nessuna parte nei prossimi due giorni.
S e cosa...
Gregg fece un gesto con la mano. Ha una specie di affare con delle propriet. Deve andare via.
CJ rimase immobile, lo fiss. Non era quello che intendevo. Quello che voglio dire  che non posso andare via ora, Gregg. Non in questo istante.
E perch no?
Ho dei clienti. Devo trovare qualcuno che mi sostituisca. Non posso prendere e andarmene cos.
I tuoi clienti sono dei cani disse Gregg. Percepii della rabbia nella sua voce e cos lo fissai minaccioso. Mi ignor.
Fanno affidamento su di me. Se non ci sono, devo trovare qualcuno che mi sostituisca.
Cavolo! Gregg si guard attorno. Non c' neanche un posto dove sedersi per parlare.
Be', s. Possiamo sederci sul letto disse CJ.
Ok,  una buona idea disse Gregg.
Gregg e CJ andarono ad abbracciarsi sul letto. Sneakers scese gi e io invece saltai sopra. Leccai la faccia di CJ.
Max! farfugli lei ridendo.
Gregg non rise. Uh fece lui.
Andiamo Max disse CJ prendendomi in braccio. Mi port in bagno, Sneakers ci segui strisciando fra le gambe di CJ. Qui disse lei.
CJ richiuse la porta e io e Sneakers ci guardammo infelici.
Qui?
Sneakers si avvicin a me e mi annus cercando conforto, poi and verso la porta e si sedette l in attesa, come se potessi aprirla per lei. Grattai la porta del bagno diverse volte, mugolando. Alla fine lasciai perdere e mi acciambellai sul pavimento ad aspettare.
Dopo un po' CJ apr la porta. Corsi in cucina, eccitato di essere di nuovo fuori. Era cos divertente! CJ era a piedi nudi, ma indoss di nuovo le scarpe che odoravano di buono, saltellando su un piede. Le toccai le gambe con le zampe e lei mi guard sorridendo. Ciao Max. Bravo cane.
Scodinzolai sapendo di essere un bravo cane.
Va bene disse Gregg. Se non puoi, non puoi. Lo capisco.
Mi dispiace, ho bisogno di un po' di preavviso. Anche solo un giorno o due. C' un tipo che ho conosciuto al parco, porta a passeggio i cani, sono sicura che mi sostituirebbe, ma non so come contattarlo.
Per queste cose, non c' preavviso.
S, ma presto non avr pi importanza, giusto? Hai detto solo per qualche altro mese.
Gregg si guard intorno. Cavoli, questo posto  piccolo anche per una citt come New York.
Gregg? Hai detto solo per qualche mese. Giusto? Giusto7.
Gregg si pass le mani sulla testa. Devo essere sincero, CJ. Non credo possa funzionare.
Che cosa?
Voglio dire... Gregg si guard intorno. Non  cos facile.
Oh, va bene. Perch  quello che sono, una cosa facile. La voce di CJ era arrabbiata.
Sai cosa? Hai sempre un tono offensivo quando parli con me disse Gregg.
Offensivo? Davvero?
Lo sai cosa intendo.
Veramente no. Non lo so. Cosa stai cercando di dirmi?
All'inizio eri tutta comprensiva ora hai tutte queste pretese. Avevo organizzato questo viaggio fantastico per noi e ora all'improvviso tu non puoi venire. E hai sempre saputo quali problemi avessi in casa.  che... ho pensato a tutto questo e...
Oh mio Dio, Gregg e me lo dici ora? Come se non avessi potuto parlarne prima? O forse non era "facile" per te.
Sei tu che hai affrontato l'argomento. Ero contento di andare in vacanza, ma tu hai iniziato a fare pressione.
Pressione. Ehi!
Magari abbiamo bisogno di una pausa. Di vedere come ci sentiamo.
Come mi sento? Sento che tu sei l'errore pi grande che abbia fatto in vita mia.
Ok, non intendo accettare pi nessun insulto da parte tua.
Sparisci di qui, Gregg!
Sai cosa ti dico? Io non ho nessuna colpa! grid Gregg.
Mi resi conto che CJ stava male ed era arrabbiata, ed era colpa di Gregg. Mi lanciai su di lui, ringhiando, puntando alle caviglie. Si scans per evitarmi e CJ mi prese in braccio.
Se quel cane ci prova un'altra volta lo prendo a calci disse Gregg. Era arrabbiato anche lui. Mi battei per scendere gi e morderlo, ma CJ mi tenne forte a se.
Vai via. Subito! E non tornare disse CJ di scatto.
Mi sembra improbabile rispose lui.
Quando Gregg se ne fu andato, CJ si sedette al tavolo e si mise a piangere. Mugolai e lei mi prese in braccio. Cercai di leccarle la faccia, ma lei mi tenne gi sulle sue gambe.
Sono una stupida, una stupida continuava a ripetere lei. Non capivo cosa stesse dicendo, ma i sentimenti che mi trasmetteva mi facevano pensare che dovesse sentirsi come un cane cattivo. Si tolse le scarpe e poco dopo tir fuori del gelato dal congelatore. Da quella volta non vidi pi quelle scarpe per un sacco di tempo. Andavamo a passeggio con i cani quasi ogni giorno e spesso ci fermavamo al parco. Cercavo l'odore di Duke dappertutto. Non lo sentii neanche una volta, bench ci fossero molte prove della presenza di tantissimi cani. Sneakers si divideva fra casa nostra e quella della signora Minnick, ma andava benissimo cos, perch ci significava che potevo trascorrere pi tempo solo con CJ. Le giornate si fecero pi fredde e io indossavo il mio maglione pi o meno tutte le volte che uscivamo di casa.
Quando vidi quelle scarpe di nuovo mi preparai a un nuovo incontro con Gregg, ma fui piacevolmente sorpreso quando, lanciandomi verso la porta dopo aver sentito bussare, sentii l'odore della persona dall'altro lato. Trent!
Guarda chi si rivede! disse CJ aprendo la porta. Fui colpito da una folata di profumo di fiori e quando si pieg verso di me le mani di Trent odoravano vagamente di sapone e di un non so che di burro. Scodinzolai contorcendomi al tocco delle sue mani gentili.
 incredibile il modo in cui Max si comporta con te disse CJ facendolo entrare in casa. CJ sistem i fiori. L'intera casa fu inondata all'istante dal loro profumo.
Sai cosa? Questo posto mi piace molto di pi di quello precedente disse Trent.
Oh smettila. Credimi, mi hanno assicurato che c'era una cucina a gas. Ho detto alla signora "ehi, una cucina a gas ha pi di un fornello. Questa  solo una piastra."
Trent si mise seduto sul bancone, il che non mi rendeva contento perch cos non potevo raggiungerlo. Immagino che l'affitto sia pi basso di quello dell'attico.
Be' s, ma lo sai  New York e non  una citt economica. E il lavoro con i cani non sta andando benissimo. A quanto pare, se perdi un cliente famoso, finisci per perdere anche un paio di sconosciuti.
Riesci comunque a cavartela?
S, tutto bene.
Trent la guard.
Che cosa c'? chiese CJ.
Sei cos magra, CJ.
Trent, andiamo. Per favore.
Rimasero in silenzio per un po'.
Va bene, ehi. Ho delle novit disse alla fine Trent.
Diventerai il capo del sistema finanziario mondiale?
Ovvio, ma quello  stato la settimana scorsa. No, si tratta di Liesl.
Cosa?
Questo fine settimana le chieder di sposarmi.
Avvertii il turbamento di CJ. Si mise a sedere sullo sgabello. Le andai incontro preoccupato. Wow disse lei alla fine. ...
Lo so. Abbiamo passato un momento un po' difficile, mi sembra di avertelo detto, ma ultimamente... non lo so. Sembra la cosa giusta da fare. Stiamo insieme da un anno e mezzo. L'argomento non  mai uscito fuori, cos ho pensato che sia giunto il momento di parlarne. Vuoi vedere l'anello?
Certo disse CJ a bassa voce.
Trent si infil la mano in tasca, tir fuori un giocattolo e lo pass a CJ.
CJ non lo allung verso di me per farmelo annusare e cos immaginai non dovesse essere nulla di divertente.
Che cosa succede, CJ?
Sembra tutto, non lo so, veloce, ecco. Siamo cos giovani. Sposarsi...
Veloce?
No, non starmi a sentire. L'anello  bellissimo.
Poco dopo CJ e Trent uscirono. Quando CJ torn a casa aveva addosso un delizioso profumo di carne, ma era sola. Ne fui deluso, speravo che Trent rimanesse a giocare un po' con noi come aveva sempre fatto quando aveva Rocky. Mi chiesi se l'assenza di un cane fosse il motivo per cui Trent non veniva a trovarci cos spesso come in passato. Pensai, e non era la prima volta, che Trent avesse davvero bisogno di un cane.
CJ sembrava triste. Si sdrai sul letto, fece cadere le scarpe sul pavimento e la sentii piangere. Sneakers salt sul letto, ma non mi aspettavo che un gatto potesse essere di grande conforto. Non quanto un cane. Quando una persona  triste ha bisogno del suo cane. Feci un passo indietro, presi la rincorsa e saltai su. CJ mi tir a s e mi abbracci stretto.
La mia vita non ha nessun senso disse lei. C'era del dolore vero nelle sue parole anche se non sapevo cosa stesse dicendo, n tantomeno se stesse parlando con me o con Sneakers.
La mia bambina si addorment poco dopo. Aveva ancora addosso i vestiti di quando era uscita con Trent. Saltai gi e camminai avanti e indietro per la stanza. La sua tristezza mi angosciava.
Ero preoccupato e stavo cercando di capire cosa stesse accadendo e forse per questo feci un collegamento al quale non avevo mai pensato prima: CJ era triste ogni volta che CJ indossava le scarpe che profumavano di buono. Avranno pure avuto un buon odore, ma quelle erano scarpe tristi. Sapevo cosa avrei dovuto fare.

24
Ero convinto che se avessi rosicchiato le scarpe tristi, la mia bambina non sarebbe pi stata infelice. Ma quando CJ si svegli e vide i vari pezzi sparsi sul pavimento, non ne fu affatto contenta.
Oh no! grid lei. Cattivo Max! Cattivo!
Ero un cane cattivo. Non avrei dovuto mangiare le scarpe.
Le andai incontro a testa bassa e le orecchie all'indietro leccandomi le labbra nervosamente. CJ si pieg in ginocchio e singhiozz nascondendosi la faccia fra le mani.
Sneakers si avvicin al bordo del letto per guardarci. Poggiai ansioso le zampe sulle gambe della mia bambina. Non sembr migliorare la situazione, almeno fino a quando CJ mi prese fra le braccia e mi tenne stretto a s. Mentre piangeva la tristezza sgorgava da CJ.
Sono sola al mondo, Max mi disse lei. Non scodinzolai. Il mio nome, in mezzo alle sue parole, era pieno di dolore.
Alla fine gett i pezzi di scarpa nella spazzatura. Da quel giorno sembr quasi che CJ si muovesse pi lentamente: una vaga tristezza accompagnava il suo umore e i suoi movimenti. Continuammo ad andare a passeggio con i cani quasi ogni giorno, ma CJ non sembrava illuminarsi di felicit quando li vedeva. Cadde la prima neve: CJ rimaneva seduta a guardare me e Katie correre a tutta velocit per il parco senza sorridere neanche una volta.
Avrei voluto che Trent venisse a trovarci. CJ era sempre felice quando Trent era con noi. Ma Trent non venne e CJ non pronunci mai il suo nome al telefono.
Udii invece Gloria. CJ era seduta sullo sgabello e parlava. Teneva il telefono vicino alla faccia.
Come va Gloria? chiese CJ. Stavo giocando con Sneakers nella camera da letto, ma trotterellai verso la cucina, incuriosito. Gloria non era l. CJ diceva solo: Ah, ah. Ah, ah. Ah.
Hawaii? Bello disse CJ. Mi acciambellai sul mio cuscino mettendomi comodo. Sneakers si avvicin con passo felpato e poi salt sul bancone della cucina fingendo che non le interessasse affatto che fossi l.
Ah, s. Carino disse CJ. Ascolta Gloria, ti devo chiedere una cosa... mi domandavo se potessi prestarmi dei soldi.  che... sono un po' in difficolt, sto cercando lavoro. Sto anche cercando altri clienti per portare a passeggio i cani, ma  difficile. Ah. S, certo, capisco. Deve essere stato costoso. Va bene, s capisco. Non potevi andare con una valigia vecchia e antiquata. No, per niente, sto solo ascoltando quello che mi dici. Va bene, ho solo chiesto, non voglio aprire chiss quale discussione.
Sneakers alla fine si spazient, salt gi e si avvicin per farmi le fusa. Quando vide che non mi muovevo, mi si accoccol addosso sul cuscino. Sospirai.
Con un colpo secco CJ mise gi il telefono. Era chiaramente arrabbiata, ma dopo l'episodio delle scarpe sapevo che questo non significava che CJ voleva facessi qualcosa al riguardo. Eppure, secondo me, i telefoni non erano granch come giocattoli. CJ and verso il frigorifero, lo apr, guard dentro per un po' e poi guard me. Andiamo a fare un giro, Max disse lei.
Fuori faceva un freddo pungente, ma non mi lamentai. Alla fine CJ mi prese in braccio. Stretto a lei e con le zampe lontane dal terreno umido mi sentii comodo e al caldo.
Diverse sere pi tardi un leggero colpo alla porta mi mise all'erta e abbaiai. CJ aveva passato la maggior parte del giorno, a letto, e io ero stato l con lei. Si alz, io ero gi con il naso ficcato sotto la porta. Scodinzolavo: quello era l'odore di Trent!
Chi  Max? Chi ? disse CJ.
CJ sono io.
Oh. CJ si guard intorno, si pass le mani fra i capelli e poi apr la porta.
Ciao Trent.
Cavolo, mi hai fatto preoccupare. Perch hai il telefono spento?
Oh niente,  solo un problema. Devo parlare con l'operatore.
Posso entrare?
S, certo.
Trent entr in casa e sbatt i piedi per scrollarsi la neve dalle scarpe. Attacc la giacca bagnata al gancio dal quale pendeva il mio guinzaglio. Gli saltellai intorno e alla fine si pieg per ricevere i miei baci.
Ciao Max, come stai amico? disse Trent ridendo. Si tir su e guard CJ. Ehi disse a voce bassa. Stai bene?
S, certo.
Sembri... sei stata male?
No disse CJ. Stavo solo facendo un pisolino.
Non hai mai risposto ai miei messaggi. Da prima intendo, quando il telefono funzionava ancora. Sei arrabbiata con me?
No, scusami Trent. Lo so che  difficile crederci, ma ho avuto un po' da fare e non sono riuscita a richiamare tutti subito.
Trent rimase in silenzio per un minuto. Mi dispiace.
No, figurati.
Senti, vuoi andare a mangiare qualcosa?
Percepii una leggera rabbia dentro CJ. Incroci le braccia. Perch? Le andai vicino e mi sedetti ai suoi piedi, in caso avesse bisogno di me.
Mah, non lo so. Perch  ora di cena?
Quindi sei venuto qui per darmi da mangiare? Cosa ne dici se mi mettessi a cinguettare cos mi puoi rigurgitare il cibo direttamente in bocca?
No. CJ, perch fai cos? Sono solo venuto a vedere come stavi.
A controllarmi, a vedere se non salto i pasti.
Questo non  quello che ho detto.
Be', non posso comunque. Ho un appuntamento.
Trent sbatt gli occhi. Oh.
Mi devo preparare.
Ok. Senti, mi dispiace se...
Non ti devi scusare. Mi dispiace se mi sono arrabbiata. Ma ora dovresti proprio andare.
Trent fece di s con la testa. Prese la giacca, la tir via dal gancio facendo dondolare il mio guinzaglio in maniera invitante. Guardai CJ, ma non mi sembr che stesse programmando una passeggiata. Trent scroll le spalle nella giacca e poi guard CJ. Mi manchi.
Ho avuto tanto da fare.
E io ti manco?
CJ distolse lo sguardo. Certo.
La tristezza crebbe dentro Trent. Bene, come ti contatto?
Ti chiamo io quando recupero il mio telefono.
Andiamo a prendere... un caff o qualcosa.
Certo disse CJ.
Si abbracciarono. Anche CJ era triste. La tristezza aleggiava intorno a entrambi. Non capivo perch stessero tutti e due cosi male. A volte succedono delle cose fra le persone che a un cane non  dato comprendere.
Trent and via e Sneakers usc fuori da sotto il letto. Mi sarebbe piaciuto che non si fosse nascosta, non c'era nessun motivo per infilarsi l sotto quando c'era Trent. Trent era buono.
Qualche giorno dopo, quando rientrammo dalla passeggiata con i cani, una donna stava in piedi davanti alla porta di casa con un pezzo di carta fra le mani. CJ aveva il respiro un po' affannato a causa delle scale. Abbaiai alla sconosciuta.
Lydia! disse CJ poi si pieg, mi prese in braccio e smisi di abbaiare.
Stavo solo lasciando un avviso disse la donna.
Un avviso ripet CJ.
La donna sospir. Sei cos indietro, cara. Puoi darmi qualcosa per l'afftto oggi?
Oggi? No, mi... mi pagano venerd. Magari posso pagare una parte dell'affitto venerd?
La mia bambina era impaurita. Ringhiai a quella donna, doveva essere lei la causa dell'agitazione di CJ, non c'era altra spiegazione. Zitto Max mi disse CJ mettendomi una mano sul muso. Ringhiai attraverso la mano.
Venerd sarai indietro di un altro mese,  proprio per questo che sono qui. Mi dispiace CJ, o ti metti in pari con l'affitto, o devo chiederti di andare via. Anch'io ho affitto e bollette da pagare.
No, lo capisco. Va bene disse CJ. Si asciug gli occhi.
Non ce l'hai una famiglia? Qualcuno a cui chiedere aiuto?
CJ mi strinse ancora pi forte e smisi di mostrare i denti a quella donna. Sentivo che CJ aveva bisogno di essere consolata, pi che di essere protetta.
No. Mio padre  morto in un incidente aereo quando ero bambina.
Mi dispiace.
Vado via. Grazie per essere stata cos paziente. Prometto di pagare tutti i soldi che ti devo. Sto cercando un lavoro migliore.
Riguardati, cara. Sembra che non tocchi cibo da settimane.
La donna and via. CJ entr in casa tenendo in mano il pezzo di carta che le aveva dato quella donna e si mise a sedere sul letto. Mugolai, mi tir su, mi poggi accanto a lei e mi accoccolai sulle sue gambe. Sembrava triste e impaurita.
Sono diventata la copia di mia madre disse lei con un filo di voce. Poco dopo si alz e inizi a raccogliere i suoi vestiti e a metterli in una valigia. Mi diede del formaggio e anche il cibo che Sneakers aveva appena disdegnato. Normalmente tutte queste prelibatezze mi avrebbero reso felicissimo, ma c'era qualcosa di strano nel modo in cui CJ me le aveva date, con una freddezza e una tristezza distaccata che mi toglievano parte della gioia.
CJ tir fuori la gabbia di Sneakers, ci mise dentro tutti i suoi giocattoli e anche il suo letto. Sneakers rimase a guardare impassibile, mentre io facevo avanti e indietro ansioso intorno ai piedi di CJ. Mi sentii meglio per quando CJ mi mise il guinzaglio, prese Sneakers e la sua gabbia e and alla porta della signora Minnick. Salve signora Minnick disse CJ.
La signora Minnick allung la mano e prese Sneakers che nel frattempo stava facendo le fusa. Ciao CJ disse lei.
Le devo chiedere un favore enorme. Sto traslocando... e nella nuova casa con vogliono animali. Ecco mi domandavo se lei potesse prendersi cura di Sneakers per un po', magari... per sempre?  cos contenta qui.
Sulla faccia della signora Minnick comparve un enorme sorriso. Sei sicura? Allung le braccia tenendo Sneakers sospesa. Sneakers?
Sneakers smise di fare le fusa, non le piaceva il modo in cui la signora Minnick la stava tenendo. Misi una zampa sulla gamba di CJ: non vedevo l'ora di andare a fare la nostra passeggiata.
La signora Minnick indietreggi e CJ infil la gabbia in casa.
Tutte le sue cose sono l dentro. Ci sono anche delle scatole di cibo, ma non ha molto appetito ultimamente.
Be', le davo da mangiare qui.
S, l'ho immaginato. Bene. Grazie ancora. CJ fece un passo verso la signora Minnick che teneva Sneakers in braccio e la accarezzava. Sneakers. Sei una brava gatta disse CJ affondandogli il viso nel pelo. Sneakers strofin la testa contro CJ facendo le fusa. Va bene mormor.
Il dolore che proveniva da CJ era tale che mugolai.
La signora Minnick la stava guardando. Sei sicura di stare bene?
Oh, s. Sneakers sei la mia gatta preferita. Fai la brava.
Verrai a trovarci? chiese esitante la signora Minnick.
Certo. Non appena mi sono sistemata nella nuova casa, vengo a trovarvi. Va bene? Devo andare ora. Ciao Sneakers. Ti voglio bene. Ciao.
La gatta salt gi dalle braccia della signora Minnick e si infil trotterellando in casa. Sneakers di solito era una brava gatta, ma ora aveva reso triste CJ e la cosa non mi piaceva per niente.
Dopo essere andati via da casa della signora Minnick andammo a fare una passeggiata davvero strana. Feci i miei bisogni nella neve, CJ mi prese in braccio e camminammo senza sosta. Mi piaceva come il suo calore mi facesse sentire riparato e al sicuro. CJ per sembrava davvero stanca e triste e mi domandai dove stessimo andando. Alla fine si ferm e mi mise a terra. Annusai la neve ma non riconobbi nessun odore. CJ si pieg sulle ginocchia e si abbass su di me.
Max.
Le leccai la faccia e questo sembr rinnovare la sua tristezza. Non mi sembrava normale: di solito questo la rendeva felice.
Sei stato un cane cos bravo. Cos bravo. Sei stato il cane pi incredibile che una ragazza in una citt possa desiderare. Mi hai protetto e ti sei preso cura di me. Ti voglio bene Max. Capito? Qualunque cosa accada non dimenticare mai che ti voglio bene, perch  vero. CJ si stava asciugando la faccia, le lacrime le scorrevano fra le mani. La sua tristezza era cos terribile che mi fece paura. Dopo un minuto si alz in piedi respirando forte. Bene disse. Mi port un po' pi lontano e a poco a poco alcuni odori divennero familiari: capii che stavamo andando a trovare Trent. Mi sentii sollevato. Trent avrebbe aiutato CJ. Qualunque cosa stesse succedendo era al di l della mia comprensione, ma lui avrebbe saputo cosa fare.
Trent apr la porta. Oh mio Dio, cos' successo? chiese. Entra.
Non posso disse CJ in piedi sulla porta. Devo andare. Devo andare in aeroporto. CJ mi mise a terra e andai di corsa saltellando e scodinzolando verso Trent. Lui si pieg, mi accarezz la testa, tenendo gli occhi su CJ.
In aeroporto?
Si tratta di Gloria. Sta molto male, devo essere l.
Vengo con te disse Trent.
No, no, ho bisogno che... puoi tenere Max? Per favore? Sei l'unica persona al mondo che gli piaccia.
Certo disse Trent lentamente. Max? Vuoi rimanere qui per qualche giorno?
Devo andare disse la mia bambina. Non mi sembrava per niente felice qui con Trent.
Vuoi che venga in aeroporto con te?
No, non ce n' bisogno.
Sembri davvero agitata, CJ.
CJ fece un respiro profondo. No, sto bene. Credo di avere delle cose irrisolte con Gloria. Ma non importa. Devo andare.
A che ora  il tuo volo?
Trent, ti prego. Faccio da sola. Ok? Lasciami andare.
Va bene disse Trent a bassa voce. Di' ciao a CJ, Max.
Lo abbiamo gi... CJ scosse la testa. Bene. Ciao Max. CJ si pieg su un ginocchio. Ti voglio bene. Ci vediamo presto, ok? Ciao Max CJ si alz in piedi. Ciao Trent.
Si strinsero in un abbraccio intenso. Quando si separarono, avvertii la paura di Trent. Mi guardai intorno, ma non vidi nessuna minaccia. CJ? chiese lui con un filo di voce.
Lei scosse la testa senza incrociare il suo sguardo. Devo andare disse, poi si volt, feci per seguirla ma fui trattenuto dal guinzaglio. Le abbaiai dietro, ma non si gir. CJ and dritta verso la piccola stanza con le due porte e quando queste si aprirono entr dentro e, per un momento solo, finalmente mi guard. Incroci il mio sguardo, poi si volt verso Trent, gli sorrise e gli fece un gesto con la mano. Anche da quella distanza riuscii a vedere le sue lacrime riflesse nella luce violenta che la sovrastava nella piccola stanza. Abbaiai di nuovo e poi le porte si chiusero.
Trent mi prese in braccio e mi guard. Che succede, Max? mi disse a voce bassa. Questa storia non mi piace. Non mi piace per niente.

25
Le cose erano completamente diverse ora. Ero a casa di Trent, che era pi grande di quella in cui avevo vissuto con CJ, e continuavo ad andare a passeggio con i cani. Una donna chiamata Annie veniva tutti i giorni a prendermi a casa di Trent, accompagnata da un cane giallo, simpatico e grassoccio, chiamato Harvey. Mi sembrava strano che quella donna si chiamasse Annie perch in quel posto pieno di cani che abbaiavano le mie sorelle erano state Abby e, appunto, Annie. Giunsi alla conclusione che gli esseri umani amano i cani cos tanto che finiscono per darsi dei nomi da cane. Annie odorava di una gran quantit di cani e gatti, il che sembr confermare la mia teoria. La prima volta che arriv a casa di Trent le andai incontro abbaiando ferocemente per farle capire che non avevo paura del suo Harvey. Trent per era l e cos mi sollev dal pavimento. Annie si avvicin e mi prese dalle braccia di Trent. Non sapevo cosa fare. Di solito quando ringhiavo la gente non mi stringeva al petto. Mi dondol canticchiando dolcemente e cos sentii di aver abbassato la guardia completamente. CJ non era l e non aveva bisogno che la proteggessi, quindi, forse, potevo anche concedere ad Annie di prendersi certe libert.
Io, Annie e Harvey andammo a spasso con altri cani. Annie non si ferm a prendere Katie: non era cos che avrebbe dovuto fare. Ci fermammo invece a prendere un altro cane chiamato Zen. Era grosso con delle gambe cortissime e delle orecchie cos pesanti che quasi toccavano terra. Somigliava molto a Barney, il cane che viveva con Jennifer quando io e Rocky eravamo cuccioli. Non appena gli ringhiai contro, Zen si gett a terra a pancia all'aria e, senza opporre nessuna resistenza, si lasci annusare ovunque. Non mi avrebbe dato problemi. Meno disposto a collaborare era invece un cane alto con il pelo ricciuto, chiamato Jazzy. Jazzy non voleva giocare con me.
Trent tornava a casa di notte, di solito con una busta di cibo che mangiava in silenzio, in piedi in cucina. Sembrava molto stanco e triste. Allungava le mani verso di me. Riuscivo a sentire l'odore di molte cose diverse, ma mai, neanche una volta, sentii l'odore della mia bambina.
Oh Max, ti manca, non  vero? mi disse Trent a voce bassa. Scodinzolai per fargli sapere che avevo sentito il mio nome e che mi piaceva quando mi accarezzava la testa.
Trent mi piaceva moltissimo e mi dispiaceva che non avesse un cane, ma io avevo bisogno di stare con CJ. Non capivo dove fosse e perch mi avesse lasciato qui. A volte sognavo che lei fosse l, accanto a me, ma quando aprivo gli occhi ero sempre in casa di Trent. Sempre da solo.
Forse era tornata a vivere con Sneakers? Era quello il motivo per cui era cos triste? Avevo percepito lo stesso tipo di tristezza in Hannah quando, nella mia vita come Buddy, mi aveva portato dal veterinario per l'ultima volta. Era la tristezza di un addio. CJ per aveva bisogno che fossi nella sua vita, era quello il motivo per cui continuava a ritornare da me ogni volta che ero un cucciolo. Non avrebbe mai potuto essere altrimenti e quindi, qualunque fosse il motivo che mi teneva lontano da lei, sapevo che doveva essere temporaneo.
Un pomeriggio, quando Annie e Harvey mi riportarono a casa di Trent, lui era seduto in soggiorno. Ehi, ciao! disse Annie.  oggi?
S disse Trent.
Harvey era rimasto sulla soglia, aspettava che qualcuno gli dicesse di poter entrare. Era uno di quei cani che doveva sempre chiedere il permesso al proprio padrone per qualsiasi cosa. Avrei potuto essere un cane di quel tipo, ma CJ non me lo aveva mai chiesto. Va bene, Harvey disse Annie. Harvey entr e and a vedere se avevo lasciato qualcosa da mangiare nella mia ciotola. Non lasciavo mai niente, ma lui controllava sempre comunque, non si sa mai.
Annie si chin e allung le braccia verso di me. Io le andai incontro docilmente e mi lasciai coccolare. Harvey le ficc il suo muso simpatico in faccia e Annie coccol anche lui. Passa una buona giornata oggi, Max.
Quando Annie and via, Harvey la segu senza voltarsi.
Guarda cosa ho qui per te, Max disse Trent. Era simile a una gabbia, ma i lati erano morbidi. Trent sembrava molto  eccitato di mostrarmi quell'oggetto. La annusai attentamente. Quando ero stato Molly la mia gabbia era molto pi grande, ma anch'io, se  per questo.
Quando pensai a quello sconcertante viaggio che avevo fatto in gabbia, durante la mia vita come Molly, mi chiesi se non stessimo andando a incontrare CJ. Quando Trent mi ordin di entrare nella gabbia morbida, non feci alcuna obiezione, anche se riuscivo a malapena a vedere fuori dalla piccola rete che chiudeva uno dei due lati. Quando Trent tir su l'intero oggetto ero sconcertato. Era cos diverso da quando la gente mi prendeva fra le braccia sollevandomi dal pavimento.
Andammo a fare un giro in macchina, entrambi seduti sul sedile posteriore. Era frustrante che Trent non mi avesse lasciato uscire dalla gabbia per guardare fuori dal finestrino e abbaiare a qualche cane. L dentro per c'era un bel calduccio, paragonato al vento freddo e umido che si era infilato nella mia gabbia quando io e Trent eravamo usciti di casa.
Entrammo in un altro edificio. Fui deluso perch non c'era confusione, era tranquillo, silenzioso, anche se sentivo l'odore di molte persone e di prodotti chimici. Non riuscivo a vedere granch e il modo il cui Trent muoveva la gabbia, mentre camminava, mi faceva girare la testa.
Entrammo in una piccola stanza e Trent pos la gabbia a terra. Ehi disse lui a voce bassa. Udii un fruscio.
Ciao disse una voce rotta e debole.
Qualcuno  venuto a farti visita disse Trent. Armeggi con la parte morbida della gabbia e gli leccai le dita attraverso la rete, impaziente di uscire.
Finalmente infil le mani dentro e mi afferr. Mi sollev in aria e vidi una donna sdraiata in un letto.
Max! disse la donna. E fu l che realizzai che si trattava di CJ. Il suo odore era strano, era pungente e coperto di prodotti chimici, ma la riconobbi. Mi dimenai per scendere dalle braccia di Trent, ma lui mi tenne stretto.
Devi fare piano, Max. Piano disse Trent. Mi pass gentilmente a CJ. Lei allung le sue mani calde e meravigliose. Sprofondai dentro CJ, mugolando e piangendo un po'. Non potevo farci nulla, ero cos felice di vedere la mia bambina.
Ok, Max fai piano. Va bene? Piano disse Trent.
Va bene. Ti sono mancata, non  vero Max? S, piccolo disse lei. Mi chiesi perch la sua voce era cos debole e rauca: non sembrava per niente lei. Un laccio di plastica le pendeva dal braccio e nella stanza rimbombava un suono intermittente davvero fastidioso.
Come ti senti oggi? chiese Trent.
Mi fa ancora male la gola per il tubo. Ma mi sento un po' meglio. Ho ancora la nausea per disse CJ.
Avrei voluto annusarla dalla testa ai piedi, aveva tutti quegli strani odori appiccicati addosso, ma le sue mani tese mi trattenevano. Voleva che rimanessi fermo. E cos feci.
Lo so che pensi di avere un aspetto terribile, ma paragonata a quando eri in terapia intensiva, sembra quasi che tu sia pronta a correre la maratona. Ti  tornato il colore sulle guance disse Trent. I tuoi occhi sono chiari.
Sono sicura di avere un aspetto fantastico borbott CJ.
Una donna entr in stanza e le rivolsi un ringhio basso per farle sapere che ero l per proteggere CJ.
No Max! disse CJ.
Max, no disse Trent. Si avvicin e anche lui mi mise una mano addosso. Mi ritrovai praticamente immobilizzato, mentre quella donna diede a CJ un piccolo bicchiere d'acqua e qualcosa da mangiare che non aveva nessun odore. In realt era molto piacevole essere tenuto fermo da entrambi e cos rimasi immobile.
Come si chiama? chiese la donna.
Max dissero Trent e CJ all'unisono. Scodinzolai.
Non dovrebbe stare qui. I cani non sono ammessi.
Trent si avvicin a lei.  un cane cos piccolo, non abbaia, non fa niente. Non pu rimanere per un minuto solo?
Mi piacciono i cani; non lo dir a nessuno, ma se vi scoprono non provate a dire che io lo sapevo rispose la donna.
Quando la donna and via, Trent e CJ dissero bravo cane allo stesso tempo e io scodinzolai.
Sentivo che c'erano nella mia bambina tanti sentimenti oscuri: tristezza e disperazione si mescolavano in lei e bench le stessi strofinando il muso contro, il suo umore non sembrava migliorare. Era stanca, anzi esausta, e ben presto smise anche di tenermi. La sua mano era semplicemente appoggiata su di me per forza di gravit.
Ero confuso. Perch CJ era in questa stanza? Ma ancora pi sconcertante e fastidioso fu il fatto che presto Trent mi chiam e mi trascin via al guinzaglio.
Torniamo fra qualche giorno, Max disse Trent. Sentii il mio nome ma non capii.
Bravo Max. Vai con Trent ora. No, non lo riportare, non voglio avere guai con tutto l'ospedale disse CJ. Scodinzolai sapendo di essere un bravo cane.
Ritorno domani. Cerca di riposare stanotte, ok? E chiamami quando vuoi se non riesci a dormire, mi fa piacere parlare disse Trent.
Non sei costretto a venire qui tutti i giorni, Trent.
Questo lo so.
Tornammo a casa di Trent. Durante i giorni seguenti Annie continu a venirmi a prendere per andare a passeggio con Harvey, Jazzy e Zen, ma ora, quando Trent rientrava a casa la sera, riuscivo vagamente a sentire l'odore di CJ sulle sue mani, assieme a tanti altri strani odori.
Tornammo in quella piccola stanza uno o due giorni dopo e CJ dormiva ancora in quel letto. Il suo odore era migliorato e quando Trent mi fece uscire dalla gabbia morbida si mise a sedere.
Max! grid lei felice. Le saltai fra le braccia e CJ mi strinse a s. Non aveva pi quel laccio attaccato al braccio e non c'era pi quel suono intermittente nella stanza.
Chiudi la porta Trent. Non voglio che Max finisca nei pasticci.
Mentre CJ e Trent parlavano io mi acciambellai sotto il braccio di CJ rivendicando il mio posto sul letto. Se Trent fosse andato via non avrebbe cercato di portarmi con s. Stavo quasi per addormentarmi quando sentii la porta aprirsi e una donna dire: Oh mio Dio!. Riconobbi la sua voce all'istante.
Gloria.
Fece irruzione nella stanza, rifil il mazzo di fiori con cui era arrivata a Trent e si avvicin al letto di CJ. Aveva addosso l'odore di quei fiori e tanti altri profumi dolci che mi fecero lacrimare gli occhi.
Hai un aspetto orribile disse a CJ.
Piacere di vederti, Gloria.
Ma ti danno da mangiare? Che posto  questo?
 un ospedale disse CJ. Te lo ricordi Trent?
Salve signora Mahoney disse Trent.
Ma certo, lo so che  un ospedale, non era quello che intendevo. Ciao Trent.
Gloria guard Trent, poi si rivolse di nuovo a CJ. Non sono mai stata tanto preoccupata in vita mia. Sono quasi morta dallo spavento!
Mi dispiace disse CJ.
Tesoro, credi che non abbia passato momenti difficili anch'io? Eppure ho sempre trovato la forza di andare avanti. Sei un fallito solo se vedi te stesso come un fallito, te l'ho detto. Questo  successo... sono quasi svenuta. Sono corsa qui nel momento in cui l'ho saputo.
Dieci giorni fa disse Trent.
Gloria lo guard. Scusa?
L'ho chiamata dieci giorni fa. Non  esattamente il momento in cui lo ha saputo.
Be'... non avrebbe avuto alcun senso venire qui mentre era in coma rispose Gloria accigliata.
Ovviamente rispose Trent.
Ha ragione disse CJ. Lei e Trent si sorrisero.
Non li posso soffrire gli ospedali. Li odio disse Gloria.
In questo sei davvero unica disse CJ. La maggior parte della gente li adora. Stavolta fu Trent a sorridere.
Bene Trent. Credi che una madre abbia il diritto di parlare con sua figlia? chiese Gloria con freddezza.
Certo. Trent fece per andarsene.
Portati via anche il tuo cane gli disse Gloria. Guardai CJ quando sentii la parola cane.
Il cane  mio. Si chiama Max disse CJ.
Chiamami se hai bisogno di qualcosa disse Trent uscendo dalla stanza.
Gloria si sedette sull'unica sedia disponibile. Be' non c' dubbio che questo posto sia deprimente. Quindi Trent  ritornato in gioco?
No. Trent non  mai stato "in gioco", Gloria.  il mio migliore amico.
Va bene, chiamalo come vuoi. Sua madre, che ovviamente non vedeva l'ora di chiamarmi appena ha saputo che mia figlia aveva preso delle pillole con il liquido antigelo, mi ha detto che  il vice direttore della banca per cui lavora. Non gli credere quando si comporta come se fosse chiss che. Nelle banche danno qualifiche a chiunque.  cos che evitano di pagare degli stipendi decenti.
Trent si occupa di investimenti bancari e lo fa con grande successo rispose seccata CJ.
Giusto. A proposito di investimenti, ho delle novit piuttosto importanti.
Dimmi.
Cari mi chieder di sposarlo.
Cari?
Ti ho parlato di Cari. Ha accumulato una fortuna vendendo quegli aggeggi per le monete. Sai quelle cose in cui infili il gettone come per le asciugatrici nelle lavanderie? Ha una casa in Florida e una barca a vela di venti metri! Ha anche un appartamento a Vancouver ed  proprietario di parte di un hotel a Vail. Possiamo andarci quando vogliamo. Vail! Ho sempre desiderato andare a Vail, ma non ho mai incontrato la persona giusta. Dicono che Vail sia un po' come Aspen ma senza la gente del posto a renderla pi brutta.
Quindi ti sposi?
S. Cari mi chieder di sposarlo il mese prossimo. Stiamo per andare ai Caraibi.  l che ha chiesto a entrambe le mogli di sposarlo. Quindi, capisci, fai due pi due. Vuoi vedere una foto?
Sicuro.
Sbadigliai e tirai su la testa mentre Gloria stava passando qualcosa alla mia bambina. CJ scoppi a ridere. Questo  Cari? Cos', un reduce di guerra?
Non so di cosa parli.
Ma ha tipo mille anni.
Niente affatto.  una persona molto distinta. Ti prego di non essere scortese. Diventer il tuo patrigno.
Signore mio. Quante volte te l'ho sentito dire? Cosa mi dici di quello che ha finito di pagare il mutuo e che mi costringevi a chiamare "pap".
La maggior parte degli uomini  inaffidabile. Cari  diverso.
Perch  antico?.
No, perch  ancora amico delle sue ex mogli. Questo la dice lunga.
Non c' dubbio. CJ mi mise una mano sulla testa, la calda sensazione del suo amore mi fece scivolare nel sonno. Mi svegliai quando sentii la rabbia di CJ.
Che cosa vuol dire che non ne vuoi parlare? CJ chiese a Gloria.
Quella famiglia  stata orribile con me. Non voglio averci nulla a che fare.
Ma non  giusto nei miei confronti. C' un legame di sangue fra di noi. Voglio sapere quali sono le mie origini.
Ti ho tirata su da sola, senza nessun aiuto.
Avvertii la tristezza crescere dentro CJ, ma era ancora arrabbiata. Mi ricordo cos poco di quando pap mi portava l da bambina. Mi ricordo... mi ricordo che c'era un cavallo. Mi ricordo le zie e la nonna.  tutto quello che ho, dei frammenti di quando avevo pi o meno sei anni.
 cos che dev'essere.
Non spetta a te deciderlo!
Ascoltami bene. Gloria si alz in piedi, era arrabbiata anche lei ora. Non vai pi a scuola e non accetto questo comportamento da bambina viziata. Verrai a vivere con me secondo le mie regole. Hai capito?
E invece non lo far disse Trent a voce bassa dalla porta.
Si voltarono entrambe a guardarlo mentre Trent avanzava nella stanza.
Non sono cose che ti riguardano, Trent disse Gloria.
Lo sono invece. CJ non ha bisogno di tutto questo ora come ora. Dovrebbe evitare qualunque stress. E non verr a casa con lei. La sua carriera da attrice  qui.
Oh, non credo diventer mai un'attrice disse CJ.
Esatto disse Gloria.
E allora diventerai qualcosa. Puoi fare tutto quello che vuoi. Ne hai tutti i mezzi, CJ. Sei tu a decidere di averne la forza disse Trent con convinzione.
Ma di che cosa stai parlando? chiese Gloria con freddezza.
Tu mi credi CJ, non  vero? chiese Trent.
Io... non posso rimanere, Trent. Non me lo posso permettere...
Ho un sacco di spazio in casa mia. Puoi trasferirti nell'altra camera da letto fino a quando non ti sarai rimessa in sesto.
E Liesl?
Oh Liesl rise lui. Ci siamo lasciati di nuovo. Stavolta credo sia per sempre, non la pregher certo di tornare insieme. Mi sono finalmente reso conto che quello che le piace  il dramma della separazione e poi tornare insieme e poi separarsi...  come una droga.
Quando  successo?
La notte prima che... lasciassi Max.
Scodinzolai.
Mi sento cos in colpa. Stavi passando tutto questo e io non ti ho mai chiesto niente disse CJ.
Va bene, avevi altro a cui pensare disse Trent con un sorriso pungente.
Possiamo tornare al punto? chiese Gloria.
Intendi dire quello di cui tu vuoi parlare? rispose CJ.
Non  quello che intendevo. Andiamo va mercoled.  gi tutto organizzato disse Gloria con decisione.
Hai bisogno di stare con qualcuno che creda in te. Io credo in te. Ho sempre creduto in te disse Trent. Avvertii la rabbia di Gloria che cresceva.
Nessuno pu accusarmi di non "credere in mia figlia". Ho sostenuto questo ridicolo trasferimento a New York, o no?
Sostenuto! rispose CJ.
La sua influenza su CJ, Gloria, non  positiva. CJ ha bisogno di guarire. Lei  l'ultima persona in grado di aiutarla disse Trent.
Sono sua madre rispose Gloria con tono gelido.
S certo l'ha partorita, non c' dubbio. Ma ora CJ  un'adulta. Una volta che un figlio  cresciuto, il lavoro  fatto.
CJ? disse Gloria. La guardai, aveva lo sguardo fisso su CJ. Poi guardai Trent che a sua volta guardava Gloria. CJ rivolgeva lo sguardo all'uno e all'altra. Gloria si mise le mani sui fianchi.
Non mi hai mai ringraziato. Tutti i sacrifici che ho fatto per te... disse lei duramente. Si volt per andare via infuriata, ma poi si ferm rivolgendo uno sguardo truce verso CJ. Torno domani, andiamo via dopodomani, come previsto. Non c' niente da aggiungere. Rivolse lo sguardo verso Trent. Da parte di nessuno.
Gloria se ne stava andando e cos scodinzolai. Il mio stress diminuiva quando Gloria non era nei paraggi.
Quella notte, quando io e Trent rientrammo a casa sua, mi chiesi se questa non fosse la nostra nuova routine: dormivamo a casa di Trent e poi andavamo nella nuova stanza di CJ con il pavimento scivoloso. Sembrava che i posti che piacevano a CJ si facessero sempre pi piccoli.
Trent mi lanci un giocattolo di gomma che rimbalz all'impazzata sul pavimento della cucina. Lo rincorsi e lo riportai a Trent. Lui rise e mi disse che ero un bravo cane.
Pi tardi, quando Trent si pieg per riempirmi la ciotola di delizioso cibo umido sopra a quello secco, colsi l'inconfondibile odore metallico nel suo alito. Ne fui sorpreso, ma feci quello per cui ero stato addestrato tanto tempo prima.
Lo segnalai.

26
Alcuni giorni dopo la visita di Gloria, CJ venne a vivere a casa di Trent. Mise le sue cose in un'altra stanza e alcuni dei suoi vestiti avevano ancora l'odore di Sneakers addosso. CJ sembrava affaticata dalla nuova organizzazione delle cose, passava un'enorme quantit di tempo a letto e il pi delle volte era triste, debole e in preda ai dolori. Io provavo a tirarla su d'animo. Trent continuava a portare a casa dei giocattoli in delle piccole buste, io li masticavo e li portavo a CJ, ma pi che tenerli svogliatamente fra le mani per farmeli afferrare e tirare, lei non sembrava molto interessata al gioco.
Trent rientrava a casa almeno una volta al giorno per farmi uscire. Non  un problema, sono giusto dietro l'angolo.
Magari domani me la sentir di portare Max a fare una passeggiata diceva CJ.
Prenditi tutto il tempo che ti serve rispondeva Trent.
CJ e Trent amavano giocare a un gioco in cui Trent si sedeva accanto a lei e le avvolgeva il braccio in un maglione simile al mio e poi stringeva una pallina fra le mani. Quando sentivo uno strano fischio, CJ e Trent rimanevano immobili. Bene, la pressione  ancora buona diceva Trent di solito. Quando CJ toglieva quel maglione faceva lo stesso rumore che faceva il mio: era come uno strappo.
Non mi era consentito giocare con quella pallina perch, a quanto sembrava, era la preferita di Trent.
Era Trent a darmi da mangiare e imparai che per ottenerlo non dovevo far altro che segnalare la presenza di quello strano odore metallico nel suo respiro, cosa che accadeva la maggior parte delle volte.
Che cosa fai Max, non preghi? mi chiedeva a volte. Io segnalavo, lui mi diceva bravo Max e poi mi premiava con la cena.
Max prega prima di mangiare disse Trent a CJ. Stavo scorrazzando per la stanza, bruciando energia, ma mi immobilizzai quando udii il mio nome insieme alla parola mangiare. Avevo gi mangiato, ma di certo non avrei fatto opposizione se Trent mi avesse dato un bocconcino speciale.
Che vuoi dire? rise CJ.
Lo giuro. Piega la testa e unisce le zampe come se pregasse.  cos carino.
Non l'ho mai visto fare una cosa del genere disse CJ.
Prega, Max! mi grid Trent. Era chiaro che voleva qualcosa da me, cos mi misi seduto e abbaiai. Risero entrambi, ma non mi diedero nessun bocconcino. A quanto pare avevo sbagliato qualcosa.
Quando finalmente CJ si tir su dal letto per spostarsi sul divano, lo fece molto lentamente spingendo una cosa che sembrava una sedia alla quale CJ si teneva saldamente aggrappata. Quella specie di sedia aveva delle palline da tennis alle estremit con le quali per non potevo giocare. Scorrazzai fra i piedi di CJ, felice di vederla in piedi, ma il suo respiro era pesante e lei non sembrava felice.
Trent invece sembr molto contento quando rientr a casa. Sei arrivata fino al divano! la salut con un sorriso.
S, ci ho messo solo un'ora.
Ma  fantastico, CJ.
Certo, come no. CJ rivolse lo sguardo altrove con un sospiro. Saltai sul divano e le spinsi il muso contro la mano per farla sentire meglio.
Dopo quella volta, tutti i giorni, CJ si alzava dal letto e camminava per casa sempre spingendo quella cosa con le palline da tennis. E poi un giorno cominciammo ad andare a passeggio all'aria aperta. La prima volta che uscii con CJ, la neve si stava sciogliendo. Le ruote delle macchine producevano dei rumori laceranti sull'asfalto e ovunque potevo sentire sgocciolii e spruzzi. Camminammo solo per alcuni metri sul marciapiede, le palline da tennis della sedia di CJ si inzupparono d'acqua. Alcuni giorni dopo, nevic di nuovo e facemmo solo qualche passo prima di rientrare. Poi usc il sole. L'aria era pi calda, la neve si stava sciogliendo e sotto il manto sentivo l'odore dell'erba.
La nostra casa aveva una stanza all'aperto chiamata balcone. Trent prepar una scatola con un tappeto, la mise la fuori e mi chiam. Qui  dove puoi fare i tuoi bisogni, va bene, Max?  il tuo speciale vasino portatile.
Il tappeto era pi morbido del pavimento di cemento del balcone. Quando fuori tirava vento mi piaceva sdraiarmi in quella scatola e respirare quel mix inebriante di odori provenienti dalla strada. A volte sentivo l'odore della signora Warren, che spesso usciva sul balcone vicino al nostro. Ciao, Max mi diceva e io scodinzolavo.
Quella scatola non  li per sdraiarcisi dentro, Max mi disse Trent quando usc sul balcone. CJ rise divertita. Non capivo cosa stesse succedendo, ma se questo serviva a rendere la mia bambina felice, allora mi sarei sdraiato sul quel tappeto il pi spesso possibile.
Quando inizi a fare sempre pi caldo, CJ inizi a fare delle passeggiate pi lunghe, sempre camminando molto lentamente. In nessuna di queste passeggiate ci fermammo a prendere Katie o altri cani.
Imparai a riconoscere il nostro percorso. Non vedevo l'ora di fermarmi, lungo la strada, davanti a un'aiuola piena di fiori. Arrivava giusto all'altezza del mio naso. Un cane maschio, che non avevo mai incontrato prima, aveva marcato il territorio. Annusai le piante con attenzione prima di fare altrettanto nello stesso posto.
A Max piace fermarsi qui e annusare i fiori disse CJ a Trent una volta che erano entrambi con me.
Bravo cane, Max. Fermati e annusa le rose disse Trent. Mi aveva appena detto che ero bravo, ma ero pi interessato all'odore di quel cane.
Certi giorni erano migliori di altri per CJ. In uno dei suoi giorni no CJ era sdraiata al letto quando sentii armeggiare alla porta. Corsi l abbaiando. Quando la porta si apr rimasi sbalordito nel riconoscere l'odore di chi era l con Trent.
Duke!
Duke si lanci nella stanza pieno di eccitazione. Mi alzai sulle zampe posteriori, gli presi il muso fra quelle anteriori e gli leccai la bocca. Ero cos felice di vederlo. Tir fuori la sua lingua enorme e me la sbatt sul muso mille volte. Guaiva e si agitava, era cos felice di essere l con me. Si butt sulla schiena e cos potei salirgli addosso, facemmo la lotta e ci contorcemmo pieni di felicit.
Andiamo, su disse Trent. Andammo nella stanza di CJ. Lei si sedette sul letto.
Duke! grid CJ.
Duke era cos eccitato di vedere CJ che salt direttamente sul letto lasciandola senza fiato dal dolore. Ehi! grid Trent.
La lampada accanto a CJ cadde a terra, ci fu un flash e presto fummo al buio. Duke, con il respiro affannoso, continu a saltare per la stanza andando a sbattere contro gli oggetti e poi si lanci di nuovo sul letto. Scendi, Duke! disse CJ. Era arrabbiata.
Gli ringhiai contro e feci per azzannargli le zampe, Duke si rannicchi sul pavimento con le orecchie abbassate. Mi resi conto che quello di cui la mia bambina aveva bisogno in questo momento era calma e tranquillit.
Quando Duke era saltato sul letto le aveva fatto male e con la sua irrequietezza aveva fatto arrabbiare sia CJ, sia Trent.
Essere un bravo cane, in questa casa, significava fare il meno rumore possibile ed essere mansueti, CJ aveva bisogno di tranquillit.
Quando Duke fu finalmente sotto controllo, CJ lo tir a s e gli gratt le orecchie. Ok, Trent. Come ci sei riuscito? chiese CJ.
Non  stato difficile rintracciare Barry. L'ho chiamato in ufficio e gli ho spiegato cosa volevo. Non poteva dire di no disse Trent.
CJ smise di grattare Duke e guard Trent. Intendi dire che non poteva dire di no a te.
Be'...
Oh Duke, sono cos felice di vederti disse CJ.
Saltai sul letto con scioltezza e mi avvicinai silenziosamente. Sapevo che CJ voleva che fossi l anch'io. Ero il cane pi importante della situazione.
Dopo che Duke se ne fu andato, invece di mangiare in camera da letto, CJ e Trent si sedettero a tavola per la cena. Mi piaceva di pi quando CJ mangiava al letto perch cos mi dava spesso dei pezzetti di cibo. Sia lei, sia Trent per, per qualche motivo, sembravano pi felici seduti a tavola dove potevo raggiungerli solo all'altezza delle gambe. Rimasi pazientemente seduto sotto al tavolo in attesa di cibo.
Magari la dialisi non sar cos terribile disse Trent.
Oddio, Trent.
Sto solo dicendo che se proprio dovr succedere, ce ne occuperemo.
Se succede a me, ce ne occuperemo? disse CJ bruscamente.
Per qualche minuto si ud solo il rumore delle forchette sui piatti.
Scusa disse CJ a voce bassa. Ti sono grata per tutto quello che stai facendo per me. Ges, sembro Gloria.
No, ne hai passate cos tante, sei in preda ai dolori e la dialisi fa paura.  normale che il fatto che io lo consideri, in qualche modo, anche una mia esperienza ti faccia arrabbiare. Quello che volevo dire  che ti aiuter in qualunque modo, non importa cosa comporter. Tutto qui.
Grazie, Trent. Non merito un amico come te rispose CJ.
Quando finirono la cena, Trent mi diede da mangiare. Amavo il rumore metallico del cibo che cadeva nella mia ciotola e cos girai intorno a Trent in attesa che la mettesse a terra.
Ora guarda. Prega, Max, prega.
Trent tenne la ciotola lontana. Era piegato in avanti e cos sentii l'odore nel suo alito. Sapevo cosa voleva e cos lo segnalai.
Visto? disse Trent ridendo divertito.
 cos strano, non ho mai visto Max fare una cosa del genere prima d'ora disse CJ.
Sta pregando disse Trent.
Le giornate si fecero sempre pi calde e cos CJ e io ci avventurammo sempre pi lontano durante le nostre passeggiate. CJ smise di spingere la sedia con le palline da tennis e inizi ad appoggiarsi a un bastone mentre ci avviavamo lenti gi per il marciapiede. Avevo imparato a essere paziente; le camminavo accanto adeguandomi al suo passo. Proteggerla ora significava assicurarmi che non cadesse o che camminare troppo velocemente non le procurasse dolore. A volte, nel bel mezzo della giornata, Trent tornava a casa e veniva a passeggio con noi. Anche lui aveva iniziato a camminare lentamente.
Era passato cos tanto tempo dall'ultima volta che avevo fatto un giro in macchina che mi ero quasi rassegnato all'idea di non essere mai pi un cane da sedile davanti. Eppure c'erano sempre cos tante macchine in strada. Cos quando Trent mi mise in una gabbia dalle pareti rigide, molto pi spaziosa di quella dai lati morbidi, e mi port fuori dall'edificio ne fui sorpreso. Mi mise sul sedile posteriore.
Allacciagli la cintura intorno disse CJ.  meno pericoloso cos.
Mugolai un po' quando la macchina si allontan con Trent al volante. Si erano dimenticati che ero l?
Oh Max, lo so, ma siamo qui davanti. L dietro  pi sicuro disse CJ.
Non capii una parola di quello che mi aveva detto, ma avvertii l'amore nella voce di CJ. Valutai le mie possibilit: avrei voluto continuare ad abbaiare fino a quando mi avrebbero fatto uscire dalla gabbia, ma poi mi ricordai di quando, nei panni di Molly, avevo fatto quel lungo viaggio in compagnia di quel cane che aveva abbaiato durante tutto il tragitto. Nessuno lo aveva fatto uscire dalla sua gabbia e il suo latrare mi aveva infastidito. Non volevo far arrabbiare CJ, era questo il modo in cui ora mi prendevo cura di lei. Cos mi sdraiai sospirando tristemente.
 la prima volta che vado via da New York ad agosto. Ero sempre cos invidiosa di tutti. Il caldo era micidiale disse CJ.
Il viaggio in macchina fu lungo.
Non mi vuoi dire dove stiamo andando? Neanche ora? chiese CJ dopo un po'.
Lo scoprirai rispose Trent. Voglio che rimanga una sorpresa il pi a lungo possibile.
Ogni volta che ci fermavamo faceva molto caldo fuori, ma passammo la notte in un posto cos freddo che dormii sotto le coperte con CJ. Trent era in un'altra stanza che per aveva pi o meno lo stesso odore della nostra.
Quando mi addormentai pensai all'ultima volta che avevo fatto un viaggio in macchina cos lungo, quello verso l'oceano. Era l che stavamo andando?
Il secondo giorno di guida CJ dorm per la maggior parte del tempo, ma quando si svegli improvvisamente mi sembr tutta eccitata.
Oh mio Dio! Stiamo andando dove penso io? chiese lei.
Gi rispose Trent.
Come lo hai trovato?
Non  stato difficile. Archivio di Stato. Ethan e Hannah Montgomery. Cos ho chiamato e ho detto che volevi andarli a trovare.
Mossi leggermente la coda nella gabbia nell'udire il nome di Ethan e quello di Hannah nella stessa frase.
Non  stato difficile per te.  possibile che tu sappia come fare tutte queste cose? Sono sempre stata io quella pi intelligente disse CJ.
Ah s, eri tu quella pi intelligente, giusto? Non riesco neanche a rispondere, i circuiti della mia memoria stanno andando in tilt.
Risero entrambi.
Lo sanno che stiamo arrivando? chiese CJ.
S. Sono tutti molto entusiasti.
Oh mio Dio, non vedo l'ora.  meraviglioso!
Mi addormentai cullato dal costante ronzio dei rumori provenienti dalla macchina.
Quando mi svegliai il profumo che si era diffuso nella macchina mi fece girare la testa. Sapevo dove eravamo e quando ci fermammo mi misi a piangere, impaziente di uscire. Ok, Max disse Trent. Quando apr la gabbia, tenendo il mio guinzaglio, fui avvolto dall'aria calda della sera. Saltai nell'erba.
Tutto sommato questo non avrebbe dovuto sorprendermi: alla fine tutti ritornavano alla Fattoria.
Tantissime persone uscirono tutte insieme dalla casa e corsero verso di noi per venire a vedere me e anche CJ.
Zia Rachel? disse CJ dubbiosa.
Guardatela! grid la donna abbracciando CJ, mentre gli altri si accalcavano attorno. C'erano tre donne, un uomo e una bambina piccola. Riconobbi l'odore di ognuno di loro, tranne quello della bambina. Sono tua zia Cindy disse un'altra donna.
Si pieg verso di me per farmi annusare la sua mano, ma Trent mi tir indietro dando uno strattone al guinzaglio e stringendomi cos il collare intorno al collo.
Oh, questo  Max, non  molto affabile disse Trent.
Scodinzolavo, ero cos felice di rivedere tutti e di essere ritornato a casa. Avremmo vissuto qui d'ora in poi? A me andava bene.
Sembra simpatico disse Cindy. Mi allungai con uno sforzo verso di lei e riuscii a leccarle una mano. Trent rise. Poco dopo Cindy mi prese in braccio e mi ritrovai naso a naso con ognuno della famiglia.
Entriamo disse Cindy. Pass il guinzaglio alla bambina piccola. Il suo nome era Gracie.
Era cos bello salire sui gradini di legno, anche se era molto pi faticoso rispetto a quando ero un cane pi grande. Conoscevo la strada e ne fui orgoglioso, passai attraverso la porta per primo, il guinzaglio si era allentato, Gracie lo aveva lasciato cadere.
C'era una donna seduta su una sedia in soggiorno. Era anziana, ma avrei riconosciuto il suo profumo ovunque. Saltellai per la stanza e mi lanciai sulle sue gambe. Era Hannah, la compagna di Ethan.
Santo cielo rise lei. Io mi dimenai e le leccai la faccia.
Max! grid Trent. Il suo tono era severo, cos mi affrettai a scendere dalle gambe di Hannah e gli corsi incontro per vedere in quale sorta di guai mi ero cacciato. Afferr il mio guinzaglio.
Nonna? chiese CJ.
Hannah si alz in piedi lentamente, CJ le and incontro e si abbracciarono a lungo. Piangevano, ma l'amore e la felicit di entrambe si diffusero nella stanza e fecero commuovere tutti.

27
Non rimanemmo a vivere alla Fattoria, ma passammo l pi di una settimana.
Mi piaceva andare in giro con il naso schiacciato a terra alla ricerca di tutti quegli odori familiari. C'erano le anatre nel lago, come al solito un'intera famiglia. Rimasi a guardarle per un po', ma non mi presi la pena di inseguirle. Non solo non ne ricavavo mai niente, ma le due anatre pi grandi erano grosse quanto me. Dopo tanto tempo questa fu la prima volta in cui pensai a quanto fossi piccolo. C'era qualcosa che non andava nel fatto che un cane fosse grande quanto un'anatra.
C'era odore di cavallo nella stalla, ma dell'animale non c'era traccia, il che a mio avviso era una fortuna. Se CJ fosse entrata l dentro avrei dovuto affrontare quel cavallo di nuovo, ma la prospettiva di doverlo fare ora nelle vesti di Max, e non in quelle di Buddy, mi fece paura. E non poco.
CJ pass la maggior parte del suo tempo camminando e parlando con Hannah, che dal canto suo si muoveva lentamente quanto la mia bambina. Rimasi al loro fianco, orgoglioso di proteggerle entrambe.
Non ho mai perso la speranza disse Hannah. Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, Clarity. Voglio dire CJ, scusami.
Non ti preoccupare disse CJ. Mi piace quando sei tu a chiamarmi cos.
Quando il tuo ragazzo mi ha chiamato sono riuscita a malapena a trattenermi dal gridare come una ragazzina.
Oh, Trent? No, non  il mio ragazzo.
Ah no?
No, siamo amici da una vita, ma non siamo mai stati una coppia.
Interessante disse Hannah.
Che cosa? Perch mi guardi cos.
Niente. Sono solo felice che tu sia qui.
Un pomeriggio si mise a piovere. Il rumore della pioggia sul tetto era forte tanto quello delle macchine che sentivo quando mi sdraiavo sul balcone sul mio tappeto speciale, ma senza i clacson. Le finestre erano aperte e l'odore umido della terra inond la stanza. Ero sdraiato pigramente ai piedi di CJ, e lei e Hannah se ne stavano sedute a mangiare biscotti senza darmene neanche uno.
Mi sento in colpa per non aver fatto tutto il possibile disse Hannah.
No, nonna. Se Gloria ti ha mandato quella lettera dell'avvocato...
Non  solo quello. Tua madre ha cambiato casa cos tante volte dopo che Henry... dopo l'incidente aereo. E a volte la vita diventa cos caotica che non ti accorgi di quanto velocemente passi il tempo. Avrei dovuto fare qualcosa, magari assumere un avvocato.
Stai scherzando? Conosco Gloria. Ci sono cresciuta. Se ti ha detto che avrebbe intentato causa contro di te, lo avrebbe fatto davvero.
La mia bambina si avvicin a Hannah e la abbracci. Sospirai sentendo l'odore delle briciole dei biscotti ancora sul piatto. A volte le persone danno al proprio cane il piatto da leccare, ma la maggior parte delle volte se ne dimenticano.
Ho qualcosa per te disse Hannah. Vedi quella scatola con i fiori rosa sullo scaffale? Guardaci dentro.
CJ attravers la stanza e cos scattai in piedi. Ma lei si limit a prendere una scatola che non aveva un odore interessante e a riportarla indietro.
CJ si mise la scatola sulle gambe. Che cosa sono questi? chiese lei.
Sono biglietti d'auguri. Tutti gli anni ti compravo un biglietto e ti scrivevo quello che era successo nell'arco dell'anno, a partire dal tuo precedente compleanno. Matrimoni, nascite...  tutto l. Non mi sono resa conto, quando ho iniziato, di quanti biglietti avrei finito per scrivere. A un certo punto ho dovuto prendere una scatola pi grande. Nessuno immagina di superare i novantanni ridacchi Hannah.
CJ stava giocando con i fogli nella scatola, si era completamente dimenticata dell'ovvio legame fra le briciole dei biscotti e il suo meritevole cane Max.
Oh nonna, questo  il regalo pi incredibile che abbia mai ricevuto.
Durante la cena mi sdraiavo sotto il tavolo e Rachel, Cindy e altre persone si sedevano con CJ e parlavano e ridevano. Erano tutti molto felici. Per questo fui sorpreso quando un giorno Trent inizi a portare le valigie fuori di casa e a sistemarle in macchina. Sapevo che, nonostante CJ fosse felice qui, saremmo andati via.
Gli esseri umani fanno cos: bench sia pi divertente stare alla Fattoria o al parco dei cani, loro decidono di andarsene e cos lo fanno e basta. Il dovere di un cane, una volta che ha marcato il territorio,  quello di seguirli.
Ero in macchina nella mia gabbia. La mia bambina si era completamente dimenticata del fatto che fossi un cane da sedile davanti.  come se mia nonna mi avesse restituito tutti i ricordi della mia vita. La vita che non ho vissuto. Tutti i miei ricordi in una scatola disse CJ mentre ci allontanammo in macchina. CJ piangeva e cos mugolai. Volevo consolarla anche se non riuscivo a vederla.
Va tutto bene, Max mi disse lei. Scodinzolai quando udii il mio nome. Non sto piangendo perch sono triste. Sono felice di aver rivisto tutti quanti, ma al tempo stesso so di aver perso cos tante cose e so che avrei potuto perderne tante altre...
 tutto cos intenso disse Trent con un filo di voce.
Ges, se lo  sospir CJ.
Mi acciambellai. Era ovvio che qualunque cosa stesse accadendo, CJ e Trent non mi avrebbero invitato a prenderne parte.
Dopo diverse ore di viaggio, mi misi seduto nella mia gabbia perch, per la seconda volta durante il nostro lungo giro in macchina, sentii degli odori familiari. Alla fine ci fermammo, aspettai paziente nella mia gabbia che mi facessero uscire, ma CJ e Trent rimasero semplicemente seduti sui loro sedili.
Va tutto bene?
Non lo so. Non so se voglio vederla.
Va bene.
No disse CJ. Voglio dire, ogni volta che la vedo finisco per stare male. Non  terribile?  mia madre.
Se  cos che ti senti non puoi farci nulla.
Non credo di farcela.
Va bene allora disse Trent.
Ne avevo avuto abbastanza. Piagnucolai pieno di frustrazione.
Fai il bravo, Max disse CJ. Scodinzolai sapendo di essere un bravo cane.
Allora sei sicura? Vuoi andare via? chiese Trent.
S. No! No, dovrei entrare, del resto siamo arrivati fin qui disse CJ. Tu aspettami qui, ok? Vado a vedere di che umore .
Va bene. Io e Max non ci muoviamo da qui.
Scodinzolai. Lo sportello della macchina si apr e udii CJ uscire. Non appena lo sportello si richiuse rimasi in attesa pieno di speranza, ma CJ non mi fece uscire.
Va tutto bene Max disse Trent. Lanciai un guaito. Dov'era la mia bambina? Trent si sporse verso di me, infil le dita fra le sbarre della gabbia e cos gliele leccai.
Lo sportello si apr di nuovo, la macchina oscill e CJ salt dentro. Scodinzolai nella speranza che mi facesse uscire e che mi accarezzasse per festeggiare il suo ritorno, ma lei si limit a richiudere lo sportello. Non crederai a quello che sto per dirti.
Che cosa?
Si  trasferita. La donna che ha aperto la porta vive l da un anno e ha comprato la casa da un uomo di una certa et.
Stai scherzando? Pensavo che quel suo fidanzato, il figlio di quel senatore, le avesse estinto il mutuo e che la casa sarebbe rimasta a lei disse Trent.
S  cos, ma a quanto pare l'ha venduta comunque.
Be', vuoi chiamarla? Probabilmente il suo numero di cellulare  lo stesso.
No, sai cosa? Lo prender come un segno.  come un brutto scherzo in cui i tuoi genitori cambiano casa e non ti dicono il loro recapito. Ecco, questo  quello che ha fatto Gloria con me. Andiamocene.
La macchina ripart di nuovo. Mi misi gi sospirando.
Vuoi passare vicino alla tua vecchia casa? chiese CJ.
No, va bene cos. Questo viaggio era per te. Ho tanti bei ricordi in quella casa, ma dopo che i miei genitori sono andati in pensione e l'hanno venduta preferisco ricordarmela cos com'era, senza vedere i cambiamenti. Capisci cosa voglio dire?
Da quel momento in poi viaggiammo a lungo senza che nessuno facesse il bench minimo rumore. Ero addormentato, ma mi svegliai quando udii CJ. C'era una nota di paura nella sua voce.
Trent?
S?
 vero, no? Questo viaggio  stato tutto per me. Tutto quello che hai fatto dal giorno in cui sono andata in ospedale, lo hai fatto per me.
No,  stato divertente anche per me.
Tutto quanto. Rintracciare la mia famiglia, fare questa deviazione per farmi vedere Gloria, anche se sapevamo entrambi che avrei fatto la parte del coniglio all'ultimo momento.
Alzai la testa. Coniglio?
 da quando siamo bambini che mi sei accanto. Lo sai? Sei la mia roccia.
Mi rigirai nella mia gabbia e mi sdraiai.
Ma non  per questo che ti voglio bene, Trent. Ti voglio bene perch sei il miglior uomo del mondo.
Trent rimase in silenzio per un momento. Ti voglio bene anch'io, CJ disse Trent. Poi avvertii la macchina girare e rallentare fino a fermarsi. Mi tirai su e mi diedi una scrollata.
Credo di aver bisogno di una piccola pausa disse Trent.
Aspettai pazientemente che mi facessero uscire, ma sentivo solo dei fruscii provenire dai sedili davanti e il rumore di quello che mi sembravano due persone mangiare. Magari stavano mangiando il coniglio? Non ne avevo sentito l'odore, ma l'idea mi mise in agitazione comunque. Alla fine abbaiai.
CJ rise. Max! Ci siamo completamente dimenticati di te.
Scodinzolai.
Presto scoprii che quella non era l'ultima volta che vedevo Hannah e la sua famiglia. Poco dopo il nostro ritorno a casa, mi portarono in una grande stanza piena di gente seduta in fila, come se stessimo per giocare al gioco che mi aveva insegnato Andi quando ero stato Molly. Trent mi tenne stretto a s, ma mi dimenai quando sentii l'odore di Cindy, Rachel e Hannah. Rachel si mise a ridere e mi prese in braccio, mi pass a Hannah e le leccai la faccia. Fui gentile e feci molta attenzione, non come avrebbe fatto Duke, perch Hannah sembrava debole e con lei c'era sempre qualcuno che la teneva per un braccio.
Anche la sorella di Trent, Carolina, e i suoi genitori erano l. Ne fui sorpreso perch non avevo mai sentito il loro odore addosso a Trent e cos avevo immaginato che non fossero pi vivi.
Ero cos felice di vederli! Anche CJ era contenta, come non ricordavo di averla mai vista. C'era cos tanta felicit e amore nell'aria, fra tutte le persone presenti l e fra CJ e Trent, che non potei fare altro che abbaiare. CJ mi prese in braccio e mi abbracci. Fai silenzio Max mi sussurr lei baciandomi sul naso.
Avevo qualcosa di morbido sulla schiena e camminai con CJ fra tutta quella gente verso Trent. Mi misi seduto con loro mentre parlavano, poi si baciarono e tutti nella stanza gridarono. Abbaiai di nuovo.
Fu un giorno meraviglioso. Ogni tavolo era ricoperto da una tovaglia e cos rimaneva un po' di spazio l sotto, perlopi occupato dalle gambe della gente e da pezzetti di carne e pesce. C'erano fiori e piante dappertutto e l'intero posto profumava come un parco per cani. Mi misi a giocare con dei bambini che ridevano e mi correvano dietro e cos quando Trent mi prese in braccio e mi port fuori per fare i miei bisogni non vidi l'ora di rientrare.
CJ indossava un vestito tutto a strati; c'era poco spazio anche l sotto e niente da mangiare, solo le sue gambe. Quando mi infilavo l sotto, la mia bambina rideva sempre e si abbassava per tirarmi fuori. Oh Max, ti stai divertendo? mi chiedeva CJ ogni volta che uscivo fuori, poi mi prendeva in braccio e mi dava un bacio sulla testa.
Ha corso come un pazzo tutto il giorno disse Trent. Dormir come un sasso stanotte.
Bene disse CJ e risero entrambi.
 un giorno perfetto. Ti amo, CJ.
Ti amo anch'io, Trent.
Sei la sposa pi bella nella storia dei matrimoni di tutti i tempi.
Anche tu non sei male. Non ci posso credere che ci siamo sposati.
Per tutto il tempo che vuoi. Per sempre. Sarai mia moglie per sempre.
Si baciarono, cosa che ultimamente avevano fatto spesso. Scodinzolai.
Ho ricevuto un messaggio di Gloria disse alla fine CJ mettendomi gi.
Che la maledizione dei sette demoni ricada su di noi e sulla nostra terra?
CJ rise. No, anzi. Per essere un messaggio di Gloria era carino. Diceva che le era dispiaciuto non aver partecipato al matrimonio, ma era sicura che avrei capito perch.
Non capisco rispose Trent.
Va bene. Mi ha detto che  orgogliosa di me e che tu sei un buon partito. Mi ha augurato un fantastico matrimonio anche se lei non c'era. Ha detto anche che il suo rimpianto pi grande  quello di non aver cantato al mio matrimonio. Era sempre stata convinta che lo avrebbe fatto.
Be' di sicuro non  il mio pi grande rimpianto disse Trent.
Arrivato alla fine della giornata ero cos pieno e stanco che tutto quello che riuscivo a fare era scodinzolare quando le persone si piegavano per baciarmi e parlarmi. Quando mi avvicinarono a Hannah le baciai la faccia, leccando qualcosa di dolce dalle sue labbra. Il mio cuore era pieno d'amore nei suoi confronti.
Ciao Max. Sei un cane cos dolce mi disse Hannah. Un cane cos bravo. Cos bravo.
Mi piacevano le parole che uscivano dalla bocca di Hannah.
Quell'inverno CJ fu in grado di fare delle passeggiate pi lunghe e di camminare pi velocemente. Trent, seduto accanto a CJ, continuava a giocare con quella sua pallina di gomma che emetteva fischi. Non capir mai perch, ma neanche una volta gli venne in mente di lanciarmela.
Il valore della pressione  buono diceva di solito Trent. In questo caso buono non aveva nulla a che fare con cane.
Stai prendendo gli amminoacidi?
Sono stufa di questa dieta a basso tasso proteico. Voglio un hamburger con sopra una bistecca disse CJ.
Quell'anno non festeggiammo Felice Ringraziamento anche se un giorno ne sentii l'odore per tutto il palazzo. Trent e CJ mi lasciarono da solo per diverse ore e, quando tornarono a casa, i loro vestiti e le loro mani erano pieni dei fantastici odori del Felice Ringraziamento. Li annusai sospettoso. Le persone potevano festeggiare il Felice Ringraziamento senza il cane? Mi sembr improbabile.
Festeggiammo il Buon Natale per. Trent costru una cosa nel soggiorno che odorava come il mio tappeto all'esterno e ci appese dei giocattoli per gatti. Quando scartammo dei pacchi, nel mio trovai dei deliziosi giocattoli da masticare.
Dopo Buon Natale, CJ inizi a lasciarmi solo per la maggior parte della giornata, diverse volte alla settimana. Non aveva mai addosso l'odore di altri cani e cos sapevo che non stava andando a passeggio con loro senza di me.
Com' andata la lezione oggi? le chiedeva spesso Trent.
CJ sembrava felice di avermi lasciato da solo, cosa che non aveva nessun senso. Secondo me, la mancanza di un cane avrebbe dovuto solo rendere le persone tristi.
A volte per sentivo che CJ si sentiva molto debole e stanca.
Guarda come  gonfia la mia faccia! si lamentava con Trent.
Magari dovremmo dire al medico di aumentare i diuretici.
Al momento passo gi abbastanza tempo in bagno replicava duramente lei. Cos le spingevo il muso contro la mano, ma CJ non sembrava trarne lo stesso piacere che ne traevo io. Volevo che il contatto fra di noi la facesse sentire felice tanto quanto me, ma gli esseri umani sono creature pi complicate dei cani. Noi li amiamo sempre con gioia, ma loro a volte si arrabbiano con noi, proprio come quella volta che avevo mangiato le scarpe tristi.
Un giorno, quando Trent rientr a casa, CJ era seduta in soggiorno, guardava fuori dalla finestra tenendomi sulle sue gambe. Era triste. Che cosa succede? le chiese Trent.
CJ si mise a piangere. Sono i miei reni disse lei. Hanno detto che  troppo pericoloso per me avere dei bambini.
Trent la strinse a s e si abbracciarono. Infilai il muso fra di loro per farmi accarezzare da entrambi. Anche Trent era triste. Potremmo adottare un bambino. Abbiamo adottato Max, giusto? Guarda come  andata bene.
Scodinzolai quando udii il mio nome, ma CJ si liber dall'abbraccio.
Non puoi sistemare sempre le cose, Trent! Ho rovinato tutto. E questo  il prezzo che tutti noi dobbiamo pagare, va bene? Non mi serve che tu mi dica che va tutto bene.
CJ si alz in piedi, mi mise a terra e se ne and sbattendo i piedi. Le corsi dietro, ma quando arriv alla fine del corridoio mi chiuse la porta in faccia. Poco dopo mi voltai, ritornai da Trent e gli saltai sulle gambe. Avevo bisogno che mi consolasse.
A volte le persone erano arrabbiate le une con le altre, e questo non aveva nulla a che fare con le scarpe. Era qualcosa al di l della mia comprensione, ma l'amore che c'era fra la mia bambina e Trent, quello s che lo capivo. Passavano giorni abbracciati sul divano o nel letto e spesso stavano seduti con le loro teste che sembravano quasi toccarsi.
Sei l'amore della mia vita, CJ le diceva spesso Trent.
Ti amo anch'io, Trent rispondeva CJ. In momenti come questi l'adorazione che Trent e CJ provavano l'uno per l'altra mi faceva dimenare dalla gioia.
Nonostante mi piacesse indossare il mio maglione, ero molto pi felice quando l'aria si faceva pi calda e umida. Quell'anno per CJ sedeva sul balcone con una coperta e mi rendevo conto di quanto sentisse freddo dal modo in cui mi stringeva a s. La sentivo spegnersi, perdere le forze, diventare ogni giorno pi debole.
La signora Warren usciva spesso sul balcone vicino al nostro, per giocare con le piante. Buongiorno signora Warren le diceva CJ.
Come ti senti oggi, CJ? Un pochino meglio? rispondeva la signora Warren.
Un po' le diceva di solito CJ.
Non vidi mai la signora Warren in nessun altro posto, solo sul suo balcone. A volte per ne sentivo l'odore nell'ingresso del palazzo. La signora Warren non aveva un cane.
Quando un pomeriggio Trent rientr a casa CJ gli disse: Guarda i miei polsi, sono gonfi.
Tesoro, sei stata fuori al sole tutto il giorno? chiese lui.
Sto morendo di freddo.
Non sei andata a lezione?
Che cosa? Che giorno  oggi?
Oh CJ, sono preoccupato per te. Fammi controllare la pressione.
Trent tir fuori la sua pallina speciale, rimasi all'erta mentre lo vedevo stringerla fra le mani. Magari stavolta mi avrebbe consentito di giocarci.
Forse  arrivato il momento di considerare una terapia pi definitiva.
Non voglio fare la dialisi, Trent!
Amore, tu sei il centro del mio universo. Morirei se ti accadesse qualcosa. Ti prego CJ, andiamo dal medico. Per favore.
CJ and a letto presto quella sera. Trent non mi chiese di pregare quando mi diede da mangiare, ma l'odore nel suo respiro era cos forte che lo feci comunque. Bravo cane disse Trent in quel modo in cui fanno spesso le persone: elogiano un cane senza neanche guardarlo.
La mattina seguente, poco dopo che Trent fu andato via, CJ cadde in cucina.
Un minuto prima stava andando a riempirsi di nuovo un bicchiere d'acqua in cucina, e quello successivo era a terra sul pavimento.
Sentii lo schianto sotto i cuscinetti delle mie zampe, le corsi incontro e le leccai la faccia, ma lei non reag.
Mugolai e poi mi misi ad abbaiare. CJ non si mosse. Il suo alito aveva un odore pungente e nauseante e il suo respiro era corto.
Ero fuori di me. Corsi davanti alla porta di casa, ma non sentii nessuno dall'altro lato. Abbaiai. Mi lanciai fuori sul balcone.
La signora Warren era inginocchiata di fuori a giocare con le sue piante. Le abbaiai.
Ciao Max mi grid lei.
Pensai alla mia bambina che si era sentita male, svenuta sul pavimento della cucina. Dovevo far capire alla signora Warren cosa stava succedendo. Mi spinsi in avanti fino a quando il mio muso fu tra le sbarre della ringhiera e le abbaiai con urgenza. C'era nella mia voce un'evidente nota di isterismo.
La signora Warren si pieg a guardarmi. Abbaiai ancora e ancora.
Che cosa c', Max?
Quando udii la domanda e il mio nome, mi voltai indietro e corsi nell'appartamento per farle capire che il problema era l dentro. Corsi di nuovo fuori al balcone e abbaiai ancora.
La signora Warren si alz in piedi. CJ? disse lei timidamente, sporgendosi per cercare di guardare dentro casa nostra.
Continuai ad abbaiare. Zitto Max disse la signora Warren. Trent? CJ?
Continuai ad abbaiare. Lei scosse la testa e and verso la porta, la apr ed entr. Quando la richiuse dietro di s fui preso cos alla sprovvista che smisi di abbaiare.
Che cosa stava facendo?
Mugolando mi precipitai dalla mia bambina. Il suo respiro si stava facendo debole.

28
Bench non servisse a niente andai alla porta e la grattai disperatamente. Le mie unghie lasciarono un solco nel legno, ma niente di pi. Piangevo dalla paura, la mia voce era stridula e acuta. E poi udii un rumore dall'altro lato della porta, un rumore di passi. Abbaiai, infilai il muso sotto la porta e sentii l'odore della signora Warren e di un uomo chiamato Harry che spesso portava con s degli attrezzi in giro per il palazzo.
La porta si apr un po'. C' nessuno? grid Harry.
CJ? Trent? disse la signora Warren. Entrarono circospetti nella stanza. Andai verso la cucina, guardando dietro di me per assicurarmi che mi seguissero.
Oh mio Dio disse la signora Warren.
Qualche minuto pi tardi vennero alcuni uomini, misero CJ su un letto e la portarono via. Nel frattempo la signora Warren mi prese in braccio, mi accarezz e mi disse che ero un bravo cane. Il cuore mi batteva forte ed ero in preda a una paura disperata. Mi mise gi. Lei, Harry e tutti gli altri andarono via e mi ritrovai l da solo.
Feci su e gi per la stanza, ansioso e preoccupato. La luce si fece sempre pi fioca, presto fu notte e CJ non era ancora tornata a casa. La rividi sdraiata con la faccia contro il pavimento della cucina e mugolai al solo pensiero.
Quando finalmente udii la porta di casa, era Trent. CJ non era con lui.
Oh Max, mi dispiace tanto disse lui.
Mi port fuori e mi sentii sollevato quando potei finalmente fare i miei bisogni fra i cespugli. Dobbiamo starle vicino, Max. A CJ non piacer la dialisi, ma non ha altra scelta. Lo dobbiamo fare. Sarebbe potuta andare molto peggio.
Quando CJ torn a casa qualche giorno dopo, era molto stanca e and dritta al letto. Mi accoccolai vicino a lei, sollevato e al tempo stesso preoccupato da quanto sembrasse triste e frustrata.
Da quel momento in poi, diverse volte a settimana, io e CJ iniziammo a fare dei viaggi seduti sui sedili posteriori di una macchina. Ci venivano a prendere direttamente davanti al nostro palazzo. Inizialmente Trent veniva sempre con noi. Andavamo in una stanza e ci sdraiavamo l in silenzio mentre alcune persone si prendevano una cura eccessiva della mia bambina. Quando arrivava l, CJ non si sentiva mai bene ed era sempre debole. Quando si alzava dal divano era esausta e triste. Mi resi conto per che non era colpa delle persone che erano l intorno a lei, neanche quando le facevano male al braccio. Non ringhiavo loro contro come avrei fatto in passato.
Il giorno dopo la nostra visita in quel posto era di solito una giornata positiva per CJ. Si sentiva pi forte e felice.
Hanno detto che potrebbero passare anni prima che ci sia un rene per me disse CJ una notte. Ce ne sono cos pochi disponibili.
Be', stavo giusto pensando a cosa regalarti per il tuo compleanno rise Trent. Ce ne ho uno della misura giusta, proprio qui.
Non ci pensare neanche. Non prender il tuo o quello di una qualunque persona vivente. Sono stata io a mettermi in questa situazione.Trent.
Me ne serve uno solo. L'altro  di riserva, non lo uso praticamente mai.
Divertente. No. Ne prender uno da un donatore cadavere alla fine. Ci sono persone che vanno avanti con la dialisi per vent'anni. Succeder quando succeder.
Quell'inverno CJ rientr a casa un giorno con una gabbia di plastica. Quando la apr fui stupito di vedere Sneakers uscire da l! Le corsi incontro, ero davvero felice di vederla, ma lei inarc la schiena, tir indietro le orecchie e mi soffi contro. Mi bloccai, che cosa c'era che non andava con Sneakers?
Lei pass la giornata ad annusare l'appartamento, mentre io la seguivo cercando di coinvolgerla in un qualche gioco. Ma Sneakers non voleva avere niente a che fare con me.
Come stanno i figli della signora Minnick? chiese Trent durante la cena.
Credo si sentano in colpa. Non sono quasi mai andati a trovarla e poi un bel giorno lei se n' andata disse CJ.
Sneakers salt silenziosa sul bancone della cucina e si guard intorno, dall'alto del suo piedistallo, con aria sdegnosa.
Cosa? Che cosa c'? disse Trent.
Sto solo pensando a Gloria. Sar cos anche per me? Un giorno se ne andr e mi pentir di non aver fatto di pi?
Vuoi andare a trovarla? O chiederle di uscire?
Vuoi la verit? Non ne ho idea.
Devi solo farmelo sapere.
Sei il miglior marito del mondo, Trent. Sono cos fortunata.
Sono io quello fortunato, CJ. Per tutta la mia vita non ho voluto che una ragazza e ora quella ragazza  mia moglie.
CJ si alz e io scattai in piedi, anche se tutto quello che fece lei fu saltare sulla sedia di Trent premendo la sua faccia contro quella di lui. Appoggiati l'uno contro l'altra iniziarono a scivolare di lato.
Adesso reggimi disse CJ mentre scivolarono dalla sedia e finirono sul pavimento ridendo. Fecero la lotta per un po'. Guardai Sneakers, sembrava che non le importasse niente di niente. Quello che invece avvertii fra Trent e la mia bambina era un amore forte e completo.
Alla fine Sneakers divenne pi affettuosa. Mentre me ne stavo sdraiato sul pavimento, lei si avvicinava con passo felpato, mi strofinava il muso contro e mi leccava le orecchie. Di giocare alla lotta per, come in passato, non aveva alcuna voglia. Non potei che concludere che il tempo che aveva trascorso senza un cane non le aveva fatto bene.
CJ e Trent passavano le serate avvolti in una coperta sul balcone oppure, nelle notti pi fredde, abbracciati sul divano. A volte CJ si metteva delle scarpe che odoravano di buono e lei e Trent uscivano. Quando rientravano erano sempre felici. Anche se CJ fosse stata triste dubito che avrei fatto qualcosa alle sue scarpe.
Passeggiavamo per strada e nel parco. A volte CJ si addormentava su una coperta stesa sull'erba, Trent le si sdraiava accanto e la guardava con il sorriso stampato sul volto.
Le giornate passate nel parco mi rendevano famelico e volevo mangiare non appena rientravamo a casa. Un giorno mentre saltellavo impaziente per la cucina guardando Trent prepararmi la cena qualcosa cambi nella nostra routine.
Mi ci vorr una vita a prendere la laurea e poi se penso al mio master, avr pi di trent'anni. Un tempo trent'anni sembravano cos tanti!
CJ tenne la mia ciotola sospesa in aria. Bene Max. Prega disse lei.
Mi irrigidii. Volevo la mia cena, ma quel comando aveva senso solo se associato al persistente odore che a volte coglievo nel respiro di Trent.
Con me lo fa sempre sottoline Trent. Max? Prega!
Era CJ ad avere la mia cena e io stavo morendo di fame. Andai verso Trent, era piegato in avanti e cos colsi quell'odore. Lo segnalai.
Bravo cane! mi elogi Trent. CJ mise la mia ciotola a terra e mi precipitai a mangiare. Mi resi conto che era rimasta in piedi sopra di me, con le mani sui fianchi.
Che cosa c'? chiese Trent.
Max non prega mai per me. Lo fa solo per te.
E quindi?
Io mi stavo ingozzando di cibo.
Appena ha finito voglio provare a fare una cosa disse CJ. Mi concentrai sulla mia ciotola e quando ebbi finito la leccai. Ok, chiamalo.
Max! Vieni qui! disse Trent. Obbedii e cos gli andai incontro e mi sedetti.
C'era stato un tempo in cui, in un'occasione simile, Trent mi avrebbe chiamato, io sarei corso da lui e avrei ricevuto qualcosa di prelibato da mangiare, ma quei giorni erano andati, per qualche motivo.
Ora piegati su di lui come se stessi posando la sua ciotola sul pavimento disse CJ.
Che cosa stiamo facendo?
Fallo. Per favore.
Trent si pieg su di me. L'odore era particolarmente forte oggi.
Prega! grid CJ.
Segnalai ubbidiente.
Oh mio Dio. Ma  possibile? Alzai la testa di scatto e guardai CJ. Una paura improvvisa era apparsa dentro di lei e ora aveva portato una mano sulla bocca. Le andai incontro e le strofinai il muso contro, non ero sicuro da che cosa si sentisse minacciata.
Che cosa c' che non va? Perch hai quella faccia? chiese Trent.
Trent, voglio che tu faccia una cosa per me rispose CJ.
Che cosa? Cosa vuoi che faccia?
Voglio che tu vada dal medico.
Che cosa? Perch?
Trent ti prego! rispose CJ con la voce rotta. Lo devi fare per me!
Durante l'anno successivo Trent si ammal. Vomitava spesso e questo mi ricord dei tempi in cui CJ lo faceva regolarmente. Ora non succedeva pi. Ogni volta che Trent dava di stomaco, CJ sembrava angosciata tanto quanto lo era quando era stata lei a farlo. Mugolavo sempre pieno d'ansia per entrambi.
I genitori di Trent vennero a trovarci spesso e cos anche sua sorella Carolina accompagnata da un uomo e da alcuni bambini che avevo visto al matrimonio. Ne dedussi che Carolina adesso aveva una famiglia. Queste visite erano sempre strane, non come quelle in cui ci eravamo ritrovati tutti alla Fattoria, questa volta solo i bambini sembravano felici e pronti a sorridere a giocare con me.
Trent perse tutti i capelli e mentre era sdraiato a letto lo facevo ridere leccandogli la testa. Anche CJ rideva, ma dentro di lei c'era sempre quella triste disperazione. Sembrava ansiosa e preoccupata.
Non voglio che questo sia il mio ultimo Natale con mio marito disse lei quell'inverno.
Non lo sar tesoro, te lo prometto rispose Trent.
Osservando il comportamento di Duke, che era stato cos indisciplinato quando aveva rivisto CJ, avevo capito cosa non dovevo fare attorno a una persona malata. Mi impegnai a rimanere calmo e a consolare CJ e Trent. Entrambi sembrarono apprezzare molto il mio comportamento. Il mio compito fino ad allora era stato quello di tenere lontana qualunque minaccia, e lo avevo fatto. Ora il mio lavoro era quello di tenere lontana la tristezza, e per questo c'era bisogno che mi comportassi diversamente.
Diverse volte alla settimana continuai ad andare con CJ nel posto in cui lei si sdraiava sul divano e delle persone le giravano intorno occupandosi di lei. Mi conoscevano tutti oramai, mi volevano bene e mi accarezzavano e mi dicevano che ero un bravo cane. Sapevo di esserlo perch me ne rimanevo sdraiato tranquillo, invece di saltare per la stanza. Quando andavamo via mi sembrava che CJ stesse meglio di quando avevamo iniziato ad andare in quel posto, ma ero solo un cane e potevo anche sbagliarmi.
Una notte CJ e Trent erano abbracciati sul divano e io me ne stavo rannicchiato fra loro due. Sneakers era dall'altro lato della stanza e ci guardava inespressiva. Non sapevo mai a cosa pensassero i gatti, sempre che pensassero a qualcosa.
Voglio solo che tu sappia che ho un'assicurazione e tanti investimenti. Non dovrai preoccuparti di niente disse Trent.
Ma non ce ne sar bisogno. Starai meglio. Stai migliorando disse CJ. Era arrabbiata.
S, ma qualora ce ne fosse bisogno voglio che tu lo sappia.
Non importa. Non succeder insistette CJ.
C'erano delle volte in cui Trent andava via per alcuni giorni di fila e anche CJ spariva quasi completamente, ma poi alla fine tornava sempre a casa per portarmi a passeggio e darmi da mangiare. Dall'odore di Trent, che aveva sempre addosso quando tornava, capivo che erano stati insieme da qualche parte.
In un caldo giorno d'estate eravamo solo io e CJ seduti sull'erba. Avevo corso avanti e indietro per tutto il tempo che volevo e ora ero felice di fermarmi sulle gambe della mia bambina. CJ mi accarezz la testa.
Sei un cane cos bravo mi disse. Le sue dita mi grattarono sulla schiena proprio dove mi prudeva e cos mugolai di piacere. Lo so cosa stavi cercando di fare, Max. Non stavi pregando, non  vero? Stavi cercando di dirci di Trent, di dirci che sentivi l'odore del suo cancro. Non lo avevamo capito. Te lo ha detto Molly? Molly parla con te, Max?  per quello che lo sapevi? Molly  un cane angelo che veglia su di noi? Anche tu sei un cane angelo?
Mi piaceva sentire CJ pronunciare il nome di Molly e cos scodinzolai.
L'abbiamo preso in tempo, Max. Grazie a te siamo potuti intervenire in tempo e il cancro non si  ripresentato. Hai salvato la vita a mio marito. Non so come, ma se parli con Molly, puoi ringraziarla da parte mia?
Fui abbastanza contrariato quando i capelli di Trent crebbero di nuovo perch quando gli leccavo la testa lo facevo sempre ridere. Ma le cose cambiano. I capelli di CJ per esempio erano lunghi come non lo erano mai stati prima, sembravano una meravigliosa tenda quando lei si piegava in avanti. E quando Trent si allungava verso di me non sentivo pi quell'odore metallico. Quando ora mi diceva prega lo guardavo confuso. Che cosa voleva che facessi? La mia confusione cresceva ancora di pi quando dopo avermi detto prega io restavo seduto a fissarlo e lui e CJ ridevano, battevano le mani e mi dicevano bravo cane! dopodich mi davano qualche delizioso bocconcino da mangiare anche se, in effetti, io non avevo fatto niente.
Lo scopo di un cane non pu essere quello di cercare di capire cosa vogliono gli umani, perch  una cosa impossibile.
L'estate dopo che i capelli di Trent furono ricresciuti, degli uomini vennero in casa nostra e portarono via tutto. CJ gli parl accompagnandoli in giro per la casa, quindi capii che era tutto sotto controllo, eppure abbaiai comunque, perch ero abituato a fare cos. Per questo CJ mi mise in una gabbia e cos fece con Sneakers, il che mi sembr un po' esagerato da parte sua.
Facemmo un lungo viaggio in macchina sui sedili posteriori, sempre nelle nostre gabbie.
Quando scendemmo dalla macchina quegli stessi uomini erano l, e stavolta trasportavano le nostre cose dentro una nuova casa. Era cos divertente esplorare delle stanze mai viste prima!
Sneakers annus intorno a s con aria diffidente, mentre io, preso da una gioia dilagante, correvo da un lato all'altro della casa.
Questa  casa nostra ora, Max disse Trent. Non dovrai pi vivere in un appartamento.
Trent mi stava parlando e cos gli corsi incontro, gli misi le zampe sulle gambe e lui mi sollev in aria. Rivolsi uno sguardo compiaciuto verso Sneakers, che dal canto suo si fingeva disinteressata. Trent era buono. Amava me e CJ e anch'io lo amavo. Quella notte, mentre stavo per addormentarmi accoccolato addosso alla mia bambina, con Trent sdraiato dall'altro lato del letto, pensai a quanto Rocky l'avesse amato. Di solito  possibile giudicare la bont di un uomo se ha un cane che lo ama.
Non tornammo mai pi a casa nostra. Stavamo in una piccola casa con delle scale, ma la cosa pi bella era che avevamo un prato sul retro. Sneakers non sembr colpita dal giardino, ma io adoravo stare l fuori. Era pi silenzioso e c'erano meno odori di cibo, ma da l potevo sentire il suono dei latrati degli altri cani e l'odore delle piante e della pioggia.
Trent usciva quasi tutti i giorni dopo colazione, ma CJ rimaneva a casa con me. Amava mettersi a sedere in una stanzetta in particolare. C'era una scrivania, un divano, delle sedie comode e un letto su cui mi potevo sdraiare. Degli amici venivano a trovarci e si sedevano in un'altra stanza, quella in cui c'era una porta che dava sull'esterno. Io e CJ prendevamo uno di questi amici e lo portavamo gi per il corridoio fino alla stanza preferita di CJ, per parlare. Imparai a non abbaiare a nessuna di queste persone; al contrario, sapevo quando erano in attesa nell'altra stanza e cos mi avvicinavo alla porta muovendo la coda.
Bravo cane, Max mi diceva CJ.
A volte queste persone erano tristi e mi resi conto che, se gli saltavo sulle gambe, parte della loro tristezza spariva mentre mi accarezzavano e piangevano. Ero contento che la mia bambina avesse cos tanti amici che venivano a trovarla.
Ero felice. Il tempo pass anno dopo anno. CJ era sempre un po' malata, ma gradualmente sembr migliorare, diventare pi forte.
Eravamo nella nuova casa gi da molto tempo quando, durante l'inverno, le zampe cominciarono a darmi qualche fastidio. Quando mi svegliavo, alla mattina, erano rigide e mi facevano male e poi camminavo lentamente. Le nostre passeggiate all'aperto si fecero meno spedite e pi brevi, proprio come lo erano state quando CJ stava molto male e spingeva quella sedia davanti a s.
Anche Sneakers camminava pi lentamente. Spesso ci mettevamo a dormire sul divano, uno di fronte all'altra, e a met della giornata ci svegliavamo per scambiarci di posto.
Stai bene, Max? Povero cane. Le medicine ti stanno aiutando? mi chiedeva CJ. Percepivo la preoccupazione nella sua voce e scodinzolavo quando sentivo pronunciare il mio nome. Il mio scopo ora era quello di stare con la mia bambina quando andava a sdraiarsi sul divano diverse volte a settimana, di rannicchiarmi con lei e dormire il pi possibile. Di questo aveva bisogno CJ.
Feci del mio meglio per nascondere il mio dolore a lei e a Trent. Mi rendevo conto di quanto CJ fosse preoccupata quando si accorgeva del dolore che sentivo alle zampe. La sensazione che provavo era molto simile a quella che avevo avvertito quando Beevis mi aveva morso l'orecchio facendolo sanguinare.
Non mi lanciavo pi in corsa nel giardino sul retro abbaiando per la felicit. Ero troppo stanco. Ero ancora felice, ma lo tenevo per me.
A volte me ne stavo sdraiato al sole, e quando CJ mi chiamava io alzavo la testa, ma le mie zampe non volevano saperne di muoversi. Lei si avvicinava, mi prendeva in braccio e mi teneva sulle gambe. Percepivo la sua tristezza e lottavo contro la debolezza che mi stava debilitando, la guardavo dal basso e le leccavo la faccia.
Come stai Max? Ti fa tanto male? mi chiese CJ dopo un momento particolarmente difficile in cui, per diversi minuti, ero riuscito a malapena a muovermi. Forse  giunta l'ora. Mi terrorizzava l'idea di questo momento, ma domani ti porto dal veterinario. Non dovrai pi soffrire, Max. Te lo prometto.
Sospirai: era bello stare fra le braccia di CJ. Le sue mani su di me sembravano alleviare il mio dolore. Trent usc in giardino, avvertii la sua presenza e la sua mano che mi accarezzava.
Come sta? chiese Trent.
Non bene. Sono uscita e ho pensato che fosse gi andato.
Bravo cane mi sussurr Trent accarezzandomi. Sei il migliore, Max. Hai passato la tua vita a prenderti cura di CJ. Ora sar compito mio. Puoi lasciarti andare in qualsiasi momento. Non ti deluder, ok? Sei stato bravissimo, Max.
Oh, Max disse CJ con un filo di voce. Sembrava cos triste.
Proprio in quell'istante sentii crescere dentro di me una sensazione che conoscevo bene: era come un buio accogliente e leggero. Qualcosa stava accadendo dentro di me, qualcosa di sorprendente e repentino. Il dolore lancinante alle articolazioni aveva iniziato ad affievolirsi. Max? disse CJ. La sua voce sembrava lontana.
Non riuscivo pi a muovermi, n a vederli. Il mio ultimo pensiero, quando sentii l'onda prendermi e portarmi via, fu che ero felice che CJ e Trent avessero Sneakers a prendersi cura di loro.
Sneakers era un bravo gatto.

29
Provai la vaga sensazione di aver dormito molto a lungo, era come se mi fossi svegliato da un sonno lunghissimo. Alla fine aprii gli occhi, ma tutto era scuro e coperto da una patina lattiginosa.
Quando la mia vista si schiar e riuscii a mettere a fuoco mia madre e i miei fratelli, vidi che eravamo tutti a chiazze marroni, bianche e nere e che il nostro pelo era corto.
Non sentivo la voce di CJ da nessuna parte e neanche l'odore. C'erano altre persone per, e molte di loro indossavano spesso degli abiti lunghi e morbidi e delle piccole coperte sulla testa.
Eravamo in una piccola stanza con alcuni tappeti sul pavimento, illuminata da una finestra alta sul soffitto. I miei fratelli, due femmine e tre maschi, erano continuamente impegnati nei loro giochi: facevano la lotta e poi una volta cresciuti un po', iniziarono a rincorrersi felici. Provai a ignorarli e rimasi seduto davanti alla porta ad aspettare CJ, ma il loro divertimento era contagioso.
Per la prima volta mi domandai se qualcuno dei miei fratelli avesse gi vissuto vite precedenti e stesse, come me, cercando i propri padroni. Di sicuro non si comportavano come se fosse cos. Ero l'unico cucciolo che sembrava avere altre preoccupazioni al di l del semplice giocare, giocare, giocare.
Le persone che venivano a trovarci erano tutte donne. Imparai a riconoscerle dal loro odore e, nonostante i loro vestiti fossero tutti uguali, capii che erano sei persone diverse. Erano tutte pi grandi di CJ, ma pi giovani di Hannah. Queste donne si divertivano quando venivano a trovarci e ridevano quando i cuccioli saltavano loro addosso addentando le lunghe vesti. Mi prendevano in braccio e mi baciavano, ma una di loro, in particolare, concentr la sua attenzione su di me, pi delle altre.
Eccolo  lui disse lei. Vedete com' calmo?
Non esiste un Beagle calmo le rispose un'altra.
Oh Margaret, con un cucciolo non funzioner mai disse un'altra ancora. Lo so che sono adorabili, ma sono troppo pieni di energia. Dovremmo prendere un cane pi anziano, dell'et che aveva Oscar.
Dopo averla sentita chiamare diverse volte capii che il nome della donna che mi teneva in braccio era Margaret.
Tu non eri qui quando abbiamo preso Oscar, Jane disse Margaret. Abbiamo fatto diversi tentativi e sono andati tutti male, e quando finalmente abbiamo trovato Oscar  rimasto con noi per cos poco tempo, prima di mancare. Credo che addestrare un cucciolo sin da piccolo possa garantirci diversi anni.
S, ma non un Beagle disse una delle due. Un Beagle  iperattivo.  questo il motivo per cui non volevo allevare un Beagle femmina incinta.
Mi chiesi quale di quelle donne si chiamasse Beagle.
Dalla pesantezza delle mie ossa e dei miei muscoli mi resi conto che ero destinato a diventare un cane pi grande di Max. Mi sentii subito sollevato quando mi resi conto che non avrei dovuto sprecare cos tanta energia per far capire agli altri cani e alle persone che, dentro di me, ero un cane grosso capace di proteggere la mia bambina. Quando la donna mi mise gi, mi avvicinai a una delle mie sorelle e le saltai addosso. Ero gi pi grande di lei e mi piaceva l'idea di poterla dominare grazie alla mia taglia, piuttosto che con il mio atteggiamento.
Poco dopo iniziammo a mangiare del cibo ridotto in poltiglia da una ciotola in comune, poi ci portarono all'esterno, in un prato chiuso da un recinto. Era primavera e l'aria era calda e odorosa di fiori e di erba appena spuntata. L'odore nell'aria mi diceva che il clima era umido e che pioveva di frequente. Serviva molta pioggia per nutrire quella grande diversit di specie di alberi e arbusti. I miei fratelli credevano che quel giardino fosse il posto pi incredibile che si potesse immaginare e ogni mattina, quando ci facevano uscire, si mettevano a correre in circolo. Pensai che fosse stupido, ma mi univo comunque a loro, perch era divertente.
Mi chiesi quando CJ sarebbe venuta a prendermi. Doveva essere quello il motivo per cui ero nuovamente un cucciolo. I nostri destini erano indissolubilmente legati, e se ero nato di nuovo era perch la mia bambina aveva ancora bisogno di me.
Un giorno vidi una famiglia entrare in giardino accompagnata da una delle sei donne che si prendevano cura di noi: un uomo, una donna e due bambine piccole. Sapevo cosa significava la loro presenza. Tutti i cuccioli corsero loro incontro per andare a giocare, ma io esitai bench, quando una delle bambine mi prese in braccio, non potei resistere alla tentazione di leccarle la faccia facendola ridere.
La bambina mi port dal padre. Questo, pap. Voglio questo per il mio compleanno disse lei.
Veramente una delle suore lo ha gi prenotato disse la donna. Lavorer con noi. O almeno cos speriamo.
La bambina mi mise a terra. La guardai scodinzolando. Era pi grande di CJ quando era ancora Clarity, ma era pi piccola di quando io e Rocky fummo adottati da Trent e CJ. Non avevo mai conosciuto la mia bambina a quell'et. Quando la bambina prese in braccio uno dei miei fratelli rimasi stranamente deluso: mi sarebbe piaciuto continuare a giocare con lei ancora un po'.
Uno dopo l'altro i miei fratelli andarono tutti a casa con delle persone, fino a quando fui l'unico cane a rimanere con mia madre. Lei si chiamava Sadie. Eravamo entrambi fuori in giardino a fare un sonnellino quando delle donne vennero a vederci. Presi un piccolo osso di gomma e lo portai verso di loro sperando che qualcuna volesse giocare con me.
Sei stato un cane cos bravo, Sadie. Una mamma cos brava disse Margaret.
Gettai via l'osso di gomma e ci saltai sopra cos avrebbero detto bravo cane anche a me.
Ti piacer la tua nuova casa disse un'altra donna.
Una terza donna mi prese in braccio e mi mise il muso contro quello di mia madre. Ci odorammo a vicenda, eravamo entrambi disorientati da questa situazione innaturale e imbarazzante.
Di' ciao al tuo cucciolo, Sadie!
La donna mise il guinzaglio attorno al collare di Sadie e la port via. Margaret mi trattenne per impedirmi di seguire mia madre. Era ovvio che stava succedendo qualcosa.
Ti chiamer Toby, va bene? Toby, sei un bravo cane. Toby canticchi Margaret. Il tuo nome  Toby.
Compresi che il mio nome doveva essere Toby. Ero sbalordito. Toby era stato il mio primo nome, tantissimi anni fa. Margaret, ovviamente, lo sapeva.
Gli esseri umani sanno tutto, non solo come guidare la macchina o dove trovare della pancetta, ma anche se un cane  bravo oppure no, dove un cane deve dormire e con quali giocattoli deve giocare. Eppure, mi lasci di stucco il fatto che Margaret mi chiamasse Toby. Avevo sempre iniziato una nuova vita con un nuovo nome.
Che cosa significava che fossi Toby di nuovo? Significava forse che tutto stava ricominciando, che il mio prossimo nome sarebbe stato Bailey?
Sadie non ritorn e alla fine capii che questo posto pieno di donne avvolte in delle coperte era la mia nuova casa, diversa da tutte quelle in cui ero stato fino ad allora. Passavo la maggior parte del tempo fuori nell'area recintata e di notte mi portavano all'interno nella stanza in cui ero nato. Non mi sentivo solo, per: durante il giorno delle donne venivano a trovarmi, spesso mi lanciavano una palla o mi tendevano un giocattolo da afferrare. Imparai a riconoscere la maggior parte di quelle donne dal loro odore, anche se sulle mani avevano tutte dei profumi simili.
Al contrario delle mie vite precedenti non c'era una singola persona a prendersi cura di me ed era questo l'aspetto pi stupefacente. Molte pi donne di quelle che io stesso sarei mai riuscito a contare giocavano con me, mi parlavano, mi davano da mangiare. Era come se fossi il cane di tutti.
Margaret mi insegn un nuovo comando: fermo. All'inizio quando mi teneva e diceva fermo pensavo volesse fare la lotta. Ma lei continuava a dirmi: No, no. Stai fermo. Non capivo cosa mi stesse dicendo, ma sapevo che no significava che stavo facendo qualcosa che non dovevo. Provai a leccarla, a dimenarmi, provai tutti i trucchi che conoscevo, ma nessuno sembrava renderla contenta. Alla fine, frustrato, lasciai perdere. Bravo cane! disse lei e mi diede un delizioso bocconcino, anche se non avevo fatto niente.
Continuammo cos per diversi giorni fino a quando capii finalmente che fermo voleva dire sdraiati l. Una volta fatto il collegamento potevo restarmene sdraiato senza muovermi per tutto il tempo che Margaret voleva, ma facevo fatica a contenere la mia impazienza. Perch dovevo aspettare cos tanto prima di ricevere qualche bocconcino?
Margaret mi port a visitare dei posti all'interno dell'edificio che non avevo mai visto prima. C'erano donne sedute, donne in piedi e donne che mangiavano. Quest'ultimo gruppo di persone mi sembrava il pi interessante, ma ci fermammo solo per un istante prima di continuare il nostro tour. Margaret voleva che stessi fermo mentre sedevo sulle gambe delle persone. Non mi importava granch dell'intera faccenda, ma lo facevo comunque.
Vedi quanto  bravo? Bravo cane, Toby. Bravo cane.
Una donna si sdrai su un divano e mi misero su una coperta l vicino a lei e mi dissero fermo. La donna ridacchiava e io morivo dalla voglia di leccarle la faccia, ma ubbidii al comando e cos ricevetti un bocconcino da mangiare. Ero ancora l fermo immobile, in attesa di un'altra prelibatezza, quando diverse donne si raccolsero attorno a me.
Va bene Margaret, mi hai convinta. Puoi portarlo al lavoro con te e vedere come va disse una delle donne.
Margaret si chin su di me e mi prese in braccio. Andr tutto bene, sorella.
No, non andr bene. Finir per infastidire tutti e rosicchiare tutto le mise in guardia un'altra.
La mattina seguente Margaret mi mise un collare e mi condusse al guinzaglio verso la sua macchina. Sei cos bravo, Toby mi disse lei.
Andammo a fare un giro in macchina: ero un cane da sedile davanti! Non ero abbastanza grande per da riuscire a ficcare il naso fuori dal finestrino.
Margaret mi port in un posto molto simile a quello in cui ero stato con CJ, quello in cui ci sdraiavamo sul divano insieme. Sentivo l'odore di molte persone, alcune delle quali erano malate. Era un luogo silenzioso e il pavimento era morbido.
Margaret mi fece fare un giro: le persone mi accarezzarono e mi abbracciarono o, in alcuni casi, rimasero sdraiate immobili nei loro letti a fissarmi. Fermo mi ordinava Margaret. Mi sforzai di non muovermi perch era questo quello che bisognava fare vicino a delle persone malate. Quando avvertii il forte odore che conoscevo bene provenire da alcuni di loro, l'odore che era stato nel respiro di Trent per molto tempo, non lo segnalai. Avevo imparato che l'unica circostanza in cui avrei dovuto farlo era quando qualcuno mi diceva prega e nessuno lo aveva fatto.
Presto Margaret mi port in un giardino esterno recintato da mura tutto intorno. Avevo cos tanta energia repressa dentro d me che mi misi a correre avanti e indietro per un bel po'. Margaret mi diede una corda con una pallina di gomma all'estremit e me la trascinai dietro, scuotendola. Avrei tanto voluto che ci fosse stato un altro cane a giocare con me. Mi resi conto che da dietro le finestre delle persone mi stavano guardando e cos mi pavoneggiai un po' con quella corda.
Dopodich Margaret mi port dentro l'edificio e mi mostr una gabbia. Bene Toby. Questa  la tua casa. Sul pavimento c'era un cuscino e quando Margaret si pieg e gli diede dei colpetti, mi avvicinai ubbidiente e mi ci sedetti sopra.
Questo  il tuo letto, Toby. Va bene? disse Margaret.
Non era chiaro se dovessi rimanere o no sul cuscino, ma ero stanco e cos feci un sonnellino. Mi svegliai quando udii la voce di Margaret. Puoi chiamare Suor Cecilia per me, per favore? Grazie.
La fissai mezzo addormentato. Aveva il telefono premuto contro la faccia. Mi sorrise quando sbadigliai.
Cecilia? Sono Margaret. Sono ancora alla casa di cura con Toby. No, addirittura meglio. Lo adorano. Questo pomeriggio alcuni pazienti si sono persino seduti per guardarlo giocare in giardino. Non ha abbaiato, neanche una volta. S, davvero. Grazie Cecilia. Certo, ma non credo ce ne sar bisogno.  un cane davvero speciale.
Udii la parola cane e scodinzolai un paio di volte prima di abbandonarmi nuovamente al sonno.
Nel corso dei giorni che seguirono mi abituai alla mia nuova vita. Margaret andava e veniva, ma non tutti i giorni. Presto imparai i nomi di altre tre donne: Fran, Patsy e Mona. Anche loro venivano a prendermi e mi portavano in giro a trovare delle persone sdraiate nei loro letti. Patsy aveva un forte odore di cannella e un lieve sentore di cane, ma nessuna di loro indossava gli stessi morbidi vestiti di Margaret. Mi dicevano di stare fermo, cos rimanevo sdraiato l accanto alla persona di turno. Mi ricordava un po' quando gli amici di CJ venivano a trovarci e piangevano e io mi sdraiavo sul divano con loro.
A volte le persone volevano giocare con me, altre volte mi accarezzavano e spesso volevano solo dormire. Quasi sempre per, riuscivo ad avvertire la loro felicit.
Sei un cane saggio, Toby mi disse Fran. Un cane saggio in un corpo giovane.
Scodinzolai percependo dal tono della sua voce che mi stava elogiando. Gli esseri umani sono cos: possono parlare per ore senza mai dire bravo cane, ma alla fine  quello che intendono.
A parte queste visite, potevo fare quello che volevo. Mi chiamavano tutti, anche alcune persone che stavano su delle sedie che si muovevano quando Fran o qualcun'altro le spingeva. Quella gente mi amava, tutti mi abbracciavano e mi davano delle cose da mangiare di nascosto.
Il posto che preferivo sopra ogni altro era la cucina, dove un uomo chiamato Eddie passava la giornata a cucinare. Mi diceva di sedermi e poi mi dava una meravigliosa prelibatezza, anche se il trucco del seduto era quello pi facile per un cane.
Io e te siamo gli unici uomini in questo posto mi diceva Eddie. Dobbiamo sostenerci a vicenda, ok, Toby?
Sempre, prima di allora, ero stato con una sola persona e amarla era stato lo scopo della mia vita. All'inizio quella persona era stata Ethan. Ero cos certo che il motivo per cui fossi un cane era di amarlo che, quando iniziai a prendermi cura di Clarity da bambina, lo feci solo perch sapevo che era quello che Ethan avrebbe voluto. Poco alla volta per iniziai ad amare Clarity allo stesso modo e capii che non stavo tradendo Ethan. Un cane pu amare pi di una persona.
In questo posto per non c'era nessuna persona in particolare, il mio scopo sembrava quello di amarle tutte e questo mi rendeva felice.
Ero un cane che amava tante persone diverse e questo faceva di me un bravo cane.
Il mio nome era senza dubbio Toby, ma ne avevo passate tante dalla prima volta in cui qualcuno mi aveva chiamato cos. Conoscevo molte pi cose ora, cose che avevo imparato nel corso della mia vita. Capivo, per esempio, perch mi chiedevano di stare fermo. Sentivo che molte di quelle persone sdraiate nel letto provavano dolore e sapevo che, se fossi saltato loro addosso per giocare, avrei potuto farle soffrire. Mi era bastato salire sulla pancia di un uomo una volta per imparare la lezione. Il suo grido di dolore cos acuto mi era rimasto nelle orecchie per giorni e mi aveva fatto stare malissimo. Non ero un cane indisciplinato come Duke, che non riusciva a controllarsi. Ero Toby. Potevo rimanere fermo.
Quando Mona, Fran o Patsy non mi portavano da qualche parte, me ne andavo in giro per conto mio e andavo a trovare quell'uomo. Si chiamava Bob e volevo sapesse quanto fossi dispiaciuto per essergli salito addosso. Proprio come nella maggior parte delle altre stanze, accanto al letto di Bob c'era una sedia. Saltandoci sopra potevo raggiunge la sua coperta e sedermi l senza fargli male. Dormiva sempre quando lo andavo a trovare.
Un pomeriggio Bob era solo nel suo letto e sentii che la vita lo stava abbandonando. La calda onda lo stava avvolgendo facendo scomparire il suo dolore. Mi sdraiai vicino a lui in silenzio cercando di restargli accanto nel miglior modo possibile. Mi sembr che se il mio scopo nella vita era quello di essere di conforto alle persone che soffrivano, allora era ancora pi importante che fossi presente quando avrebbero esalato il loro ultimo respiro.
Fran mi trov sdraiato l. Controll Bob e gli copr la testa con la coperta. Bravo cane, Toby disse lei con un filo di voce.
Da quel momento in poi ogni volta che mi rendevo conto che per qualcuno era giunta l'ora, andavo nella sua stanza e mi sdraiavo sul letto per offrirgli conforto e tenergli compagnia. A volte le persone erano circondate dalla loro famiglia, altre volte erano sole, anche se di solito una delle persone che si era presa cura del paziente nell'edificio era seduta l in silenzio.
Di rado accadeva che alcuni membri delle famiglie provassero paura e rabbia quando mi vedevano.
Non lo voglio il cane della morte vicino a mia madre! grid una volta un uomo. Udii la parola cane, avvertii la sua furia come una frustata e cos uscii dalla stanza senza sapere cosa avessi fatto di sbagliato.
La maggior parte delle volte per la mia presenza era ben accetta da tutti quanti. Non avere un unico padrone per me significava ricevere un sacco di coccole. Quando mi abbracciavano, le persone erano spesso in preda al dolore, ma sentivo come la loro tristezza allentasse la morsa mentre ero fra le loro braccia.
Quello che invece mi mancava erano gli altri cani. Amavo tutte le attenzioni che ricevevo dagli esseri umani, ma mi mancava la sensazione di sentire la gola di un altro cane sotto la mia presa. Mi ritrovai a sognare Rocky, Duke e tutti i cani nel parco e cos, quando Fran mi port fuori nel cortile, abbaiai per la sorpresa quando vidi che c'era un altro cane!
Era un cane piccolo, tozzo e forte chiamato Chaucer. Aveva addosso lo stesso odore di cannella che aveva Patsy. Iniziammo subito a fare la lotta come se ci conoscessimo da anni.
Toby ne aveva proprio bisogno disse Fran a Patsy ridendo. Eddie ha detto che sembrava quasi depresso.
 un'occasione speciale anche per Chaucer disse Patsy.
Io e Chaucer alzammo la testa. Occasione speciale?
Da quel giorno in poi Chaucer venne a trovarmi molto spesso e, anche se dovevo fare sempre il trucco dello stare fermo, trovavo comunque il tempo per fare la lotta con lui.
Alcune volte dei cani venivano con le famiglie e rimanevano nelle stanze con i letti. Erano sempre molto nervosi e raramente avevano voglia di giocare, anche quando venivano lasciati liberi in cortile.
Passarono alcuni anni. Ero un bravo cane, avevo fatto tante cose e mi sentivo a mio agio nel mio nuovo ruolo. Ero un cane che apparteneva a tutti e a nessuno.
Durante il Felice Ringraziamento c'erano sempre tantissime persone in giro e una grande quantit di odori e di prelibatezze per un cane che se le fosse meritate. Quando era Buon Natale le donne che indossavano le coperte sulla testa venivano a giocare con me, mi davano delle squisitezze da mangiare e si sedevano intorno al grande albero dentro l'edificio. Sull'albero, come al solito, erano appesi dei giocattoli per gatti, con i quali per non giocava nessun gatto.
Mi sentivo felice. Avevo uno scopo. Non avevo un compito preciso come prendermi cura di CJ, ma mi sentivo comunque importante.
E cos un pomeriggio mi svegliai di soprassalto dal mio sonnellino. Alzai la testa. Voglio le mie scarpe! grid una donna da una delle stanze.
Riconobbi la sua voce all'istante.
Gloria.

30
Mi precipitai gi per il corridoio facendo quasi cadere Fran ed entrai nella stanza come un razzo. Gloria era nel letto e il suo forte profumo inondava la stanza, ma io la ignorai concentrando la mia attenzione sulla donna in piedi vicino a lei. Era la mia CJ che mi guardava divertita.
Mi dimenticai completamente di ogni etichetta, abbandonai il contegno riservato che avevo sempre mantenuto nelle stanze dei pazienti e al contrario saltai addosso alla mia bambina, cercandola con le zampe.
Wow! disse lei.
Mugolai, la mia coda era bassa e batteva sul pavimento mentre mi rigiravo su me stesso e saltavo.
CJ si abbass su di me e mi prese il muso fra le mani. Chiusi gli occhi e mugolai per il piacere di sentire il suo tocco su di me. Alla fine era tornata. Sentii brividi di gioia. Ero tornato con la mia bambina!
Toby! Gi disse Fran.
Non c' problema. CJ si inginocchi, le sue articolazioni scricchiolarono quando si pieg. Ma che bel cagnolino.
I suoi capelli erano corti ora e non ricaddero su di me come un tempo. Le leccai la faccia. Odorava di cose buone e di Gloria. Mi resi conto di quanto fosse debole e fragile ora: le sue mani tremavano un po' quando mi tocc. Questo significava che dovevo cercare di contenermi, cosa quasi impossibile. Avrei voluto abbaiare e correre per la stanza, buttare gi tutto.
Toby  il cane che usiamo come terapia per gli ammalati spieg Fran. Vive qui. D conforto ai nostri pazienti e loro amano averlo intorno.
Be', non Gloria disse CJ ridendo. Mi fiss con affetto negli occhi. Toby, sei un terapibeagle!
Scodinzolai. La sua voce tremava leggermente e sembrava sotto sforzo, ma amavo comunque il suono che faceva.
Clarity ha rubato i miei soldi disse Gloria. Voglio andare a casa. Chiama Jeffrey. CJ sospir e continu ad accarezzarmi la testa. Mi resi conto che Gloria era ancora infelice come sempre. Era anche molto vecchia, lo sentivo dal suo odore: ultimamente avevo passato un sacco di tempo con persone anziane.
Patsy entr nella stanza. Odorava di cannella e di Chaucer, come al solito. Buongiorno, Gloria. Che succede? chiese Patsy.
Niente disse Gloria. Si accasci sul letto. Niente.
Patsy rimase con Gloria, mentre CJ e Fran andarono in una piccola stanza con un tavolo. Toby, vieni anche tu? Fran rise quando schizzai dentro prima che potesse chiudere la porta.
 un cane cos carino disse CJ. Scodinzolai.
Sembra che si sia proprio preso una cotta per lei.
CJ si sedette su una sedia e avvertii in lei una leggera fitta di dolore. Preoccupato le premetti il muso contro le ginocchia. Allung la mano verso di me e mi accarezz distrattamente; le sue dita tremavano leggermente. Chiusi gli occhi. Mi era mancata cos tanto. Ma ora che era l era come se non fosse mai andata via.
Gloria ha dei giorni "no" e altri in cui va meglio. Oggi  una giornata positiva. La maggior parte del tempo non  lucida disse CJ.
Scodinzolai. Anche il nome di Gloria, pronunciato da CJ, mi faceva stare bene.
L'Alzheimer pu essere impietoso, il modo in cui la malattia progredisce  cos incoerente rispose Fran.
La storia dei soldi poi, mi manda nei pazzi. Dice a tutti che le ho rubato i suoi soldi e la sua casa. La verit  che l'ho sostenuta finanziariamente negli ultimi quindici anni e, ovviamente, qualunque cosa le mandassi non era mai abbastanza.
Secondo la mia esperienza ci sono quasi sempre delle questioni irrisolte in situazioni come questa.
Lo so. E dovrei saper gestire la cosa meglio di cos. Sono anche una psicologa.
S, l'ho visto nella sua cartella. Vuole parlarmi del modo in cui questo influisce sulla relazione con sua madre?
CJ fece un respiro profondo, sovrappensiero. Ho iniziato a rendermene conto mentre stavo facendo il master. Gloria  una narcisista, non ha mai messo in discussione il suo comportamento, n ha mai pensato di aver fatto qualcosa per cui dovesse chiedere scusa. Quindi, no. Non credo che con lei ci sar mai una resa dei conti. Non ce n' mai stata la possibilit, neanche quando era nel pieno delle sue facolt mentali. Molti bambini subiscono le conseguenze del narcisismo, e aver avuto Gloria come madre mi ha aiutato con il mio lavoro.
Che  nelle scuole superiori? chiese Fran.
A volte. Sono specializzata nei disturbi dell'alimentazione, che sono quasi sempre pi acuti nelle adolescenti. Sono quasi in pensione, per.
Mi resi conto in quel momento che c'era una pallina sotto uno degli armadietti di Fran. Mi avvicinai e infilai il naso l sotto annusando con forza. Aveva l'odore di Chaucer. Cosa ci faceva Chaucer con una pallina qui dentro?
Ho letto anche che  in dialisi da ventidue anni? Spero non le dispiaccia se glielo chiedo, ma lei sembrerebbe la candidata ideale per un trapianto. Lo ha mai preso in considerazione?
Non c' problema, le rispondo disse CJ. Anche se non capisco che cosa abbiano a che fare queste domande con Gloria.
Diedi un colpo alla pallina con la zampa, la toccai ma non riuscii a muoverla.
La casa di cura non  solo per i pazienti.  per i bisogni di tutta la famiglia. Pi sappiamo e migliore  il servizio che possiamo offrirvi disse Fran.
Certo, capisco. Ho subito un trapianto in realt. I ventidue anni sono un totale. Ho ricevuto un rene da un donatore morto quando avevo pi di trent anni. Sono passati ventanni prima che smettesse di funzionare. Lo chiamano rigetto cronico e non c' nulla da fare. Ho ricominciato a fare la dialisi diciassette anni fa.
E un altro trapianto?
CJ sospir. Ci sono cos pochi organi a disposizione. Non potevo pensare di prenderne un altro quando ci sono persone che lo meritano pi di me in lista d'attesa.
Che lo meritano di pi?
Ho distrutto i miei reni in un tentativo di suicidio quando avevo venticinque anni. Ci sono bambini che, non per colpa loro, nascono con delle patologie che richiedono un trapianto. Avevo gi avuto un rene, non ne avrei usato un altro.
Capisco.
CJ rise. Il modo in cui mi ha appena parlato mi ha riportato alla memoria almeno cinquanta ore di psicoanalisi. Mi creda, ci ho pensato bene.
Mi appoggiai alla gamba di CJ, sperando che prendesse la pallina per me.
Grazie per averne parlato disse Fran. C comunque d'aiuto.
Oh, mia madre glielo avrebbe senz'altro accennato. Le piace dire a tutti che ho bevuto dell'antigelo. Negli ultimi tre anni l'ho fatta assistere da varie persone, ed  riuscita a convincere tutti che fossi la figlia di Satana.
Sbadigliai ansioso. Non importava a nessuno di quella pallina?
Che cosa c'? Perch si  fermata? chiese Fran dopo un momento.
Stavo pensando che forse Gloria non le dir niente.  sempre meno reattiva e, ovviamente, ha quasi smesso di mangiare. Presumo che una parte di me abbia difficolt ad abituarsi all'idea che questa sia davvero la fine.
 difficile disse Fran perdere qualcuno che  stato cos importante nella nostra vita.
Non credo lo sar disse CJ con un filo di voce.
Ha gi subito una perdita in passato.
S.
Mi misi seduto a guardare la mia bambina, ignorando la palla. Prese un pezzo di carta e se lo premette contro gli occhi. Mio marito, Trent,  morto lo scorso autunno.
Rimasero sedute in silenzio. CJ allung la mano verso di me e gliela leccai.
 cos che ho scoperto la casa di cura. Trent se n' andato in pace circondato da persone che gli volevano bene.
Ci fu un'altra lunga e triste pausa. Ero contento di sentire il nome di Trent, ma CJ non aveva addosso l'odore di lui. Fu un po' come quando, nei panni di Max, mi resi conto che l'odore di Rocky non era pi addosso a Trent. Sapevo cosa significava quando un odore si affievoliva, sia che si trattasse di un cane o di un essere umano.
Ero felice di essere con CJ, ma l'idea che non avrei mai pi rivisto Trent mi intrist.
La malattia di Gloria ravviva i suoi sentimenti per suo marito? chiese Fran con delicatezza.
No. La situazione  diversa ora. E poi i miei sentimenti per Trent sono sempre stati l. Trent era l'amico al quale potevo sempre rivolgermi e che non chiedeva mai niente in cambio. Per cos tanto tempo ho modellato la mia concezione dell'amore basandomi sulla relazione con mia madre. Quando finalmente me ne sono liberata, Trent era l ad aspettarmi. La nostra vita insieme  stata meravigliosa. Non abbiamo potuto avere bambini, quindi eravamo solo noi due. Ma Trent ha reso ogni giorno un giorno speciale. Gli piaceva organizzare viaggi a sorpresa, e per riuscire a organizzare una cosa del genere quando tua moglie ha bisogno della dialisi, ce ne vuole. Ma Trent era cos: l'uomo pi capace che abbia mai conosciuto. Poteva fare qualunque cosa. E non fu certo una passeggiata, con il trapianto, gli immunosoppressori, le corse al pronto soccorso. In mezzo a tutto questo, Trent  sempre stato la mia roccia. Anche ora, non riesco a credere che se ne sia andato.
Sembra una persona davvero speciale disse Fran. Mi sarebbe piaciuto averlo conosciuto.
Da quel giorno in poi, quando la mia bambina veniva a trovare Gloria, la accoglievo sulla porta e le rimanevo accanto fino a quando se ne andava. A volte CJ tirava fuori dalle tasche delle cose da mangiare e me le dava anche se non avevo fatto nulla di speciale. Sei un cane cos bravo sussurrava lei.
Anche Eddie mi disse che ero un bravo cane e sottoline il concetto con della carne!
Sei il cane di Dio, lo sai?  per quello che sei qui, per aiutare le suore a fare il lavoro di Dio. Per cui immagino che un po' di stufato sia il minimo che possa darti disse Eddie. Non capivo mai cosa dicesse, ma le prelibatezze che mi dava lui erano le cose pi buone che avessi mai mangiato!
Cos come un tempo avevo tenuto d'occhio Clarity per Ethan, ora mi dissi che era compito mio prendermi cura di Gloria per CJ. Passavo moltissimo tempo nella stanza di Gloria, anche quando CJ non era l. Non osavo saltarle sul letto per, perch l'unica volta che ci avevo provato i suoi occhi si erano riempiti di terrore e mi aveva urlato contro.
Ad alcune persone non piace avere un cane intorno. Il pensiero che ci fossero persone cos mi rendeva triste. Sapevo che Gloria era una di quelle e forse era per quel motivo che non avrebbe mai potuto essere davvero felice.
Fran e CJ divennero amiche e spesso pranzavano insieme fuori in cortile. Mi sdraiavo ai loro piedi tenendo d'occhio le briciole che cadevano. Erano la mia specialit.
Ho una domanda da farti disse CJ a Fran durante uno dei loro pranzi. Ma voglio che ci pensi bene prima di rispondere.
 esattamente quello che mi ha detto mio marito quando mi ha chiesto di sposarlo rispose Fran. Risero entrambe.
Scodinzolai a sentire la risata di CJ. Dal modo in cui CJ sobbalzava o tratteneva il fiato quando si muoveva, o dal suo lungo e rumoroso respiro quando si sedeva, mi rendevo conto di quanti dolori provasse. Ma ogni volta che rideva, il dolore sembrava diminuire.
Be' non  quel tipo di proposta disse CJ. Quello a cui sto pensando  che mi piacerebbe lavorare qui per offrire assistenza psicologica. Ho visto quanto  dura per te e Patsy e Mona pensare a tutto. Lo farei come volontaria. Non ho bisogno di soldi.
E che mi dici del tuo studio?
Ci sto sempre meno, oramai da molto tempo. Lavoro solo come consulente al momento. Se devo dirti la verit trovo sempre pi difficile relazionarmi con gli adolescenti o forse  il contrario. Quando dico che mi identifico con quello che stanno passando, vedo scetticismo nei loro occhi. Per loro avr quasi cent'anni.
Di solito scoraggiamo qualunque forma di volontariato nella casa di cura da parte dei familiari fino a un anno dopo la morte del paziente.
Lo so, me lo hai detto. Per quello ti chiedo di pensarci. Credo che per me si possa fare un'eccezione. So benissimo cosa significa stare sdraiato in un letto e sentirsi malissimo. Lo faccio tre volte alla settimana. E di sicuro quello che sto passando con Gloria mi mette nella posizione di capire benissimo come si sentono le famiglie.
Come sta tua madre?
... non le  rimasto molto.
Sei stata una buona figlia, CJ.
Be', considerate le circostanze, non credo che Gloria sarebbe d'accordo, n ora n mai. Allora, ci pensi?
Certo. Ne parler al direttore e alle sorelle. Dipende da loro, lo sai. Tutti noi qui siamo solo degli impiegati.
Una settimana dopo ero seduto ai piedi di CJ nella stanza di Gloria quando avvertii in lei un cambiamento. Il suo respiro si stava facendo sempre pi debole, cessava per un istante e poi riprendeva con un paio di respiri pi forti. A ogni ciclo il respiro si faceva sempre pi debole e pi leggero.
Se ne stava andando.
Saltai sulla sedia vicino a lei e le guardai il viso. I suoi occhi erano chiusi, la sua bocca era aperta e teneva le mani strette al petto. Guardai CJ. Dormiva. Sapevo che avrebbe voluto essere sveglia, cos abbaiai. Un singolo guaito cos acuto che risuon fortissimo nel silenzio della stanza.
La mia bambina si svegli di soprassalto. Che cosa c', Toby? Si alz e si avvicin a me. Alzai il muso verso di lei e le leccai le dita. Oh disse lei. Dopo un istante si avvicin a Gloria e le strinse le mani fra le sue. Vidi delle lacrime scenderle sul volto e percepii il suo dolore. Rimanemmo cos per diversi minuti.
Addio mamma disse alla fine CJ. Ti voglio bene.
Quando Gloria esal il suo ultimo respiro e si spense, CJ torn a sedersi. Le saltai sulle gambe e lei mi tenne stretto a s dondolando gentilmente. Avevo fatto tutto il possibile per CJ, ero con lei nel suo dolore.
Alla fine di quella giornata seguii CJ e Fran fino alla porta d'ingresso.
Ci vediamo al funerale disse Fran. Si abbracciarono. Sei sicura di voler andare a casa da sola?
Sto bene. Se devo essere sincera mi sento sollevata che sia tutto finito.
Lo so.
CJ mi guard e io scodinzolai. Si pieg con un piccolo sussulto, poi mi attir a s.
Sei un cane eccezionale, Toby. Quello che fai per tutti, confortarli e guidarli verso la fine... sei un miracolo, sei un cane angelo.
Scodinzolai: cane angelo era un po' come cane citrullo, un altro nome che mi diceva che ero un bravo cane e che ero amato.
Grazie Toby, grazie tante. Sei un bravo cane. Ti voglio bene.
CJ si alz in piedi, sorrise a Fran e and via.
CJ non ritorn il giorno dopo, n quello successivo. Passarono diversi giorni fino a quando smisi di correre verso le porte scorrevoli ogni volta che si aprivano. La mia bambina, o almeno cos sembrava, non aveva bisogno di me in quel momento.
Le cose stavano cos. Avrei preferito andare con CJ dovunque lei fosse. Ma il mio lavoro era di prendermi cura di tutte le persone nel mio edificio e di amarle e di essere loro accanto mentre lasciavano questa vita. Non solo. Il mio compito era anche quello di mettermi seduto per Eddie e ricevere dei bocconcini di pollo.
Sapevo che se CJ avesse avuto bisogno di me mi avrebbe trovato, come in passato aveva sempre fatto.
Nel frattempo tutto quello che potevo fare era rimanere seduto e aspettare.

31
E poi un giorno la mia bambina ritorn. Il vento trascinava le foglie secche cadute dagli alberi e il rumore era cos forte che potevo sentirlo da ogni angolo dell'edificio. Diffidente, la vidi venire su per il marciapiede; non ero sicuro che fosse lei. Camminava con difficolt, zoppicava, e il suo corpo minuto e fragile era nascosto da un voluminoso cappotto. Ma quando la porta si apr, il vento mi port il suo meraviglioso profumo, mi lanciai di corsa sul pavimento e la raggiunsi. Feci attenzione a non saltarle addosso perch avevo paura di farla cadere, agitai la coda pieno di gioia e chiusi gli occhi quando allung la mano verso di me per accarezzarmi.
Ciao Toby, ti sono mancata?
Fran si avvicin e l'abbracci. CJ poggi delle cose su una scrivania in una delle stanze e da quel giorno in poi la nostra vita procedette a ritroso rispetto a prima. CJ andava via alla sera e tornava solo quando era mattina, anzich andare via alla mattina e tornare di sera. Non entravo mai con lei nella stanza con i divani, ma dall'odore sapevo che lei ci andava regolarmente.
CJ si muoveva per l'edificio, andava a trovare le persone nelle loro stanze, ci parlava e a volte le abbracciava. Io la seguivo dappertutto, ma quando andava via, la sera, spesso c'era qualcuno che aveva bisogno di me. Mi sdraiavo sul letto e spesso i familiari mi tenevano stretto.
Le persone che parlavano con CJ sembravano soffrire molto, sia che fossero sdraiate in un letto, sia che fossero in piedi. Di solito per, dopo una tranquilla conversazione, sentivo il loro dolore diminuire un po'.
Spesso qualche familiare mi cercava ed era compito mio lasciare che mi abbracciasse per tutto il tempo che voleva, stringendomi forte quanto voleva, anche se questo mi faceva sentire un po' a disagio.
Bravo cane mi diceva CJ. Bravo cane, Toby.
Spesso Fran e Patsy erano nella stanza con CJ e anche loro dicevano la stessa cosa. Bravo cane, Toby.
Ero contento di essere un bravo cane.
Anche CJ soffriva. Riuscivo a sentirlo, vedevo come il dolore rallentava i suoi movimenti. Abbracciarmi faceva stare meglio anche lei.
Una delle famiglie nell'edificio era molto triste. Una donna era sdraiata nel letto, soffriva e aveva in bocca quel pungente odore di metallo. C'era anche un uomo della sua stessa et e tre bambini che avevano la stessa et che aveva CJ quando ero stato Molly. Quando uno dei tre mi prese in braccio e mi mise sul letto con la donna rimasi fermo.
Dawn disse CJ alla pi grande dei tre. Era pi alta di CJ, aveva dei capelli lunghi e chiari che profumavano di sapone ai fiori e le mani che odoravano di mela. Verresti con me a prendere una tazza di caff?
Dawn mi sembr allarmata. Guard verso sua madre, addormentata e ignara della mia presenza l vicino a lei, e poi guard suo padre. Lui le fece un cenno con la testa. Vai pure, tesoro.
Mentre si allontanava controvoglia dal letto della madre, percepii qualcosa agitarsi in Dawn, una cosa simile al senso di colpa. Qualunque cosa stesse accadendo, sentii che CJ e Dawn avevano bisogno di me pi di quella donna sdraiata nel letto. Mi mossi il pi delicatamente possibile, saltai sul pavimento e in silenzio seguii la mia bambina per il corridoio.
Ehi, vuoi qualcosa da mangiare? Una banana magari? chiese CJ.
Perch no disse la ragazzina. Le sentivo masticare e presto sentii anche l'odore dolce e forte di un nuovo frutto mischiarsi a quello delle mele sulle mani della ragazza. Mi sdraiai sotto il tavolo ai loro piedi.
Dev'essere dura essere la pi grande. Le tue sorelle ti ammirano,  evidente disse CJ.
E gi.
Ne vuoi parlare?
A dire il vero, no.
E tuo pap come sta?
Lui... non lo so. Continua a dire che dobbiamo lottare. Ma mamma...
Ha smesso di lottare disse po' dopo CJ a voce bassa.
S.
Dev'essere molto logorante.
S.
Rimasero sedute per un po'.
Qual  il tuo cibo preferito? chiese CJ.
Burro d'arachidi rispose Dawn con una risatina amara. Oh, e anche quelle lasagne che si possono riscaldare.
Il cibo aiuta quando siamo stressati disse CJ.
Dawn rimase in silenzio.
E poi, quando abbiamo mangiato troppo? chiese CJ calma.
Un campanello d'allarme risuon dentro Dawn. Si alz in piedi. Che cosa vuole dire?
Ho avuto questo problema quando ero alle scuole superiori. Mangiare mi faceva sempre stare meglio disse CJ. Per mi odiavo a ogni morso, perch mi sentivo grassa e sapevo che stavo mettendo su dei chili, sentivo il mio didietro che diventava pi grosso. E cos mi liberavo di quello che avevo mangiato.
Quando Dawn parl i battiti del suo cuore gli fecero tremare la voce.
Come?
Lo sai come, Dawn rispose CJ.
Dawn respir profondamente.
I miei occhi erano continuamente iniettati di sangue. Proprio come i tuoi disse CJ. E spesso le mie guance erano gonfie, come le tue.
Devo andare.
Rimani seduta qui con me un altro po'. Ok? chiese CJ.
Dawn strisci i piedi. Sentivo che aveva paura.
Questi non sono i miei denti prosegu CJ. Li ho persi quando ero giovane a causa dell'acido. Le persone della mia et hanno spesso degli impianti dentali. Io l'ho dovuto fare quando ero a scuola.
Lo dir a mio padre? rispose Dawn.
Tua mamma lo sa? rispose CJ.
Lei... Credo che lo sappia, ma non mi ha mai detto niente. E ora...
Lo so. Dawn c' un percorso...
No! disse Dawn decisa. Spinse la sedia indietro.
So come ti senti.  terribile avere un segreto del genere. Si finisce per odiare se stessi.
Voglio tornare nella stanza di mia madre.
Si alzarono in piedi entrambe. Mi tirai su, sbadigliai ansioso. CJ non era tesa tanto quando Dawn, ma entrambe erano preda di sentimenti forti.
Sono dalla tua parte, Dawn disse CJ. Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, ogni volta che sentirai quel bisogno incontrollabile, voglio che mi chiami. Lo farai? Mi promette di non dirlo a mio padre?
Solo se sar sicura che non ti farai del male, tesoro.
Allora lei non sta dalla mia parte sbott Dawn poi si volt e and via cos rapidamente che CJ non ebbe neanche il tempo di muoversi. La mia bambina fece un sospiro triste e le toccai la mano.
Bravo cane, Toby disse lei. Ma non era a me che stava pensando.
Quando la madre di Dawn mor ero sdraiato accanto a lei. Erano tutti cos tristi, i ragazzini si strinsero a me e io rimasi fermo per loro. Fran e Patsy erano l, ma CJ non cera. A volte, anche se CJ era nell'edificio, rimanevo con Fran o con Patsy perch loro avevano pi bisogno di me.
Era un bel modo di passare la vita. Non c'era una gattaiola, ma ogni volta che mi avvicinavo alla porta che dava sul piccolo cortile, questa si apriva per me. Gli odori l fuori mi dicevano quando avrebbe nevicato o piovuto, quando era estate o autunno. Chaucer continuava a venire a giocare con me regolarmente, ma quando scopr che potevamo contare su Eddie per dei deliziosi bocconcini, finimmo per passare in cucina la stessa quantit di tempo che passavamo all'esterno.
Vedi Chaucer, tu sei come me. Lavori sodo, ma non fai un lavoro sofisticato. Quello che la gente vede quando ti guarda non  altro che un cane che lavora sodo disse una volta Eddie. Impaziente per la sua porzione di cibo, Chaucer lanci un guaito e strisci le zampe. Ma Toby qui, lui  un dottore. Nessuno di noi due sar mai intelligente quanto Toby.
Scodinzolai sentendo il mio nome. Chaucer si lecc i baffi.
Ma la pancetta, oggi, ve la d a tutti e due.
Riuscii a contenermi a stento. Pancetta!
CJ a volte andava via per una settimana o anche per due di fila, ma ritornava sempre. Un giorno, a pranzo, dopo una delle sue lunghe assenze, mentre CJ parlava con Fran percepii la paura dentro di lei. Mi sedetti in guardia.
Abbiamo un nuovo ospite per la clinica. Probabilmente arriver luned disse CJ.
Oh? rispose Fran.
Io. Sono io l'ospite.
Che cosa?
 quasi un sollievo, Fran. Ho cos tanti problemi che i medici non sanno quasi da dove cominciare. E se devo essere sincera, sono stanca. Sono stanca del dolore, delle notti insonni, di stare male. Sono stanca di prendere 40 pasticche al giorno. Quando Gloria  morta mi sono resa conto che dal quel momento non avevo pi nessun obbligo. Non devo niente a nessuno.
CJ...
CJ si spost sulla sedia e si sporse in avanti.  una decisione che ho preso tanto tempo fa, Fran. Non riuscirai a farmi cambiare idea. La mia famiglia lo sa, le ho gi detto addio. Ho gi pensato a tutto. CJ rise un po'. Cos sar sempre e per sempre pi giovane di Gloria. Questa cosa la far impazzire.
Credo dovremmo parlarne. Magari dovresti vedere qualcuno...
Ne ho discusso con il mio terapista. Credimi, nell'ultimo anno e mezzo non abbiamo parlato quasi di altro.
Credo comunque...
Lo so cosa pensi, ma ti sbagli. Questo non  un suicidio,  accettazione. I miei medici dicono che  solo una questione di tempo prima che qualcos'altro esca fuori. Sono d'accordo con me. Sono terrorizzata all'idea che un altro ictus possa lasciarmi debilitata. Dopo aver visto Gloria non credo riuscirei a sopportare che qualcosa di simile accada al mio cervello. In questo modo posso controllare cosa succede, quando e dove. Non  a questo che serve la casa di cura? Assicurarsi che la qualit della vita si protragga anche nella morte?
Non puoi sapere, comunque, se avrai un altro ictus.
Fran. Ho smesso di fare la dialisi.
Oh mio Dio.
No, non ne hai idea. La libert. Non dovr tornare in quel posto mai pi. Ho avuto i miei alti e bassi, ma la mia vita  stata lunga e bella. Non mi pento della mia decisione. Ti prego, prova a capirmi. Mi sembra quasi di essere stata tenuta in vita artificialmente e probabilmente lo  stato, e per una buona ragione. Ho aiutato tante persone. Ma la prognosi  che non ci sar un lieto fine. Voglio andarmene quando lo decido io, non voglio che la mia vita sia estesa artificialmente senza nessuna considerazione per il mio benessere. Non voglio finire come un vegetale.
Ora CJ non aveva pi paura. Le diedi un colpetto sulla mano e lei mi accarezz con dolcezza.
Qualche giorno dopo, CJ venne a vivere nell'edificio. Fu ovvio, sin da subito, che stava male come mai prima d'allora. Saltai sul suo letto e rimasi l con lei. A volte mi mettevo vicino alla sua testa, altre mi acciambellavo ai suoi piedi.
Bravo cane, Toby mi diceva sempre lei. La sua voce per si faceva sempre pi debole. Tu non sei solo un terapibeagle, sei un cane angelo, proprio come Max, proprio come Molly.
Scodinzolai quando udii quei nomi pronunciati con cos tanta tenerezza. La mia bambina sapeva chi ero, sapeva che ero sempre rimasto al suo fianco, che mi ero preso cura di lei proteggendola da ogni pericolo.
Molte persone vennero a trovare CJ nella sua stanza e lei era sempre felice di vederli. Alcuni di loro li conoscevo, come Gracie ad esempio, che era solo una bambina quando ero Max e ora era una donna adulta con figli. CJ baci i bambini e rise e il dolore dentro di lei si affievol fino a sparire del tutto. Un'altra donna venne a trovarla, ricordavo di averla vista non molto tempo prima. Si chiamava Dawn, era la ragazza con le mani che odoravano di mela. Si sedette accanto a CJ e parlarono per ore. Mi allontanai per vedere se Patsy e Fran avevano bisogno di me, ma quando tornai Dawn era ancora l.
La gente continua a chiedermi in cosa voglio specializzarmi e io continuo a rispondere che voglio entrare nella facolt di medicina. Come posso sapere quale area mi interessa? Non sono stata ancora accettata.
Ti prenderanno disse CJ. Io lo so.
Tu hai sempre creduto in me CJ. Mi hai salvato la vita.
No, ti sei salvata da sola. Lo sai cosa dicono nel percorso. Nessuno pu farlo per te.
S, lo so disse Dawn.
CJ toss debolmente, saltai sul letto accanto a lei. Abbass la mano e mi accarezz sulla schiena.
Presumo sia arrivata l'ora di andare disse alla fine Dawn.
Ti sono grata per essermi venuta a trovare, Dawn.
Si abbracciarono e sentii tutto l'amore che emanavano.
Fai buon viaggio in aereo disse CJ. E ricorda, puoi chiamarmi quando vuoi.
Dawn fece di s con la testa, si asciug gli occhi, poi sorrise e salut con la mano uscendo dalla stanza. Mi accoccolai accanto alla mia bambina, sentii che stava crollando in un sonno profondo.
Un pomeriggio CJ mi stava dando da mangiare dei pezzetti del panino con prosciutto e formaggio che le aveva portato Eddie, quando si ferm e mi guard. Tenni gli occhi fissi sul panino.
Toby, mi disse lei ascoltami. Lo so che mi sei molto affezionato, ma io devo andare. Potrei restare, ma ho preso tutto ci che di buono la vita aveva da offrirmi e sono stanca delle cose brutte. Specialmente di quello che potrebbe accadere se continuassi a vivere. Voglio solo stare con mio marito. Il mio unico rimpianto  quello di lasciare i miei amici, e tu sei uno di loro, Toby. Ma so che sei amato e che si prenderanno cura di te, ed essere amato e avere un lavoro  la cosa pi importante per un cane. Per molti aspetti mi ricordi il mio cane Molly, la sua gentilezza, ma anche Max, cos sicuro di s. Dirai ai miei cani angelo che li rivedr presto? E rimarrai con me fino alla fine? Non voglio avere paura e se so che se tu sarai l trover il coraggio. Sarai il mio amico per sempre, Toby.
Quando la mia bambina mi strinse a s sentii un amore fortissimo scorrere fra di noi.
CJ se ne and in un fresco e limpido pomeriggio di primavera. Fran era rimasta seduta accanto a CJ tutto il giorno, e io ero rimasto sdraiato l con la testa sul suo petto mentre le sue mani mi accarezzavano leggere.
Quando la mano smise di muoversi, guardai Fran. Lei avvicin la sedia al letto di CJ e le prese una mano, oramai senza forza, fra le sue. CJ si allontan dalla vita un po' alla volta e con un ultimo respiro se ne and.
Bravo cane, Toby mi disse Fran. Mi abbracci e le sue lacrime caddero sul mio pelo.
Pensai a Clarity da bambina, quando era caduta nello stagno della Fattoria. Come mi aveva guardato quando Gloria l'aveva tirata su. Bubby aveva detto. Mi ricordai di quando venne a prendermi con Trent per portarmi a casa. Pensai ai suoi baci, ai suoi abbracci, a quando ero Max e lei mi stringeva al petto per tenermi al caldo.
Adesso avrei dovuto vivere senza i suoi abbracci.
La mia CJ. Mi aveva insegnato che era stato un bene non aver amato solamente Ethan, mi aveva fatto rendere conto del fatto che avevo amato tante persone in vita mia e che amare gli umani era il mio scopo supremo.
In ognuna delle mie vite CJ aveva rappresentato il fulcro della mia esistenza e aveva fatto s che aiutassi queste persone, sdraiate in un letto nelle loro stanze, a lottare contro le loro paure e a trovare la pace e l'accettazione.
Dopo che CJ se ne fu andata rimasi al servizio di queste persone per molti anni, ma non passai un singolo giorno senza pensare a lei. Mi ricordai di quando da bambina Clarity si era infilata nella stalla del cavallo, di quando CJ mi aveva tenuto stretto a s nella macchina vicino all'oceano e mi ricordai di quando, mentre ero Max, avevamo vissuto con Trent.
Quando una mattina fui colto da un dolore fortissimo mentre facevo i miei bisogni, Patsy, Fran e Eddie mi portarono dal veterinario. Sapevo perch andavano tutti a fare un giro in macchina. Ero quasi cieco oramai, ma riuscivo ancora a sentire l'odore di Chaucer e della cannella sulle mani di Patsy. Patsy mi prese in braccio, col respiro affannoso mi port nello studio, del veterinario e mi mise su un tavolo freddo. Eddie mi tranquillizzava con le sue mani che odoravano di pollo. E mentre tutti mi sussurravano qualcosa nell'orecchio. Una puntura mi port un sollievo quasi istantaneo.
Ti vogliamo bene dissero.
Questa volta, quando l'onda mi travolse non c'era oscurit, ma una luce schiumosa che si irradiava in milioni di bolle. Alzai la testa e mi lasciai trascinare verso quel bagliore. Emersi fra la superfcie dell'acqua nel glorioso sole del primo mattino. La luce dorata si rifletteva sulle onde morbide e la mia vista si fece chiara e aguzza come quella di un cucciolo. Il mio naso incontr un bouquet di profumi meravigliosi e il mio cuore fece un balzo quando mi resi conto a chi appartenevano quegli odori.
Molly sentii qualcuno gridare.
Girai bruscamente la testa e loro erano l. Le persone di cui avevo sentito l'odore. Tutte le persone che avevo amato nella mia vita erano sulla riva, ridevano e battevano le mani. Vidi Ethan e Hannah e Trent e CJ davanti, insieme a Andi e Maya e Jakob e tutti gli altri.
Bailey! grid Ethan salutando con la mano.
Il mio nome era Toby, Buddy e Molly e Max e Bailey e Ellie. Ero un bravo cane e questo era il mio premio. Ora sarei stato con le persone che amavo.
Mi voltai, lanciai un guaito di gioia e nuotai verso quella riva dorata.
...
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...
FINE.